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Mi sento inferiore e non riesco a farmi rispettare

Inviata da Alice il 8 ott 2015 Autostima

Buongiorno,
mi chiamo Alice e il mio problema è il sentirmi spesso inferiore agli altri. Non ho problemi relazionali: ho amici davvero cari e non fatico a fare nuove amicizie. Tuttavia in alcuni nuovi gruppi e con alcune persone mi sento il più delle volte a disagio e mi chiudo, senza esprimere il mio pensiero. Forse temo troppo il giudizio degli altri, ma non so come trovare una soluzione a questo.. Inoltre i miei amici dicono che sono troppo buona; in questi ultimi tempi, però, questo si è rivelato più un difetto che un pregio: non riesco a farmi rispettare e spesso le persone se ne approfittano, tanto che devo sempre essere difesa da qualcuno, cosa che mi fa sentire ancora più inadeguata. Penso sempre che le persone abbiano buone intenzioni e che, se mi trattano male, sia io a dovermi mettere in discussione. Come devo comportarmi? Grazie mille
Alice

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Carissima Alice,
da quanto scrive pare che non abbia concluso quel processo di individuazione separazione che ci porta ad essere quello che siamo, con i nostri confini, accettando le parti buone e meno buone di noi. Molto spesso questo è riconducibile al rapporto che abbiamo avuto con le figure significative durante la nostra crescita. La cosa che le consiglierei è di rivolgersi ad un bravo psicoterapeuta con il quale affrontare e risolvere queste difficoltà. Le assicuro, e parlo per esperienza, che, con una buona collaborazione da parte sua, riuscirà ad aiutarla. Spero di averla aiutata in qualche modo.

Buon lavoro

Dott.ssa Mariarosaria Grazioso Psicologo a Bari

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Gent.le Alice,
per capire cosa la induce, senza volerlo, a dare tanta importanza ad alcune persone, fino a considerarle superiori e a lasciar credere loro di poter approfittare della sua disponibilità è necessario approfondire ciò che vive e sente in quelle situazioni: quali emozioni e quali fantasie - consce e inconsce - la attraversano e influiscono sul suo atteggiamento, quali ricordi - consci e inconsci - si animano dentro si lei. Se volesse scriverci qualcosa di più su ciò che sperimenta in quei momenti, potremmo provare a fare qualche ipotesi
Cordiali saluti
L'équipe del PdT

Porto di Telemaco Psicologo a Bergamo

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Cara Alice,
con quali prersone, nello specifico, si sente a disagio? Di quali persone teme il giudizio? In tutte le occasioni ritiene o ha ritenuto che le persone abbiano buone intenzioni?

Cerchi di distinguere le occasioni i cui si sente più a suo agio, osservi quali persone la facciano sentire giudicata e in che occasione si mette in discussione, proteggendo il comportamento degli altri.

Questo è importante per conoscersi meglio e per non generalizzare.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Gentile Alice , io credo che lei sia in una situazione di difficoltà a causa del suo poco allenamento a mettere confini. Il timore del giudizio o il sentirsi inadeguata forse la portano ad accogliere tutti in maniera automatica , tuttavia sta sperimentando che avere molti amici non la protegge dalla sua idea di se stessa come inadeguata e con poca autostima. Le consiglio di fare un percorso terapeutico in cui potersi sperimentare con le sue parti buone e le sue parti cattive , tanto da poter riproporre socialmente dei confini che non la mettano più nella condizione di accogliere tutto quello che entra ma le consentano di filtrare e di scegliere il suo ambiente affettivo .
Le auguro buona fortuna
Dott.ssa Di Segni Fabiana

Dott.ssa Di Segni Fabiana Psicologo a Roma

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Buongiorno Alice, il suo è, parlo sempre di ipotesi, non essendoci un contatto diretto, un problema abbastanza marcato di timore del "giudizio degli altri". L'autostima, almeno per me, ora non è così importante. Bisognerebbe, naturalmente attraverso un percorso terapeutico, andare a ricercare come è nato questo problema durante il suo periodo di sviluppo. Ora le posso dire di cominciare a pensare che, quando l'esterno le dice qualcosa o le da un giudizio, oltre ad essere una informazione (da verificare) su di sé, ma è, soprattutto, una descrizione informativa di chi le sta dicendo quella cosa. Se, ad es., le dicono che è incapace, cominci a pensare al contesto in cui si trova, chi le dice questo, perché lo fa (se se la sente, può anche chiederlo), et. Insomma, cominci a ribattere la palla all'esterno, anche se all'inizio sarà difficile, invece di attribuirsi più o meno saprei, ciò che le viene detto. In ogni caso, sarà la/il collega ad approntare una strategia di intervento terapeutico.
Buona fortuna,
dott.Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Gentile Alice
da quello che lei scrive mi sono fatta l'idea che lei creda poco in se stessa, tanto da non reagire e delegare ad altri questa responsabilità. Ha detto bene: più delega agli altri, più ai suoi stessi occhi l'immagine interiore che ha di se stessa si indebolisce.
Scrive di temere troppo il giudizio degli altri: questo succede solitamente quando una persona si modella troppo sulle aspettative altrui e si mette in testa di voler a tutti i costi piacere per recuperare autostima. Lei vive per gli altri.
Se proprio tiene così tanto a risultare gradevole agli altri, cerchi almeno di passare dal "piacere per piacersi" al "piacersi per piacere". Mi spiego?
Uno psicoterapeuta le potrà dare sostegno in questo percorso.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania D'Antuono - Venezia

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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Gentile Alice,
il tuo è un problema di insufficiente assertività e autostima. Anche se questo disagio è circoscritto a contesti nuovi e a persone sconosciute ti suggerisco vivamente di intraprendere un percorso di psicoterapia in cui potrai fare un apposito training di assertività e migliorare il tuo livello di autostima.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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