Mi sento in gabbia e sono al limite.

Inviata da Eleonora · 6 mar 2018 Orientamento scolastico

Buongiorno a tutti,
ho 21 anni e sono una studentessa universitaria.
Studio Lettere, ma odio il percorso che ho intrapreso, visto che l'ho scelto come ultima spiaggia: il mio sogno è sempre stato studiare psicologia.
Dopo il diploma di liceo classico, mia madre mi ha imposto di andare a studiare a Pavia e io, poichè succube da sempre delle sue decisioni, non ho opposto resistenza.
A Pavia, purtroppo, ho fallito il test d'ingresso e mi sono iscritta, sempre in quella città, a Scienze Politiche, unicamente per la presenza di un esame di giapponese, lingua che amo molto.
Tuttavia, dopo poche lezioni, ho capito che non era la mia strada:pensavo sempre a Psicologia, era un chiodo fisso.
Inoltre, alloggiavo in un collegio universitario, ma avevo una fortissima paura della "matricolatio", ossia una sorta di rituale fatto di pesanti scherzi, della durata di sei mesi, a cui sono sottoposte le matricole da parte degli studenti più grandi.
Tutto ciò ha causato in me, che sono una ragazza molto fragile, continue crisi di pianto incessante, insonnia e depressione.
Alla fine, mio padre, che veniva a trovarmi tutte le sere facendosi ore di viaggio, non ha resistito e ha "obbligato" mia madre a farmi tornare a casa.
Da lì, si è innestata una situazione talmente pesante da portarmi a scegliere, dalla disperazione, Lettere nella mia città, visto che era l'unico corso con le immatricolazioni ancora aperte.
In realtà, avrei voluto fermarmi un anno per riflettere bene, ma ciò non mi è stato concesso da mia madre.
Il primo anno è passato con pochi esami dati, principalmente per disinteresse.
A maggio 2017, ho conosciuto il mio attuale ragazzo, dal quale sono distante 800 km, visto che lui studia a Roma.
Con lui, ho iniziato a capire di dover prendere in mano la mia vita e affrontare mia madre, la vera causa di tutto.
Come si è ben capito, il rapporto con lei è un incubo da quando ero bambina e ora mi sta uccidendo: odio ogni cosa che mi circonda, non riesco a fare nulla, solo piangere e chiudermi.
Invece, ogni volta che vado a Roma a trovare il mio ragazzo, io mi sento viva,serena e non voglio mai tornare indietro.
Per unire il mio sogno allo stare vicino alla persona che amo ed essere finalmente felice, ho deciso di provare a dare il test di psicologia alla Sapienza a settembre 2018.
Tuttavia, i miei sono molto contrari, mia madre minaccia il suicidio se dovessi provarci e mio padre non può pagare tutto da solo.
Non so cosa fare, mi sento impazzire anche solo all'idea di dover rimanere bloccata in questo inferno un altro anno.
Non ho mai chiesto niente ai miei genitori, ho sempre accettato passivamente ogni decisione,e per la prima volta voglio qualcosa con tutte le mie forze.
Da stupida, però, non riesco ad accettare dentro di me di provare ad andare a studiare in un' altra città che non sia Roma.
Sento che solo lì sarò davvero soddisfatta, viva.
Per favore, ho davvero bisogno di un consiglio.
Sono al limite e ci sto rimettendo la salute.
Grazie per l'attenzione.

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Miglior risposta 8 MAR 2018

Cara Eleonora, da come ti racconti sembri avere le idee chiare su quali siano i tuoi bisogni e obiettivi di vita. La relazione con tua madre, che tu stessa definisci problematica, sembra porre dei grossi limiti alla tua realizzazione: sembra che se segui te stessa e la tua felicitâ perdi tua madre. Comprendo quanto questa sorta di amore "condizionato" possa essere doloroso e snervante per te e, nello stesso tempo, pare che tu faccia fatica a "lasciare andare" questa relazione: chissâ se nella vita hai imparato che se segui i tuoi sogni sei cattiva, se ti allontani dalla mamma e fai di testa tua andrai incontro a pericoli e fallimenti.....con il relativo senso di colpa e di "soffocamento" che questo comporta. La realtâ ě che gli altri possono essere in qualsiasi modo, giusto o sbagliato che sia, ma sta a noi decidere come rispondere ai loro comportamenti. Ě molto doloroso, ma se davvero sai cosa vuoi inseguilo. Nulla ti vieta anche di prenderti del tempo, come avresti voluto fare, per confermare se davvero quello che senti ė di andare a Roma, magari anche con il sostegno di un professionista. Una volta che hai chiaro chi sei e dove vuoi andare, parla di quello che provi a tua madre...potrebbe essere la via giusta per affermare te stessa e quello in cui credi, a prescindere dalla sua accettazione. Il lavoro di affermazione di sě e differenziazione dalle proprie origini spesso si rivela molto difficile e doloroso, ma non ě detto che da questa fatica non possano nascere nuovi e inaspettati scenari per te stessa e gli altri. Auguri di cuore, dott.ssa Daniela Cannistrâ.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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