Mi sembra di non avere più il controllo delle mie capacità

Inviata da Laura · 20 nov 2020

Da cinque anni a questa parte sono cambiata, non mi riconosco più. Questa situazione mi sta creando diversi problemi, vorrei risolverla ma non so da dove partire. Procastino quando devo fare una cosa importante, ho difficoltà nello studio ad essere attenta, concentrarmi e ricordarmi le cose. Sono perennemente distratta e stanca, faccio le cose per inerzia con una resa che forse è 1/5 di quella che so che potrei avere. L'essere consapevole di non stare dando il 100% mi crea sempre più paura nel dovermi mettere in gioco e quando si tratta di esami o cose a cui tengo tanto finisco per fallire o rinunciare ad affrontare la prova. Sono abituata sempre a primeggiare, fare le cose per bene ed essere soddisfatta del mio operato, ora invece provo insoddisfazione, mi arrabbio con me stessa per questi atteggiamenti, cerco continuamente invano nuove emozioni positive per cercare di sbloccare la situazione ma mi sento come imprigionata in un corpo e in una mente non mia. Il confronto che parenti e amici fanno con "quella che ero prima" o con altre persone mi fa stare ancora più male, perché io in primis ne sono consapevole, mi dispiace, non lo faccio di proposito e vorrei tornare come prima ma non ci riesco.
Sembra che tutto sia nato dopo la 3^ superiore quando sono stata bocciata a scuola, dopo un anno di attacchi di panico e malesseri generati da voti bassi per conflitti con due professori.
Anche se penso che il problema non risieda là perché la cosa influisce non solo nello studio ma nella quotidianità, faccio difficoltà a seguire un film, ascoltare per tutto il tempo una persona che mi parla, concentrarmi nei gesti tecnici nello sport che pratico. Dopo un po' mi distraggo, è come se fossi in una bolla d'aria, sento ma non ascolto, mi muovo ma per automatismi senza ragionare su ciò che sto facendo.
Cosa potrebbe essere? In che modo potrei risolvere questa situazione?
Grazie mille.

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Miglior risposta 23 NOV 2020

Gentile Laura,
a volte può essere utile focalizzarsi meno sulle prestazioni e un po' di più sul piacere di giocare. Meglio giocare una partita non perfetta che non giocarla affatto, anche perché potremmo perdere tutto l'apprendimento che ogni partita ci può fornire. Gli sportivi più performanti sono quelli che sanno accettare serenamente anche le cattive performance, per usare ancora la metafora sportiva, dinamica che però può riferirsi anche allo studio e al lavoro.
Potrebbe esserle utile rivolgersi a un professionista per un supporto riguardo alla dinamica delle performance, alla progettualità e agli obiettivi, che possono essere ricalibrati, insieme alle aspettative e alla percezione che ha di sé.
Le faccio tanti auguri
dott. Giovanni Iacoviello

Dott. Giovanni Iacoviello Psicologo a Bergamo

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23 NOV 2020

Cara Laura I motivi per cui si percepisce come descrive possono essere molteplici. Che sia il blocco causato in terza superiore o da altro, ciò che é importante é elaborare quello che La fa star male, per ripartire da quel punto lí, apprendendo le strategie e sviluppando le risorse per superare efficacemente il Suo disagio, vivendo appieno la Sua vita!
Le auguro buona fortuna e tranquillità.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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23 NOV 2020

Buongiorno Laura, le difficoltà sembrano riguardare uno scarso senso di proprietà dell'esperienza che, a quanto scrive, potrebbe derivare dalla discrepanza tra l'esperienza stessa e il sistema di aspettative e obiettivi che Lei e il contesto pongono. Lei rincorre Chi era, e legge tutto ciò che Le accade alla luce di quell'immagine di sè, comportando naturale scacco nel momento in cui evidentemente Lei oggi è una persona necessariamente differente. L'insoddisfazione e la rabbia che ne consegue sono normali reazioni di tentativo di modifica di uno stallo, ma naturalmente si rivelano controproducenti a livello pratico. Per risolvere la situazione è opportuno effettuare un paio di colloqui clinici volti a raccogliere l'anamnesi (parla di attacchi di panico come turning point e inizio delle difficoltà: va indagato quel contesto) e informazioni sui Suoi modi di essere nel mondo e mantenere il senso di sè (sembra, alla luce di un sistema di regole e obiettivi, con un'immagine astratta di sè come performante e prima in tutto, che oggi non è conforme all'esperienza che vive, creando dubbio e inadeguatezza, con conseguenti frustrazione, rabbia, delusione, apatia). Così sarà possibile avere le informazioni necessarie per impostare un percorso il cui obiettivo sia quello di fornire nuovi modi di mantenere il senso di sè, alla luce del futuro e non del passato, laddove è evidente che l'operazione di significazione che compie non può andare a buon fine. Valuti di contattare un terapeuta. Cordialità, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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21 NOV 2020

Buongiorno,
leggendo le sue righe si potrebbe ipotizzare - ripeto è solo un'ipotesi - una forma depressiva. Si vede che invece le capacita intellettive ed espressive sono rimaste intatte e tutto sommato lo è anche la capacità di riflettere su se stessa e di preoccuparsi per il suo stato.
per la soluzione dovrebbe andare a fare qualche colloquio con uno specialista in modo da capire bene la situazione e trovare un metodo per risolverla.
dott.ssa Giuliana Gibellini

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Carpi

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21 NOV 2020

Salve Laura, mi spiace molto per il disagio e la situazione. Sarebbe importante, a mio avviso, capire come mai lei si pone degli standard molto elevati, perché per lei è così importante primeggiare? Ha avuto inoltre modo di elaborare la bocciatura avvenuta durante il periodo scolastico ed indagare i pensieri e gli stati d’animo connessi? Ritengo importante intraprendere un percorso psicologico al fine di indagare le cause, origini ed i fattori di mantenimento dei sintomi che porta.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice Psicologo a Roma

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21 NOV 2020

Cara Laura,
sembrerebbe che la bocciatura scolastica abbia avuto una certa influenza sull'immagine che ha costruito di se stessa. Forse, all'epoca, è stato un avvenimento inaspettato e, per questo, non l'ha accettato nel modo più sano per il suo equilibrio e la sua crescita. E così, questo evento, continua a condizionare la sua vita e i suoi compiti, a prescindere dal contesto a cui appartengono. Forse ha vissuto come un trauma questa bocciatura da cui ha cercato di prendere le distanze psichicamente ed emotivamente, come se "non stesse succedendo davvero".
Le suggerisco di rivolgersi ad un professionista in modo da approfondire non solo la questione associata alla bocciatura, alle conseguenze che sta ancora causando, ma anche ulteriori aspetti del suo passato ugualmente significativi.
Le auguro una buona fortuna.
Dott.ssa Federica Beglini

Dott.ssa Federica Beglini Psicologo a Milano

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21 NOV 2020

Gentile Laura,
descrive una condizione di blocco, imprigionamento del corpo e mente, l’essere chi ha primeggiato e chi forse fa fatica ad ascoltare, essere presente.
Proverei a considerare di chiedere un aiuto psicoterapeutico per conoscere e dare significato a ciò che vive da tempo.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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