Mi ha messo le mani addosso e dice che sono stata io a portarlo a farlo

Inviata da Jessica · 28 set 2025 Terapia di coppia

Buongiorno, mi chiamo Jessica
Sto col mio compagno da 9 anni, lui è sempre stato un ragazzo con un carattere difficile, faccio un esempio, al funerale di mio padre l unica cosa che ho ricevuto è stata una pacca sulla spalla e alla tumulazione delle ceneri ha preferito uscire a fare sport piuttosto che stare accanto a me..
Ma la cosa che mi ha preoccupato di più è stato pochi mesi fa.. abbiamo iniziato a litigare per via del mio cane, che lui palesemente odia, una volta rientrati a casa appena ho varcato la soglia lui mi ha spintonata, messo la mano al collo e attaccata al muro.. quando poi gli ho detto che ha sbagliato a fare un gesto così ignobile, lui ha detto e continua tutt ora a dire che è stata colpa mia, che l ho portato io a farlo.
Non so che fare.. mi sento in gabbia perché se gli dico che mollo tutto lui inizia con le minacce (te la faccio pagare, voglio vedere come fai, ti rovino la vita eccetera) una volta arrabbiato, mi disse che se avessi portato il mio nipotino a casa (che io amo follemente) lui lo avrebbe annegato nel fiume che costeggia casa nostra..

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Miglior risposta 29 SET 2025

Ciao Jessica,

quello che racconti è molto serio. Non si tratta di un “carattere difficile” ma di violenza: fisica (ti ha spintonata, messo le mani al collo, minacciato) e psicologica (minacce, svalutazioni, paura costante). Quando un partner arriva a dire che “è colpa tua se ti ha aggredita” sta spostando la responsabilità su di te: questa è una dinamica tipica delle relazioni violente, ed è ciò che tiene le persone intrappolate nel senso di colpa e nella paura.

Le frasi che riferisci – “te la faccio pagare”, “ti rovino la vita”, fino alla minaccia contro tuo nipote – non sono scatti di rabbia, ma atti intimidatori molto gravi. Nessuno ha il diritto di minacciarti o farti del male, mai.

Capisco quanto tu possa sentirti in gabbia: la violenza tende proprio a togliere libertà e prospettive, facendoti credere che non ci siano alternative. Ma ci sono, ed è fondamentale che tu possa tutelarti.



Alcuni punti chiave per te, subito:
• Non è colpa tua. La responsabilità di ciò che è accaduto è solo sua.
• Le minacce sono reato. Così come la violenza fisica che descrivi.
• La sicurezza è la priorità. Se temi per te stessa o per un bambino, chiama subito il 112.
• Esiste un numero gratuito e attivo 24/7: il 1522, servizio nazionale antiviolenza e stalking. Puoi chiamare o chattare, anche in anonimato, e ti metteranno in contatto con un centro antiviolenza vicino a te.



So che non è facile pensare a una denuncia o a un allontanamento, perché la paura delle sue ritorsioni può paralizzare. Però sappi che oggi ci sono strumenti specifici di tutela (come il “Codice Rosso”) che permettono alla magistratura di intervenire rapidamente nei casi di violenza domestica. I centri antiviolenza ti possono accompagnare in questo passo, se deciderai di farlo, e ti aiuteranno a costruire un piano di protezione.

Jessica, non sei sola e non sei sbagliata: quello che ti sta accadendo non è “normale”, e il fatto che tu lo senta ingiusto e doloroso è già la tua forza che si ribella. Affidati a chi può sostenerti in sicurezza, anche solo per parlarne e chiarirti le idee

Ma fallo subito

Dott.ssa Barbara Durand Psicologo a Torino

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17 OTT 2025

Buongiorno Jessica,
ciò che descrive è una situazione di violenza fisica e psicologica, e merita la massima attenzione e tutela. Nessun comportamento o lite può mai giustificare un’aggressione o delle minacce: le sue reazioni non sono “colpa sua”, ma il risultato di un clima di paura e controllo che la sta facendo sentire in trappola.

In questi casi è fondamentale non affrontarlo da sola e non minimizzare i segnali di pericolo. Le consiglio di contattare subito il 1522, numero gratuito e attivo 24 ore su 24, che offre ascolto, supporto psicologico e la mette in contatto con un centro antiviolenza vicino a lei. Se dovesse sentirsi in pericolo, chiami immediatamente il 112.

I centri antiviolenza possono aiutarla concretamente — offrono accoglienza sicura, assistenza legale, e percorsi di sostegno psicologico per uscire da questo circolo di paura. Non è sola, e non deve affrontare tutto questo da sola.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa

Dott.ssa Sara Petroni Psicologo a Tarquinia

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2 OTT 2025

Cara Jessica,
grazie per aver condiviso qui la tua esperienza, immagino non sia stato facile mettere per iscritto ciò che stai vivendo. È importante che tu sappia fin da subito una cosa: non hai nessuna colpa per le reazioni violente del tuo compagno. Non esiste nessun comportamento che possa giustificare spinte, mani al collo, minacce o parole che feriscono. Questi atteggiamenti non nascono da te, ma appartengono solo a chi li agisce.
Da quello che racconti, si delineano dei tratti tipici di una relazione tossica: svalutazione, assenza di empatia, manipolazione e violenza (verbale, psicologica e fisica). Quando una persona ti fa credere che sei tu la responsabile della sua aggressività, sta mettendo in atto un meccanismo di colpevolizzazione che ha l’obiettivo di farti dubitare di te stessa e tenerti bloccata nella relazione.
È comprensibile la tua paura di fronte alle sue minacce, ma tieni a mente che chi ha già superato il limite e si è permesso di usare violenza, verbale e fisica, potrebbe continuare a farlo. Restare in questo contesto significa esporsi a un ciclo che rischia di diventare sempre più pericoloso e logorante.
Ti invito a fermarti e a riflettere: questa relazione, così come si presenta, non ti porta serenità, non ti sostiene, non ti protegge. Un amore sano dovrebbe farti sentire rispettata, ascoltata, valorizzata. Tu hai il diritto di scegliere un futuro diverso, un futuro in cui poter ripartire da te stessa, e lasciare spazio a un amore che ti faccia sentire amata e rispettata come meriti davvero.
So che prendere una decisione può sembrare difficile e spaventoso, ma non sei sola. Parlane con qualcuno di cui ti fidi, cerca supporto in persone vicine o in un professionista che possa accompagnarti in questo percorso. Esistono anche centri e associazioni che si occupano di tutelare le donne che vivono situazioni simili alla tua, e potrebbero essere un punto di riferimento concreto.
Prenditi cura di te, Jessica. Meriti una vita libera dalla paura e piena di rispetto e amore autentico.
Un caro abbraccio di vicinanza.
Dott.ssa Chiara Ilardi

Chiara Ilardi Psicologo a Roma

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1 OTT 2025

Buongiorno Jessica.
Il suo racconto è davvero molto toccante. Si evince tutta la sofferenza e la fatica che sta vivendo. Il primo passo importante è mettersi in sicurezza. Valuti lei il modo più opportuno per iniziare a farlo. Sostare in questa situazione è assolutamente lesivo per la sua salute fisica e mentale, Attivarsi per mettersi al sicuro attraverso le modalità che le sono state indicate dai miei colleghi è un passo necessario, le consiglio inoltre di chiedere aiuto ad un professionista della salute mentale esperto in tema di abuso utile ad analizzare meglio il suo vissuto, ad elaborare il dolore e a legittimare le sue paure. Aumentare la consapevolezza di se stessa dando un nome a ciò che prova, le sarà sicuramente di aiuto sia per capire come affrontare la situazione sia per sentirsi meglio con se stessa.
Non si senta sola, rimango a sua disposizione.
Dott.ssa Giachino Erika

Dott.ssa Erika Giachino Psicologo a Alba

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30 SET 2025

Buongiorno Jessica,
prenda le distanze da questo uomo e metta in sicurezza.

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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30 SET 2025

Gentile Jessica,
la ringrazio per aver trovato il coraggio di scrivere e condividere una parte così intima e dolorosa della sua vita. Le sue parole raccontano una storia complessa, ma anche una profonda consapevolezza di sé, del proprio disagio, e del bisogno — ormai urgente — di trovare una via d’uscita da una situazione che, da quello che descrive, appare chiaramente segnata da dinamiche di violenza, controllo e paura.
Quello che ha vissuto — e che, purtroppo, sta ancora vivendo — non è una semplice “relazione difficile”, ma un contesto relazionale in cui sono presenti comportamenti gravemente lesivi della sua integrità fisica, psicologica ed emotiva.
Quando lei racconta di quella “pacca sulla spalla” ricevuta nel giorno del funerale di suo padre, sento tutto il dolore di una donna che, nel momento forse più fragile della sua vita, ha trovato accanto a sé l’assenza invece della cura, la distanza invece dell’abbraccio.
E ancora, quando descrive l’episodio del litigio per il cane e la violenza subita — lo spintone, la mano al collo, l’essere sbattuta contro il muro —, il mio primo pensiero è che in quell’istante si è spezzato qualcosa di profondo. E che la ferita che ne è derivata non è solo sul corpo, ma anche nell’anima.
La colpa non è mai di chi subisce la violenza. Mai. E il fatto che il suo compagno cerchi di farle credere il contrario — attribuendole la responsabilità del suo comportamento — è una forma di manipolazione molto sottile e pericolosa, che mira a farla dubitare di sé, dei suoi sentimenti, e perfino della realtà.
Poi ci sono le minacce. Parole come “te la farò pagare”, “ti rovinerò la vita”, o — e mi permetta di dirlo con forza — la frase agghiacciante sul suo nipotino, non possono essere sottovalutate. Non sono “sfoghi detti in un momento di rabbia”. Sono allarmi chiari, campanelli che suonano forte. E che le stanno dicendo una cosa sola: è tempo di mettere la sua sicurezza e il suo benessere al primo posto.
Le faccio alcune domande che forse possono aiutarla a mettere a fuoco: Cosa le sta dicendo il suo corpo, in questo momento, quando pensa a quella casa, a quell’uomo, a quelle minacce?
Come sarebbe la sua vita, anche solo per un giorno, se potesse sentirsi davvero al sicuro, ascoltata, protetta?
Cosa pensa che meriterebbe, se si permettesse di non accontentarsi più di quel poco che riceve?
Cosa direbbe a una sua cara amica, se le raccontasse le stesse cose che lei sta vivendo?
Jessica, c’è una via d’uscita. Ed è più vicina di quanto possa sembrare. Spesso, prima di chiedere aiuto, si rimane intrappolati in un’altalena fatta di speranza, paura, sensi di colpa, vergogna. Ma nessuna donna dovrebbe mai sentirsi in gabbia, né vivere con la costante minaccia di “pagare” per la propria libertà.
La libertà non è qualcosa da conquistare a caro prezzo. La libertà è un diritto. E Lei ha tutto il diritto di vivere relazioni che la rispettino, di sentirsi al sicuro in casa sua, di poter amare liberamente (sì, anche un cane, anche un nipotino) senza che questo diventi un motivo di aggressione.
Se vuole, possiamo parlarne insieme. Nel mio lavoro accolgo donne che, come lei, si sentono confuse, spaventate, spesso sole. Insieme iniziamo un percorso che non è fatto di giudizi, ma di ascolto, di strumenti pratici, di cura e ricostruzione. Non le prometto una “formula magica” per risolvere tutto in un attimo, ma posso assicurarle che non dovrà affrontare questo percorso da sola.
Ogni passo, anche il più piccolo, è già un atto di forza. E lei, Jessica, ha già iniziato a muoversi, scrivendo qui. Questo è il primo passo.
Spero di esserle stata utile e resto a sua completa disposizione per un'eventuale consulenza psicologica, anche online.
Un saluto.
Dott.ssa Deborah De Luca

Dott.ssa Deborah De Luca Psicologo a Monterotondo

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30 SET 2025

Ciao Jessica,
grazie per aver condiviso ciò che stai vivendo. Capisco e immagino che per te sia molto doloroso.
Quello che descrivi è molto serio e pericoloso: la violenza e le minacce non sono mai colpa tua.
Ti invito a mettere la tua sicurezza al primo posto: se sei in pericolo immediato chiama il 112, oppure contatta il 1522 per supporto, informazioni legali e centri antiviolenza nella tua zona.
Posso anche offrirti uno spazio protetto per un colloquio online, per valutare insieme misure di sicurezza e supporto psicologico.
Cordiali saluti
Dott.ssa Giorgia Marino

Dott.ssa Giorgia Marino Psicologo a Torino

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29 SET 2025

Gentilissima utente, mi dispiace davvero tanto per quello che sta vivendo e le sono vicina. Ciò che riferisce è estremamente grave
e non è assolutamente giustificabile. Questa persona non ha, molto semplicemente, un carattere difficile, ma è una persona violenta, che ha difficoltà a controllarsi, non riesce a gestire la sua rabbia ed arriva addirittura ad attribuire a lei la responsabilità del suo terribile gesto.
Sicuramente, ciò che è successo non va sottovalutato, ma deve essere affrontato nella modalità giusta, onde evitare che l'arroganza
e la pericolosità di questo uomo, non ricadano su di lei aggravando la situazione. Oltre a chiedere supporto ad un centro antiviolenza, come suggerito dai colleghi, mi chiedo se c'è qualche persona della sua famiglia d'origine che le possa dare una mano in modo da gestire la situazione non " da sola" , ma con l'aiuto di figure di fiducia che la possano sostenere ed accompagnare in questo percorso, comunque abbastanza complesso e non immediato. Le faccio tantissimi auguri. Dott.ssa Daniela Noccioli.

Dottoressa Daniela Noccioli Psicologo a Cascina

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29 SET 2025

Ciao Jessica, grazie per aver scritto e per la fiducia. Mi dispiace moltissimo per quello che stai vivendo: quello che descrivi è violenza e minaccia e la tua sicurezza (e quella del tuo nipotino) viene prima di tutto. Sei stata coraggiosa a raccontarlo. Qui sotto trovi passi concreti, immediati e pratici che puoi seguire subito e i numeri utili in Italia per chiedere aiuto.

Se sei in pericolo immediato puoi chiamare:

- i soccorsi: 112 (numero unico per le emergenze). Se temi per la tua incolumità o quella del bambino.
- 1522: il numero nazionale antiviolenza e stalking, gratuito e attivo 24 ore su 24. Puoi parlare con operatrici specializzate, chiedere informazioni, essere indirizzata a un centro antiviolenza o alla chat/servizio online.
- Telefono Rosa: associazione con sedi locali che offre supporto e percorsi di aiuto; ha numeri locali e una sede nazionale (puoi trovare le informazioni sul loro sito). Se vuoi contatti locali, puoi cercarli per la tua città.

Azioni pratiche da fare (se puoi farle in sicurezza):

- Se ci sono lesioni, valuta di andare subito al pronto soccorso: oltre ad aiutarti, sarà fatto un referto medico che può servire come prova. (In genere ospedali e forze dell’ordine collaborano per dare priorità a vittime di violenza).
- Conserva ogni prova: fotografie delle ecchimosi o ferite (data e orario), messaggi, registrazioni di minacce, email, testimonianze di chi ha assistito agli episodi. Metti copie in un luogo sicuro (email personale, cloud protetto o un indirizzo di fiducia).
- Se temi per il bambino, allontanalo immediatamente dalla casa se possibile; in situazioni di rischio grave la priorità è metterlo in un luogo sicuro. Se sei in pericolo immediato chiama il 112.
- Cerca un luogo sicuro dove stare (casa di un’amica/parenti, un centro antiviolenza o una struttura d’accoglienza). I centri antiviolenza possono aiutare a trovare soluzioni abitative temporanee.
- Pensa a un “borsa d’emergenza” pronta da portare via (documenti, soldi, cellulare, chiavi, medicinali, eventuali certificati/ricette, vestiti per te e per il bambino). Tienila in un posto dove lui non la trovi.

Passi legali e procedurali:

- Puoi rivolgerti a Polizia o Carabinieri per sporgere denuncia/querela: minacce, aggressioni, maltrattamenti sono reati. Se presenti denunce con elementi di violenza, la procedura può essere gestita con urgenza (c’è la procedura nota come “Codice Rosso” per i reati di violenza domestica e di genere che accelera l’ascolto e gli atti investigativi). Le Forze dell’Ordine e i centri antiviolenza ti possono spiegare i dettagli e accompagnarti nella denuncia.
- Esistono misure cautelari che il giudice può disporre (allontanamento dalla casa familiare, divieto di avvicinamento ecc.). Un avvocato o il centro antiviolenza possono aiutarti ad avviare queste procedure.

Non sei sola e quello che hai subito non è colpa tua. Le minacce e la violenza fanno parte del controllo e della manipolazione, meriti sicurezza, rispetto e protezione. Se ti senti sopraffatta, inizia da un piccolo passo: chiamare il 1522 può essere un modo sicuro e anonimo per capire quali opzioni concrete hai.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

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29 SET 2025

Buongiorno Jessica,
il racconto che tu fai di questo rapporto e ciò che é successo, rientra nel quadro tipico della situazione che presenta un reale segnale di pericolo verso la tua incolumità fisica e psicologica. Violenza sulla (sul) partner (IPV) e addossarne la responsabilità dell'azione violenta agita sulla stessa Victim Blaming.
A fronte di questa realtà vi é l'urgenza di tutelarsi e proteggersi, poichè le minacce e il comportamento di questo "ragazzo" sono molto gravi e non vanno più accettate o sottovalutate, per cui prendi subito contatto con il centro antiviolenza più vicino oppure al numero nazionale 1522 dove potrai ottenere indicazioni utili circa cosa poter fare per interrompere questo stato di cose.
Il fatto é che ora devi prendere atto che non é solo una questione di carattere difficile, e l'episodio di violenza fisica é stato isolato, ma di una volontà di controllo assoluto su di te, una volontà di potersi permettere cosa tu possa o non possa fare, ciò che tu possa desiderare o meno (il nipotino) e l'induzione ad aver paura di lui cosicché tu sia in confusione e che ,appunto, ti senta in una gabbia senza via d'uscita.
Questo comportamento porta a fare in modo che tu venga a perdere la tua autostima e la tua capacità di prendere decisioni autonome, ad avere una tua vita sociale e amicale e a creare il vuoto intorno a te.
Vi é un reale pericolo per la tua incolumità fisica e psicologica, poiché molte azioni devalorizzanti si sono succedute nel tempo e sono state una costante subita nel tuo rapporto con lui, anche fisicamente vi é una forte probabilità che si ripetano.
Per tali ragioni ti invito a iniziare a prendere cautamente le distanze da questa persona e non stare da sola ma ad appoggiarti a strutture che ti possano proteggere come i centri anti violenza, oltre che parlarne con persone che ti siano vicino e delle quali ti possa fidare.
Non indugiare oltre, inizia un percorso di sgancio affettivo e psicologico per ritornare ad avere una tua serenità e libertà di azione, di dare concretezza ai tuoi desideri e bisogni, di poter frequentare ed invitare a casa tua chi vuoi senza sentirti minacciare pesantemente come ora avviene.
Per cui: centro antiviolenza più vicino oppure il 1522 o anche il 112 se ti senti in pericolo immediato.
Troppe volte si trascurano certi segnali e si pensa che possano diminuire nel tempo quando invece é il contrario.
L'amore, il bene, l'affetto non si manifestano con le minacce e le aggressioni fisiche ma con il rispetto, la volontà di venirsi incontro, il desiderio di ascoltare la persona con la quale si é in relazione intima, partecipare ai suoi desideri e farla sentire a proprio agio nell'esprimere le sue opinioni, desideri e iniziative e volontà. Standole vicina in momenti difficili e non con pacche sulle spalle o azioni simili.
Non sentirti sola ma agisci di conseguenza a questa difficile situazione, anche con le indicazioni ricevute in questa sede.
Cordialmente
dott. Giancarlo Mellano

Dott. Giancarlo Mellano Psicologo a Padova

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29 SET 2025

Ciao Jessica, quello che descrivi non è un semplice “carattere difficile”: è violenza, sia fisica che psicologica. Spingerti, metterti le mani al collo, minacciare te e persino un bambino sono segnali molto gravi. Quando lui dice che sei tu a provocarlo, mette in atto un meccanismo di colpevolizzazione e manipolazione (gaslighting) che può farti dubitare di te stessa. È comprensibile che tu ti senta in gabbia: la paura, le minacce e i ricordi degli anni passati insieme creano un forte conflitto interno. Dal punto di vista psicologico è importante che tu riconosca che non sei tu la causa della violenza: la responsabilità è solo sua. Ciò che stai vivendo può minare profondamente la tua autostima, il senso di sicurezza e la fiducia negli altri. Per proteggerti è fondamentale non restare sola con questo peso: chiedi supporto a un centro antiviolenza o a uno psicologo esperto in dinamiche di abuso. Avere uno spazio sicuro dove parlare e sentirti creduta è il primo passo per recuperare forza e chiarezza Saluti

Dott.ssa Ada Palma Psicologo a Giugliano in Campania

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29 SET 2025

Una relazione per essere sana e duratura si deve basare sul rispetto dialogo comprensione, obiettivi concreti, comuni, volontà concreta, ricostruire un futuro insieme supporto lealtà, fedeltà prendersi cura dell’altro dell’altra

Tutto questo nel concreto, tutto questo da entrambe le parti

Da quello che scrive si comprende che quanto sopra detto non ci sia concretamente

È una situazione a rischio per la sua incolumità psicologica e fisica.

Le consiglio di parlare col suo compagno e di affrontare nel concreto la questione e cercare insieme una soluzione concreta per poter vivere serenamente come coppia

Un percorso psicologico di coppia può essere utile a comprendere meglio la situazione ed affrontarla

Se non ci fosse volontà concreta, voler trovare una soluzione. Se sì, trovarsi in una situazione di un reale pericolo per la sua incolumità o quella di terzi la invito prontamente a contattare le forze dell’ordine.

Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico che la posso aiutare a comprendere meglio ed affrontare la situazione

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

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29 SET 2025

Ciao Jessica,
grazie per aver condiviso la tua esperienza. Quello che descrivi è molto doloroso e soprattutto preoccupante: episodi di aggressività fisica, minacce e frasi violente non vanno mai sottovalutati. È comprensibile che tu ti senta in gabbia, ma non sei sola.
In situazioni come questa è fondamentale prima di tutto pensare alla tua sicurezza. Ti invito, se ti senti in pericolo, a contattare subito il 112 (numero unico di emergenza) o il 1522 (numero nazionale antiviolenza e stalking, attivo 24h su 24).
Parallelamente, uno spazio di supporto psicologico può aiutarti a elaborare quello che stai vivendo e a ritrovare forza e chiarezza per prendere decisioni in linea con il tuo benessere.
Un caro saluto,
disponibile anche online,
Dott. Gabriele Allegra.

Dott. Gabriele Allegra Psicologo a Messina

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29 SET 2025

Cara Jessica,

gli abusi psicologici e fisici che sta subendo dovrebbero essere denunciati immediatamente alle forze dell'ordine e resi noti alla linea nazionale antiviolenza. Non creda nemmeno per un secondo che atti di violenza possano essere attribuibili a sedicenti provocazioni, in quanto nulla giustifica disregolazioni emotive e distruttive di tal genere.
Si faccia aiutare il piu' presto possibile prima che sia troppo tardi, per se' e per i suoi cari.

Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice

Dottoressa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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29 SET 2025

Buongiorno Jessica,
descrive una situazione di violenza. Un modo per uscire dalla gabbia esiste, contatti un centro antiviolenza o contatti il numero 1522 attivo 24 ore su 24. Il servizio offre anche la possibilità di chattare collegandosi al sito 1522.eu.
Oltre ad ascolto e supporto potrà avere informazioni su servizi specializzati.
Ricordi, la violenza è un ciclo. Si ferma per poi esplodere di nuovo non solo violenze fisiche ma anche psicologiche, verbali.
Rimango a disposizione,
Un saluto,
Fabiana Maria Barbini

Dott.ssa Fabiana Maria Barbini Psicologo a Roma

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29 SET 2025

Buongiorno signora
Mi sembra che lui abbia grossi problemi di rabbia.
Non permetta a nessuno di farsi mettere le mani addosso.
Si rivolga ad un centro antiviolenza, dove trova psicoterapeuti, avvocati, e assistenti sociali.
O vada dai carabinieri.
Nessuno di noi può minacciare l',altro. O può essere obbligato a stare con l ' altro., se non vuole
Dottssa Patrizia Carboni
Psicologa psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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29 SET 2025

Buongiorno,
Guardi io anche se non fossi psicologa le proporrei di spostarsi da qualche parente e penserei di denunciare le minacce e tutto io resto. La situazione non mi sembra rosea. Le auguro di poter trovare la sua pace perché lei se la merita, merita di uscire da un clima del genere per tornare a respirare aria nuova 3 pulita. A presto
Scriva qui se sente il bisogno. Noi ci siamo
Buona giornata

Alice La Mantia Psicologo a Rieti

6 Risposte

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29 SET 2025

Jessica, grazie per aver avuto il coraggio di scrivere, comprendo sia difficile, ma quello che racconti non è un litigio di coppia, è violenza. E vorrei dirti che non è mai colpa tua.

Una mano al collo, una minaccia, parole che terrorizzano, tutto questo non appartiene all’amore, ma al controllo. La paura che provi è un segnale chiaro che devi proteggerti.

Se senti pericolo chiama subito il 112. Per sostegno e protezione esiste il numero 1522, attivo h24, lì troverai donne pronte ad aiutarti in modo concreto e sicuro.

Non restare sola, parla con una persona fidata, segnala ciò che accade, cerca uno spazio protetto dove sentirti al sicuro e chiedi un aiuto psicologico che ti aiuti e supporti, accompagnandoti in questo momento complesso.
La violenza non definisce chi sei, il passo che farai oggi può aprire la porta a una vita libera.
un abbraccio
d.ssa Maria Raffaella Pulli

Dott.ssa Maria Raffaella Pulli Psicologo a Milano

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29 SET 2025

Buongiorno Jessica, in poche righe lei ha condiviso aspetti molto importanti della sua storia, leggendo ho sentito un carico emotivo potente. Nel suo racconto ci sono tante figure significative, il suo compagno, suo padre, il nipotino, e in ultimo il cane, che io non escluderei dalla cerchia degli affetti, ma non posso sapere quale sia la sua posizione in merito. Le chiederei come si è sentita lei scrivendo qui, e come si è sentita magari leggendo le risposte dei colleghi e delle colleghe prima di me, ed invito lei a farlo, a chiedersi "come mi sento adesso?". Leggo di frasi e gesti da ostili ad apertamente aggressivi, e di una sensazione si costrizione da parte sua, quando scrive che si sente come se fosse in gabbia. In gabbia, gli spazi di manovra sono pochi, non ci si può muovere molto o agire liberamente. Chiunque sentendosi così proverebbe una dolorosa sensazione di impotenza. Potrei sbagliare, ma il fatto che lei abbia scritto qui esprime il bisogno di essere ascoltata, di raccontare a qualcuno ciò che le sta accadendo e come la fa sentire. Nella sua città ci sono centri di ascolto che offrono luoghi sicuri in cui raccontarsi? La sua sicurezza è importante, anzi è una priorità non negoziabile, e lo è anche trovare una sponda che possa farla sentire accolta.

Margherita Barberi Psicologo a Lerici

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29 SET 2025

Buongiorno Jessica,

stai vivendo sicuramente una situazione molto difficile. Penso che tu debba prenderti cura di te stessa, chiedendo aiuto per evitare che la situazione degeneri. E' evidente che lui sente di poterti maltrattare perché ti senti fragile e indifesa, per cui l'unico modo per uscirne è darti valore, dare valore alla tua vita e a te stessa, parlandone e facendoti aiutare per uscire da questa brutta situazione. So che, evidentemente, se stai con lui avrà anche dei lati belli che ti hanno portato a rimanere fino ad ora, ma mi sembra che il "gioco" si stia facendo sempre più pericoloso.

Spero davvero che troverai il modo per tutelarti, perché la tua vita vale troppo per rimanere in questa situazione.

Un caro saluto.

Dott.ssa Claudia Cioffi

Dott.ssa Claudia Cioffi Psicologo a Ancona

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29 SET 2025

Cara Jessica
quella che stai vivendo è una situazione molto grave che va affrontata molto velocemente. Mi dispiace moltissimo che tu stia vivendo questa condizione di violenza e minaccia. È normale sentirsi confusa, spaventata e intrappolata. Credo che averne parlato e aver iniziato a chiedere aiuto è il passo più importante che hai compiuto. Ora devi proseguire per prenderti cura di te e tutelarti.
La prima cosa da fare è parlare con qualcuno, amici o familiari, perchè non puoi essere sola ad affrontare questo momento.
Assieme o da sola, potete contattare il 1522 (numero nazionale antiviolenza e stalking) — è gratuito, riservato e fornisce ascolto, orientamento e supporto pratico.
Loro sapranno indirizzarti al meglio nella gestione dell'immediato e del dopo, da ogni punto di vista.
Un caro abbraccio

Dott.ssa Paola Vaiarello Psicologo a Roma

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29 SET 2025

Gentile Jessica,
Quello che descrive sono segnali di violenza e di rischio reale. Se in questo momento teme per la sua incolumità chiami subito i soccorsi oppure si rivolga alla Linea nazionale antiviolenza 1522 per supporto immediato, indicazioni legali e attivazione di servizi locali. Se subisce un’aggressione, è importante anche rivolgersi al pronto soccorso: un referto medico documenta le lesioni e può essere molto utile poi per azioni legali.

La violenza non è un episodio isolato ma si inserisce in una rete di relazioni: ruoli, potere, alleanze e modalità di comunicazione ripetute che legittimano o occultano comportamenti aggressivi. Le minacce e la dinamica di colpevolizzazione che lei descrive sono tipiche di strategie di controllo e di victim-blaming che mirano a spostare la responsabilità sull’altra persona e a isolare. Questo mantiene la relazione in uno stato di disequilibrio e paura, rendendo difficile uscire e ricostruire autonomia.

Ogni atto che lega aggressività e intimità mina il consenso, la sicurezza corporea e la fiducia nel rapporto. Anche i gesti apparentemente minori ma ripetuti contribuiscono ad un clima relazionale che disattiva la sua energia affettiva e sessuale, e possono lasciare traumi che vale la pena elaborare in terapia.
Non resti sola con il dubbio di aver “provocato”: la responsabilità di un’aggressione è sempre di chi aggredisce.

Resto a disposizione,
Dott.ssa Elisabetta Carbone

Dott.ssa Elisabetta Carbone Psicologo a Melzo

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29 SET 2025

Buongiorno Jessica,
il tuo racconto è molto grave: spinte, mani al collo, minacce verso di te e persino verso un bambino non sono mai giustificabili. Non è colpa tua: la responsabilità di questi gesti è solo di chi li compie.

Quello che descrivi rientra in una situazione di violenza domestica, che può mettere a rischio la tua incolumità e quella delle persone a te care. Per questo motivo è fondamentale che tu cerchi protezione immediata: rivolgerti alle forze dell’ordine e a un centro antiviolenza nella tua zona può offrirti tutela concreta e un supporto specializzato.

Parallelamente, uno spazio psicologico può aiutarti a elaborare ciò che stai vivendo e a ritrovare forza e chiarezza, ma la priorità ora è la tua sicurezza.

Hai diritto a vivere in un contesto sicuro, basato sul rispetto e non sulla paura.

Un caro saluto,
Gloria Odogwu – Psicologa

Gloria Odogwu Psicologo a Bassano del Grappa

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29 SET 2025

Cara Jessica,

le tue parole portano con sé una ferita profonda: quello che descrivi non è solo uno scontro o un carattere “difficile”, ma un confine oltre il quale entra la violenza, la minaccia e la paura. Quando una relazione racconta paura, controllo e intimidazione, specialmente minacce di danno verso chi ami, la prima priorità diventa la tua sicurezza e quella dei tuoi cari.

Dal punto di vista narrativo, potremmo leggere il gesto e le minacce come la voce più pericolosa della sua storia, e tu non hai alcuna responsabilità per quel comportamento. Non sei tu “la causa”. Quello che puoi fare ora è costruire una storia nuova per te, che metta al centro la protezione e la possibilità di scelte libere.

Praticamente:

Se sei in pericolo immediato, chiama subito i soccorsi (112 in Europa) o allontanati verso un luogo sicuro.

Esiste il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522: è attivo 24/7, gratuito e offre ascolto, consulenza legale e supporto pratico per i passi successivi.

Documenta gli episodi (foto, messaggi, testimoni, referti medici); conserva ogni prova e valuta di rivolgerti a un avvocato o a un centro antiviolenza per informazioni su denunce, ammonimento del questore o misure cautelari.

Parla con una persona di fiducia e non restare isolata: rete sociale e professionisti riducono il rischio e ti sostengono nelle scelte.

Prenditi cura anche del tuo equilibrio emotivo: chiedere aiuto psicologico non è solo “curare i segni”, ma ricostruire la tua vita lontano dalla paura.
Non è codardia lasciare o separarsi: è prendersi cura della propria sopravvivenza e dignità.

Con molta vicinanza, dr.ssa Alessandra Favaro

Alessandra Favaro Psicologo a Montebelluna

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29 SET 2025

Ciao Jessica, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Voglio dirti subito che ciò che descrivi è molto grave: si tratta di comportamenti di violenza fisica e psicologica, e non è mai colpa tua. Quando una persona arriva a minacciare, spaventare e colpire, la responsabilità è solo sua.

Capisco la paura che provi e la sensazione di trovarti in gabbia, ma ci tengo a dirti che non sei sola. In Italia esiste il numero 1522, attivo 24 ore su 24, che ti mette in contatto con centri antiviolenza vicini a te, dove troverai persone pronte ad ascoltarti e ad aiutarti concretamente, anche sul piano legale e della protezione.

Se temi per la tua incolumità o per quella del tuo nipotino, è importante contattare subito le forze dell’ordine o un pronto soccorso: le minacce verso di te e i tuoi cari vanno prese molto seriamente.

So che non è semplice, ma un primo passo — anche solo fare una telefonata al 1522 per parlare con qualcuno — può fare la differenza. Meriti di sentirti al sicuro e di essere rispettata, non di vivere con paura.

Dott.ssa Valeria Di Stasi Psicologo a Bari

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