Memoria li e allora

Inviata da Marco Privacy il 18 nov 2016 2 Risposte  · Psicologia risorse umane e lavoro

Leggo sul problema studio un sacco di domande.Su questo punto ci sono andato anche io e la mia esperienza o Configurazione sul Vissuto in contatto con le materie che studiavo ha prodotto diverse Gestalt.Il Cognitivo mi ricordo che con toni aggressivi diceva:Se lei nn studia di chi e' la colpa?Cosa puo' fare di diverso per Lei?E poi diceva che in seduta c'era assenza di giudizio.Se parli di colpa il giudizio ci sta!Vabbe che poi bastava che rispondesse in che senso e ci pensi e in testa sua ti metteva all'angolo.Se potessi tornare indietro lo psicanalizzerei e gli darei del seroquel essendo stato un narcisista patologico con una difesa ossessiva bestiale (lo imposero i miei Caregiver che sostenevano xhe io nn stavo bene).Sorvolando su quel contatto sbilanciato e inutile,il punto vero era cosa mi sto dicendo nell'esperienza che vivo.Una cosa e' agire per una immagine:Sono sempre stato bravo ubbidiente e in gamba,altro e' agire per Se.Una cosa e' sentirsi in Colpa per nn esporre una Immagine che faccia piacere al Caregiver,altro e' rincorrere il proprio Ideale dell'Io.Quando nel rispecchiamento il Caregiver ritira il suo amore perche' non sta bene con la testa e dovrebbe curarsi e crea un Falso Se,il piccolo in quel Falso ci mette obiettivi non suoi.Arrivi a fare la vita di qualcun altro perche' sei scisso.Oggetto Buono diventa Oggetto Buono di Mamma e Papa'.Oggetto Cattivo diventa Oggetto Cattivo di Mamma e Papa'.Tu dove sei?Questo abuso narcisistico e manipolatore del Caregiver viene spesso taciuto e avallato da psicologi ignoranti che temono che poi il Cliente diventi ribelle per cui passa il doppio messaggio storpiato:Agisci per Te ma lascia perdere cosa dicono i tuoi genitori e non dar sfogo alla tua rabbua.Non si rendeva conto il Terapeuta che xosa dicono i Genitori ormai sta nel Se e la memoria emotiva la attiva puntualmente se non integri emotivamente il Vero Io.Questo approccio terapeutico cognitivo che e' bello e fantastico sul piano di fatto nn serve a niente perche' nel Se di quella persona ci sta un Falso e andare a smontarlo significa andare a superare l'Angoscia Primaria,il Dolore del ritiro emotivi davanti alla tua spontaneita';accettare quel danno cumulativo,giustificarlo e prendersi pure le colpe era un follia tutta terapeutica in cui mi sovrascrivi le 4 ciappe che hai imparato nel corso di 6mesi;questo approccio crea il casino che nel Falso Se oltre a Mamma e a Papa' ci sta pure il Cognitivo con i suoi obiettivi comportamentali!Questo problema enorme richiede studio e competenza non semplici ridefinizioni ossessive che rimangono nella sfera dell'Io ma nn toccano minimamente le forze di libido e di destrudo.Se il cliente nn percepisce il suo Falso,la sua Ferita interna e nn distrugge i precursori del SuperIo,questo poveretto stara' in bilico per sempre in una posizione Sadica verso se stesso incapace di assolvere i desiderata non suoi ma di un altro.Noi invece vogliamo che il cliente nn torni mai piu' in Terapia.Alti e bassi significa mantenere la maschera.Prendo a questo punto spunto dalla Pnl che ha molti limiti narcisisti (loro sono svalutanti con le Maschere e idealizzanti con l'Ego animico)ma anche molti vantaggi:Se Mamma ritira l'Amore (perché nn Sta bene cn la testa )il piccolo vive l'esperienza della Paura di essere emotivamente respinto e diventa fobico;sposta in continuazione;sviluppa anche una posizione depressiva,si sottomette e cerca di sentire cosa prova per prendersi il suo affetto e infine si incavola per la rabbia e dice ma vai a quel paese (posizione narcisista) sei tu che sei una mamma cattiva per nn dire altro.Queste sono tre posizioni che sono maschere.Il Cognitivo Psixhiatra che mi teneva in cura le aveva risolte con il Narcisismo e la difesa ossessiva:Io so terapeuta tu nn capisci niente e se ti adatti bene se no resti malato,punto!Ora se vogliamo giocare con ste tre carte sul problema Studio, noi studieremo i libri usando il Narcisismo (Vai a quel paese mo ti faccio vedere xhi sono sfiorando l'Onnipotenza oppure ti prendo per i fondelli,vado nell'Antisociale)oppure usando la posizione depressiva (oddio il Prof ha ragione nn ce la faccio/mancanza di Oggetto buono)o fobico (sto male tengo l'attacco di panico via via via mi risuona questo vissuto dell'esame,verro' rifiutato e perdero' la stima del Professore xhe poi so Mamma e Papa').Ma se queste relazioni insane non vengono digerite e defecate dall'Io vero e ci ritroviamo un Terapeuta (la butto lì Ossessivo)xhe si fa grande e dice Io SONO IL TERAPEUTA,ti ossessiona che sei disadattativo e usa il condizionamento peggio di quei matti che ti hanno cresciuto e riduxe le tue ferite emozionali alla necessita' di prendere un ansiolitico ma il problema della salute mentale dei Terapeuti lo vogliamo affrontare?Chi lo controlla ad un terapeuta irrisolto?Altro mito da sfatare e' nessuno tocchi Caino.Ma che senso avrebbe elevarsi tanto da accettare di essere fatto fuori?La pancia mi dice che se mi attacchi io ti mando a quel paese e mi difendo ma dove sta il problema a uccidere un aggressore?Tu mi hai dato dolore,ok ti fermo.Veditela Tu con te stesso se nn stai bene ma Tu nn sei e nn devi essere una mia fonte di pericolo.Pearsl dice tu sei tu e io sono Io.Se questo incontro e' disgustoso,ciaoo!Ma se nn molli e mi aggredisci,io mi difendo!Il Cognitivo che ho conosciuto Io manipolava pure questo:Nooo l'altro lo puo' fare,Sei tu il problema.Cioe' se Caino m sta ammazzando io mi devo fare il problema della sua aggressivita'.Lui puo',so Io che devo trovare strategie diverse.Io il Male dentro lo tengo e se mi rompi le palle io ti faccio volare dalla Sedia ma questa assertivita' e' un tabu' Cognitivo dove ok e' il Totem ovvero la convinzione:Io ok tu ok pure se sei Hitler e se io voglio aggredire Hitler non son ok.E come mi libero da un sadico?.Questa e' una pazzia che ho ritrovato anche nella Pnl che fa confusione tra l'accettazione Buddista e il masochismo cristiano ma vabbe'..sarebbe troppo lungo spiegare che i Clienti nn sono carne da macello.Da una parte vai per la tua strada dall'altra e beh no l'altro ha ragione,sei tu che puoi chiederti cosa puoi fare di diverso?Cioe' in termini Transazionali io non sono ok e l'altro e' ok perche' se io decido di usare la rabbia per eliminare la mia fonte di disturbo,IL cognitivo xhe mi aveva in cura fermava l'azione legittima e sana di difesa per giudicare negativamente il xontatto:Vai via.Lascia perdere nn colludere.Ma se Mamma ti chiude fuori casa senza senso,nn posso essere io il problema che dormo in macchina.Mamma lo puo' fare?Si lo puo' fare,vattene.Nessuno ti costringe.Ok se sento di buttare dal balcone il Terapeuta,tu dirai alt,nessuno tocchi Caino e ti fai buttare dal Balcone oppure vattene dallo studio scavalca e sei libero.Lo puoo fare.Cioe' e' folle considerare collusione la legittima rixhiesta di diritti che sno anche protetti normativamente.Con questo ragionamento assurdo l'abuso nn esiste e scappare e' la soluzione.Nooo Mamma si deve curare ma essendo questa una Soxieta' di Immagine,mamma ten a pensione?Non ha sparato a nessuno in strada?Bene puo' fare che vuole il problema e' tuo!Questo modello Cognitivo nn si pone la domanda se quella persona dentro ha degli Oggetti Buoni parte dal presupposto xhe deve averli cosi'..per opera dello Spirito Santo vedendo l'eta anagrafica e punendo questo inspiegabile immobilismo.Se Tu nn mi aiuti a recuperami emotivamente e a recuperare e a saldare il Buono in Me (Klein dice restituendo il Male dei Caregiver ai loro legittimi proprietari) perxhe' nn lo sai fare tecnixamente,mettiti in discussione xome Terapeuta invexe di frustrare uno xhe e' vissuto in un Lager.Manco questo potevo dire..LEI AVEVA IL NUMERO SUL BRACCIO?Pure la manipolava con questo giochino dell'Iperbole xognitiva.Era xontrollo del terapeuta tutto quiQuesta e' stata la mia esperienza mostruosa con quel Terapeuta.Nn agite cosi' Mai per cortesia!Fate danni!Il senso di scrivervi e' la restituzione di tutto quel Male xhe nn e' Vostro ma di quel Prepotente,separato,donnaiulo,arrogante e falso che idealizzava Se e svalutava Me.Del resto per condividere il pensiero di Mia Mamma xhe parla tuttora con rai 3,voglio dire oltre alla mia Famiglia sono dovuto sopravvivere anche al Terapeuta scelto dalla mia Famiglia.La manipolazione di quel cognitivo era incredibile: tu devi fare cosa dice Lui se no nn hai superato niente.In Inghilterra sono uscite statistiche impressionanti.Con Jung a distanza di 5 anni nessuno ritorna nello studio di un Terapeuta. Con la Cognitiva a due anni i risultati scompaiono.La Cognitiva puo' funzionare solo se viene presa in considerazione l'emozione che quella rappresentazione concettuale provoca ma ad un emotivo nn puoi parlare in modo impersonale perche' il Cliente appena sente il vuoto sta male perche' e' uscito fuori da un inferno di abusi psichici; xhe mi vedi xon il jeans kalvin klein nn significa niente.Mi disse in napoletano:LEI FOTTE E PIANGE!Ha i vestiti senza lavorare,beato Lei!Il Cliente ha bisogno di percepire variazioni emozionali coerenti e congruenti con il suo Ideale dell'Io non con il Pensiero Ossessivo dell'adattamento alla Societa'.Xhi se ne frega della societa'...la societa' so Io Tu e tanti come me e Te.Io credo che debbano cadere certe convinzioni dogmatiche.Il SuperIo nn e' una struttura Punitiva/Sadica ma una struttura Organizzativa che cementa e Protegge Te e credo che quando uno arriva a sentire che Tu sei diverso da Me ma come Me hai raggiunto la Pace.Studiare se e' una esperienza che da piacere e' ok.Se e' una esperienza sgradevole vediamo cosa ci stiamo proiettando dentro quel contenitore.Data una Gestalt,si vive l'esperienza su presupposti e rappresentazioni mentali diverse.Ma se nn senti,tu le rappresentazioni cognitive nn le cambi perche' noi seguiamo il principio del Piacere.Senza piacere dove si va?Prima il dovere e poi il piacere?No e' sul piacere che mi do regole(dovere) compatibili nella relazione tra Me e Te ma questa Gestalt richiede intelligenza emozionale.Le mie cose vanno molto bene ma la rabbia per quell'esperienza professionale resta.Io le persone autoritarie xhe ti rappresentano come deve essere la realta',non le sopporto quando usano la proprio Immagine Professionale o Meritoria o Onnipotente a sostegno di convinzioni incompatibili con il sentire umano di chi e' davanti.Io mi riferisco a quel Cognitivo non a tutta la Cognitiva anche perche' nn esiste un tipo solo di Cognitiva.Diciamo che la "Prima" conosciuta irriguardosa della emozionalita' del Cliente e' quella che ho conosciuto Io.Dopo le cose sono cambiate e stanno cambiando complice le critiche forti dei Londinesi.Ci voleva perche' mazze e panell fanno i figli disturbati.

amore

Miglior risposta

Caro Franco,
mi fa piacere re-incontrarti e mi dispiace verificare che hai sempre pochissime risposte o feedback da parte dei miei colleghi terapeuti e mi chiedo come mai.
Ma andiamo per ordine :
il Cognitivo dice che in seduta deve esserci assenza di giudizio? Io credo che non giudicare mai significa tagliarsi la testa e un terapista senza testa non può fare bene il suo lavoro. E comunque, farsi un giudizio non significa necessariamente volere umiliare, condannare senza appello o, peggio ancora, prevaricare : penso che il buon terapista dovrebbe essere emotivo e razionale allo stesso tempo.
In secondo luogo vorrei dire che agire per Sè e rincorrere il proprio Ideale dell'Io non sempre lo si può fare agevolmente : così, ad esempio, non lo si può fare quando si pensa che possa danneggiare una persona che ci sta a cuore.
Il bambino che ha la sfortuna di avere Caregivers problematici (Mamma e Papà soltanto perchè il Terapeuta lo considererei a parte) non ha scelta e non può fare altro che dissociarsi, costruire un Falso Sè e metterci dentro obbiettivi non suoi anche perchè è totalmente dipendente e obbiettivi propri non ne ha ancora.
Penso poi che lo Psicologo, per quanto ignorante possa essere, difficilmente ha la possibilità di avallare l'abuso narcisistico e manipolatore del Caregiver per il semplice fatto che tale caregiver non arriva proprio a lui o se ci arriva dura pochissime sedute e non fa certo un percorso di psicoterapia. D'altra parte, uno psicologo che si rispetti, quando ha in carico un minorenne o anche un maggiorenne non autonomo (ad esempio uno studente) coinvolto per i suoi disturbi con i caregivers, dovrebbe insistere per una terapia familiare.
Quanto alla rabbia, sbaglia lo psicologo che dice al cliente di non dare sfogo alla sua rabbia. In realtà la rabbia deve essere sfogata con modalità lecite e utili, quindi come rabbia costruttiva e non distruttiva.
Ho notato poi che accenni spesso all'importanza della Libido e della Destrudo che se non erro sono pulsioni inconsce; credo che anche la sfera dell'Io e quindi del conscio sia importante, anzi forse è ancora più importante perchè può influenzare le precedenti.
Sono poi d'accordo che il paziente/cliente dovrebbe essere accompagnato a percepire il suo Falso Sè e la sua ferita interna e proprio a questo dovrebbe servire la Psicoterapia.
Tuttavia, sperare che il cliente non abbia mai più bisogno di psicoterapia è come sperare che non si ammali mai più di una malattia organica dopo essere stato per essa curato e sanato.
E se, dopo terapia junghiana, a distanza di 5 anni nessuno torna nello studio del terapeuta, ciò non vuol dire necessariamente che è guarito definitivamente.
Quanto al tema dello Studio, nemmeno è detto che si debba usare per forza il narcisismo, la posizione depressiva o la difesa fobico-ossessiva. Studiare dovrebbe essere sempre una esperienza piacevole ma per poter studiare con profitto e con piacere bisognerebbe già stare in Pace altrimenti può diventare faticoso e dispersivo per cui spesso lo studio viene abbandonato.
E se tu sei riuscito a studiare in condizioni ambientali e psicologiche sfavorevoli ti faccio i miei complimenti.
Quanto ai farmaci, lo psicoterapeuta in genere non dice al cliente di prendere l'ansiolitico perchè non lo vuole addormentato; glielo dice lo psichiatra ( e magari prendesse solo l'ansiolitico!).
Il terapeuta poi non è un Dio onnipotente e non è immune dal disagio psicologico : solo che ha faticato per comprarsi il "biglietto di andata e ritorno" e vorrebbe che anche iil paziente riuscisse ad acquisire il biglietto di ritorno!
Tuttavia terapeuti irrisolti ce ne possono essere ma forse non è indispensabile controllarli perchè se il paziente non sente di essere aiutato è molto probabile che non torna più da quel terapeuta e il problema è risolto.
Quanto all'aggressività subìta, è chiaro che devo difendermi se vengo aggredito e ci potrebbe anche scappare il morto ma io faccio di tutto per neutralizzare l'aggressore o comunque sottrarmi al suo attacco in qualunque modo (se necessario anche con la fuga) ma non mi interessa nemmeno ucciderlo e se capita che lo uccido è solo un involontario incidente di percorso. In effetti sono cristiano ma non certo masochista!
Riguardo alla tematica dovere/piacere, credo che questi dovrebbero essere considerati come le 2 facce di una stessa medaglia e che non debba prevalere l'uno o l'altro. Quindi dovrebbero essere separati ma anche stare insieme e se stanno insieme grazie alla intelligenza emotiva mi sta anche bene.
Poi, a differenza di te, non condanno il Cognitivo ma come te non sopporto le persone autoritarie che usano la propria immagine professionale, meritoria o onnipotente a sostegno di convinzioni incompatibili con il sentire umano di altri e penso che la Cognitiva non dovrebbe mai essere irriguardosa della emozionalità del cliente/paziente.
Infine, tu dici che "mazze e panelle" non fanno i figli belli ma disturbati.
Tuttavia bisognerebbe vedere che tipo di mazze e di panelle si stanno usando perchè di certo nella buona educazione dei figli, può essere anche necessario usare, a seconda del caso e del momento, a volte l'empatia e altre volte la congruenza.
Un caro saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Gentile Franco,
grazie per la condivisione. Ho trovato diversi punti interessanti del tuo discorso: il primo è quando parli del Falso sé. Condivido la riflessione sul falso sé quando dici che probabilmente chi ha difficoltá con lo studio ha dei temi irrisolti legati al falso sé che vengono da lontano e che pertanto comprendendo questi temi e trovando una maniera diversa di porsi con essi, si supera anche il problema con lo studio.
Poi ho trovato molto interessante dove parli della maniera di porsi narcisistica, depressiva e fobica: sicuramente vi è una buona parte di studenti che utilizza queste modalitá quando si rapporta allo studio.
Principalmente per quello che ho potuto vedere direi che le problematiche piú ricorrenti per gli studenti sono il perfezionismo e il dimostrare a qualcuno di essere bravi (forse per ottenere qualcosa in cambio: amore, stima, lodi ecc), blocchi per timore del futuro e dell'incertezza che consegue al periodo di studio (quando si studia si ha bene o male una routine che puó venire a mancare quando gli studi terminano e il timore di non sapere cosa fare dopo, blocca nello studio) oppure sono legati eccessivamente al giudizio degli altri (genitori, amici ecc). Alcune di queste condizioni probabilmente si riconducono alle posizioni narcisistiche, depressive e fobiche che tu hai elencato.
Concordo con te con l'importanza di porre attenzione alle emozioni che l'Altro mi porta in terapia. E sono anche io piuttosto scettica verso chi ha giudizi e regole standardizzate da applicare indistintamente a tutti. Prima di tutto secondo me deve esserci una piena comprensione dell'Altro e dei suoi vissuti, non una procedura standard.
Va detto in ogni caso che gli approcci cognitivi per alcune problematiche si sono rivelati piuttosto efficaci, con effetti anche duraturi (parlo di approcci cognitivi in generale, non del Cognitivo con cui hai avuto a che fare tu). Quindi ok il confronto tra Jung e i cognitivi, ma bisogna vedere anche rispetto a quali problematiche si fa il confronto e quali aspettative avevano i pazienti intervistati nei confronti della terapia. L'inefficacia della terapia puó anche essere legata al fatto che l'aspettativa che avevano verso quella terapia e verso l'approccio del terapeuta che non combaciava con il loro modo di intendere se stessi, il mondo, i loro problemi e la possibile soluzione ai loro problemi. Per esempio se uno si aspetta un lavoro molto introspettivo su se stesso e va da uno psicologo cognitivo che invece da solo prescrizioni e fa terapie molto veloci finalizzate a rimuovere il sintomo ma non a comprenderne il significato, la persona puó trovarsi male, proprio come è successo a te col Cognitivo.
Riguardo al rapporto tra Piacere e Dovere, sí, sarebbe preferibile che lo studio fosse un'attivitá soprattutto piacevole. La quota di Piacere e Dovere credo che sia soggettiva per ciascuno. È chiaro che se uno si dedica con passione, entusiasmo e impegno a ció che gli piace, il Dovere non lo sente poi cosí tanto pesante, proprio perché si sta dedicando a un'attivitá per lui piacevole.

In risposta al dott. Fiore: puó essere che alcuni colleghi non rispondano perché a colpo d'occhio al primo impatto vedono un messaggio molto lungo e non hanno tempo o non vogliono dilungarcisi. Oppure temono di perdere il filo in un messaggio lungo. O ancora preferiscono non cimentarsi con argomenti o approcci che ritengono di non conoscere bene. Ma queste naturalmente sono solo mie ipotesi.

Alla prossima, Franco. Cordiali saluti.

Dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta a Sustinente (MN) e Padova

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24 NOV 2016

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