Masturbazione sin da piccola e ricerca della sessualità, sarò mai serena?

Inviata da Cassandra · 1 mar 2017 Orientamento sessuale

Salve, sto scrivendo su questo blog perché vorrei avere diversi pareri riguardo il mio problema con la mia sessualità che è diventato per me un tarlo logorante e motivo di tensione.
Inizio da zero: sono una ragazza di 20 anni, ho una relazione stabile da 3 anni con un ragazzo che mi ha iniziato a qualsiasi esperienza a partire dal primo bacio, è stato il "mio primo tutto". Sono cresciuta in una famiglia fortemente credente cattolica, sono la primogenita di 3 sorelle, mio padre e mia madre sono due persone diametralmente diverse, uno riservato e distratto e l'altra puntigliosa e solare, tuttavia accomunati da un costante senso di protettività visto che mia madre è orfana di padre sin da piccola ed ha dovuto essere protettiva per i suoi fratelli minori e mio padre è un medico (quindi per lui un mio ritardo di mezz'ora si traduce in un incidente stradale o un simile cataclisma) , è stato cresciuto in un ambiente fortemente "patriarcale" ed ora si ritrova a fare da guardia a delle figlie femmine. Detto ciò, il mio problema ha origini remote, infatti ricordo di aver iniziato sin da piccola a masturbarmi, il primo ricordo lo associo al'età di 4/5 anni quando con la mia famiglia ci siamo trasferiti cambiando regione. Ricordo che i miei genitori mi scoraggiassero e ironizzassero dicendo che "mi grattavo il culetto" strofinandomi sulla sedia. Non so bene quanto questa cosa andò avanti però posso dire che più avanti, tornata nella mia terra natale, questa cosa continuò. Lo facevo spesso a casa di mia nonna dove avevo trovato una sedia che mi costava meno fatiche, mi mettevo lì nell'angolo del salotto senza che potessero vedermi. Oggetto delle mie fantasie erano sempre le donne, ingenuamente, principesse disney. Mi eccitavano molto le scene in cui erano improgionate in catene, impossibilitate, costrette dai pretendenti di turno, avvertivo subito la pulsione e dovevo masturbarmi. Non avevo molta coscienza dell'atto,la consideravo una cosa mia, che solo io potevo fare. Non ho però molti ricordi positivi perché credo di averli rimossi tutti a seguito dei frequentissimi improperi che ricevevo da mia zia, mia nonna, mio zio. Non ricordo cosa mi dicessero ma ho l'immagine vivida di me a 8/10 anni sulla sedia e un membro della mia famiglia che mi rimprovera e ricordo solo sensi di colpa, vergogna e "sporco". Continuai però a farlo, le mie fantasie cambiavano forma ma restava sempre un soggetto, la donna, soprattutto trovavo erotico il seno. Possibilmente questa cosa è legata al fatto che in quel periodo vedevo mia madre allattare ma questa mia supposizione è recente. A volte sfogliavo le riviste e strappavo volti e corpi di modelle che mi eccitavano. I corpi maschili non li guardavo nemmeno. Poi per un periodo decisi di fermarmi, mi convinsi di fare una cosa sbagliata e mi vergognavo moltissimo, sentivo un vero e proprio disgusto dopo l'orgasmo, mi odiavo per questo, ero una bimba cicciottella e volevo maturare.
Sarò stata anni in astinenza assoluta, ne andavo fiera, ma poi verso i 14 anni ci ricascai, sapevo ora cosa fosse il sesso, che la masturbazione era ciò che facevo da piccola e che era un atto fisiologico, dettato da ormoni e non dalla mia malsanità mentale. Anche se non sapevo se le ragazze lo facessero, e non ne parlavo con nessuna, tuttavia mi sentivo più giustificata e ripresi, soprattutto nei periodi di forti stress mi chiedevo a chiave in camera. A questo dobbiamo aggiungere il fatto che iniziai a portare il reggiseno. Fu una benedizione per la mia eccitazione. Infatti sarà pure strano , ma il reggiseno mi dava così tanto fastidio e pressione, senso di costrizione, come fossi legata, che per me era impossibile non sentire l'impulso e l'eccitazione. Accendevo il pc, a casa di mia nonna, da mia madre a lavoro, a casa mia, e cercavo immagini di donne in reggiseni stretti, guardavo che non ci fosse nessuno e mi preparavo all'orgasmo immaginando sempre una scena di dominazione in cui la donna non è consenziente, spesso impossibilitata a muoversi, e l'uomo la baciava sulla bocca e sul corpo. Andai avanti così, con alti e bassi, a volte non avevo bisogno di farlo per mesi, a volte lo facevo 2 volte al giorno. A 17 anni iniziai a frequentare il mio attuale ragazzo. Mi attraeva di lui il carattere e le attenzioni che mi dedicava. Quando ci misimo assieme decisi che era il momento di guardare un vero e proprio porno per capire più cose. Il primo fu terribile, l'organo maschile mi disgustava essendo cresciuta in una famiglia di donne, in più sentivo quel senso di sporco che collegavo all'infanzia. Più avanti però, quando arrivai ai preliminari col mio ragazzo, e visti i risultati scadenti e dolorosi dei (scusate l'espressione diretta) ditalini, che mi avevano profondamente sgomentata, decisi di riprovare e sta volta rimasi attratta dai seni delle varie attrici dei video. Sentire l'organo del mio ragazzo eccitato mi eccitava, era diverso da quello che vedevo nei video per cui provavo repulsione. Io ero vergine e il mio ragazzo no, mi chiedeva di farlo anche se non metteva pressione, intanto con i preliminari avevamo raggiunto le stelle, riusciva a farmi raggiungere l'orgasmo ma non volevo mi toccasse direttamente il clitoride, io stessa provavo avversione e fastidio toccandolo. Una notte decisimo di avere il primo rapporto, ero ben lubrificata ma lui non riuscì e fu molto doloroso. La seconda volta più avanti andò a buon fine ma fu parecchio deludente. Ora è da anni che abbiamo rapporti e per me sono molto piacevoli ma non sono mai venuta se non con preliminari, inoltre l'orgasmo che provo nei preliminari è completamente diverso rispetto a quello che mi procuro io da sola. La mia compagna di liceo era lesbica, da allora ho sempre avuto il dubbio di esserlo. Sarebbe difficile per me, per la mia famiglia, ma non riesco a non pensare al fatto che possa essere lesbica se riesco a masturbarmi almeno una volta a settimana pensando o guardando solo donne e seni prosperi.
Questa cosa sta minando la mia vita nel profondo, non so come devo conviverci, nell'ultimo anno poi ho fatto diversi sogni erotici su donne sconosciute, un mese fa ho sognato di leccare e baciare i seni di mia sorella ed è una cosa che mi costa molto ammettere e mi fa stare male con me stessa, e infine ieri notte ho sognato di avere rapporti lesbo con una sconosciuta che mi invitava a tranquillizzarmi (sono in un periodo di stress universitario) e mi sono svegliata senza maglietta dei pigiama. Non so con chi parlarne, io amo il mio ragazzo ma non posso parlargliene, morirei, mi piace avere rapporti con lui e ne ho bisogno ma da sola.. penso alle donne, il corpo maschile non ha la stessa carica erotica, anche se non riesco a guardare video di donne con donne nè a guardare scene in cui sono inquadrati esclusivamente i genitali femminili, provo disgusto.
Grazie per la vostra attenzione, so bene che non basterà una vostra risposta per risolvere i miei problemi, tanto meno che quello che ho scritto qui possa essere abbastanza esaustivo da rendere per intero il quadro della situazione ! Scusatemi se ho commesso qualche errore e se sono stata prolissa, grazie a chiunque voglia rispondermi.

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Miglior risposta 6 NOV 2017

Salve Cassandra,
Mi dispiace che la sua lettera sia stranamente rimasta disattesa per alcuni mesi. Mi auguro che nel frattempo lei abbia trovato la serenità e le risposte che cercava. Comunque, le offro il mio punto di vista, sperando di fare cosa gradita. Di solito, i bambini hanno una naturale curiosità verso le zone erogene, che vengono autostimolate saltuariamente per conoscere il proprio corpo e trarne sensazioni piacevoli. Quando questo comportamento diventa tanto frequente da assumere una rilevanza anche nei pensieri e nella quantità di tempo impiegato, si può pensare che sia un atteggiamento compensatorio e consolatorio di natura compulsiva, e pertanto andrebbe indagato. Gli adulti di riferimento, insomma, più che rimproverare il bambino e instillare senso di colpa e vergogna, dovrebbero rivolgersi ad un professionista della psicodiagnosi per comprendere quale bisogno evolutIvo sia alla base di un'attività auto erotica frequente e invasiva. Adesso che è adulta ed ha una vita sessuale attiva, ha i mezzi per ottenere da sola le risposte di cui ha bisogno: una psicodiagnosi sarebbe un primo passo per conoscere se stessa, ed eventualmente iniziare un percorso che l'aiuti a definire meglio la sua identità di genere, dal momento che questo dubbio emerge in sottofondo dalle sue parole e dalle esperienze che riporta. Le suggerisco di trovare qualcuno che somministri il test di Rorschach, ed eventualmente di iniziare un percorso di assessement terapeutico.
Buona ricerca!

Dott.ssa Alessia Vilei Psicologo a Lecce

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