Manipolazione di massa- relazioni aperte ed esclusive

Inviata da Francesca · 21 ago 2018

Già scrivendo l'oggetto della mia domanda mi viene quasi da sorridere, e mai avrei pensato di farmi delle "seghe mentali" del genere.
Tuttavia, è da un po' che penso a una cosa. Fino a che punto crediamo di pensare con il nostro cervello, in particolare riflettevo sull'influenza della società per quanto riguarda la questione delle relazioni aperte e relazioni esclusive in un rapporto amoroso.
Laddove anche magari l'istinto della persona viene intaccato da influenze sociali... ripensavo a quando ero piccola in cui l'unico elemento "manipolatorio" poteva essere la mia figura materna, appena sono uscita da casa, le idee che potevo appoggiare in precedenza e che già mettevo in discussione sotto l'influenza di mia madre, poi sono mutate in altre convinzioni. Ma è successo questo perché altre persone mi avevano influenzata a pensare in un altro modo, per quanto interiormente potevo sentire che c'era qualcosa che non andava. Da qui un ulteriore sega mentale, chi mi dice che la cosa che io sentivo in quel momento e che potevo ritenere sbagliata fosse giusta tanto quanto la sensazione di quel "qualcosa che non andava", invece, che poteva sentire mia madre in quel momento? Non so se mi spiego. E' come se non capissi cos'è giusto e cos'è sbagliato...posso ricondurmi certo alle mie sensazioni del momento, però soprattutto per quanto riguarda il modo in cui vogliamo gestire le relazioni interpersonali, come posso capire che in realtà la mia idea di volere una relazione esclusiva non sia stata dettata ad esempio dal modello della chiesa cattolica, per quanto io non sia affatto sostenitrice di questo modello né di qualsiasi altra religione. Come posso capire che invece il modello di relazione aperta non sia invece quello più corretto, sano, umano... se penso a un essere umano non lo riesco a vedere monogamo ad esempio, però A) se mi innamoro non riesco a pensarmi minimamente con altre persone B) se penso all'uomo che frequento (il quale è più propenso a una relazione aperta) e me lo immagino scopare con un'altra donna sento che c'è qualcosa che non va, però allo stesso tempo se questa stessa azione fosse fatta in mia presenza con un mio consenso (cosa che è successa, nel senso abbiamo avuto un rapporto a tre con un'altra donna) in quel caso non sentirei gelosia ma solo coinvolgimento.
Ho cercato di descrivere le mie sensazioni nel dettaglio e forse morbosamente scusatemi, il punto del discorso probabilmente ruota attorno l'istinto... come si fa a pensare davvero nella totalità con il proprio cervello senza andare ad intaccare il nostro sesto senso?

Grazie....

da Francesca (24 anni)

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Miglior risposta 22 AGO 2018

Gentile Francesca,
probabilmente, più che dare spazio ad una "sega mentale" lei sta indirettamente mettendo in discussione i suoi princìpi morali intuendo, a qualche livello, che questi non possono essere totalmente cancellati e ignorati.
Pur essendosi verificata in questi ultimi decenni una progressiva liberalizzazione dei costumi sociali e sessuali, lei davvero pensa di essere stata influenzata dalla società nell'aver accettato (o proposto) il rapporto a tre con un'altra donna?
E' probabile che nella sua critica alla figura materna lei confonda la libertà personale con il libertinaggio o, se preferisce, l'istinto sessuale con la trasgressione sessuale.
Di conseguenza, riguardo alla questione "relazione aperta vs. relazione chiusa", è lecito pensare che il modello di relazione aperta può essere considerato più corretto, sano e umano da lei ma non evidentemente da tanti altri.
Infine, mi sembra di notare una certa contraddizione quando dice che se si innamora non riesce a pensarsi minimamente con un'altra persona e, suppongo, anche con il consenso eventuale del suo partner; infatti immagino che si aspetterebbe la stessa cosa dal suo partner che invece è più propenso alla relazione aperta per cui lei ha risolto il problema dando il consenso e cambiando (almeno per il momento) modo di pensare.
Forse, affrontare queste tematiche in psicoterapia potrebbe aiutarla a chiarirsi le idee.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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22 AGO 2018

Buongiorno Francesca,
potrebbe esserle utile essere maggiormente in contatto con il mondo interno e le sue emozioni. Rivolgendosi ad uno psicologo della sua zona oppure con una consulenza online potrebbe riuscire ad acquisire strumenti di comprensione di ciò vuole o no, elementi che in questo momento la stanno confondendo.

Cordialmente,

Dr. Gianmaria Lunetta,

Psicologo Clinico a Torino

Dr. Gianmaria Lunetta Psicologo a Torino

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