Mania per il sesso a pagamento ma sesso insoddisfacente con i miei fidanzati

Inviata da Jessica · 8 ago 2016 Problemi sessuali

Ho 27 anni e da 3 sono fidanzata di un uomo che mi ha, in un certo qual modo, tirato fuori da una strada deviata che stavo intraprendendo. Mi prostituivo, quasi sempre in coppia con un'altra ragazza, sempre in maniera pulita, selezionando i clienti, avendo il totale controllo della situazione.
Soprattutto avveniva volontariamente, cosi come ho iniziato. La prima volta fu per curiosità, gioco, e l'ho cercata con particolare entusiasmo.
Da quelle esperienze mi porto dietro tanta solitudine, perché ho dovuto mentire tanto e a tante persone che non potevano conoscere la mia doppia vita. Ho praticamente tagliato i ponti con tutti, non riesco più a dialogare con nessuno, anche le nuove conoscenze sono difficilissime perche mi sento una persona sola dentro, rinchiusa in una gabbia di segreti e di verità scomode
Dico verità perché quella parte di me non è finzione o gioco di ruoli.
La psicoterapeuta che mi seguiva all'epoca (vi parlo da 6 a 3 anni fa) mi spiegò che la mia mania per il sesso a pagamento era dovuta a un bisogno di tenere sotto scacco gli altri, esercitare potere sui clienti.
Quello che non ho mai spiegato alla psicoterapeuta e che oggi mi tartassa, è che ho una vita sessuale molto insoddisfacente con i miei fidanzati (da sempre,anche prima di aver sperimentato la prostituzione) mentre provo tanto piacere e orgasmo assicurato con i clienti paganti.
Questo mi dá tanta frustrazione, da una parte sono felice di aver abbandonato uno stile di vita malato e pieno di bugie, dall'altro lato trovo come unica via di fuga all'infelicità sessuale quella di riprendere quel mestiere.
Vorrei una vita normale, vorrei essere felice e mostrarmi per quella che sono a tutti, senza vergogne.
Devo aggiungere anche che il mio attuale ragazzo ha scoperto il mio passato non su mia ammissione ma perché trovando foto, messaggi e "attrezzi del mestiere" non poteva non capire. Da quel momento mi sento sotto scacco, intrappolata proprio perché salvata da lui, quest'anima buona che mi ha tirato via dalla mania ma che mi ha imprigionato in una vita che non mi somiglia. Ad esempio quando facciamo l'amore mi tornano in mente dei flash in cui sto con un cliente, e quindi mi pento, sono frustrata e non provo piacere perche mi impongono di non essere "quella lì" con il cliente.
Vorrei uscire da questa ambivalenza, da questa via che ha solo 2 uscite, la prostituzione e l'isolamento oppure la tranquillità amorosa ma per niente felice sessualmente.
Ormai sono mesi che mi rifiuto di avere rapporti col mio ragazzo, non ci provo nemmeno più perche è inutile, lui mi ha redento e oppresso allo stesso tempo.
Passo il poco tempo libero a guardare film porno, specialmente di lesbiche (mi piacciono anche le donne e questo è assodato e non ho avuto problemi ad accettarlo), e con l'autoerotismo ma anche in questi casi provo piacere dalla stimolazione ma non i grandi orgasmi di qualche anno fa.
Vorrei tanto un aiuto, grazie mille
Jessica

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Miglior risposta 8 AGO 2016

Gentile Jessica,
quando non è possibile trovare un motivo plausibile ad un comportamento che infine porta più dolore che piacere, è necessario cercare di entrare in contatto con i moti del'inconscio che contengono il senso di quell'agire ed anche il suo fine. Jung la pensava così ed anch'io oggi ne sono convinta. Le voglio portare un esempio : "una signora pluridivorziata si rivolse a me per affrontare un problema d'ansia . Nota importante della sua ultima relazione, era l'essere stata convinta dal nuovo compagno a sperimentare insieme rapporti promiscui , cioè,con altri uomini e/o altre donne. La signora si dichiarava innamorata e soddisfatta consciamente di queste esperienze che a suo dire soddisfacevano anche sue fantasie personali. L'importante per lei ,era che il suo uomo fosse sempre presente a confermarle come il rapporto tra loro fosse saldo e privilegiato". Ebbene , l'indagine dei sogni mise in luce che , la parte profonda della psiche di questa signora non era affatto d'accordo con la sua parte cosciente. Essa infatti , riportava con troppa frequenza sogni d'angoscia, in cui si trovava al buio col compagno in strade solitarie di campagne sconosciute, ad arrancare tra rovi e filo spinato , o brancolante a cercare il conforto di braccia senza forza.Ci volle tempo e tanto lavoro terapeutico per giungere a comprendere che quelle modalità sessuali a cui era stata indotta,on erano affatto in sintonia coi propri bisogni reali e profondi e a ben guardare ,non appartenevano nemmeno all'uomo a cui aveva concesso la propria fiducia. Alla fine ella si rese conto che quello non era fra l'altro neppure il partner adatto a lei ,e finì per chiudere la relazione. Inutile dire che il suo stato d'ansia si ridusse grandemente. Il messaggio quindi che il suo inconscio aveva inteso mandarle attraverso il sintomo ansioso , era che essa, aveva superato un limite, non necessariamente imposto dall'esterno, quanto piuttosto da una esigenza interna di equilibrio e, il piacere che essa era convinta di provare concedendosi in maniera indiscriminata a sconosciuti, recava in sè un grande stato di angoscia. Ovviamente ogni caso è un caso a sè che ritengo vada indagato con attenzione rispetto sia ai suoi elementi di superficie , cioè coscienti ,che alle sue componenti inconsce, con l'intento di favorire un dialogo tra le due parti, che conduca ad una soluzione soddisfacente del conflitto e favorisca il benessere del paziente. Perciò mi sento di consigliarle una psicoterapia di tipo psicoanalitico.
Cordiali saluti
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Psicoanalista Junghiana
Parma

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologo a Parma

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9 AGO 2016

Gentile Jessica,
da un punto di vista psicologico, ritengo che non vi è cosa peggiore che coltivare sensi di colpa, conflitti interiori e stati dissociativi.
Lei dice di avere iniziato a prostituirsi liberamente, per curiosità, gioco e divertimento, quindi senza essere spinta da una costrizione economica come spesso accade (anche se è ovvio che il disagio economico non spiega l'ineluttabilità della decisione di prostituirsi).
Per di più ha scoperto che il sesso pagato dai clienti la soddisfa molto di più di quello con l'attuale fidanzato o con fidanzati precedenti. Allora perchè pentirsi e lasciarsi "salvare"? Solo per non dire bugie agli altri su questa sua attività? E se provasse a dire la verità visto che la sua è stata una scelta libera e consapevole?
Ma se invece, come è probabile, quella che le sembrava una scelta libera e consapevole (con annessi orgasmi e piacere sessuale che dice di non provare col fidanzato) è il frutto di un disagio grave nato molto tempo fa e quindi un "sintomo" che le comporta una dolorosa ambivalenza esistenziale dalla quale vorrebbe finalmente uscire, le consiglio di ritornare a farsi aiutare in psicoterapia per mettere ordine nella sua vita e magari analizzare anche meglio le sue preferenze e il suo orientamento sessuale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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8 AGO 2016

Buongiorno gentile Jessica,
la situazione che ci descrive è delicata e merita un ascolto attento e sensibile che on line è difficile dare. Credo che sia necessario che Lei ricontatti la sua psicoterapeuta che la conosce bene e riprendere un percorso sincero con lei, dove porre la questione proprio come l'ha posta qui. Il suo disagio parte da lontano, ha radici antiche molto più di quello che Lei pensa.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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