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Mancanza di supporto genitori/lavoro/stress

Inviata da FjFj il 4 gen 2016 Autorealizzazione e orientamiento personale

Gentili Dottori,
scrivo perché ho davvero bisogno di un consiglio.
Attualmente, dopo un periodo trascorso a prendere lavoretti qua e la non qualificati, a seguito di un corso professionale ho finalmente iniziato -un anno fa- ad avere una costanza nel settore lavorativo che ho scelto.
Seppure abbia cambiato diverse aziende e seppure non abbia ancora trovato il fantomatico "posto fisso" che è tanto radicato nella mente dei miei genitori ma che-ahimè-non è affatto semplice da trovare in Sicilia, sono sempre stata in grado di rimanere nel mio settore (grafica). Al momento sto passando un periodo abbastanza negativo perché ho appena terminato un contratto che non mi è stato rinnovato perché l'azienda ha chiuso e sto cercando lavoro sempre nel mio settore, però i miei genitori -in particolare mio padre- spingono e cercano in tutti i modi di portarmi di nuovo ad accettare quello che viene e che solitamente è sempre un lavoretto non qualificato con la richiesta di un impegno full time per una miseria al mese. Impegno full time che per altro, pure che intanto accettassi, mi impedirebbe sia di approfondire le mie conoscenze nel mio campo sia di cercare altro, oltre che rischiare di farmi "perdere la bussola" e fossilizzarmi in qualcosa che ho il terrore in futuro possa farmi diventare una persona irrealizzata e malinconica e piena di rimorsi.

Quello che ho provato a spiegare loro più e più volte, è che voglio assolutamente costruire e consolidare la mia carriera, avere un MESTIERE vero fra le mani e non accontentarmi di lavorare saltuariamente magari in un ambito che non rispecchia gli sforzi e i sacrifici che ho fatto per arrivare dove sono ora.
Ho avuto modo di confermare che ho del potenziale, sia dalle persone con cui ho lavorato (con moltissima esperienza più di me) sia comparando il mio lavoro con quello di altri colleghi, è spessissimo successo che venisse scelto il mio.
E allora perché i miei genitori non riescono a vedere il mio potenziale, a capire che ho un obiettivo e non voglio perdermi per strada per finire poi ad essere una persona "mediocre" e triste in futuro? Io voglio solo realizzarmi come persona e come professionista, non voglio accontentarmi nella vita ma come posso fare a farglielo capire?
Gliel'ho spiegato davvero tante volte, loro dicono che lo fanno per me perché vorrebbero che avessi la mia indipendenza economica ma con quello che comunque mi viene offerto in altri settori non si tratterebbe nemmeno di avercela davvero un'indipendenza: non potrei permettermi nemmeno di andar via di casa con 500€ lordi al mese (il massimo offertomi presso questi fantomatici lavori di passaggio).

Ho bisogno di un consiglio perché in questi giorni sento davvero un malessere dentro di me; anni fa ho avuto una serie di crisi d'ansia durata mesi e mesi che fortunatamente sono riuscita a sconfiggere e ieri dopo anni ho avuto la chiarissima sensazione di star per averne di nuovo un'altra. Per fortuna sono riuscita, seguendo il consiglio che ai tempi mi diede la mia dottoressa, a distrarmi e fare subito qualcosa che mi impegnasse la mente per non lasciare spazio alla crisi ma davvero mi ha spaventata l'idea di rischiare di tornare in quel bruttissimo circolo vizioso.

Grazie per la vostra attenzione,
tanti cari saluti

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Gentile lettrice,
credo che il suo desiderio e il suo ragionamento siano abbastanza condivisibili ed anche io concordo sul fatto che vale la pena di perseguire i propri sogni ed i propri obbiettivi.
Quando però si cozza in modo irriducibile contro certe convinzioni e postulati dei propri genitori che non possono o, peggio, non vogliono concretamente aiutare economicamente un proprio figlio che cerca di realizzarsi in quello che gli piace, quest'ultimo dovrebbe prendere anche in considerazione l'idea di spostarsi altrove ( persino di emigrare!) al fine di raggiungere la propria autorealizzazione.
Ebbene, questa possibilità e/o intenzione non mi è parsa di leggerla nel suo scritto.
So che non è una cosa facile e ci vuole coraggio e determinazione per cercare lavoro e spostarsi in un' altra città, magari molto lontana dal paese di origine ma ribadisco che quando si è veramente decisi a perseguire i propri obbiettivi non viene esclusa nemmeno questa possibilità.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile FjFj,
Da quello che hai scritto mi pare di capire che tu abbia due grandi bisogni: quello di costruire una carriera che ti soddisfi e nella quale credi, per la quale ti sei impegnata tanto e hai anche avuto delle conferme della tua bravura e poi c'é la volontà di approvazione e comprensione da parte dei tuoi genitori. Questi due bisogni sembrano proprio scontrarsi tra loro e forse questo ha generato il fatto che tu ti sia sentita ansiosa. Sembra che per il momento i due bisogni non possano trovare un accordo, perché sono coinvolti anche terzi(i tuoi genitori) che non condividono le tue stesse opinioni in merito al lavoro. Ció non significa che non approvino te come figlia, ma solo le tue scelte lavorative. Fino a quando avrai bisogno di convincerli della bontà delle tue idee probabilmente resterai in questa situazione di blocco, l'approvazione dei genitori é molto importante, ma altrettanto importante é il tuo bisogni di costruire un futuro lavorativo nel quale ti senta realizzata. Ti consiglio di esprimere loro quali siano i tuoi bisogni per il lavoro e il futuro senza cercare a tutti i costi una conferma e di esprimergli anche i tuoi sentimenti in merito al fatto che non ti senti capita e sostenuta da loro. Agire in questo modo potrebbe aiutarti a sentirti più attiva nel rapporto con loro e non appesantita dalle idee che senti vorrebbero importi.
Augurandoti il meglio
Dott.ssa Barbara Claps
Psicologa Psicoterapeuta Analitico Transazionale Trieste

Psicologa Psicoterapeuta Barbara Claps Psicologo a Trieste

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Cara FjFj
a mio parere il tuo ragionamento fila e non è campato per aria dal momento che hai delle esperienze lavorative e hai avuto modo di poter saggiare sia gli ambienti di lavoro sia le tue qualità.
Ora devi "solo" tenere duro e dimostrare il tuo profondo impegno continuando ad approfondire, studiare, sperimentare quello che hai scelto di fare e che ti porterà a realizzare i tuoi sogni.
Gli ostacoli del mondo esterno, in primis la mentalità dei i tuoi genitori, non devono demotivarti ma renderti più forte e determinata senza ansia ma con la consapevolezza che il percorso è lungo e richiederà tutto il tuo impegno.
Fai vedere ai tuoi, in pratica, che non accetti lavoretti perché ti dedichi ai tuoi impegni e studi che diverranno certo remunerativi.
Coltiva in te questa certezza e non farti abbattere.
Però non arrabbiarti con loro, coi tuoi genitori.
Loro non sono contro di te, hanno solo una mentalità diversa e insistono perché credono sia il tuo bene la loro via; fagli capire che loro hanno la loro via ma che tu hai la tua e non intendi lasciarla.
Quando si arrabbiano affronta tutto con serenità e col sorriso.
Ad ogni genitore, in fondo, piace vedere i figli attivi e sereni.
Piacerà anche ai tuoi.
Quando vedranno che non mollerai, molleranno!
Un caro Augurio
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Che grande opportunità di crescita Le sta offrendo l'ansia che percepisce. Questa energia sarebbe importante canalizzarle verso quello che a Lei piace veramente per potersi riconoscere la straordinaria capacità di resilienza. Io credo che facendosi aiutare, può ottenere grandi risultati. Resto disponibile per qualsiasi informazione. Si ricordi che Lei è un essere speciale!



Cari saluti
Dr.ssa Agnese Lanatà
psicologo clinico/psicoterapeuta Bologna

Dr.ssa Agnese Lanatà Psicologo a Bologna

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Cara FjFj,
parto dal fondo di ciò che hai scritto, quando parli dell'ansia...sai, non necessariamente l'ansia è qualcosa di negativo, la prima volta che l'hai provata infatti ti sei mossa per risolvere il problema e ti sei rivolta alla dottoressa che ti ha dato un consiglio, magari non è stato sufficiente, o magari e condizioni sono cambiate...adesso la provi di nuovo e ti sei rivolta a questo sito...l'ansia serve proprio a questo, a darci la percezione che lo stato in cui ci troviamo non è salutare per noi e ci avverte che dobbiamo fare qualcosa, prendere una decisione, definire chi siamo e dove vogliamo andare. Quando la provi cerca di non vederla necessariamente come un nemico da cui allontanarti, piuttosto chiediti cosa vuole comunicarti e cosa puoi fare per tornare ad uno stato di serenità. Un'altra cosa che ti invito a fare è provare a notare come il tuo problema non sia solo tuo ma appartiene da che mondo è mondo a tutte le persone giovani che devono trovare il loro posto nel mondo e, talvolta per farlo, devono anche lottare con i propri genitori. Non voglio dire "mal comune mezzo gaudio", ciò che intendo è che quando si percepisce la propria situazione come qualcosa che ci accomuna agli altri possiamo anche vedere come gli altri abbiano trovato la forza di farcela e sentirci parte di un destino di crescita e sviluppo a cui tutti siamo chiamati.
Ti auguro un cammino pieno di soddisfazione
Sara

Dott.ssa Sara Demoro Psicologo a Lonato del Garda

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Salve FjFj,
è evidente la sua consapevolezza che sta vivendo un periodo in cui si sente in un campo di battaglia: deve lottare per perseverare nel suo obiettivo o arrendersi e "ubbidire" ai suoi genitori.
Sembra che lei non si senta ascoltata e considerata nelle sue scelte e vive malissimo (è tornata l'ansia) le loro richieste.
Si sente come davanti ad un bivio e deve scegliere fra 2 strade e una annulla l'altra: la sua o quella dei suoi genitori.
Non vede altre strade alternative senza rinunciare al suo obiettivo.Forse ci sono,ma non le prende in considerazione.
Se può chieda aiuto ad uno psicoterapeuta, potrebbe essere un ottimo supporto per non rinunciare ai suoi progetti e contemporaneamente non lottare con i suoi genitori.
La saluto

Dot..ssa Fiammetta Favalli
psicologa e psicoterapeuta rogersiana

Dott.ssa Fiammetta Favalli Psicologo a Anzio

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Gentile Fjfj,
Come lei stessa ha già compreso, la sua ansia scaturisce proprio da tutta la pressione che sente su di sè: il forte desiderio di perseguire degli obiettivi ambiziosi, le energie spese, ma la paura di non farcela e il timore di deludere i suoi genitori. Per gestire i primi sintomi ha fatto molto bene ad applicare la tecnica della distrazione, ma saprà che questa serve solo a distogliere momentaneamente l'attenzione e non risolve del tutto il problema; così come potrebbe utilizzare la respirazione lenta e il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson per gestire l'ansia, ma sicuramente non per eliminarne le cause; se volesse porsi questo come obiettivo, le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
Per quanto riguarda il voler perseguire i propri sogni e "non accontentarsi", se i suoi sogni sono supportati da dati oggettivi quali i risultati che ottiene, non si possono definire delle utopie. Se lei è convinta di aver trovato la sua strada, pur consapevole che non sarà in discesa, ma che richiederà qualche sacrificio, continui a perseguirla, magari cercando di porsi degli obiettivi intermedi e degli orizzonti temporali, in modo da da non perdere di vista la sua meta finale. Se continuerà a mantenere l'impegno e la determinazione come a fatto fino ad ora, sono certa che i risultati non tarderanno ad arrivare, e i suoi genitori si convinceranno delle sue scelte e del percorso da lei intrapreso.
In bocca al lupo
Dott.ssa Angela Beatrice Marino
Psicologa

Dott.ssa Angela Beatrice Marino Psicologo a Arese

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Carissima Fjfj,
non è facile trovare un equilibrio tra il proprio desiderio e il desiderio dei propri genitori.
Se credi in quello che fai e nelle tue doti continua a perseverare nel tuo percorso.
Sei sicura però che accettare temporaneamente un lavoro alternativo, ti porti davvero fuori strada?
La possibilità di avere un introito per perseguire i propri desideri non è così insolito...ma sembra che questa alternativa non sia per te possibile.
Il mio consiglio è quello di provare ad incontrare uno psicologo, nelle Asl i prezzi sono contenuti, in modo da comprendere anche da cosa scaturiscano gli attacchi di panico.

A disposizione

Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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