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Mancanza di prospettive, tutti gli sforzi sembrano inutili

Inviata da Andrea il 30 mag 2018 Orientamento professionale

Salve,
sono un ragazzo di 33 anni, lavoro da circa 12 anni come libero professionista. Nel tempo ho sempre lavorato, mi ritengo una persona in grado di fare il proprio lavoro e in questi 12 anni credo di averlo dimostrato, sia a me stesso che alle persone con cui ho avuto a che fare. Il problema nasce dal fatto che nonostante gli sforzi, gli straordinari, lo studio continuo sembrano non servire a nulla. Nonostante i miglioramenti, non riesco ad uscire dallo status quo, non riesco a superare un gradino che mi permetterebbe maggiore stabilità economica ma soprattutto psicologica.
Vivo di corsa, scadenze da rispettare su scadenze da rispettare, il tempo per gli hobby e per la mia persona è pari a zero. Ho introdotto novità nella mia attività, mi hanno dato soddisfazioni personali ma mi hanno portato via altro tempo utile alla mia persona. Mi sembra letteralmente di combattere tutti i giorni per mantenere la concentrazione su quello che devo fare dal punto di vista della professione per poi perdere di vista le amicizie, passioni e tutto quello che riguarda la sfera personale. Sto sacrificando tutto, o quasi, per lavorare senza ricevere così tanto in cambio e psicologicamente è pesante. Mi sento stanco sia fisicamente che mentalmente, in continua ansia, mi metto continuamente in discussione , chiedendomi di più, per non tradire le aspettative mie e di chi mi ha accordato fiducia.
Non so quanto potrò continuare così a lungo e non credo sia possibile pensare di mantenere questi ritmi fino a 60 anni. Tutta questa fatica mi sta facendo mancare la prospettiva di quello che sto facendo e a volte sono tentato anche di abbandonare tutto. Possibile che in questa vita e in questo paese non si possa vivere con un po' di tranquillità mentale? sono una persona volenterosa e mi piace la tranquillità, non pretendo mica di non far nulla per il resto dei miei giorni...

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Caro Andrea, da come si racconta sembra in corsa perenne: tutti gli sforzi o quasi, con le relative rinunce sul piano personale, sembrano vani e senza una reale prospettiva. Provi a chiedersi quanto questo è un dato di realtà legato nello specifico al suo lavoro e quanto, invece, lo stress che prova è legato anche al suo chiedere tanto e troppo a se stesso, ad un ideale di perfezione magari troppo alto che poi si scontra con la realtà delle cose. Parla anche della paura di deludere se stesso e gli altri se fallisce...con tutto il peso che questo comporta. Sta innegabilmente passando un periodo di stress e di crisi, e si è innescata una sorta di circolo vizioso: per avere dei risultati maggiori si impegna a fare di più eliminando o quasi il riposo, le attività di svago e le relazioni. Questo, però, le dà ancora più ansia, frustrazione, rabbia, stanchezza....tutti aspetti che poi peggiorano la sua performance e concentrazione e, magari, non le permettono di raggiungere i sui obiettivi. Credo che sia doveroso per lei fermarsi un attimo (che non vuol dire smettere di lavorare) e ridistribuire meglio i suoi tempi, prendendosi del tempo per se stesso e per capire cosa anima la sua professione e la sua vita. Solo se inizia a guardarsi e prendersi cura di se stesso, potrà anche capire quali sono i sui reali bisogni e provare a soddisfarli. Usare tecniche di rilassamento (valuti l'idea di un percorso psicologico) potrebbe darle la giusta benzina per affrontare meglio il suo lavoro e tutti gli investimenti ad esso connessi.
Un grosso in bocca al lupo per la sua vita, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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Buongiorno Andrea,

Ho letto la sua domanda e capisco la situazione, non deve essere semplice sentirsi perennemente sotto sforzo e in continua discussione, senza superare, come dice lei, quel gradino. Sarebbe interessante conoscere la sua storia, al fine di poterla aiutare. Capire il suo lavoro, cosa vorrebbe per avere maggior equilibrio e se effettivamente è lei stesso a chiedere troppo a sé stesso o se effettivamente è il contesto. Insomma, tanti dati che da un messaggio è difficile percepire. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti

Cordiali saluti

Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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