Manca un pezzo, manca un pezzo

Inviata da Anonimo · 4 mag 2016 Terapia familiare

Ragazzi, io ho studiato tanto. Vi ho accennato alla scissione e a come una parte de Sé, l'oggetto cattivo viene identificato fuori. Il problema però vero è la sensazione di disgregazione interna davanti allo sguardo emozionale personale. Io che mi emoziono, è fonte di angoscia..È come se dentro di me, mancasse quell'esperienza di rispecchiamento..Questa cosa la spiega molto bene il padre della teoria dell'attaccamento. Adler poi dice che si evocano parti di Se e sinceramente mi piace questa lettura del richiamo pulsionale che diventa parola verso L'ego..In un certo senso condivido, ma se non c'è stata quella esperienza emozionale formativa per l'Io, resta il Vuoto. E come lo colmi? L'unica soluzione sarebbe un nuovo caregiver, uno psicoterapeuta molto emozionale. Purtroppo se non ci sta un altro che ti ama, manca il rispecchiamento di Se e manca la formazione di una Parte del Se. Qua è sostanza,non forma..A me manca quello e quando percepisco l'angoscia primaria, solo rileggendo la risposta al buio riprendo contatto e annullo quella sensazione sgradevole. So spegnere il pulsante, so cosa è, ma non riesco a essere consapevole di come si cancelli quell'automatismo disfunzionale iscritto dentro. Credo vada sostituito. Sto lavorando molto sulla fissazione su Seno Buono. Sul piano cognitivo, ho pochi rivali, sono consapevole di essere molto intelligente ma è uno strumento inutile perché non supportato da un Io coeso e coerente. Sul piano emozionale io ho un buco. Quel buco produce angoscia primaria. Credo che siano state sbagliate tutte le diagnosi. Mi hanno chiamato in tutti i modi, ma nessuno ha pensato al tratto borderline. Il contatto diretto con l'esperienza emozionale, a me crea angoscia primaria. Motivo? Non ci sta nel database il rispecchiamento emozionale. I miei caregiver non mi hanno permesso di cacciare fuori l'oggetto cattivo e accettarlo. Me lo hanno rimandato dentro per cui, Il Se è scisso. Ogni decisione è fonte di disagio per l'altro. Narcisismo ipervigile. Ringraziando Iddio, l'iperintellettualizzazione l'ho tolta di mezzo. Con quella avevo la mia fetta di narcisismo primario. Ok sono molto intelligente, ma sul piano emozionale sono un bambino con una coerenza del Se non adeguata alla mia età. In pratica io sono fermo al narcisismo primario. Manca l'esperienza di essere stato amato. Questo direbbe uno della PNL. Capisco solo ora l'odio per la Cognitiva Comportamentale. Chi usa quella tecnica, non fa altro che agire come io sono stato educato. È colpa tua ti dice il cognitivo, anche se non te lo dice, ma lo senti. E quando dici ma come esiste la colpa? Ti risponde in che senso? Cioè il cognitivo fa la stessa cosa dei miei genitori. Ti incasina la mente. Non la libera nell'autonomia del Se. Prima attacca e poi dopo si ritira pensando che così vedrai come stanno le cose. Ma non esiste uno sguardo oggettivo, per cui per me è una terapia molto pericolosa. La vera soluzione è che non c'è una soluzione pensabile, ma ho bisogno di fissare il mio seno cattivo fuori invece di identificarlo fuori e diventare vittima. A differenza di mia mamma che è una borderline con un funzionamento ciclico psicotico, io non amo la rabbia. Il conflitto lo evito sempre. Per me l'altro anche quando è molto cattivo, è un Essere Sacro, ma il problema è che se qualcuno mi tratta male, io non rispondo. È come se in automatico credessi alla svalutazione dell'altro. Mi sacrifico molto per chi percepisco Vittima (faccio il salvatore) e vado su tutte le furie quando l'altro supera ogni limite accettabile (sfruttamento economico, utilitaristico e relazionale). Sono una persona molto tranquilla fuori, anche se dentro sono molto arrabbiato perché ho fatto sempre il tappeto grazie al mio Genitore interno critico. Cioè io fondamentalmente non sono stato amato, ma manipolato a seconda dei desideri genitoriali. Questo non vuol dire colpevolizzare le figure accudenti che si ritrovano sole e senza amici e parenti, ma prenderne atto di come siano andate le cose. L'approccio cognitivo sbaglia a colpevolizzare la persona già sofferente. Perché qua parliamo di cosa è l'Io. Di come è composto dentro. Credo che ricomincerò il percorso gestaltico e voglio fondamentalmente essere coccolato. A pagamento è triste, ma non fa niente. Manca un pezzo manca che qualcuno mi dica..hai fatto bene a dire ok vai a quel paese! Ok io faccio cosa desidero io, senza avere Angoscia. Per dire,mi hanno rubato 50 euro alla stazione di Napoli, non so come abbiano fatto dal pantalone. Bene..ho dovuto usare la deflessione dell'Io e l'indifferenza. Parlava mio padre, io non ascoltavo tante le ingiurie. A casa mia mamma si è messa a piangere per i tanti sacrifici che fa per me e io butto i soldi! Ma sono stato derubato..cosa c'entrano queste reazioni? Errore mio ad aver condiviso. Queste persone sono malate e dal mio punto di vista prima di fare dei figli, servirebbe la patente genitoriale. Se non stai bene, i figli non si fanno. Non è solo una questione di soldi la genitorialità ma di salute psichica.

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Miglior risposta 4 MAG 2016

Caro Franco,
credo che il tuo vuoto per la mancanza dell'esperienza emozionale formativa può essere solo in parte colmato da uno psicoterapeuta come caregiver alternativo ma non è necessario che sia uno psicoterapeuta molto emozionale o gestaltista.
Personalmente credo che vada bene un qualsiasi bravo terapeuta che, per essere tale, dovrebbe avere, a mio avviso, una formazione integrata cioè padroneggiare i diversi principali approcci.
Ritengo comunque che, alla fine, il buco dell'angoscia primaria dovrebbe essere colmato sostanzialmente dalla tua stessa capacità di saper trasformare male e mancanza in bene e presenza.
Il terapeuta, qualunque sia l'approccio, è in questo che dovrebbe riuscire ad aiutarti perchè non potrà mai diventare quella madre, quella compagna amorevole o quel Seno Buono che non hai avuto.
Quanto al fatto che la Cognitiva Comportamentale agisca su di te così come sei stato educato, mi permetto di non essere d'accordo perchè, con tutto il rispetto, sei stato educato, per tua stessa ammissione, da due genitori abbastanza problematici!
Il Cognitivo non ti dice che è colpa tua e se tu lo senti o lo pensi, ti sbagli!
Al massimo, il Cognitivo ti dice che non serve sguazzare nelle colpe e farsene una prigione.
Dunque non è vero che l'approccio cognitivo colpevolizza la persona già sofferente.
Se dentro sei molto arrabbiato grazie al tuo Genitore interno critico è con questo che dovresti venire a patti e metterti d'accordo.
Puoi riprendere pure il percorso gestaltico ma le coccole, alla fine, dovranno pur sempre nascere da te stesso.
Infine, sulla questione della patente genitoriale potrei essere d'accordo con te se non fosse per il fatto che si rischierebbe lo spopolamento e forse la morte stessa del pianeta.
Un caro saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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17 MAG 2016

Carissimo..lei ha fatto un trattato sulla storia della psicologia, dall'800 agli anni 50. Tenga presente che il primo esperimento scientifico in psicologia fu fatto nel 1962. Sino ad allora, ognuno poteva sostenere quello che gli pareva senza bisogno di gruppi di controllo, ipotesi, analisi statistiche, ecc. La mia opinione è lasciarsi alle spalle tutte queste idee personali dei vari antesignani della psicologia ed affidarsi ad uno psicoterapeuta che impiega tecniche la cui efficacia è comprovata con test di laboratorio, elaborate da metaà anni 70 in poi. Può tranquillamente fare una ricerca su google e scoprire quali sono le psicoterapie efficaci (si contano sulle dita di una mano), ricerca già fatta negli anni 80 dalle compagnie di assicurazione sulla vita americane stanche di anni di rimborsi di terapie annose senza risultati perché prive di riscontri scientifici. Coraggio

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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5 MAG 2016

Gentile Franco,
Leggendo ho avvertito la distanza da un'emozione genuina, sentita propria.Ho avvertito in lei un'eccessiva intelettualizzazione e auto salvifica percezione delle colpe degli altri.Ritengo non sia questione di colpe ma di come lei tiene a distanza le immagini cattive del Sé fornendo una auto assoluzione alle proprie responsabilità e a quelle di chi l'ha cresciuta. Infatti definendo quest'ultimi caregiver e fornendo un profilo negativo dei propri genitori appare tutta la rabbia spostata verso obiettivi "paravento". Non sembra centrare il nucleo del trauma originario. Ma non potrebbe riuscirci e non ci riuscirà da solo. Si faccia accompagnare nel suo percorso di autorizzazione da uno psicoterapeuta con cui riesca a creare un principio di relazione costruttiva. Si interessi maggiormente alla persona che ha difronte e meno all'area teorica di competenza e vedrà che le sarà di aiuto.

Cordiali saluti,
Dott.re Lorenzetti Claudio
Psicologo psicoterapeuta

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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5 MAG 2016

Caro Franco,
temo che le tue conoscenze sulla psicologia siano per te più fonte di disagio che di sollievo. La dimensione cognitiva prende il sopravvento, in un turbinio in cui le emozioni si confondono con i pensieri.
Sicuramente la tua storia personale/familiare va adeguatamente considerata ma credo anche che tu abbia bisogno di tornare un po' più in contatto con la sfera delle sensazioni e delle emozioni autentiche, imparare a conoscerle e riconoscerle al di fuori del prorompere dei ragionamenti e dei pensieri.
Io prediligerei un approccio funzionale anche se ho pieno rispetto dell'approccio gestaltico verso cui ti senti orientato. Mi sento di dirti... meno parole, meno ragionamenti,stai di più nelle sensazioni, col il tuo sé autentico che forse è meno disgregato di quanto credi.
In bocca al lupo.
I.G.

Dott. Ivana Gallo Psicologo a Castel Volturno

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