Mamma separata

Inviata da Irene · 18 dic 2018 Terapia di coppia

Buongiorno,
ho 33 anni e un anno fa mio marito mi ha lasciata, liquidandomi nel giro di un paio di mesi. Avevamo dei problemi, ovviamente, ma io non immaginavo potesse arrivare a tanto. Comunque sia, ho (per forza di cose) accettato la situazione, con molta rabbia e un dolore indescrivibile.
Abbiamo una bambina di 6 anni e putroppo lavoriamo insieme, siamo soci.
Il problema è questo: io mi sto impegnando molto per riuscire a rimettermi in piedi come si deve, andare avanti, essere una buona mamma e realizzarmi come individuo. Però molto spesso ho l'impressione di essere intrappolata in un circolo vizioso ed, inevitabilmente, tutto ciò che faccio non porta a nulla di costruttivo.
Mi sento un' inetta, una buona a nulla.
Mi sento davvero molto stanca e frustrata.
Dico a tutti che è un buon padre, ma purtroppo non è così, infatti sto crescendo nostra figlia praticamente da sola.
Ho un lavoro che non voglio e sono sempre molto sola. E tutto diventa pesante.
Gli ho prospettato di voler uscire dalla società, ma non ci riesco.
Ho un 'piano B', ma è rischioso.
Inoltre, ogni volta che viene fuori il discorso, mi rendo conto che lui non vuole che io me ne vada. E io oltre ad avere paura già di mio, non riesco ancora ad oppormi al suo volere.
Vorrei mandare tutto al diavolo (lavoro e socio) e cambiare tutto, ma la verità è che non ho il coraggio. Ho troppa paura di fallire anche in questo. Mi sento paralizzata e abbandonata a me stessa con un carico di responsabilità troppo grande per le mie spalle. I due amici con cui mi confido ogni tanto, mi dicono che sono forte che ho le 'spalle larghe' e ce la farò, ma la verità è che sono troppo stanca di essere forte, non ce la faccio più. Odio sentirmi dire che sono forte. Io so di non poter reggere oltre un certo limite. Sto prendendo solo 'calci' (in senso figurato) da più di un anno e anche se mi sforzo di rimanere in piedi ed andare avanti, sono sempre allo stesso punto.
Non trovo un modo per venire fuori da questa situazione orrenda.

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Miglior risposta 18 DIC 2018

Buongiorno Irene,

Diciamo che ha avuto un anno decisamente faticoso. Il dolore, la rabbia e la delusione della separazione, il lavoro che non ama a causa del fatto che il suo socio è il suo ex ed infine una figlia di 6 anni che sta crescendo con fatica da sola. Diciamo che proprio una buona nulla non lo è, forse a differenza del passato ha dovuto rimboccarsi le maniche e farcela da sola e ciò l'ha resa molto critica nei suoi confronti. Le consiglio, visto la situazione delicata, di intraprendere un percorso psicologico, online o da un professionista della sua zona, l'aiuterà ad affrontare la situazione e ritrovare la serenità.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, mi scriva
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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19 DIC 2018

Gentile Irene,
l'anno che ha appena passato non è stato facile, ma forse più pesante ancora è per lei la situazione attuale, in cui il fatto di dover continuare lavorare insieme al suo ex marito, sembra impedirle di elaborare pienamente la separazione.
Anche il suo ex marito dal punto di vista professionale sembra far fatica a "lasciarla" e questo certamente le rende più difficile prendere una decisione definitiva.
La sua stanchezza e il suo non farcela più sono comprensibili e legittimi, perciò le suggerisco di prendersi del tempo per sé e rivolgersi ad uno psicoterapeuta, per trovare uno spazio di ascolto e di riflessione dove rafforzarsi, ritrovare la fiducia in se stessa e nelle sue capacità ed elaborare in maniera completa (a quel punto magari anche lavorativamente) la fine della relazione con il suo ex marito.
Se lo desidera rimango a sua disposizione.
Un cordiale saluto,
drs Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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La sua stanchezza e il suo non farcela più sono comprensibili e legittimi, perciò le suggerisco di prendersi del tempo per sé e rivolgersi ad uno psicoterapeuta, per trovare uno spazio di ascolto e di riflessione dove rafforzarsi, ritrovare la fiducia in se stessa e nelle sue capacità ed elaborare in maniera completa (a quel punto magari anche lavorativamente) la fine della relazione con il suo ex marito.
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Gentile Irene,
l'anno che ha appena passato non è stato facile, ma forse più pesante ancora è per lei la situazione attuale, in cui il fatto di dover continuare lavorare insieme al suo ex marito, sembra impedirle di elaborare pienamente la separazione. Anche il suo ex marito dal punto di vista professionale sembra far fatica a "lasciarla" e questo certamente le rende più difficile prendere una decisione definitiva.
La sua stanchezza e il suo non farcela più sono comprensibili e legittimi, perciò le suggerisco di prendersi del tempo per sé e rivolgersi ad uno psicoterapeuta, per trovare uno spazio di ascolto e di riflessione dove rafforzarsi, ritrovare la fiducia in se stessa e nelle sue capacità ed elaborare in maniera completa (a quel punto magari anche lavorativamente) la fine della relazione con il suo ex marito.
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19 DIC 2018

Gentile Irene,
non è stato facile per lei l'ultimo anno, ma la situazione attuale in cui deve continuare a lavorare insieme al suo ex marito è forse ancora più pesante, perchè di fatto sembra impedirle di elaborare in maniera completa la separazione. Da quanto scrive sembra anche che il suo ex marito a sua volta faccia fatica a "lasciarla" professionalmente, cosa che non la aiuta certamente a prendere una decisione definitiva.
La sua stanchezza e il suo non farcela più sono legittimi e comprensibili, perciò le suggerisco di prendersi del tempo per sé e rivolgersi ad uno psicoterapeuta, per trovare uno spazio di ascolto e di riflessione che le permetta di rafforzarsi, ricominciare a credere in se stessa ed elaborare la fine della relazione (magari a quel punto anche lavorativa) dal suo ex marito.
Se lo desidera rimango a sua disposizione
Un cordiale saluto,
drs Lucia Mantovani, Milano

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19 DIC 2018

Gentile Irene, nel mio lavoro mi è capitata più volte una situazione simile alla sua, con in più l'aggravante di un figlio con disturbi neuropsicologici come l'autismo. Ho molto rispetto ed ammirazione per il vostro coraggio, resilienza, tenacia, abnegazione e molto altro! Non le dirò che è forte! Avrebbe un bisogno massimo di qualcuno che la coccoli e che si prenda cura delle sue fragilità. Purtroppo la società come l'abbiamo costruita fa sì che siamo tutti di corsa, per cui anche quelle persone che sono empatiche e generose spesso non hanno modo e tempo di esprimerlo. Dunque l'unica cosa che può fare è cercare un/una terapista che siano empatici e generosi nel sostegno umano ed anche, mi sento di dire, a livello economico. Molti di noi accettano di lavorare a costi sostenibili per tutti, io sono uno di questi. Si rivolga dunque a noi con fiducia, prendendosi il tempo necessario per trovare chi è in grado di aiutarla ad un costo accessibile. Un cordiale saluto.
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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19 DIC 2018

Cara Irene,
a prima vista direi che non ha accettato del tutto il fatto il vostro rapporto sia terminato. Quindi l'elaborazione del lutto è solo parziale. In parte è comprensibile perché comunque lavoro con lui quindi è oggettivamente difficile "dimenticarlo", prendere le distanze come si dovrebbe. Infatti avrebbe la tentazione di cambiare lavoro qualcosa la frena. E' anche ovvio che sia stanca per tutto questo stress, perché oltre al fatto di dover in qualche modo fare i conti col suo ex è anche stufa di questa apparenza di donna forte, con le spalle larghe, che maschera una sofferenza interiore che va avanti da un anno circa.
Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona o lontano ma che usi Skype al fine di elaborare del tutto questo lutto (iniziato molti mesi fa) e trovare la forza per un cammino di vita che, forse, la condurrà in altre direzioni.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!
In bocca al lupo.

Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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