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Mamma disperata

Inviata da Cristina · 19 set 2012 Psicologia infantile

La mia bambina di 5 anni al rientro alla scuola materna ha iniziato a mostrare disagio ovvero non vuole disegnare, non vuole fare inglese perchè se sbaglia viene beffeggiata" dall'intera classe. La cosa mi ha stravolta e mi sono sentita annullata nel non aver capito prima il suo disagio. Sono riuscita a sapere che la cosa risale allo scorso anno, ma ho sentito il suo disagio e la sua sofferenza come posso aiutarla? Cosa posso fare? Sarei grata se mi potreste dare delle indicazioni o dire a chi rivolgermi per far acquisire maggior sicurezza alla mia bambina.

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Miglior risposta 20 SET 2012

Gentile Signora,
dovrebbe in primo luogo parlare con le insegnanti della bimba per comprendere meglio ciò che succede a scuola con loro e con i compagni. E anche se effettivamente ha difficoltà nel
seguire e nell'eseguire eventuali esercitazioni, il che comunque non giustificherebbe assolutamente gli atteggiamenti altrui che la bimba riporterebbe.
Poi dipende se il problema è recente o si trascina da tempo, da come vanno le cose in famiglia, quali aspettative riponete su di lei, se è figli unica oppure no, cosa succede al di fuori della scuola, se ha amici e gioca con loro, le sue caratteristiche personali e temperamentali e tutta una serie di variabili non rilevabili on line.
In linea generale i bambini avrebbero bisogno di confidare in sé e nelle proprie capacità e così aumentare il proprio senso di autoefficacia.
Eventuali errori non andrebbero riferiti alla loro persona e dunque squalificati, ma alle loro "prestazioni".
In ogni caso sarebbe opportuno approfondire quanto succede in primo luogo con le maestre, cercare di comprendere qule è il problema effettivo, poi successivamente ed eventualmente chiarire con l'aiuto di uno specialista.

Cordiali saluti

Dott.ssa Laura Rinella Psicologo a Roma

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25 SET 2012

cara Mamma, purtroppo spesso accade che vi siano bambini più riservati, che vengono un pò presi in giro dai compagni. E' importante accorgersi presto della situazione, cosa che è accaduto a voi. spesso un genitore viene a conoscenza del problema dopo anni e anni. Un aiuto psicologico per rinforzare la sicurezza e l'autostima della tua bambina potrebbe essere una strada.
auguri
dott.ssa Carmela Di Blasio

Psicologa Psicoterapeuta Naturopata Di Blasio Carmela Psicologo a Pescara

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25 SET 2012

Grazie a tutti per le risposte e per le varieindicazioni di come poter iniziare ad affrontare il problema, mi sento un pò più sollevata e motivata ad affrontare la cosa con più serenità.
Cristina

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20 SET 2012

Cara mamma,

quello che sta succedendo alla sua bimba capita a molti bimbi, questo non significa che la cosa vada ignorata, anzi. Mi sembra buono da parte sua volersi mettere in discussione e cercare di aiutare sua figlia come può. Non è da tutti. La bimba è molto piccola: esistono psicologi infantili e neuropsichiatri infantili che potrebbero lavorare sulle competenze e sulla fiducia in sè, anche se è davvero molto piccina. Un buon modo sarebbe chiedere aiuto voi come genitori ad un esperto, un consulente o una psicologa che lavori con voi su come sostenere la bambina in questo passaggio così difficile per lei...e per voi genitori.
In bocca al lupo!

Dott.ssa Maria Francesca Basoni Psicologo a Milano

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20 SET 2012

Cara Cristina, non disperi. Dice di sentirsi "stravolta" e si percepisce dalle sue poche parole un certo senso di colpa e sembra quasi più suo, Cristina, il disagio ... Pur senza sottovalutarlo, sappia che il vissuto di sua figlia è molto comune tra i bambini e spesso passeggero mi creda. In ogni caso ne ha parlato con le maestre? Sono loro in genere le prime a fornire delucidazioni e chiarimenti e a suggerire, se è il caso, l'intervento psicologico. Cordiali saluti. Dott.ssa Sabina Orlandini, Torino.

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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20 SET 2012

Gentile signora,
alcuni protocolli della terapia strategica da me praticata sono indicati, a patto che vi sia la collaborazione e la disponibilità degli insegnanti, oltre che naturalmente dei genitori.
La invito a visitare il mio sito.
cordiali saluti
dott. Pecere

Dott. Giuseppe Pecere Psicologo a Padova

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20 SET 2012

Cristina, la sua bambina può riacquistare serenità e fiducia in se stessa. Valorizzi i suoi gesti, le dedichi parole di sostegno quando impegnata in un compito, la gratifichi per ogni suo successo, la sostenga con parole di incoraggiamento di fronte alle difficoltà. Ciò non significa sostituirsi a sua figlia nei compiti che è sano affronti, perchè una buona autostima cresce grazie alla capacità di superare ostacoli adeguati alla propria età e grazie al sostegno delle persone amata. Insegni a sua figlia ad affrontare le difficoltà appoggiandola e accogliendola amorevolmente. Le insegni ad accettare di sbagliare. Le dia il permesso di poter sbagliare, nel senso di non richiedere la perfezione, visto che non esiste tra l altro. Affrontare la vita è anche affrontare quella brutta esperienza di sbeffeggiamento.

Dott.ssa Luisa Ghianda - STUDIO LG LIVE GENTLY Psicologo a Desio

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20 SET 2012

Buongiorno Cristina

La sua disperazione e preoccupazione è tangibile e comprensibile. Credo che la cosa più importante sia in questo momento rasserenarsi, anche se ne comprendo la difficoltà. I bambini sentono se noi siamo eccessivamente preoccupati e spesso manifestano un disagio proprio perchè si sentono in dovere di dover rispondere alle aspettative del genitore. Credo sia molto importante innanzitutto parlare con le maestre e cercare di capire cosa e come si è evoluto questo disagio, dato che non si è presentato ora. Personalmente ritengo che per quanto possibile sia meglio aspettare a mandare un bambino da uno psicologo se questo è evitabile. Spesso il genitore può fare lui un percorso che lo aiuti a comprendere ciò che è successo che ha reso sua/vostra figlia così sensibile, forse a tal punto di non riuscire in ciò che altri fanno e percependo la derisione in modo così assoluta. I bambini hanno risorse infinite e sanno trovare elementi di difesa ed evoluzione al di sopra di ogni nostra più rosea aspettativa. Cerchi di essere serena lei, di trasmettere serenità, libertà di pensiero, possibilità di sbagliare senza che l'errore metta in discussione la personalità.

Cordialmente, le auguro che tutto possa risolversi al più presto e al meglio, per voi e per vostra figlia.

Dott. Goffredo Bordese, Centro di Psicologia Clinica, Pavia

Dott. Goffredo Luigi Bordese Psicologo a Pavia

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20 SET 2012

Salve Cristina,
comprendo la disperazione nel non essersi sentita attenta a quello che stava vivendo la sua bambina, ma non sempre i nostri figli esprimono chiaramente i loro disagi e ora che l'ha manifestato sta prendendosi cura di questa situazione. Quando succedono queste situazioni le prospettive sono doppie: da un lato il senso di colpa dei genitori, dall'altro il disagio del figlio. Cerchi di tenere separate le due cose, altrimenti il senso di colpa rischia di non farle vedere chiaramente i bisogni della sua bambina.
Tornando alla piccola, credo sia importante prendere informazioni, innanzitutto dalla maestra, per capire la reale portata degli eventi: sono situazioni pesanti o è la bambina che li vive in maniera pesante? In questo modo potrebbe aiutare sua figlia a dare l'importanza che merita alla situazione ed eventualmente a relativizzarla. Oltre alla scuola ci sono per lei altri momenti di gioco con altri bambini? E lì come vanno le cose? Rispetto al dare sicurezza a sua figlia, potete voi genitori contattare uno psicologo della zona per una consulenza su questo, che vi aiuti a capire quali sono le modalità migliori e le cose da fare per aiutare la bambina ad essere più sicura di se'. Non ci sono delle modalità valide per tutti, ma il tutto va calibrato sulle singole persone, per questo non è possibile dare dei suggerimenti più specifici online.
Cordiali Saluti
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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20 SET 2012

Buongiorno Cristina,
dedichi molta attenzione a sua figlia; la faccia sentire brava e competente utilizzando feedback come complimenti e gratificazioni. Al tempo stesso, la scuola dovrebbe collaborare in questo momento, cercando di percepire il disagio che la bambina sta vivendo, incoraggiandola e sostenendola. Parli con l'insegnante e fate un lavoro parallelo.
Buona giornata

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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20 SET 2012

Cara Cristina,
innanzitutto andrei a indagare da dove nasce tale disagio, parlandone con le insegnanti di Sua figlia, per capire se anche loro l'hanno notato o se la bimba in qualche modo lo ha dimostrato anche in classe. Consideri molto positivo il fatto che Sua figlia, di soli 5 anni, sia stata in grado di aprirsi con Lei e raccontarle l'accaduto: non è così comune che un bimbo così piccolo riconosca tali sentimenti di disagio e li sappia esprimere.
Valuti con attenzione la situazione assieme alle maestre, per capire cosa può aver dato inizio a tutto ciò; chieda poi collaborazione alle insegnanti, in modo che possano aiutare la bimba a vivere serenamente il contesto classe e le relazioni con i compagni. Spesso poi la struttura scolastica offre un servizio di sportello psicologico gratuito per i propri bimbi: provi a chiedere se nella scuola di Sua figlia è attivo tale servizio, altrimenti può chiedere una consulenza esterna, che La sostenga in tale percorso.
Cordialmente.
Dr.ssa Valentina Segato

Studio Di Psicologia Dott.ssa Valentina Segato Psicologo a Trieste

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20 SET 2012

Buongiorno Cristina,
credo che la sua richiesta, riguardando una bambina così piccola, richieda di essere affrontata in un contesto adeguato. Le consiglierei di rivolgersi all'unità di neuropsichiatria infantile della asl nella sua città: prenda appuntamento con uno psicologo; oppura, se l'attesa dovesse essere troppo lunga, si rivolga nel privato ad un collega con comprovata esperienza nel trattamento dei bambini. In questo modo avrà la possibilità di spiegare al meglio la situazione e di stabilire, eventualemte, con lui una strategia di intervento.
Un caro saluto
dr.ssa Alessia Serra

Dott.ssa Alessia Serra Psicologo a Santa Maria delle Mole

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