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Malessere continuo

Inviata da Federica il 3 nov 2015 Ipocondria

Ho sofferto di delirio ipocondriaco somatoforme qualche anno fa, tamponato con dei medicinali che pian piano ho smesso di prendere...adesso temo di riessere nella situazione iniziale, tuttavia vorrei, forte della passata esperienza, riuscire a superare con le mie forze questo terribile periodo. L'agitazione in me si mostra con sensazioni di vertigini, tachicardia, senso di svenimento, nausea, paura angoscia, al mattino mi alzo e sto bene, ma dopo 15 minuti dalla sveglia ecco che arrivano i sintomi....Mi spiegate come può la mente creare questi disturbi? Forse comprendendo come essi vengono generati riesco ad affrontarli....Come posso capire che si tratta di disturbi legati alla psiche e non di sintomi legati a vere malattie? Dopo 20 anni questo è ancora il DILEMMA!
Vi ringrazio infinitamente

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Gentile Federica,
è spiacevole che lei abbia dovuto sopportare per 20 anni questo problema senza venirne mai a soluzione.
Avrà verificato che i farmaci agiscono a livello sintomatico e non risolvono il problema alla radice come può invece fare una buona psicoterapia.
Per escludere che i suoi sintomi siano dovuti a malattie organiche basta fare degli accertamenti clinici che comprendono esami di laboratorio e strumentali, cosa che certamente il suo medico di base le avrà richiesto, immagino, più volte.
L'origine dei suoi disturbi va ricercata in una insicurezza di base e in una particolare fragilità della sua struttura di personalità, costruita a partire dagli anni dell'infanzia, da indagare e curare in un adeguato percorso di psicoterapia ad indirizzo preferibilmente psicodinamico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Federica,
se le hanno diagnosticato un disturbo ipocondriaco e sono trascorsi ben vent'anni, mi domando se è mai stata seguita da un terapeuta specializzato in trattamenti dei disturbi somatoformi. In realtà, non basta assumere dei farmaci e ciò che dice è molto vero: nel suo caso non è semplice distinguere i sintomi "fisici" (che sono reali) dalla sofferenza psichica che, a volte, si manifesta con una sintomatologia corporea. Non è semplice affidarsi a qualcuno, ma credo che contattando uno specialista, potrà avere delle risposte al suo dilemma.
Un grosso in bocca al lupo.
Cari saluti.
Dott.ssa Gabriella Ruggeri (Messina)

Dott.ssa Gabriella Ruggeri Psicologo a Messina

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buongiorno Federica,
tutti i sintomi di cui lei parla porterebbero a formulare una diagnosi di disturbo d'ansia. Da quello che scrivi è da tanti anni che sopporti questa situazione, anche se non hai mai fatto nulla di diverso per risolverla. Per questo potremmo ipotizzare che ciò che fai per stare meglio non solo non funzione, ma addirittura mantiene e alimenta i tuoi disturbi. Per risolvere il problema non è necessario andare alla ricerca di cause lontane o radicate nel passato, ma credo sia più funzionale capire e scardinare i meccanismi che mantengono e rinforzano il disturbo nel presente. Per fare questo è necessario analizzare le soluzioni disfunzionali e fallimentari provate fino ad ora per stare bene e sostituirle con soluzioni funzionali. In altre parole : se fai ciò che hai sempre fatto otterrai ciò che hai sempre ottenuto.
Se posso permettermi le suggerirei di rivolgersi ad un professionista in grado di aiutarla in questo percorso che nella maggior parte dei casi si risolve positivamente in tempi brevi.
La saluto cordialmente
Dott.ssa Roberta Conte

Dott.ssa Roberta Conte Psicologo a Fenegrò

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Ringrazio infinitamente i professionisti che hanno utilizzato il loro prezioso tempo per dare a me una risposta...leggendo il post del Dott. Fiore sono scoppiata a piangere in modo disperato poichè penso che abbia assolutamente centrato il mio problema. Ho fatto tante analisi ed il mio medico di famiglia non pensa affatto che i miei siano problemi da ricondurre a malattie fisiche, ho provato ad andare da uno psicologo che stava iniziando a scomporre la mia personalità partendo dall'infanzia, ma non ho continuato, troppa la sofferenza che mi creava dovermi confrontare con quella che ero...ero allegra, ribelle, creativa, libera...sono diventata con il tempo diversa per dimostrare ai miei genitori che potevano essere fieri anche di me (ho una sorella plurilaureata, bella, intelligente con la quale mi hanno sempre confrontato in negativo)...adesso sono come lei..plurilaureata, bella, intelligente, con una stupenda famiglia, un lavoro impegnativo e prestigioso, ma triste e disperata...Vi sono grata e vi saluto con cordialità

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Cara Federica,
la nostra mente può essere molto potente nel creare sintomi/segnali che ci parlano del nostro rapporto con il mondo e con noi stessi. Può essere dunque importante chiederci cosa ci stanno comunicando questi segnali; e anche, che messaggi "intendono" inviare a chi ci sta intorno.
Chiederei inoltre che significato ha, e ha avuto, per lei la diagnosi di "delirio ipocondiriaco somatoforme". E quali risorse sono state attivate per fronteggiare così a lungo questa malessere.
Un saluto
Dott.ssa Luana Ceccarini

Dott.ssa Luana Ceccarini Psicologo a Torino

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Buongiorno Federica, non riesco ad immaginare il dolore che possa provare in quei momenti di forte sintomatologia. Se, in passato, ha fatto esami fisici che abbiano escluso cause organiche, allora (so che è difficile, per lei averne certezza), le cause sono prettamente psicologiche, che possono condizionare la parte organica (somatizzazione, conversione, etc.). Un metodo per cominciare a capirci qualcosa è scoprire "quando" questi disturbi affiorino e quando lei riesce a gestirli. La mente, almeno secondo le teorie psicologiche che seguo (semplificherò un po per via dello spazio), funziona così: crea il mondo che, costantemente, le conviene creare per permettere, al proprio sistema (emozioni e cognizioni) di sopravvivere a livello evolutivo. Tuttavia, il sistema, talvolta, può trovarsi in un contesto che lui giudica pericoloso o sofferente, dunque, come è normale, si crea delle difese che lo tolgano (ad es., fuga) da quel contesto, congelamento, (tecnicamente, freezing, ovvero il sistema rimane immobile per aspettare che la situazione migliori o che succeda qualcosa di positivo) o facciano in modo di distruggere quel contesto (per es., attraverso l'aggressività verso un luogo, persone, etc.). Queste sono le classiche difese di evitamento-congelamento-attacco, ma ce ne sono anche molte altre naturalmente. Detto ciò, dunque, le consiglio una psicoterapia con collega esperto che le permetta di internalizzare i sintomi (lei se li crea, ma lei ha anche le soluzioni e risorse per poterli gestire molto meglio) ed avere una qualità di vita migliore.
Dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta,
Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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