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Malessere

Inviata da Amy il 6 dic 2015 Autorealizzazione e orientamiento personale

Buonasera,
È da un pò di tempo che non sto più bene. Tutto mi sembra andar male e non riesco a trovare la forza per reagire. L'unica cosa che vorrei fare è scappare il più lontano possibile.
Frequento l'Università e mi mancano 7 esami alla fine ma ora come ora mi sembra di scalare una montagna. Non ho più la motivazione per fare niente e alcune volte vorrei solo sprofondare. Sono consapevole di avere una famiglia e amici meravigliosi, sono consapevole che nella vita c'è gente che sta molto peggio di me eppure non riesco ad uscire da questo tunnel.
Tutto è iniziato verso giugno, la mia infelicità cresceva di giorno in giorno. Durante le vacanze il distacco da tutto mi ha aiutata un po'. Il ritorno alla realtà però è stato molto duro. Il mio malessere era sempre li ad attendermi. Le cose sono peggiorate a novembre. Un mio amico si è suicidato perché stava molto male. Io mi colpevolizzo perché lui stava male anche a causa mia. Ma soprattutto mi rivedo in lui, nella sua infelicità, nella sua insoddisfazione e ho paura. Come posso uscire da questa fase?alcune volte mi sembra che non ci sia più via d'uscita per me. Vi ringrazio anticipatamente.
Amy (24 anni).

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Gentile Amy,
sicuramente il suicidio del tuo amico ha costituito per te un vero e proprio trauma psicologico intervenuto in un periodo della tua vita già contrassegnato da tristezza e insoddisfazione.
E' frequente che dopo il suicidio di una persona, familiari ed amici vengano aggrediti da sensi di colpa rimproverandosi magari di non aver capito o colto questo o quel segnale subliminale.
Questo è un errore da non fare anche perchè non si può prendere sulle proprie spalle la responsabilità della fragilità o della crudeltà degli altri.
Ed in effetti il suicidio è, a mio avviso, sì il gesto di una persona fragile, ma anche allo stesso tempo violenta e crudele che non riesce ad accettare o adattarsi alle contrarietà della vita che per altro mostra di non rispettare.
Tu non devi immedesimarti e rivederti in lui e non devi scivolare nella depressione.
Devi reagire chiedendo un sostegno psicoterapeutico, cosa che sicuramente non avrà fatto il tuo amico, chiuso nella sua rigidità mortifera.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Salve Amy,
la sua è un'età (24 anni) di passaggio dall'essere studente a diventare un adulto indipendente e con un lavoro. Le mancano 7 esami e la meta si avvicina e questo la blocca. Ha paura. Mi stavo chiedendo se ha paura di andare avanti, di crescere. lo stato di apatia non le fa sentire la spinta ad andare avanti. Infatti non ha voglia di nulla, ma solo di fuggire.
In un momento così difficile e pesante per lei deve anche sopportare il dolore per il suicidio del suo amico. Ha anche paura, io direi terrorizzata.
Le suggerisco di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che può sostenerla ed aiutarla ad esprimere il suo dolore e le sue paure. Solo così riuscirà a trovare la giusta energia per proseguire la sua strada.
La saluto

Dott.ssa Fiammetta Favalli
psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Fiammetta Favalli Psicologo a Anzio

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Cara Amy
sei tanto triste e questo si sente dal tuo scritto.
Sei anche stanca e la demotivazione fa anche aumentare questo senso di stanchezza fisico e psicologico.
La demotivazione è non riuscire a vedere un obiettivo di vita valido da essere perseguito; in questo momento per te è così.
Eppure tu ci hai scritto e questo significa che hai cercato in noi un aiuto e un consiglio.
Sotto sotto c'è la voglia di vederla diversamente e di tornare a credere.
In effetti devi tornare a credere in te stessa e nella possibilità di poter andare avanti.
Questo "andare avanti" deve essere anzitutto un aprirsi alle cose del mondo e lasciare andare la posizione di chiusura e di ripiegamento si di sè.
Sì nella vita ci sono questi momenti bui, la tristezza e i problemi, tuttavia occorre andare avanti e non solo per se stessi ma anche per quello che dobbiamo e possiamo fare per gli altri; altri che hanno bisogno di noi e del nostro aiuto.
Quindi in questa ottica mi rimetterei in marcia nel percorso universitario, chiedendo aiuto a compagni e aprendomi con umiltà.
Credo piano piano se cercherai aiuto, anche chiedendolo ai compagni, la voglia un poco tornerà.
Poi un aiuto puoi trovarlo anche attraverso la psicoterapia ( se vorrai farla) che ti porterà molte comprensioni e incoraggiamento nel fare anche pratico.
Credo tu abbia molto bisogno di essere un poco accompagnata e di non sentirti sola in questo momento.
Quindi leggi attentamente quanto ti scriviamo: accogli spunti di riflessione e tutto quanto di utile trovi volgilo a tuo vantaggio.
Riprendi a vivere carissima e fallo anche per coloro che hanno fatto scelte diverse.
Sappi che proprio questa tua esperienza di dolore, se superata, come tu farai di certo, potrà essere d'aiuto ad altri, a dare loro coraggio e passione per la vita.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Amy,

non so perché sostieni che il tuo amico stesse male a causa tua, ma so che se una persona decide di porre fine alla propria vita è solo sua responsabilità, di nessun altro.
Per fortuna ci sono altri modi per affrontare la paura, l’insoddisfazione e l’infelicità. Come chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta della tua città, indagarne insieme le cause sottostanti per agire su di esse, anziché farsi fagocitare. Puoi provare così ad uscire da questa fase.
Chiedi appoggio alla tua famiglia, e poi anche ai tuoi amici. Cerca di non tenere tutto per te, far uscire fuori il malessere è il primo passo per contrastare il problema.
Si può avere una vita perfetta, ma non sentirsi felici comunque. Capita.
Ma si può ritrovare la strada e uscire dal tunnel seguendo queste piccole, ma fondamentali, indicazioni.

Buona fortuna,
Michela Vespa
Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dott.ssa Michela Vespa Psicologo a Roma

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