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Madre con sindrome dell'abbandono?

Inviata da vittorio · 23 ott 2019

Salve,sono Vittorio,un uomo di 37anni che vive solo con la madre.Mia sorella vive in un altra città ed è sposata con due figli,mio padre è morto di cirrosi ed era un violento.Io purtroppo,forse anche per colpa di mia madre non ho un buon lavoro e non sono indipendente,non ho amici e neanche una ragazza.Da tanti anni mia madre ha dei comportamenti che non sò come definirli con precisione,non sò che tipo di malattia ha e come gestire una situazione certo non facile.Potrei fare una lista lunghissima dei suoi atteggiamenti,ma ne scriverò solo alcuni nella speranza di ricevere un vostro aiuto.Ecco alcuni:se sente odore di donne nella mia vita si arrabbia,se torno a casa tardi si arrabbia,se gli dico che voglio andare a fare un viaggio o trovarmi un lavoro fuori dalla mia città minaccia di uccidersi se non la porto con lei,vorrebbe che mia sorella tornasse a tutti i costi da lei,si arrabbia spesso per futili motivi...In tutti questi anni ha sempre rifiutato di curarsi e di prendere farmaci,non riesce a costruire rapporti umani stabili.I fratelli di mia madre hanno detto che questo è dovuto ad un intervento al naso avuto da piccola senza anestesia,questo ha provocato dei danni celebrali.Io a questo credo poco perchè loro la odiano e quando uno odia si inventa di tutto.Un giorno una psichiatra che la visitò disse che ha la sindrome dell'abbandono.Mia madre mi ha raccontato che da piccola suo padre(mio nonno)era un uomo con un carattere molto chiuso,che poi l'ha costretta a sposarsi con mio mio padre,alcolizzato violento che a sua volta aveva subito maltrattamenti fisici e psicologici.Mia madre mi ha raccontato che nessuno ha fatto mai niente per aiutarla a separarsi da mio padre.Poi è stata molti anni con degli psicofarmaci.Nel 1997 si sono separati,lei è passata da una storia sbagliata all'altra per poi dire stop agli uomini.Due anni fa mio padre è morto.Insomma sulla base di quanto ho scritto,mia madre cosa potrebbe avere e come devo comportarmi?Vi ringrazio per la risposta,buona serata

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Miglior risposta 25 OTT 2019

Gentile Vittorio,
la triste storia che ha sintetizzato fa comprendere bene il legame molto stretto ma disfunzionale che negli anni si è venuto a creare tra lei e sua madre con i relativi condizionamenti e ricatti morali che quest'ultima in modo più o meno consapevole ha messo in atto nei suoi confronti impedendole di fare la sua vita e limitando fortemente la sua libertà personale.
Di sicuro, l'autonomia e l'autorealizzazione è una tappa troppo importante per potervi rinunciare sia pure considerando la fragilità psicologica di sua madre.
Intanto lei dovrebbe chiedere ed ottenere la collaborazione di sua sorella nella gestione di sua madre anche se è sposata e vive in un'altra città perchè i figli siete due e tocca ad entrambi il compito di aiutare un genitore in difficoltà a meno di ricorrere ai Servizi Sociali.
Indipendentemente poi dall'etichetta diagnostica da attribuire a sua madre, la diade che con lei ha formato ha bisogno di aiuto psicologico sotto forma di un percorso di psicoterapia per poter modificare questa situazione che altrimenti rischia di persistere a tempo indeterminato con annessi disagi già emersi ed evidenziati.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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29 OTT 2019

gentile Vittorio,
evidentemente le esperienze precoci di sua mamma hanno fatto sì che essa veda la separazione non come una fase ciclica che, inevitabilmente, ad un certo punto deve verificarsi, ma come una minaccia da evitare a tutti i costi. la minaccia della separazione da suo figlio è per lei talmente terrorizzante che non si rende conto che non le sta permettendo di costruirsi la sua vita nelle sue varie tappe evolutive. detto questo è anche vero che, per costruirsi la propria vita, indipendenza economica, ecc è necessario, ad un certo punto, staccarsi dalla propria famiglia d'origine, ovvero compiere la fase evolutiva del "distacco e nido vuoto". se tale fase viene resa difficoltosa per vari motivo, potrebbe essere necessario richiedere un aiuto psicologico che possa sostenere sua madre a tollerare tale processo di distacco e possa, al tempo stesso, sostenere lei in tale processo di distacco da sua madre in modo tale che tale separazione avvenga nel modo meno doloroso possibile.
cordiali saluti.
dottoressa Laura Lupi.

Dott.ssa Laura Lupi Psicologo a Firenze

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