Ma sono veramente terribili i due anni di un figlio?

Inviata da carmenpolpetta11 · 27 set 2013 Psicologia sociale e legale

egreg. dottori, sono la mamma di un angelo biondo di due anni e mezzo nel pieno del suo splendore di bimbo "esploratore". Ad oggi sono in attesa (ottavo mese) di un altro piccolo amore che nascerà a novembre.
Il nostro cucciolo primogenito è il tipico bambolotto che già a quattro mesi dormiva tutta la notte, che va al nido fin da un anno di età, che ama la confusione e le persone intorno, che "morde" la vita con grande serenità e gioia. Sia io che mio marito siamo avvocati (il cucciolo passa tempo al nido e con la nonna) e pertanto tra varie peripezie cerchiamo di essere presenti (siamo per lui e con lui ogni volta che ciò è necessario e possibile) ma fermi nel non concedere spazio ad inutili capricci. Questo è il quadro della nostra vita desiderata e realizzata: tuttavia io come madre ho difficoltà emotive a gestire i gesti di disappunto e di rabbia del piccolino, il quale alla frustrazione (l'interruzione di un gioco, un no ben assestato, ogni qualsiasi cosa lo infastidisca) risponde facendo cadere per terra gli oggetti che si trovano intorno a lui..noi cerchiamo, attraverso l'indifferenza ed il no marcato, di fargli comprendere che nulla muta rispetto al no che ha scatenato la sua reazione.. provo tanta difficoltà sia nel capire il perchè di queste reazioni (cerco sempre di parlare a lui in modo chiaro e diretto trattandolo non da oggetto ma da bimbo sì piccolo ma con la sua personalità) sia nel vedere che il tempo non riesce ad incidere positivamente su questi comportamenti.. forse la mia idea di perfezione, applicata ai vari settori della mia vita - sta coinvolgendo anche lui...io vorrei solo donargli un'infanzia serena che lo proietti nella vita per come merita...
Preciso che tali esplosioni di disappunto sono precedenti all'arrivo del fratellino e non coincidenti con la nascita, che per ora viene vissuta dal primo cucciolo con serenità e con una sana dose di indifferenza per un evento che forse non ha compreso fino in fondo...
ho bisogno di un conforto per superare queste difficoltà.
grazie
una mamma imperfetta

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Miglior risposta 30 SET 2013

Grazie infinite delle vostre profonde parole che denotano grande competenza e professionalità.....farò tesoro delle vostre linee guida. Grazie....

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30 SET 2013

Gentile Signora
mi colpisce la sua firma “una mamma imperfetta” e questo mi fa ricordare che anni fa Bruno Bettelheim, uno psicoanalista e psicologo infantile scrisse un libro dal titolo “Un genitore quasi perfetto” il cui senso era “di non cercare di essere genitori perfetti, né tantomeno aspettarsi che lo siano i nostri figli”. Dico questo per invitarla a non crucciarsi se non è perfetta perché nessun genitore lo è, e per aggiungere che suo figlio è giunto ad una fase evolutiva in cui inizia a sperimentare maggiore autonomia e indipendenza e a volte può manifestarlo con modalità oppositive e di rabbia, come se dicesse “ ora decido io”. Anche se lei non collega direttamente questi comportamenti con l'arrivo del fratellino, occorre comunque considerare che l'ambiente famigliare sta per cambiare e che di fatto il cambiamento è già iniziato e suo figlio l'ha probabilmente percepito. Credo sia importante che il bambino possa avervi accanto come avete fatto sinora, con calma e determinazione quando compie “gesti di disappunto e rabbia”, evitando, se possibile, troppe spiegazioni che probabilmente fatica a comprendere. Se riuscite, provate a trascorrere più tempo con lui, così da offrirgli quelle rassicurazioni di cui potrebbe avere bisogno in questo momento delicato sia per la sua età sia per l'arrivo del fratellino.
Non si scoraggi, i bambini possono attraversare momenti "particolari" nella loro crescita, ma saranno tappe di vita importanti che sapranno attraversare grazie al suo sostegno e attenzione che da quanto racconta, ha sempre avuto
Un caro augurio.
Dr.ssa Elisabetta Cerruti Sola

Dott.ssa Elisabetta Cerruti Sola Psicologo a Biella

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29 SET 2013

Cara mamma, descrive con molta precisione e lucidità quanto sta avvenendo nella sua famiglia in questi mesi importanti. Siete ormai prossimi ad accogliere il nuovo arrivato e credo che anche se apparentemente il suo bambino sembra non manifestare reazioni particolari o evidenti per questo cambiamento, non possiamo pensare che non lo avverta e che non ci sia anche qualche sentimento di sana preoccupazione per un cambiamento così importante che vede realizzarsi sotto i suoi occhi, osservando la pancia della sua mamma crescere sempre più. Tuttavia i comportamenti che descrive sembrano far parte di questa fase di sviluppo che va dai 2 ai 3 anni, chiamata non a caso " la prima adolescenza". In questa fase il bambino è, come ha già potuto osservare correttamente, alle prese con l'affermazione della sua identità e i no e i gesti di disappunto o di rabbia sono all'ordine del giorno, spesso percepiti dai genitori come spropositati.
Credo che la cosa migliore da fare sia proprio quello che state facendo e cioè aver ben in mente cosa sta affrontando il vostro bimbo ( fratellino in arrivo compreso) e cercare di tollerare le sue reazioni, non senza porre limiti fermi, che gli servono moltissimo, ma senza esasperare situazioni che tendono a risolversi spontaneamente con un po di pazienza, vicinanza e comprensione, proprio come state cercando di fare voi.
Rispetto al suo timore di far rientrare anche suo figlio nel suo progetto di perfezione, mi sembra di capire che lei ne abbia una buona consapevolezza e questo dovrebbe bastare a permetterle di lasciare che suo figlio cresca sereno e essere umano.
In bocca al lupo per tutto.
Dott.ssa Rota - Studio Impronte, Bergamo

Studio Di Psicologia Impronte Psicologo a Bergamo

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29 SET 2013

Gentile Mamma,
l'affetto per il suo bambino traspare dalle sue parole, così come il desiderio di essere per lui una mamma presente e attenta; le domande che si pone e la sua capacità di riconoscere una difficoltà che vive nel rapporto con suo figlio segnalano la sua disponibilità a mettersi in gioco e in discussione per affinare e migliorare sempre la comprensione e la vicinanza con il suo bambino. Perciò, ritengo che queste sue qualità potrebbero essere proficuamente rafforzate e messe a frutto in un momento di consultazione psicologica in cui riflettere su questo periodo che la vostra famiglia sta vivendo. Al di là dell'arrivo del fratellino, che certamente ha dei risvolti per ciascuno dei membri della famiglia, si può dire che fisiologicamente il comportamento di un bimbo a partire circa dai due anni tendenzialmente assume tratti di oppositività e di risolutezza nel manifestare le proprie intenzioni e decisioni e nell'appropriarsi della capacità di essere lui a dire dei "no". Se lo desidera rimango a sua e vostra disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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29 SET 2013

Gentile utente,
ogni bambino ha il suo temperamento. Non necessariamente è responsabilità dei genitori un comportamento oppositivo nel figlio. Allo stesso tempo, lei afferma di avere difficoltà a "tollerare" la sua oppositività. Forse parte della questione è legata anche a questo, ovvero le sue aspettative sul comportamento del bambino.
Inoltre i bambini sono molti abili nel mettere sotto scacco i genitori, ovvero richiedono attenzione attraverso le loro "marachelle"; se lavorate entrambi è possibile che il piccolo si percepisca un po' trascurato.
Infine non sottovaluti la nascita del fratello, se la chiave è la mancanza di attenzione, il nuovo nato inevitabilmente ne toglierà ancora.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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29 SET 2013

Gentile Utente,
la situazione da lei descritta credo sia abbastanza in linea con lo sviluppo di suo figlio, si tratta di una fondamentale tappa evolutiva che hanno tutti i bambini intorno ai 2/3 anni. Molto spesso i genitori possono sentirsi spiazzati dai "no" di bambini così piccoli, proprio perché vanno in contrasto con la funzione normativa genitoriale.
A mio avviso dovrebbe rivedere questa sua "idea di perfezione" perché è difficilmente applicabile alla vita in generale, ma soprattutto nei confronti dei propri figli.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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