Ma guarirò mai dall'ansia?

Inviata da adelia. 5 dic 2013 21 Risposte  · Ansia

Buongiorno,sono una ragazza di 23 anni, da quasi 4 anni soffro di periodi di forte ansia, che mi portano anche a non mangiare.In questi anni sono dimagrita e da quest'esteta mi sono resa conto che i pensieri sul cibo, le calorie, il mio corpo stavano diventando un pò insistenti ma ho cercato di non farci caso. Da una settimana ho intrapreso una piccola dieta per rimettermi in forma prima delle vacanza, ma adesso mi è preso il panico che io stia diventando anoressica. La mia paura secondo me è cosi forte perchè da piccola ho avuto problemi col cibo,nel senso che per due anni e mezzo mangiavo il minimo indispensabile perchè non riuscivo,avevo lo stomaco chiuso, e allora diversi psicologi mi "etichettarono" come anoressica...avevo 9 anni! In quegli anni la mia famiglia ha sofferto da morire, e adesso io credo di avere davvero il terrore che possa accadere ancora. Il punto è che essendo cosi in ansia per il problema, finisco per non mangiare davvero, è un vortice da cui non so venirne fuori

paura , famiglia , panico , ragazza

Miglior risposta

Gentile Giulia,
rispondo alle sue repliche: C'è sicuramente un incremento dello stato ansioso che si ripercuote e trova sfogo nell'inappetenza ma di questo dovrebbe prendere il coraggio di parlarne con la sua terapeuta. Due anni e mezzo di terapia non è molto, mentre pare che Lei non sia soddisfatta. Tenga presente che la terapia non è sfogarsi ma elaborare i conflitti sottostanti e imparare strategie psicologiche nuove, in parte sopite in Lei. Se non sente miglioramenti, valuti di cambiare professionista.
Cordialmente

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Cara Giulia,

in terapia esistono relazioni terapeutiche efficaci o meno. Credo che bisogna partire dal fatto che lei teme la psicologa che la sta seguendo, non vorrebbe deluderla. A volte è difficile raccontare parti di sè, anche in una relazione terapeutica, per paura di non essere accettati, le ricordo che la terapia è un servizio di cui sta usufruendo nel suo interesse, pertanto se non sente miglioramenti, valuti di cambiare professionista.
Cordiali saluti

dott.ssa Monica Salvadore

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27 FEB 2016

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Gentile dott Del Signore,purtroppo si questo atteggiamento é spesso presente nella mia vita..anzi sempre

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17 DIC 2013

adelia

Gentile Giulia,
essere uno psicologo è un lavoro, mentre essere un paziente non lo è. Non esistono i bravi o i cattivi pazienti, ma solo relazioni terapeutiche efficaci o meno.
Ne parli apertamente, probabilmente questa sua reticenza è un tratto caratteriale che delinea una scarsa assertività.
Le capita di avere atteggiamenti simili (passivi) anche in altre situazioni della sua vita? E' utile parlarne in terapia.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

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16 DIC 2013

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Cara Giulia,
il circolo vizioso può essere spezzato il momento in cui Lei ha un rapporto di fiducia e non di timore con la sua psicologa. Se lei teme che la psicologa che la segue si può offendere significa che la comunicazione, il suo raccontarsi, è parziale e anche che lei teme il giudizio molto più che l'aiuto. La terapia funziona quando anche queste paure di comunicare parti di sè vengono raccontate e vedrà che l'alleanza terapeutica si rinforzerà maggiormente dando alla terapeuta la possibilità di aiutarla concretamente.
Cordialmente

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16 DIC 2013

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Gentile dott. Mostacci infatti è cosi....la mia ansia mi chiude lo stomaco...ma per me questa chiusura è un incubo che vivo malissimo a causa dei precedenti che ho vissuti a 9 anni e quindi non fa che aumentare il mio stato ansioso..è un circolo vizioso. Gentile dott. Del Signore temo che ci possq rimanere male perchè mi sembra di dirle che non sta facendo bene il suonlavoro...quando magari potrebbe essere che sia io a non farebene il mio lavoro di paziente

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12 DIC 2013

adelia

Gentile Giulia,
se è già in trattamento sarebbe opportuno parlarne con la Collega che sta seguendo. La durata della psicoterapia dipende da diverse variabili come la diagnosi, la valutazione di personalità, la motivazione al cambiamento ecc.
La psicoterapia non è un luogo dove ci si "sfoga", ma un contenitore emozionale dove migliorare la consapevolezza di se e degli altri. Ne parli direttamente con la Collega, queste situazioni fanno parte del trattamento stesso e vanno affrontate.
Come mai pensa che la Collega possa "rimanerci male"?

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

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11 DIC 2013

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Buonasera e grazie per le numerose risposte. Comunque io credo che il mio problema non siano i disturbi alimentari. In ogni caso io sono seguita da una psicologa/psicoterapeuta dell'usl da circa due anni e mezzo. Mi è molto utile per sfogare le mie emozioni e i miei pensieri, e ho scoperto molte cose di me, ma comunque miglioramenti veri e propri non ce ne sono, o meglio ci sono periodi in cui sto meglio e periodi in cui torna tutto come prima. Secondo voi è normale un percorso cosi lungo? io non ho coraggio di parlarne con la mia psicologa perchè ho il timore che possa rimanerci male. Comunque sono molto molto confusa e vorrei stare bene anche perchè tra poco è Natale e tornerò a casa dopo mesi,dato che sono una studentessa fuori sede, e vorrei far trascorrere ai miei genitori delle feste serene e non con una figlia che non mangia e sta male!

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10 DIC 2013

adelia

Buonasera e grazie a tutti, il problema è complesso,io sono comunque in terapia da circa due anni e mezzo. La terapia mi serve tantissimo perchè è una valvola di sfogo per le mie sensazioni ed emozioni che altrimenti non comunicherei a nessuno,perchè non verrei capita nel caso degli amici, e perchè non voglio far soffrire i miei genitori con i miei problemi. Però vorrei vedere risultati più concreti da questa terapia, ma non riesco a dirlo alla mia psicologa, ho il timore che lei ci possa rimanere male.

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10 DIC 2013

Anonimo

Buongiorno,innanzitutto grazie mille per le risposte. Vorrei precisare che io seguo una psicoterapia da circa due anni e mezzo. Mi ha sicuramente aiutata a capire cose di me stessa che da sola non avrei potuto magari nemmeno immaginare, e mi trovo bene durante le sedute perchè sono una vera e propria valvola di sfogo per questi problemi, dal momento che sento di non poterli raccontare agli altri, soprattutto ai miei genitori,non hanno bisogno di vedermi ancora cosi sofferente e soffrire a loro volta. Però questa psicoterapia pare che non dia poi i risultati sperati dal momento che dopo quasi tre anni sono ancora con questi problemi. Comunque il mio è un problema che risulta complesso perchè è radicato nella mia infanzia,quando a 9 anni, sena sapere perchè smisi di mangiare...e poi improvvisamente,dopo 2 anni, ripresi la mia vita normalmente. Ora, dopo anni in cui tutto ciò sembrava passato, è tornato tutto a galla, e sono cosi terrorizzata dal dover mangiare perchè ho paura di ricadere in quel tunnel come da bambina...quanto vorrei tornare ad essere spensierata come qualche anno fa!

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10 DIC 2013

adelia

Cara Giulia
mi dispiace sapere che da tanto tempo provi un forte senso di ansia. Dalla tua lettera emerge anche una preoccupazione legata ai disturbi del comportamento alimentare e sembra che tu sia fortemente impaurita all'idea di dover ammettere che dopo tanti anni si stia ripresentando un problema che ha coinvolto e sconvolto non solo te ma tutta la tua famiglia.
Per accertare o escludere che tu abbia un disturbo della condotta alimentare , è necessario che ti rivolga a uno specialista. I disturbi alimentari sono caratterizzati dalla presenza di diversi sintomi compresa l'ansia e dato che sembra il sintomo per te più emergente e disturbante sarebbe buono che ne comprendessi il significato.
Scrivere questa lettera è stato un passo importante nell'intraprendere un cammino che ti aiuti a riconquistare serenità e coraggio.
Ti saluto con una citazione di N., Mandela che dice " Il coraggio non è la mancanza di paura, ma la capacità di vincerla."
Dott. Silvia Canepa - Psicologa Cagliari

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10 DIC 2013

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Gentile Giulia,
la copmplessità della sua situazione la vedo tale per cui solo rivolgndosi personalmente ad un collega capace potrà avere risposte concrete anche sull'esito del suo problema
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicopterapeuta comportamentale a >Udine

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9 DIC 2013

Logo Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia)

1087 Risposte

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Cara Giulia,
innanzitutto, anche qualora tu fossi "anoressica" o soffrissi di un disturbo di ansia e/o alimentare, non devi sentirti nè sbagliata, nè etichettata. Purtroppo alcune forme di sofferenza hanno dei nomi come "gastrite", "colite", eppure noi ci sentiamo sbagliati quando ci viene detto che siamo depressi o soffriamo di attacchi di panico.
Sono disturbi come tanti e come tanti, lavorandoci si risolvono.
L'importante è agire subito, andare in terapia e nel tuo caso, potrebbe essere auspicabile rivolgersi ad una psicologa/psicoterapeuta specializzata in disturbi dell'alimentazione e ansia.
Non avere pena per i tuoi genitori, ognuno ha la sua storia, la sua vita e i suoi mostri da affrontare, semplicemente poniti l'obiettivo di agire su questa tua ansia e su queste tue paure affidandoti alla persona giusta, che sceglierai attentamente.
Il resto verrà con sè.

Un Caro Saluto e un grande in bocca al lupo!
D.ssa Michelini

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9 DIC 2013

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162 Risposte

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Buongiorno Giulia,
da come hai descritto la situazione sembrerebbe che i tuoi problemi con il cibo nascano da un tentativo di controllare l'ansia. Bisognerebbe capire da dove deriva l'ansia però, tu fai riferimento ad una sorta di catena dove poi è il tuo tentativo di controllarla tramite il cibo a rinforzartela, ma la prima ansia di cui parli non la riferisci a niente? Bisognerebbe indagare anche quella. RIguardo alla tua domanda del titolo: guarirò mai dall'ansia? La mia risposta è banale, dipende se proverai a curarla.
In bocca al lupo.

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9 DIC 2013

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Cara Giulia, credo che un problema delicato come questo necessiti dei colloqui con uno psicologo per comprendere le ragioni che stanno dietro questo comportamento, la tua storia e le tue esigenze.

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9 DIC 2013

Logo Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente

317 Risposte

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Gentilissima Giulia,
Le sue preoccupazioni sul suo comportamento alimentare sono già un punto di partenza molto positiva, perchè spesso la difficoltà più grande è capire ed ammettere di avere un problema. Nella sua situazione bisognerebbe capire se questi problemi con il cibo sono collegati a periodi particolari di stress dentro o fuori casa, in relazione a qualcuno etc., credo che sarebbe molto utile per lei quindi avere la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico nel quale approfondire non solo le tematiche sul cibo ma anche sul suo sistema di vita. Spesso infatti il cibo è un pò una spia di un malessere più profondo e che si fatica a capire cosa è e da dove viene.
Non abbia paura di intraprendere questo passo, dato che mi sembra lei abbia già una buona consapevolezza di sè. Allo stesso tempo cerchi di ignorare le etichette e di parlare con tranquillità di quel che la fa star male. Dall'ansia si può assolutamente guarire, è soltanto una modalità che alcuni di noi mettono in atto per manifestare la propria sofferenza, così come altri non riescono più ad uscire o a dormire ... Ma nel momento in cui si decide di scavare un pò dentro di noi stessi e di andare all'origine del disagio, si può lavorare benissimo per raggiungere un nuovo equilibrio e maggiore serenità.
In bocca al lupo Giulia, non demorda e vada avanti!

Dr.ssa Mazzola Ambra

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9 DIC 2013

Logo Dott.ssa Ambra Mazzola Dott.ssa Ambra Mazzola

13 Risposte

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Gentile Giulia,
trovo interessante il lapsus che l'ha portata a digitare la parola "esteta" al posto del corretto "estate". Forse il suo inconscio vuole comunicarci che il suo problema è fondamentalmente estetico, la sua ansia generata da una difficile autoaccettazione. Sarebbe interessante lavorare sulla sua autostima, indirizzare la sua attenzione sul cibo nel senso di suggerirle di seguire un regime alimentare equilibrato (con l'aiuto di una buona dietista), piuttosto che etichettarla come "anoressica" tout court. Forse i problemi relativi al cibo non sono che un sintomo da cui partire per l'esplorazione del suo mondo interno e delle sue relazioni col mondo esterno. Valuti se non meriti di affidarsi ad una professionista psicoterapeuta che la supporti in questo viaggio alla scoperta di sè, al termine del quale, auspicabilmente, troverebbe quel sollievo dall'ansia a cui aspira.
Sinceri auguri.

dott.ssa Emanuela Carosso
psicologa-psicoterapeuta in Torino.

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9 DIC 2013

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60 Risposte

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Cara Giulia,
è un problema l'anoressia e le consiglio sinceramente di rivolgersi ad uno specialista per poter risolvere il suo disaggio. Penso che con la terapia e lo sostegno adeguato sparirà anche l'ansia al riguardo.
In bocca al luppo

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9 DIC 2013

Logo Dott.ssa Stoyanka Georgieva Dott.ssa Stoyanka Georgieva

225 Risposte

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Gentile utente,
l'anoressia è una patologia grave che non ha che fare con il rifiuto del cibo ma con la paura di "ingrassare". Ogni caloria guadagnata diventa una sorta di nemico da combattere e lo specchio un ossessione. Spesso chi si trova in questa situazione tende a vedersi grassa anche quando è emaciata.
Forse dovrebbe cercare di dare un senso alla sua ansia senza attribuirgli un significato ancora più patologico (diventerò anoressica, ad es.).
Dare un senso significa allargare il punto di vista, cercare di collegare l'ansia ai problemi relazionali (rapporti con la famiglia, gli amici, il partner) o relativi ai propri obiettivi futuri (lavoro, studio, indipendenza).
Fare questo da sola è difficile.
Perché non si rivolge ad uno psicologo di persona?
E' possibile un'esperienza migliore di quella che ha fatto quando era piccola.
Ci rifletta.

Restiamo in ascolto

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9 DIC 2013

Logo Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta

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Buongiorno gentile Giulia,
lei è molto giovane e se si cura bene affrontando una psicoterapia ad impostazione cognitivo- comportamentale sicuramente potrà risolvere il suo problema d'ansia. Ci vuole molta motivazione e altrettanta costanza nello svolgere la terapia.
Cordialmente

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9 DIC 2013

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1715 Risposte

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Gentile Giulia,
per rispondere alla sua domanda è opportuno una visita psicologica e una valutazione accurata del caso.
Dopo la diagnosi di anoressia ha seguito un trattamento psicologico e/o psicoterapico?
Come mai dice di essere stata "etichettata da diversi psicologi"?
Dalla diagnosi che ha ricevuto sono passati molti anni, sarebbe opportuno rivederla contattando direttamente un Collega di persona.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

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9 DIC 2013

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