Lutto improvviso

Inviata da MYRIAM · 23 ago 2017 Elaborazione del lutto

Mia madre è morta improvvisamente a gennaio. Vivo lontana 800km dalla mia famiglia di origine, mio padre è anziano e mia sorella vive al piano di sopra dai miei. Mia madre non si è voluta curare, forse perché riteneva di non essere così malata, non so... Appena ho saputo ho lasciato lavoro, marito e figlia per assisterla nell'ultimo mese di vita, quando è morta le tenevo la mano e c'era il medico con me. Mi sento un po' come se si fosse suicidata. So che le persone muoiono, so che una disgrazia capita, so che sto affrontando tutto da lontano, cerco di essere sempre serena con mia figlia ma sento che qualcosa non va. Non riesco a spiegare bene cosa perchè non so come individuarlo... mi sento abbandonata. L'ultimo anno avevo supplicato mia madre di farsi una visita di controllo e mia sorella (104, macchina e residenza lì) di accompagnarcela ma mi sembrava di sbattere la testa contro un muro di marmo. Ora tutti insistono che dovrei scendere di più ma non è che io posso mollare mia figlia di cinque anni o mio marito così come se fosse nulla. Credo sia normale essere tristi ma non è la tristezza che mi inquieta. Sento che forse dovrei affrontarla in modo diverso ma non capisco come. Grazie e scusate se mi sono dilungata

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Miglior risposta 23 AGO 2017

Gentile Myriam,
la morte della propria madre porta con se tanto dolore e possono riemergere questioni irrisolte compreso il senso di abbandono.
La lontananza rende tutto più difficile, il ritornare ai luoghi della sua infanzia temporaneamente potrebbe aiutarla in qualche modo a dare un senso a questa perdita.
D'altra parte occorre pensare alla famiglia, tutelare sua figlia e se stessa.
Per questo le consiglierei di trovarsi uno spazio d'ascolto ove elaborare il senso della perdita e superare la situazione emotiva di stallo.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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24 AGO 2017

Gentile Myriam,
la stimo per aver dedicato il suo tempo nell'ultimo mese di vita di sua madre, decidendo di rimanerle accanto.
La tristezza che prova è naturale, ma non si faccia da sopraffare da dubbi e pensieri ossessivi su quanto si sarebbe potuto fare per evitare questa gravosa perdita. Le tolgono solo energie e purtroppo non cambiano la realtà.
Le consiglio di valutare l'opportunità di un percorso psicologico che l'aiuti da una parte ad elaborare il lutto che l'ha colpita e dall'altro a investire sentimenti positivi sulla sua attuale famiglia.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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24 AGO 2017

Cara Myriam,
la perdita di un genitore equivale alla perdita di un punto di riferimento, credo sia questo il motivo del senso di abbandono.
Mi sento di dirle che ha fatto tutto quello che poteva, considerata la lontananza e la presenza di una una bimba piccola ... o pensa che avrebbe potuto fare di diverso?
Magari qualche consulenza con un collega della sua zona la potrà sostenere sicuramente.
Cordialmente
Dott.ssa Trevisanut

Dott.ssa Patrizia Trevisanut Psicologo a Portogruaro

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23 AGO 2017

Cara Myriam,
mi sembra di percepire dal suo racconto un vissuto di abbandono, rabbia, frustrazione, incomprensione, tradimento e confusione, com 'è spesso naturale dopo un lutto così significativo. La sento giustamente in conflitto dentro e fuori di sé, con la famiglia. La distanza poi acuisce la situazione. Lei ha una sua famiglia di cui occuparsi ed è giusto che sia così. Ma credo che per "mettere un pò di ordine" dentro questo affastellarsi di stati d'animo Le sia utile confrontarsi con un terapeuta di persona. L'elaborazione del lutto va supportata in primis, ma c 'è anche il vissuto di conflitto dentro di sè che va ascoltato. Un grande augurio

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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