Lutto e relazioni?

Inviata da Fabio Fucile · 18 ago 2020

Buonasera, scrivo questa cosa perché è da un po' di tempo che mi affligge. Due mesi dopo aver intrapreso la relazione con una ragazza, sua madre viene a mancare dopo una lunga malattia. Sapevo della sua malattia. In un certo senso iniziavo a prepararmi a quello che poteva succedere ma non pensavo potesse arrivare così presto. Quest'evento ha totalmente stravolto le nostre vite (ovviamente più la sua). I primi mesi sono stati davvero duri: era sempre irascibile ma la giustificavo sapendo quello che stesse passando. Nonostante io facessi di tutto per farla star bene mi accusava di non ascoltarla e di non capirla. È vero, io non potevo capire cosa stesse passando perché non mi è capitata una cosa del genere ma non vuol dire che non l'ascoltassi o che le facessi mancare il mio supporto. Io volevo solo farle passare un po' di tempo in maniera serena quando stavamo insieme. Cercava rassicurazioni ma mi aggrediva. Ogni volta che mi rimproverava di non ascoltarla io mi sentivo in colpa nonostante sapessi che non era vero. Diceva che ero critico, che la mettessi in difficoltà quando non è stato mai vero. Ci vedevamo poco e la sfera sessuale è stata quasi inesistente. Questa cosa mi creava enorme disagio. Vedevamo la sessualità in maniera differente: per me è un aspetto fondamentale in una relazione, per lei invece non così importante. Nonostante le due visioni differenti non sapevo come affrontare il discorso con lei perché sicuramente avremmo finito per litigare. Anche per le altre cose non mi parlava, creava un muro e non sapevo come comportarmi. Anche quando "insistevo" di farla parlare dei suoi dolori lei non diceva niente. A questo punto anche da parte mia la comunicazione diventava scarsa. Tutta questa situazione mi ha completamente inibito. Sentivo sempre di non fare abbastanza. Io volevo solo che stesse bene. Volevo rivederla sorridere perché ha il sorriso più bello del mondo. A gennaio di quest'anno ci fu una profonda crisi e decidemmo di lasciarci. Ma sempre nello stesso giorno mi scrive che non vuole recidere il legame che ci univa. Mi ha assicurato che avrebbe iniziato un percorso di terapia. Ero stordito ma anche felice. La terapia avrebbe fatto bene a lei a anche a noi come coppia. Ma sfortunatamente ha sempre procrastinato e subito dopo aver fatto pace abbiamo una nuova crisi per gli stessi motivi ("non mi ascolti, non mi capisci"). A fine febbraio abbiamo una nuova discussione sulla sessualità. Io sono restio a parlarle all'inizio ma poi gliel'ho detto. Da allora, a detta sua, ha perso la fiducia in me perché non le ho parlato subito. Non abbiamo nemmeno il tempo per cercare di risolvere la questione che inizia la quarantena. Un mese e mezzo dopo l'inizio della quarantena (fine aprile, noi ci siamo messi insieme a fine luglio 2019, la madre morta a fine settembre), dopo numerosissimi litigi ci lasciamo definitivamente. Nonostante le mie richieste per riprovarci lei non ne vuole più sapere, dice che non mi ama più. Resta solo tanta nostalgia, la rabbia e un quesito: la relazione sarebbe finita lo stesso o tutto è diventato più pesante a causa del lutto e poi della quarantena? Io sono dell'idea che avevamo le nostre differenze ma niente che non si potesse risanare se avessimo avuto un po' più di tranquillità. C'è stata una forte passione all'inizio ma è stato tutto stravolto. Non abbiamo potuto espletare tutta la potenzialità della nostra relazione. E sono 4 mesi dalla fine e penso sempre a lei. Non so cosa fare. Io vorrei riprovarci ma lei non vuole sapere. Vorrei richiamarla tra qualche mese ma questo mi farebbe vivere con questo pensiero fisso nella testa e mi negherei qualunque possibile nuova esperienza.
Mi scuso per la lunghezza e grazie per la disponibilità.

Fabio

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Miglior risposta 21 AGO 2020

Ciao Fabio, sicuramente la vostra storia era una storia in divenire, nel pieno della conoscenza e della scoperta reciproca. Sicuramente la perdita della madre, la figura di riferimento, ha certamente destabilizzato la tua compagna in primis e la vostra relazione ancora acerba. Mi è difficile in questo caso darti suggerimenti (sicuramente andrebbe indagato in un ottica terapeutica anche il rapporto che c'era tra lei e la madre). Se senti di voler tentare un riavvicinamento ora o più in là è giusto che tu lo faccia per non tradire le tue intenzioni; potrebbe sicuramente farti riflettere magari su alcune tue modalità relazionali e comunicative a prescindere dalla relazione con lei. Credo che in un rapporto giovane sia necessario potersi esprimere ed essere sinceri con se stessi e poi con l'altro. Non c'è un modo giusto per stare accanto al proprio partner soprattutto in momento come la perdita di una persona cara. Si può però parlare apertamente ammettere i propri sbagli se ci sono e palesare le proprie volontà al partner senza timori. Una relazione soddisfacente non può basarsi solo sulla passione dei primi mesi, va costruita con pazienza e voglia giorno dopo giorno.
Potresti provare a comunicarle le tue intenzioni in maniera sincera e autentica ( volevo aiutarti, starti vicino ma forse non ho trovato il modo giusto, forse avrei dovuto chiedertelo in maniera chiara....oppure se a volte non ti capisco aiutami tu a farlo). Oppure potresti decidere di guardare altrove. Insomma non c'è una ricetta per questa ne per tutte le altre storie. La cosa fondamentale è concentrarsi prima su di se, sulle proprie sensazioni ed emozioni per poi volgere lo sguardo sull'altro e sulla relazione.

Dott.ssa Giusi Balsamo Psicologo a Napoli

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19 AGO 2020

Caro Fabio,
é quasi impossibile rispondere alla tua domanda. Sicuramente il lutto ha un impatto molto importante sulle persone, e anche quando viene affrontato e superato i tempi sono abbastanza lunghi per ritrovare un equilibrio (diciamo almeno un anno, un anno e mezzo). In più qui si sono accavallate vari cose: il Covid con conseguenti restrizioni ma a che impatti sull'emotività delle persone,nonché un fatto fondamentale : così come il lutto, anche l'innamoramento ha i suoi tempi. C'è tutto un periodo iniziale in cui l'altro viene idealizzato e non si vede la realtà di com'è (ovviamente é una cosa reciproca) e anche qui parliamo di un anno, anno e mezzo circa. Solo dopo si integrano le parti reali e viene rinegoziato il rapporto, decidendo se proseguire su qualcosa di più solido o chiudere perché finita l'infatuazione non é rimasto più nulla. È possibile che la storia con la tua ex ragazza sia finita in parte per l'impatto del lutto, del covid o che per lei l'infatuazione sia finita prima e abbia rinegoziato il rapporto. È tuttavia anche possibile che quello che é venuto fuori di lei, le sue accuse e le sue richieste e interpretazioni, siano legate al suo modo di essere e al suo tipo di attaccamento (che significa il lodo in cui ha imparato a relazionarsi con le figure affettivamente importati). Tieni conto che non tutte le coppie si lasciano in queste circostanze, ma possono al contrario rinforzare il legame. Eppure, come dicevo, qui tante cose si accavallano. Sicuramente quello che hai visto é parte di lei: il suo modo di reagire alla perdita (della mamma) e alle incertezze (covid). Da quel che scrivi mi sembra di capire che le divergenze e incomprensioni siano state molte, ma ripeto:identificare la percentuale da imputare al suo carattere, al lutto e al covid é difficilissimo). Infine, concluso con qualcosa di ovvio ma da tener a mente: anche tu ora avrai le tue tappe da percorrere, perché la fine di una storia é pur sempre una perdita, e ci andrà un po' di tempo. Dr. ssa Barbara Bertolina Civera.

Dr.ssa Barbara Bertolina Civera Psicologo a Torino

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