Lutto e reazioni

Inviata da Fe · 26 nov 2020

Buongiorno, ho 25 anni e stamattina è arrivata la notizia di decesso di mio nonno materno. È morto dopo 10 giorni di ricovero in ospedale causa Covid, ma la sua situazione era complicata già prima in quanto da 20 anni soffriva di alzheimer e negli ultimi anni si era aggravato quindi in famiglia eravamo già “pronti” al peggio da tempo.
Mi sento terribilmente in colpa perché di fronte a questa notizia, oltre a provare dispiacere principalmente per mia madre e mia nonna, non provo dolore, non mi viene da piangere e non ho reazioni disperate. La stessa cosa è successa qualche anno fa quando morì mio nonno paterno. Di fronte alla morte di parenti o conoscenti riconosco di avere una reazione totalmente fredda e distaccata rispetto alle altre persone.
Sarà che ho sempre pensato che la morte è l’unica cosa certa nella vita, sarà che penso che la morte sia la soluzione a tanti problemi; ma non credo che questa sia una reazione normale. Cosa ho di sbagliato?

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Miglior risposta 26 NOV 2020

Gentile utente,
la reazione alla perdita dei nonni o di altri parenti può essere diversa da perrsona a persona e dipende da numerosi fattori per cui lei non dovrebbe pensare di avere qualcosa di sbagliato.
Inoltre, il processo di elaborazione del lutto in caso di persone anziane affette da altre patologie è certamente diverso e più breve rispetto a quello di persone giovani decedute per eventi traumatici improvvisi o per incidente.
Pertanto non è il caso che lei si senta in colpa per come ha affrontato questa perdita.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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27 NOV 2020

Gentile Fe, i miei colleghi hanno già risposto in modo molto appropriato e sento di aver poco da aggiungere. Non ha alcun motivo di sentirsi in colpa. Forse ciò avviene perché vi erano delle ambivalenze nel vostro rapporto. In ogni caso Lei mi sembra altruista e sensibile, altrimenti non avrebbe davvero di questi scrupoli. La morte in età avanzata e con poca sofferenza rientra nell'ordine delle cose, e tutti noi più andiamo avanti nella vita più siamo preparati. Quindi non ha motivo di rattristarsi, direi invece che la sua reazione è matura equlibrata. Può essere di grande aiuto e sostegno ai Suoi in questo periodo, badando bene a non caricarsi di pesi che non le appartengono. Se è il caso potrebbe ricorrerere ad un breve periodo di aiuto psicologico.
Un cordiale saluto
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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27 NOV 2020

Gentile Fe,
la perdita di una persona cara che presenta una malattia degenerativa da tanto tempo è diversa in termini emotivi; spesso viene vissuta e percepita come un sollievo o comunque la reazione al dolore e alla sofferenza sono maggiormente attenuate; non deve sentirsi in colpa. La malattia cambia gradualmente la persona, in modo irreversibile, è un po' come se la persona morisse pian piano dentro di noi ogni giorno.
Lei denota un attenzione particolare comunque quando rivolge il pensiero e la preoccupazione verso sua madre e nonna, puo' restare loro accanto e dare conforto.
L'elaborazione di un lutto è diversa da persona a persona, ciascuno di noi ha un proprio modo di affrontare il dolore della perdita, prendere le distanze, non esprimere emozioni al momento, non piangere è comunque una reazione normale, non si crucci troppo.
E' tutto molto fresco, appena accaduto...
Se ne sente il bisogno, uno spazio d'ascolto potrebbe esserle utile per gestire le emozioni al riguardo,
cari saluti
dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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27 NOV 2020

Buongiorno e condoglianze. Le reazioni ai lutti sono personali, e benché esistano step più o meno condivisi, essi non sono universali. La notizia è fresca e sensazioni di stordimento, negazione o insensibilità sono frequenti nelle prime ore del lutto. È una reazione che non definirei "sbagliata". Lei parla inoltre di nonni già malati da tempo: questo certamente può avere un peso perché crea un "lutto anticipato" che si protrae nel tempo e può causare reazioni meno impattanti nel momento della vera perdita. Laddove sia per Lei utile indagare significati personali sottesi al tema della morte, che aprano scenari diversi da quello descritto, può comunque pensare di accedere a un percorso di consulenza. Cordialmente, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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26 NOV 2020

Buongiorno Fe,
non ha assolutamente nulla che non vada anzi mi sembra perfettamente "normale" ed adeguata. In caso di lutto, le reazioni emotive sono del tutto soggettive e personali, non ci sono reazioni "giuste" e "sbagliate" ma solo reazioni "giuste" per la persona che le sta vivendo soprattutto se la perdita si è appena verificata. Il fatto che lei senta di essere emotivamente più attivata in caso di morti di persone estranee più che per persone della sua famiglia potrebbe semplicemente essere indicativo del fatto che per lei quella determinata morte è emotivamente più semplice da gestire mentre quella che riguarda una persona verso cui c'è un coinvolgimento affettivo più o meno intenso richiede uno sforzo maggiore in quanto più significativa. In altre parole, quello che lei descrive come "reazione fredda e distaccata" è semplicemente un meccanismo di difesa che la sua mente attiva in modo inconsapevole per proteggerla dal dolore. Inoltre, il fatto che lei non abbia reazioni manifeste o disperate e che non senta di avere voglia di piangere non significa affatto che non stia provando dolore ma, forse, che lei vive il dolore in modo più composto e meno plateale o magari ancora potrebbe significare che quando il dolore è particolarmente intenso non sente l'impulso di piangere. La invito quindi a provare a cambiare la chiave di lettura rispetto alle reazioni che si pensa si dovrebbero avere di fronte alla morte sapendo che ognuno vive e manifesta il dolore in modo soggettivo e diverso da un altro e che, di conseguenza, anche i tempi per avere una reazione o uno sfogo possono essere variabili. Sicuramente il suo modo di dare senso alla morte ha influenza sulle sue reazioni ma non trascuri fattori come la soggettività e il tempo e soprattutto abbandoni l'idea che un'"apparente" assenza di emozioni e di dolore sia l'equivalente di "non provare dolore".
Cordiali Saluti
Dott.ssa Martino

Dott.ssa Federica Martino Psicologo a Varese

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26 NOV 2020

Gentile Fe,
Io non credo affatto che lei abbia qualcosa di sbagliato.
Non è un dovere sentirsi addolorati.
Ognuno ha reazioni proprie e soggettive anche di fronte alla morte delle persone care. Lei parla di dispiacere per la sua mamma, oltre che per la sua nonna... ed è questo che, a mio avviso, denota la sua reazione più sensibile.
Mi chiedo semmai se sia stato possibile ritualizzare l'ultimo saluto al nonno... Purtroppo tale aspetto, dovuto alle precauzioni anti-contagio da covid, ha complicato e continua a complicare l'elaborazione del lutto per chiunque abbia perduto una persona cara in questo frangente.
Riguardo alla perdita del nonno è ancora troppo presto perché emergano eventuali emozioni o sentimenti legati al lutto, anche perché, come lei ci scrive, era da tempo che vi stavate preparando al peggio, a causa del suo declino patologico...
Inoltre, vorrei dirle che del suo nonno, sono importanti i ricordi che ne ha e che manterrà nel tempo; i racconti che sentirà fare su di lui e quelli che lei ne farà a sua volta... Questa narrativa è straordinariamente potente e può aiutarla ad elaborarne il lutto, valorizzando sia la vita che questo nonno ha vissuto che l'affetto che vi ha legato.
Le auguro di essere sereno.
Un saluto cordiale,
Dott.ssa Verusca Giuntini

Dott.ssa Verusca Giuntini Psicologo a Firenze

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