l'università mi sta logorando?

Inviata da helene v. · 4 gen 2021

Buongiorno a tutti. Mi sono appena iscritta a questo forum con la speranza di riuscire a fare un po' di ordine nella mia testa. Sono una ragazza di 19 anni e questo è il mio primo anno di università (facoltà di lettere e filosofia, indirizzo di beni culturali). Premetto che sono sempre stata una studentessa modello: sin dalle scuole medie sono stata abituata a rinunciare al mio tempo libero per dedicarmi interamente allo studio, con estrema passione, e quando tale passione veniva a mancare subentravano la buona volontà e la determinazione. Ho concluso il liceo con una valutazione finale di 100 e lode e, senza alcuna indecisione, mi sono iscritta a quella che sembrava l'unica via possibile per il mio imminente futuro, con la convinzione che da quel momento mi sarei dedicata interamente alle mie più grandi passioni: l'arte e la letteratura. Purtroppo, a distanza di qualche mese, quella che doveva essere una meravigliosa esperienza si è tramutata in un vero inferno. Mi sveglio ogni mattina con un tangibile peso sullo stomaco, con un fortissimo rifiuto nei confronti della prospettiva di dover dedicare l'ennesima giornata allo studio. Ogni benedettissimo giorno, ad intervalli, mi ritrovo a piangere, sommersa dal macigno dell'ansia. Ansia di non farcela, ansia di fallire, ansia di avere fatto la scelta sbagliata. Ansia di dover vivere tre anni di inferno, di star sprecando del tempo incollata a dei libri che, piuttosto che appassionarmi, mi trasmettono un profondo senso di rifiuto nei confronti delle materie che prima erano il mio pane quotidiano. Non che io abbia smesso di amare la storia dell'arte o la letteratura, anzi, semplicemente vivo malissimo l'approccio con cui mi ritrovo ad affrontarle. Invidio tremendamente i miei coetanei che già lavorano. Invidio la loro indipendenza, invidio il fatto che, durante il weekend o al termine di una giornata lavorativa, possano dedicarsi a sé stessi, ai propri hobby, senza sentirsi costantemente in colpa per non aver fatto abbastanza, per non aver studiato abbastanza. Sono sempre stata abituata a sentirmi ripetere che avrei potuto fare di tutto. I miei parenti, i miei vecchi insegnanti, tutti hanno sempre avuto grandi aspettative nei miei riguardi, e se prima tali aspettative mi incentivavano a dare il meglio, ora mi pesano tremendamente e mi rendono ancor più difficile accettare il fatto che forse il mondo universitario non fa per me. Non posso nemmeno parlare liberamente di come mi sento, in quanto ogni volta che ci provo mi sento ripetere "ce l'hanno fatta tutti, vuoi non riuscirci proprio tu?". E questa domanda retorica non fa che accrescere le mie paure. Difatti, ho il terrore di non riuscire ad affrontare i prossimi tre anni imprigionata in questa situazione. Con le catene dell'ansia che mi bloccano la mente e mi spingono al massimo della demotivazione. Ora come ora, rinuncerei ad un futuro nel mondo dell'arte che ho sempre amato, pur di recuperare un poco di serenità. Una parte di me mi consiglia ripetutamente di lasciare perdere, che "tanto non sono in grado". Ma rimango cosciente del fatto che se gettassi la spugna ora, il mio orgoglio personale non riuscirebbe mai ad accettarlo. Se già adesso mi riconosco come un tremendo fallimento, non oso immaginare in seguito ad una scelta di questo genere. E così mi ritrovo di fronte ad un vicolo cieco, di fronte ad un muro altissimo ed invalicabile, la cui ombra soffoca la mia vita presente e le mie prospettive future. Spero di aver espresso con adeguata chiarezza la mia situazione e ringrazio in anticipo per la/e risposta/e.

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Miglior risposta 4 GEN 2021

Cara Helene, bisognerebbe analizzare dietro questa ansia, questo timore cosa ci sia: pressione esterna? I Suoi bisogni e le Sue necessità che scalpitano per venire fuori? Si dedichi a sé stessa, a fare qualcosa per sé, che Le porti benessere. E valuti di intraprendere un percorso di lavoro su se stessa che Le permetta di comprendere la causa della Sua ansia, imparare a gestirla e superarla, e soprattutto, che possa guidarLa nella consapevolizzazione di sé, dei Suoi vissuti e di ciò che desidera, lontana da aspettative e pressioni esterne.
Le auguro buona fortuna
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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