Lui vuole un figlio lei no

Inviata da Sophia · 31 dic 2018 Terapia di coppia

Buongiorno ho una relazione con il mio fidanzato da quasi due anni. Dopo solo sei mesi di frequentazione siamo andati a convivere perché volevamo stare per conto nostro, perché avevamo voglia di viverci tanto e i nostri familiari non erano d’accordo per la relazione, però da quando siamo andati a vivere sotto lo stesso tetto molte cose sono cambiate o meglio mi sono accorta di tutte le responsabilità di una casa, di fare i conti per arrivare a fine mese, il mio compagno non mi è mai stato da supporto non mi ha mai dato una mano né economicamente né standomi vicino, ho dovuto vedermela tutto quanto io da sola..alle prime difficoltà mi abbandonava. Sono rimasta incinta (non era voluto) e lì la situazione è degenerata, dopo diverse discussioni, continui litigi e maltrattamenti ho deciso di andarmene, ho preso la decisione di non continuare la gravidanza, lui ha continuato a cercarmi a chiedermi scusa e provare a recuperare, io poi gli spiegai quello che avevo fatto e lui nonostante ciò ha voluto dare un’altra possibilità al nostro rapporto e siamo tornati di nuovo ad essere una coppia, solo che il suo unico pensiero adesso è di avere “il figlio” che non gli ho dato, io però non me la sento. Concepire un figlio richiede qualcosa in più del desiderio. Perché occuparsi di un figlio è un enorme responsabilità, non ha solo il bisogno di essere calcolato, ha bisogno che intorno ci sia stabilità affettiva ma anche economica. La condizione indispensabile è una famiglia stabile e in armonia. E attualmente non c’è! Credo che questa situazione di essere “obbligata” mi possa creare paure, malumori, aumentando le discordie, e perfino, arrivare a un punto di rottura. Diventare genitori è una responsabilità molto grande che deve essere assunta e desiderata da ENTRAMBI e non deve essere un obbligo! vorrei vedere in lui delle dimostrazioni nei miei riguardi, vorrei vedere che si rimbocca le maniche per costruire casa, impegnarsi seriamente con me che mi dimostri che è cambiato, ma lui a voce mi promette tutto ciò però vuole “il figlio” adesso e io non me la sento per tutto quello che ho passato e per quello che ho scritto sopra. Cosa posso fare per fargli capire le mie motivazioni e venirci incontro entrambi?

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Miglior risposta 2 GEN 2019

Gentile Sophia,
è strano che lei, dopo aver sperimentato il fallimento della precoce convivenza tanto da decidere una interruzione di gravidanza, si sia lasciata convincere a tornare insieme fidandosi delle sole promesse senza prima fare delle opportune verifiche.
I cambiamenti di certi comportamenti sono possibili ma non avvengono per caso o per miracolo bensì richiedono un serio lavoro di psicoterapia che in questo caso non c'è stato.
Pertanto la invito a riflettere su questo e a proporgli un percorso di terapia di coppia.
In caso di indisponibilità o rifiuto da parte di lui, le consiglio di riprendere in considerazione la precedente saggia decisione di allontanarsi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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2 GEN 2019

Cara Sophia,
il problema sta nella sua domanda, ovvero non porrei tanto l'attenzione sul suo compagno (come cambiarlo, convincerlo) quanto su di lei. MI spiego meglio. Vi siete conosciuti anni fa e dopo poco siete andati a vivere assieme e tutta via fin da subito si sono presentati molti problemi che poi, con la gravidanza, si sono accentuati fino alla rottura. Lui a questo punto ha tentato una riconciliazione e lei ha accettato. Però si sono ripresentati subito dei problemi, segnatamente uno: lui vuole un figlio, ma lei ritiene che non ci siano le condizioni. Francamente mi chiedo il senso di questo rapporto. La invito a riflettere maggiormente su se stessa, ovvero su cosa voglia realmente dalla vita e cosa desidera principalmente da un compagno. Potrebbero essere utile, a tal proposito, delle sedute da uno psicologo per facilitare questo cammino di conoscenza di sé. Può rivolgersi ad un professionista della sua zona o del sito ma che usi Skype.
MI faccia pure delle domande se lo ritiene opportuno.

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

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2 GEN 2019

Cara Sophia,
io sposterei la domanda dal suo partener a se stessa. Nel senso che occorre riflettere su diversi punti della sua lettera. Lei dice che siete andati a convivere dopo soli sei mesi di relazione. Però a quel punto le cose sono radicalmente cambiate e, in pratica, lei è rimasta delusa dal comportamento del suo fidanzato, sotto molti punti di vista. Quindi ha deciso di lasciarlo e di accettare la sua proposta di ritornare assieme. Ma, a questo punto, le cose sono di nuovo peggiorate. Per cui non penso che il problema sia il figlio (se ora non è il momento lo si può procreare in un secondo tempo), ma il fatto che lei è insoddisfatta dal rapporto di coppia: lo è stata la prima volta e lo è tuttora.
La invito pertanto a riflettere maggiormente su se stessa, su cosa lei voglia principalmente dalla vita e da un partner e perché continua a stare assieme ad un uomo che non la rende appagata.
Potrebbero essere utili delle sedute da un bravo psicologo della sua zona o qui sul sito ma che usi Skype.
MI faccia pure delle domande se lo ritiene opportuno!

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2 GEN 2019

Cara Sophia,
il problema qui non è tanto quello di come rapportarsi con il suo compagno, ma di cominciare a guardare dentro di sé per capire cosa vuole realmente dalla vita. Soprattutto dalla vita di coppia. Lei parla che siete andati a convivere dopo solo sei mesi e il suo compagno si è rivelato una persona non tanto positiva. Tanto che vi siete lasciati. Poi vi siete rimessi assieme, ma, da come ne parla, l'unione non funziona molto ne dal punto di vista materiale, né dal punto di vista affettivo.
La questione non è tanto il figlio (che se non ci sono le condizioni economiche può essere generato dopo), ma il suo appagamento: è realmente serena con quest'uomo? Si sente appagata, completata? Dalla sua lettera non sembra. Scusi la franchezza.
Le consiglio pertanto qualche seduta da uno psicologo al fine di fare chiarezza dentro di sé. Può rivolgersi ad un professionista della sua zona o lontano, ma che usi Skype.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

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1 GEN 2019

Cara Sophia,
Ciò che scrive non fa presagire nulla di buono per la creazione di una famiglia, perché prima di assumersi responsabilità genitoriali bisogna assumersi anche quelle legate ad una relazione serena, alla gestione della casa, del lavoro.... Mi pare che tutto questo manchi, e che il desiderio impellente di un figlio da parte del suo compagno copra proprio la sua incapacità di gestire il quotidiano. Un figlio è una grande gioia, ma comporta fatica, tensioni, preoccupazioni, che mettono a dura prova anche le coppie più affiatate. Le consiglio di seguire il suo istinto e la sua razionalità e di evitare, almeno per il momento, cio che giustamente non si sente di fare.
Cordialmente
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia
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1 GEN 2019

Buongiorno Sophia,

La vostra è sempre stata una relazione particolarmente conflittuale e prima di rimanere incinta ancora andrebbero sistemato delle cose. Sono d'accordo con lei e comprendo il suo non essere pronta. Al fine di poterla aiutare avrei bisogno di ulteriori elementi, della sua vita e della coppia. Ad esempio perché i genitori non sono stati mai d'accordo sulla vostra relazione? Cosa intende per maltrattamenti da parte del suo compagno? Ad oggi lui lavora, l'aiuta in casa?
Le consiglio di intraprendere un percorso di coppia, se lui non volesse può sempre iniziarlo lei.
Se vuole mi può contattare

Cordiali saluti
Dott.ssa Alice noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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