Lotta interiore relazione a distanza

Inviata da Alessia Passoni · 17 gen 2019 Terapia di coppia

Salve, ho compiuto 21 anni da poco e sono in una relazione a distanza con un ragazzo di 28 da un annetto (lui Frosinone mentre io Monza).
Sto passando un periodo in cui sono costantemente triste, giù di morale e non sto dormendo quasi più per via di incubi di vario genere. Non so se può aiutare ma sto prendendo Diane come pillola contro l'acne sul corpo (in faccia stranamente non ho niente) e ho notato che da quando la prendo mi sento un po' strana.
Sono indecisa sul continuare la nostra storia anche se lo amo tantissimo e lui ricambia, ma penso spesso che lui non stia dando il massimo dell'impegno nella relazione, senza contare che ho la sensazione che nell'ultimo periodo mi stia dando per scontata (anche se nega).
Devo dire che lui soffre di un problema a cui non so dare un nome, per il quale in determinate situazioni sente freddo, si sente debole, trema, ha la nausea e fatica a stare in piedi (ecco perché non è mai salito dalle mie parti, e io di questa situazione ci soffro da morire). Questo l'ho potuto vedere quando io sono scesa per lavoro a Roma e gli ho chiesto di salire per salutarmi visto che non ci vedevamo da un mese e mezzo.
Non si è voluto mai far aiutare, ma da quell'episodio non si è più ripreso. Non esce più di casa da ottobre ormai, lavora da pc ma i guadagni sono minori rispetto a prima, quando scendo non mi viene più a prendere alla stazione né mi accompagna... mi saluta in camera sua (vive ancora con i suoi) e mi devo far accompagnare appunto dai suoi genitori.
Abbiamo orari completamente diversi e molte volte sto sveglia apposta la notte per parlare con lui. Non so cosa fare, non mi sento più felice con lui, ma allo stesso tempo lo amo ancora.
Prima parlava spesso di matrimonio, figli, una bella casa e il resto, ma come può permetterselo se a 28 anni sta ancora così? Recentemente gli ho stressato l'anima per farsi fare una visita da uno psichiatra, il quale gli ha prescritto mezza pastiglia di un "blando" antidepressivo, ma da lì è iniziata la tragedia. Continuava ad addormentarsi tutti i giorni tutto il giorno, non avevo sue notizie per ore intere durante la giornata.
Ora abbiamo superato quella fase dato che si è abituato a prenderla, ma ci sono continue difficoltà che mi portano tantissimo fastidio dentro di me, e che mi portano a comportarmi in modo diverso con lui, trattandolo con più sufficienza e non con il solito affetto.
Poi non siamo mai da soli, sia quando scendo a casa sua, sia quando vorrei vederlo per una videochiamata anche di due minuti, come stasera. Sarà che parlo da figlia unica, mentre lui ha due fratelli gemelli della mia età, però io non posso aspettare l'una di notte per sapere se possiamo fare una videochiamata. Mi aveva assicurato che oggi l'avremmo fatta dato che non ci siamo sentiti per tutto il giorno.
Mi aveva detto che stava con suo padre in camera e che mi avrebbe scritto lui... Si fa l'una e dieci e mi scrive se ci sono, rispondo di si e sparisce per 20 minuti. Si scusa e mi scrive che sono arrivati i gemelli. Questa situazione viene ripetuta almeno 4/5 giorni alla settimana.
Quando ci sono difficoltà nella mia famiglia e gliene parlo, sembra sempre che giustifichi i miei genitori. Una volta successe un fatto gravissimo durante il quale mio padre quasi mi picchiò, ruppe un piatto per terra dalla rabbia e mi minacciò dicendo che se lui fosse andato via da quella casa era solamente per colpa mia. Un altro fatto è stato quando questa estate mia madre mi prese per i capelli strappandomene una ciocca perché avevo deciso di non uscire con loro, e lui li giustificò tutti e due. Ennesimo episodio a capodanno, che passai sola con mio padre. Gli dissi che sarei partita per la Spagna con un'amica a cui non va a genio ai miei e lui ubriaco perso mi minacciò di nuovo dicendo che se le avessi prestato dei soldi mi avrebbe tagliato la gola (cito testuali parole). E anche lì a giustificarlo ovviamente.
Non mi sento capita, penso di essere io quella sbagliata a questo punto e che tutte le cose che mi dicono me le merito tutte visto che vanno tutti in una unica direzione, mentre io sono l'unica a cercare di remare contro corrente.
Non mi sento amata come pochi mesi fa, non più una parola carina da parte sua anche se nega, ma anche da parte mia c'è stato del distacco per le ragioni citate sopra.
Insomma, non lo vorrei lasciare perché ad eccezione di questo abbiamo tantissime cose in comune, siamo innamorati (anche se molto spesso mi sento sola e triste) e lui è una persona intelligentissima e comprensiva la maggior parte delle volte. In questo periodo sto pensando molto alla nostra storia ma non sono mai arrivata ad una conclusione concreta. Non vorrei lasciarlo in un momento così critico per lui dato che è anche in uno stato depressivo, ma dall'altra parte non saprei cosa fare, io ci sto mettendo il massimo ma sento come se non venissi ricambiata di intensità nel nostro rapporto... Cioè se io do 100 sento che da parte sua ricevo 40 se non meno. Magari le situazioni citate prima sembreranno di poco conto ma a lungo andare diventano pesanti, e io che sono comunque una persona molto fragile ne risento tantissimo. Ringrazio moltissimo a chi leggerà tutto.

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Miglior risposta 17 GEN 2019

Carissima,
lei appare come una persona confusa: una parte di sé vorrebbe lasciarlo perché, oggettivamente, le cose sono cambiate. Ma un'altra parte lo ama ancora e vorrebbe stare con lui. Poi ci sono i sensi di colpa sull'abbandonarlo proprio ora che sta male.
A questo si aggiunge la gravissima situazione a cui è sottoposta in casa e che sarebbe da denuncia ai servizi sociali. L'enorme distanza non aiuta di certo. Insomma, caos più totale.
Io le consiglio, per fare chiarezza dentro di lei, di rivolgersi a uno psicologo della sua zona o meglio presente qui sul sito ma che usi Skyep per qualche seduta.
Mi faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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22 GEN 2019

Gentile Alessia lei ha bisogno di essere accompagnata a valutare bene questa situazione e prendere una decisione concreta. Se vuole sono a sua disposizione lavorando a Monza e Carate Brianza.

Dr. Paolo Ciotti Psicologo a Carate Brianza

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