Lontana 600km

Inviata da Melamela · 5 apr 2021

Buongiorno, vi scrivo perché non so più cosa voglio dalla mia vita. Ho 29 anni e un lavoro che seppur non mi piace mi da e mi ha dato molte soddisfazioni. La mia famiglia mi ha sempre dato tanto amore, forse troppo, poiché tra i miei genitori questo amore non c’è mai stato lo hanno riversato tutto su me e mia sorella e sono restati insieme solo per noi che invece soffrivamo dei loro continui litigi e tradimenti. Mia madre, casertana, è stata una donna che ha sofferto molto il distacco dai suoi genitori poiché si è trasferita a Roma da Caserta e sicuramente questo ha rovinato il già precario rapporto tra i miei genitori, in tutto questo è diventata iperprotettiva e possessiva con le figlie, non ci faceva uscire, aveva paura del nostro distacco o che ci potesse succedere qualcosa di grave; a 15 anni ho iniziato ad avere una forte rabbia, volevo vivere, esplorare il mondo, uscire con le mie compagne di classe!!! Mio padre invece è stata sempre una figura tranquilla e amorevole, ma comunque sempre assente per lavoro. È iniziato così un periodo di autolesionismo in cui mi mordevo fino a farmi uscire il sangue dalle braccia. Uscivo a tutti i costi ed ho cominciato ad odiare la scuola. I miei pensavano fosse l’adolescenza ma non era così, io provavo un forte disagio, mi sentivo sempre una bambina in cui non veniva vista l’identità o la capacità di pensiero da persona autonoma e indipendente. Mia madre ha sempre imposto il suo volere su me e mia sorella, sono cresciuta con l’idea che senza di lei non riesco a far niente, ha il vizio di fare la vittima appena qualcuno non fa ciò che vuole, lei ha il pieno controllo su tutte le persone dentro casa. Non accetta il fatto che io ho una testa per pensare e che possiamo avere idee diverse! Questa situazione mi ha fatto male per molto tempo ed ho sempre cercato un modo per evadere, mi sono legata a uomini più grandi di me o a uomini completamente sbagliati per me pur di trovare una via di fuga da questa incoerenza. Tutte queste relazioni, alcune scelte per soddisfare l’ideale di mia madre e sentirmi apprezzata da lei, mi hanno portata ad ammalarmi di binge eating e depressione. Ne sono uscita facendo un percorso di due anni da una psicoterapeuta. Da quasi un anno sto con un ragazzo, ci amiamo, e conviviamo da 8 mesi. Lui mi rende partecipe del suo futuro e dei suoi progetti, parla di matrimonio e mi sento amata anche nella quotidianità. Mia madre non ha gradito il mio trasferimento a casa del mio lui ed ha iniziato a farmi la guerra non capendo che ho 29 anni ed ho bisogno della mia indipendenza! Lui a settembre si trasferirà in Calabria a Tropea la sua città di origine. Mi ha chiesto di andare con lui ed io ero felicissima di questo cambiamento, finalmente aria di novità con la persona che amo! Ovviamente ne ho parlato con mia madre che ha iniziato a non parlarmi più, a mandarmi messaggi “se muoio non dovrai sapere niente” “hai preferito me a lui” “hai scelto quel cafone e la razza sua togliendo giorni a me”. Io sto male. So bene che dovrò lasciare il mio lavoro e trasferirmi da Roma a Tropea non è facile soprattutto per la questione lavorativa, per questo farò il grande passo solo quando troverò lavoro e dopo aver constatato che tra me e il mio lui possa funzionare anche a distanza. Questo malessere lo trasferisco nella persona che amo trattandolo male e avendo problemi anche a livello sessuale e rischiando più volte di far finire l’unica relazione sana nella mia vita. Mia madre mi entra nella testa ed ho paura di farla soffrire, penso sempre che la deluderò se mi trasferirò e che lei soffrirà, paradossalmente, per la mia felicità. Non riesco più a vivere la mia vita, vi prego di aiutarmi.

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Miglior risposta 6 APR 2021

Cara utente,
dal suo racconto trapelano sofferenze e dolore che posso soltanto immaginare. Purtroppo il rapporto coi genitori, nel suo caso con sua madre, non è sempre dei migliori... l'amore che ci trasmettono non è sempre in sintonia coi nostri reali bisogni, e spesso non riescono a scindere i loro desideri e aspettative da quelli dei propri figli.
In ogni caso alla sua età ha una maturità tale da andare oltre determinate richieste o preferenze che a quanto pare non riescono a collimare. Non dovrebbe permettere mai a nessuno di poter, in qualche modo, decidere della propria vita. Accetti i confronti e ascolti i consigli, ma decida sempre da sola. Soltanto lei conosce la strada del benessere e della felicità.
Resto a disposizione, buona fortuna.
Dott. Marco Di Bartolomeo

Dottor Marco Di Bartolomeo Psicologo a Pagani

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7 APR 2021

Gentilissima, la situazione che descrive è purtroppo abbastanza diffusa. Talvolta i genitori riversano sui propri figli tutte le frustrazioni della loro vita, noncuranti del fatto che stanno facendo un errore molto grave. Comprendo il suo disagio, ma è importante che lei si renda conto che se rimarrà agganciata ai discorsi "ricattatori" di sua madre, butterà via, inesorabilmente, la sua vita e ciò non deve assolutamente avvenire. Le suggerisco di portare avanti i suoi progetti rendendosi indipendente, da tutti i punti di vista. Credo che le gioverebbe moltissimo intraprendere un percorso psicologico che la possa aiutare ad acquisire una maggiore autostima e a relazionarsi in maniera adeguata con sé stessa e con i suoi familiari. Le faccio tantissimi auguri e rimango a disposizione per eventuali consigli e approfondimenti. Dott.ssa Daniela Noccioli.

Dottoressa Daniela Noccioli Psicologo a Cascina

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6 APR 2021

Melamela,
tocca un tasto molto, molto delicato. Purtroppo le persone a noi più vicine, e molto spesso le madri, possono essere le presenze più difficili. Mi sembra ci sia un carico particolarmente pesante nel rapporto con sua madre, e questo pesa come un macigno. D'altra parte, si percepisce chiaramente il suo desiderio di affermarsi, per quanto questo porti con sé sensi di colpa e dubbi.
La voce della madre la porteremo sempre con noi, la differenza sta in quanto lasciamo che impatti e quanto reagiamo ad essa. Arrivarci è un percorso non sempre facile, ma tra quelli che valgono assolutamente la pena fare, sempre. Ne va della propria autonomia e 'libertà'.
Prenda in considerazione un aiuto nell'affrontare questa situazione con un percorso psicoterapeutico, ha già fatto un primo passo qui.
In bocca al lupo
Olivia Marchese

Dott.ssa Olivia Marchese Psicologo a Torino

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