Lo studio mi fa stare male

Inviata da Luigi10 · 18 dic 2018 Ansia

Salve a tutti. Da parecchi mesi, circa 7, le mie giornate sono dettate dall'ansia, dallo stress (e tutto ciò che ne deriva) e da sbalzi di umore (la sera stranamente, il mio umore cambia, diventando positivo).
In famiglia va tutto bene, credo che quello che sto subendo sia causato dallo studio.
Frequento il secondo anno di università, però, ho dato solo 3 esami.
Forse sbaglio l'approccio, ovvero:
mi sveglio, sbrigo le attività quotidiane circa l'igiene e la colazione, comincio a studiare, pranzo, ricomincio a studiare e termino alle 8 di sera. Questo avviene ogni giorno, incluso la domenica. A conti fatti studio dalle 9e30 alle 13 e dalle 14 alle 20. Non posso smettere di studiare prima oppure non posso prendermi un giorno di pausa perché in testa mi martella sempre un pensiero: "Devo studiare, non posso guardare un telefilm, giocare, leggere, riposarmi". Questo mi distrugge perché la sera, dopo cena continuo a studiare, per zittire quella dannata voce e quel senso di colpa che ne deriva. L'unico modo per zittire quella voce è bere bevande alcoliche, e non poche. Cosa posso fare? Grazie a tutti.

Sto pensando di abbandonare l'università, però so che me ne pentirei e vorrei evitare.

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Miglior risposta 19 DIC 2018

Buongiorno Luigi,

Nella sua descrizione ha identificato 7 mesi fa l'inizio di questa condizione di stress. C'è stato un episodio in particolare che ricordi o qualche cambiamento, anche non negativo, nella sua vita in quel periodo?

Sarebbe utile approfondire alcuni aspetti della sua storia per comprendere le ragioni di questa "voce critica" che le impone di studiare e di non prendersi mai tempo per sé, ma quello che posso dirle intanto è che spesso questa parti di noi più severe lavorano nel tentativo di proteggerci da qualcosa: dal fare una brutta figura, dal deludere gli altri, dal non sentirsi all'altezza, dal non sentirsi adeguati, dall'essere giudicati o rimproverati.

Questi sono solo alcuni esempi, per ognuno di noi è diverso, ma credo che le sarebbe utile identificare le ragioni di questa parte di lei, anziché spegnere lo stress con l'alcool o con l'abbandono degli studi.

Spero di averle almeno in parte risposto,
Resto disponibile per eventuali dubbi o necessità.

Buona giornata,
Camilla Marzocchi
Bologna BO

Dott.ssa Camilla Marzocchi Psicologo a Bologna

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19 DIC 2018

Caro Luigi,
mi è già capitato di imbattermi in altri giovani che riferissero questa situazione, anche perchè il passaggio dal ciclo scolastico all'Università crea spesso problemi di assestamento. Poi, di certo ogni storia ha il suo percorso ed ogni persona è diversa quindi servono più dettagli, di certo mi sento di dirle che lo studio e l'università non possono essere l'origine del suo problema ma se mai, diciamo così il sintomo, ovvero dalla sua gestione faticosa e frustrante del percorso sembrebbe che lei non riesca a gestirsi e ricaricarsi in maniera tale da affrontare serenamente il suo percorso. Sostanze come l'alcool non sono di solito un buon aiuto inq ueste situazione, semplicemnte uno strumento di fuga. Provi a forzare quelle doverizzazioni interiori se riesce ad essere così rigido nella struttura che si dà sui doveri può riuscire a strutturare anche i piaceri, è giusto trovare un equilibrio, inoltre provi a studiare con amici unendo così l'obiettivo pratico a quello relazionale. Se non crede di poter correggere o non riesce a correggere questi aspetti, o pur provando non trova utilità nel farlo, chieda uan consulenza psicologica dove innanzitutto troverà ascolto, possibilità di riversare queste sue ansie e di ricevere indicazioni sulla gestione dello stress che potranno aiutarla a vivere più serenamente il suo percorso e a riavvicinarla ad una vita vissuta più a 360 gradi. In bocca al lupo, non si trascuri, dott.ssa Di Nardo

Dott.ssa Gilda Di Nardo Psicologo a Roma

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19 DIC 2018

Gentile Luigi,
è importante che tuteli il proprio futuro gestendo in modo ottimale il percorso universitario. Potrebbe allentare il ritmo di studio con delle micro pause gratificanti e nello stesso tempo diminuire la presenza di questi pensieri ossessivi. Per tale motivo le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico specifico in cui affrontare tali tematiche.
Resto a disposizione per informazioni
Cordialmente
Dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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19 DIC 2018

Gentile Luigi, mi sembra evidente che tutta la sua vita andrebbe rivista. Il periodo Universitario non implica solo lo studio, ma anche la frequentazione delle lezioni, ed un adeguato scambio con gli altri Colleghi studenti, nonché altre attività comunitarie. Allo stesso modo la vita ordinaria non è fatta di solo lavoro, ma anche di relazioni ed altre attività. Dedicare la giornata solo allo studio può essere utile in tempo di esami, per al massimo quindici giorni- un mese, ma se è costante, questo implica che, in realtà, il suo studio è gravemente inefficiente. Se non ha chiaro questo, è possibile che Lei sia affetto da un disturbo, forse di tipo ossessivo, piuttosto serio. Le consiglio di ricorrere quanto prima ai servizi di un nostro Collega, o la situazione potrebbe diventare molto grave. L'idea di abbandonare l'Università, come giustamente sottolinea la Collega dr..ssa Noseda, è totalmente errata.
Un cordiale saluto
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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18 DIC 2018

Buongiorno Luigi,

Non penso che la soluzione sia abbandonare l'università, anzi, facendo così ammonterebbe solo il problema, il quale si presenterà in altre occasioni e contesti. I pensieri di cui parla influenzano negativamente anche lo studio, altrimenti avrebbe dato più esami. Le consiglio, al fine di stare meglio e gestire in modo ottimale le energie, di intraprendere un percorso psicologo, online o da un professionista della sua zona.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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