Lo studio era la mia vita, adesso che non lo è più cosa mi resta?

Inviata da Silvia · 12 set 2016 Attacchi di panico

Buonasera, sono una ragazza di 24 anni che frequenta la magistrale di ingegneria informatica. Fin da piccola concentravo tutte le mie energia sullo studio... L'andar bene a scuola mi dava grandi soddisfazioni, mi faceva stare bene a tal punto che non avevo una grande esigenza di stare con gli amici perché tornata da scuola trascorrevo il pomeriggio a studiare dopodiché stanca cenavo e andavo a dormire dopo aver visto un bel film. Poi è iniziata l'università...la mia indecisione era tra Medicina o ingegneria informatica... I test di medicina purtroppo non andarono, per esclusione feci quelli di ingegneria che superai. A me è sempre piaciuta l'informatica, il pc, le varie cose telematiche pertanto credevo che tale indirizzo fosse una scelta giusta senza sapere concretamente quali fossero gli esami e i programmi da studiare. Dopo 5 anni di studio e praticamente di asocialità mi sono laureata con un voto non eccellente. In questi 5 anni tante sono le persone che hanno lasciato questo mondo e tante sono le cose brutte successe, in particolar modo un incidente stradale, una donna al volante che mandava un sms non accorgendosi che mi avesse scaraventato in aria... ho avuto lesioni alla colonna vertebrale, alle ginocchia ed altri vari problemi che mi hanno condotto ad una lunga convalescenza, ma nonostante tutto con dolori e cortisone andavo all'università a seguire i corsi. Probabilmente questo accaduto ha stravolto il mio modo di essere... da allora penso che in un attimo possa finire tutto, che le persone che mi vogliono bene potrebbero non esserci più e che quindi tutte le mie ore segregata in camera a studiare e a non vivere in tali casi sarebbero state inutili... Con tutti questi pensieri che mi frullavano in testa e con grandi difficoltà, fortunatamente grazie ai miei genitori sono riuscito a raggiungere il traguardo della triennale. Oggi dopo un anno che sono iscritta alla magistrale sono ricaduta in una profonda crisi, vedo che i miei colleghi universitari trovano tutto semplice, sono sempre sorridenti, senza pensieri né preoccupazioni e nonostante tutto riescono sempre a prendere gli esami nonostante siano fidanzati, escano, vivano! Io al contrario anche se studio 10 ore al giorno non è detto che riesca ad arrivare all'esame preparata o addirittura l'ultima volta mi è venuta una forte crisi, non sono riuscita a contenere l'ansia, lo stress e volevo evadere, volevo lasciare tutto, volevo capire il senso di tutto questo soffrire! Adesso il mio pensiero è quello o di lasciare tutto o di finire il più presto possibile. Ma il problema è che ho degli attacchi di panico perché mi ritrovo all'età di 24 anni senza nulla, senza aver vissuto, senza aver provato l'ebrezza di uscire di casa senza pensieri in testa e a studiare purtroppo esami che non mi piacciono, che mi annoiano e pertanto continua a credere che anche la scelta universitaria sia stata completamente sbagliata. Tutte le mie scelte sono state sbagliate. Non ho voglia di far nulla e per me nulla ha un senso, non provo il piacere delle cose, non provo emozioni e non riesco ad uscirne.

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Miglior risposta 13 SET 2016

Cara Silvia, leggendo ciò che hai scritto sento forte il tuo dolore.. la vita non è stata sempre facile con te. Ma mi balza agli occhi soprattutto la tua tenacia. Quante persone dopo un incidente fortemente debilitante come il tuo avrebbero mollato gli studi?! Forse proprio quegli studenti universitari che ora ai tuoi occhi appaiono dalle vite così perfette. E quando comincerai a rivolgere i tuoi occhi verso di te e a ringraziarti per la perseveranza che hai avuto nel portare avanti i tuoi obiettivi, con notevoli sacrifici (ad esempio utilizzare il tempo per lo studio piuttosto che uscire con gli amici). Credo che la prima carezza che tu ti possa fare è dirti "bravissima" a tutta forza, perché non hai qualcosa in meno degli altri. Probabilmente le tue priorità nella vita erano diverse dagli altri. Ma ognuno ha le sue, ognuno ha la sua battaglia personale. E tu sei una vincente da quello che scrivi, non una perdente Sono sicura che sarai in grado nella vita di utilizzare la stessa tenacia per qualsiasi cosa tu ti proponga di fare... non è da tutti. A questo punto non resta che attuare la lista dei tuoi desideri.. scegli cosa vuoi adesso nella tua vita. Proseguire gli studi, coltivare amicizie? scegli i tuoi. E non quelli degli altri. Scopri le tue priorità, quelle che ti appassionano come ti ha appassionato lo studio. E poi una volta scoperte non resta che utilizzare la tua determinazione per portarli avanti.
Se è difficile scoprire i tuoi desideri... chiedi aiuto. Fa parte anche questo del tuo essere forte.
Un enorme in bocca al lupo.

Dott.ssa Angela Maluccio Psicologo a Roma

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