Sto con questo ragazzo da quasi due anni lui è divorziato e ha due bambine, in questi due anni ci siamo quasi lasciati tre volte per decisione sua perché riteneva giusto tornare nella casa delle bambine perché pensava loro stessero male per questo distacco del papà, e ogni volta che prendeva questa decisione poi vedeva che io ci stavo male e cambiava idea e tornava a essere l’uomo più dolce del mondo, però questa dolcezza durava sempre una settimana e tornava a essere freddo, molte cose che faceva prima non le fa più piccolissimi gesti sono cambiati. Ovviamente io penso che in tutto questo suo atteggiamento c’è di mezzo anche la ex moglie però non mi dice niente anche se gli chiedo sempre di avere almeno una comunicazione visto che lui passa molto tempo dalle bambine. La mattina quando facciamo il secondo turno le porta lui a scuola e quando facciamo la mattina le riprende da scuola, quando io gli dico che è sempre la per lui non è così, io lo amo ma lui sì secondo me si sta prendendo gioco di me
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2 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 5 persone
Gentile Eljsa,
quello che descrive non riguarda solo la presenza delle figlie o dell’ex moglie, ma una dinamica relazionale instabile che si ripete nel tempo.
Il suo compagno sembra oscillare tra il desiderio di stare con lei e il senso di responsabilità (o di colpa) verso le figlie. Il punto non è che lui abbia delle bambine – questo fa parte della sua vita – ma il modo in cui gestisce questa ambivalenza: decide di lasciarla, torna indietro quando la vede soffrire, diventa molto affettuoso per un breve periodo e poi si raffredda di nuovo. Questo ciclo crea in lei insicurezza e confusione.
La “fase dolce” che dura poco e poi lascia spazio al distacco non è un dettaglio: alimenta speranza e poi delusione, rendendo difficile per lei sentirsi stabile nella relazione. Più che un gioco consapevole, potrebbe trattarsi di una difficoltà di lui nel fare una scelta emotiva chiara. Ma quando una persona non è pienamente centrata nella propria decisione, chi le sta accanto vive in uno stato di continua incertezza.
Un altro elemento importante è la comunicazione: lei chiede chiarezza e rassicurazioni, lui minimizza. Non è tanto il tempo che passa con le figlie il problema, quanto il fatto che lei non si senta rassicurata e coinvolta.
Forse la domanda centrale non è se lui la ama, ma se questa relazione, così com’è oggi, la fa sentire scelta e serena. L’amore, da solo, non basta quando manca stabilità.
Se sente il bisogno di uno spazio tutto suo per riflettere con maggiore profondità su ciò che sta vivendo, resto a disposizione per un eventuale colloquio, anche online.
17 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Cara Eljsa,
grazie per aver descritto la tua situazione con tanta chiarezza.
Nessuno può dirti cosa sia giusto fare o meno.
La relazione in cui sei adesso mette in gioco dinamiche complesse che coinvolgono più famiglie e dei bimbi piccoli il che rende tutto molto più difficile.
La domanda giusta da fare è : questa relazione ti regala ciò di cui hai bisogno? Ti offre amore e sostegno quando lo chiedi? Perché se la risposta è sì allora si può trovare in due il modo di affrontare le difficoltà, sempre che l'impegno ci sia da entrambe le parti. Diversamente ti sta invece logorando? Ti lascia confusa, ferita e sopraffatta?.
Non puoi decidere per l'altra persona ma per te stessa sì mettendo al centro il tuo benessere.
Un percorso di sostegno psicologico può aiutarti a gestire queste situazioni complesse.
14 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Quando una persona alterna momenti di grande dolcezza a fasi di freddezza e distacco, è naturale sentirsi confusi, perché il cuore resta agganciato alla parte affettuosa mentre la mente cerca di capire cosa stia davvero succedendo.
Nella mia esperienza clinica ho incontrato molte donne che si trovano in relazioni con partner separati o divorziati con figli. In queste situazioni spesso convivono sentimenti molto complessi: l’amore per il nuovo partner, il senso di responsabilità verso i figli e il legame, anche se trasformato, con l’ex coniuge. Questo intreccio può generare comportamenti ambivalenti, proprio come quelli che descrivi.
Provo a offrirti alcuni spunti per guardare la situazione con maggiore chiarezza.
Il senso di colpa verso le figlie: il fatto che lui più volte abbia pensato di tornare nella casa delle bambine potrebbe indicare un forte senso di responsabilità o di colpa verso di loro. Molti genitori separati attraversano fasi in cui temono di aver causato sofferenza ai figli e cercano di rimediare in modi che però creano confusione nella nuova relazione.
Il ciclo emotivo tra voi: ciò che racconti sembra seguire uno schema preciso. Quando lui percepisce il rischio di perderti o vede il tuo dolore, diventa molto dolce e presente. Quando invece la situazione si stabilizza, torna a prendere distanza emotiva. Questo tipo di dinamica può logorare molto chi la vive, perché mantiene sempre accesa una speranza che poi viene nuovamente delusa.
Il bisogno di trasparenza: una delle cose che ti fa soffrire di più sembra essere la mancanza di comunicazione su ciò che accade quando lui è con le bambine o con l’ex moglie. Non è tanto la presenza delle figlie in sé a ferirti, quanto il sentirti esclusa e poco rassicurata rispetto al suo mondo.
Il dubbio sul suo coinvolgimento: quando dici “forse si sta prendendo gioco di me”, in realtà stai esprimendo un bisogno molto profondo di sentirti scelta e riconosciuta. Quando i gesti affettuosi diminuiscono e il partner diventa distante, è normale iniziare a mettere in discussione il suo amore.
Cosa potrebbe esserti utile fare adesso?
Rimettere al centro i tuoi bisogni: in una relazione sana non dovrebbe esserci solo comprensione per le difficoltà dell’altro, ma anche spazio per i propri bisogni emotivi. È importante chiederti se questa relazione, così com’è oggi, ti fa sentire serena oppure continuamente in attesa di qualcosa che cambia.
Chiedere chiarezza senza inseguire: a volte, quando temiamo di perdere una persona, tendiamo a rincorrerla emotivamente. Provare invece a esprimere con calma ciò di cui hai bisogno — e osservare come lui risponde — può aiutarti a capire meglio la sua reale disponibilità a costruire qualcosa di stabile.
Osservare i fatti più delle parole: nelle relazioni, spesso sono i comportamenti ripetuti nel tempo a raccontare la verità più delle promesse o dei momenti di dolcezza. Guardare con lucidità ciò che accade davvero può aiutarti a prendere decisioni più protettive per te stessa.
L’amore non dovrebbe costringerti a vivere continuamente nel dubbio o nella paura di essere lasciata. Meriti una relazione in cui sentirti scelta con serenità, non solo nei momenti in cui l’altro teme di perderti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Camilla Persico
10 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Gentile utente, la ringrazio per aver scritto. Lei racconta una sequenza che si è ripetuta tre volte, e la ripetizione, nella vita psichica, non è mai accidentale. È una struttura. Osserviamola insieme nella sua geometria: quest'uomo decide di lasciarla per tornare dalle figlie, poi vede la sua sofferenza, torna, si offre dolcissimo per qualche giorno, e infine si ritrae nuovamente nella freddezza. Poi il ciclo ricomincia.
In questa coreografia vi sono due movimenti che si alimentano a vicenda. Il suo è un moto pendolare tra due appartenenze vissute come incompatibili: lei da un lato, le figlie e ciò che resta della famiglia precedente dall'altro. Ma noti un elemento cruciale, che forse le sfugge perché è doloroso da vedere: lui non torna da lei perché ha scelto lei. Torna perché non sopporta il peso della sofferenza che le infligge. Non è il desiderio a riportarlo, è il senso di colpa. E un uomo che torna per colpa, non per scelta, non può che raffreddarsi poco dopo il ritorno, perché si ritrova in un luogo dove non ha deciso di stare ma da cui non ha la forza di andarsene. La dolcezza della prima settimana è il sollievo di chi ha momentaneamente placato un conflitto senza averlo risolto. Quando il sollievo si esaurisce, resta la verità: un uomo che non ha ancora compiuto una scelta interiore e che oscilla, non tra due donne, ma tra due immagini di sé stesso.
Lei, da parte sua, si trova in una posizione che le chiedo di guardare con molta onestà. Ogni volta che lui manifesta l'intenzione di andarsene, la sua sofferenza diventa l'argomento che lo trattiene. Questo non significa che lei stia manipolando — la sua sofferenza è autentica. Ma il risultato è che la relazione si mantiene in vita non per la forza del legame, bensì per l'impossibilità reciproca di sopportare la separazione. Sono cose molto diverse, e la differenza tra le due è esattamente la differenza tra una relazione scelta e una relazione subìta da entrambe le parti. Lei dice "si sta prendendo gioco di me". Non credo sia così. Credo che quest'uomo sia profondamente diviso, e che la sua incapacità di comunicarle ciò che accade con l'ex moglie e con le figlie non sia strategia ma paralisi. Questo, tuttavia, non cambia la sua condizione concreta, che è quella di una donna che attende una scelta che non arriva, nutrendosi di brevi intermittenze di dolcezza che non le bastano e che, soprattutto, non le spettano come forma stabile di amore.
La domanda che le propongo non è se lui la ami. È se questa forma di legame, intermittente, incerta, governata dal senso di colpa e dalla paura della perdita anziché dalla decisione, corrisponda a ciò che lei vuole per la propria vita.
4 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Buongiorno Sig.ra Eljsa,
Sembra che si stia costituendo un conflitto tra di voi a causa dell’essere genitore delle due bambine del suo partner. È chiaro che le bambine hanno bisogno di una presenza paterna e ciò non può che giovare al suo partner che espleta la propria paternità e alle minori che debbono costruire dentro di sè una fiducia emotiva che sarà loro utile nel giusto sviluppo psicologico generale.
Quindi credo che la via dell’opposizione a questa tendenza verso la paternità non possa che acuire la distanza emotiva tra partner. Perché infatti considerare questa sua affettività verso le figlie come qualcosa che vi distanzia, quando sono due tipi di affetto diversi e con possibilità di essere integrati? Invece dell’aut aut (o-o) sarebbe opportuno adottare l’et-et ( e-e).
Quindi è necessario un cambio di prospettiva per lasciare spazio e darsi spazio in una nuova configurazione di relazioni in cui siano possibili tutti i rapporti senza restrizioni, tenendo conto delle giuste differenziazioni.
Dott. Pietro Salemme
3 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Ciao, Eljsa. La situazione che descrivi è molto delicata. Il tuo compagno ha due bambine ed è chiaro che tenga a loro, com’è giusto che sia. La gestione degli spazi è diversa quando si hanno dei figli. Inoltre emerge quanto ci sia, da parte sua, un senso di colpa nei confronti della famiglia. Al di là delle dinamiche che riguardano lui, sarebbe utile per te riflettere su questa storia e su quanto rispecchi realmente ciò che desideri in una relazione sentimentale. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarti a fare chiarezza sui tuoi vissuti emotivi al riguardo.
3 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Buongiorno Eljsa,
non credo che il problema sia da imputare alle bambine o all'ex moglie. Di fatto è normale avere una vita passata e non è raro trovarsi ad instaurare una nuova relazione con una persona che ha già alle spalle una famiglia. Ma questo, di per sè, non è motivo di intralcio per la costruzione della nuova relazione. Il punto è come si gestisce la situazione.
Da quello che descrive c'è proprio una dinamica disfunzionale; parla di un uomo che c'è e non c'è, è presente come l'uomo più dolce del mondo e poi si nega con freddezza, va via e poi ritorna sui suoi passi senza spiegazioni nè una apertura al dialogo. Questo tipo di atteggiamento non permette di costruire nulla di solido e genera nelle persone che gli stanno accanto (lei, ma anche le bambine) frustrazione e insicurezza. Può darsi che la separazione l'abbia segnato, che non abbia ancora ben capito come gestire la situazione e come convivere con le sue emozioni; può darsi che non si senta ancora del tutto pronto per altro.
Ora, non si può pensare di cambiare l'altro ma sicuramente ci si può fare delle domande su se stessi: la situazione le sta bene così com'è? Le va bene non avere la possibilità di un dialogo con il suo compagno? Le va bene essere in balia delle sue decisione e dei suoi repentini cambiamenti d'umore e di atteggiamento nei suoi confronti? Può accettare di restare in attesa di un suo eventuale ritorno, senza averne sicurezza?
Forse a volte è necessario trovare il coraggio di leggersi dentro per scoprire cosa ci rende sereni e ci dona benessere. Non sempre si è pronti a farlo; non tutti sono pronti a farlo nello stesso momento.
Si prenda uno spazio per sè, per riflettere e per ascoltarsi.
Le mando un caro saluto
Dott.ssa Veronica Pietrantuoni
ricevo in presenza e online
3 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Gentile Eljsa, secondo me ci potrebbe essere una terza opzione nella sua domanda, ovvero io la riscriverei così : “lo lascio, continuo o sospendo ?” Nel suo racconto sembra che le tempistiche e le modalità di avvicinamento o allontanamento tra di voi siano gestite quasi esclusivamente da parte sua di lui... Lui prende la decisione di allontanarsi e poi, sempre lui, prende la decisione di tornare. In questo modo lei risulta essere un po in balia delle sue scelte e questa condizione non la aiuta, anzi le può creare maggiore confusione e fragilità. Non riesce a percepire un suo senso di competenza e autoefficacia e quindi diventa anche più difficile poi fare una scelta consapevole . Penso che un percorso psicologico possa aiutarla nel comprendere quali sono i suoi punti di forza per riappropriarsi maggiormente anche di una sua capacità decisionale, più autonoma e consapevole. Sono a sua disposizione se volesse approfondire con un colloquio, anche online .
Cordialmente ,
Dott.ssa Sabrina Lucini
3 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 2 persone
Buongiorno Eljsa,
e grazie per la sua condivisione.
Lei descrive una relazione vissuta prevalentemente sulle montagne russe, in cui le priorità sono state allineate per alcuni periodi, poi tornavano a slittare verso orizzonti diversi lasciandola nel dubbio e insoddisfatta.
Non posso sapere quali siano le intenzioni del suo partner, ma posso invitare lei a notare bene cosa pensa e sente. Qualcosa l'ha già detta: penso che lui si stia prendendo gioco di me. Possiamo ampliare il concetto: lui non prende sul serio la vostra relazione e lei, giustamente, ne soffre e ha pienamente ragione. Una comunicazione chiara è alla base del rispetto, e senza quello il futuro insieme non ha una base solida su cui poggiare. Provi a cambiare prospettiva: immagini che sia una carissima amica a raccontarle quello che lei a raccontato qui, cosa le risponderebbe? Cerchi di riflettere su questa semplice domanda, e se le va prenda qualche minuto per notare cosa sente mentre immagina la scena.
Conservi questo atteggiamento di cura e benevolenza verso se stessa, e se ne avrà bisogno, chieda nuovamente un parere o provi a pensare alla possibilità di intraprendere un percorso individuale.
Resto a disposizione.
Un saluto,
Margherita Barberi, psicologa
3 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Buongiorno Elisa
La ringrazio innanzitutto per la sua preziosa condivisione. Quella che lei descrive è una relazione piuttosto destabilizzante, frammentata, fatta di un’alternanza continua di avvicinamenti, allontanamenti, riavvicinamenti, ecc… Una situazione relazionale in cui sembrano esserci pochi punti fermi e regna un disordine e una caoticità che mi hanno colpito. Mi colpisce anche il dubbio, che lei sintetizza alla fine con l’espressione “io lo amo ma lui sì secondo me si sta prendendo gioco di me”. Questi dubbi non vanno sottovalutati e riguardano la relazione, al di là del rapporto con i figli, l’ex moglie e qualsiasi altro fattore esterno. Credo che sia importante affrontare la relazione all’interno della relazione e focalizzandosi sulla relazione stessa. Inoltre, è importante focalizzarsi su quello che vuole lei, che cosa sente. Comprendere le dinamiche individuali e relazionali è la base per rispondere alle domande che lei pone (e si pone) e la terapia può essere un utile alleato.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordiali saluti,
Dott. Nicola Milano
3 MAR 2026
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Gentile Signora,
più che davanti a un dilemma “lo lascio o continuo”, lei sembra trovarsi dentro una relazione che procede per oscillazioni, dove le decisioni non vengono realmente elaborate ma ritirate quando il suo dolore diventa troppo visibile. Questo crea un legame instabile, in cui lei resta in attesa che lui scelga, mentre lui può muoversi senza assumersi fino in fondo le conseguenze delle proprie ambivalenze.
Il tema centrale non è tanto l’ex moglie o le bambine, quanto il fatto che il suo partner non sembra aver trovato un equilibrio tra il ruolo di padre e quello di uomo in una nuova relazione. La dolcezza “a tempo”, che compare dopo ogni crisi e poi si ritira, rischia di diventare un meccanismo che la tiene legata alla speranza più che a una progettualità reale. In questo spazio, lei finisce per adattarsi, spiegarsi, chiedere comunicazione, mentre lui resta opaco e poco responsivo.
Forse la domanda utile oggi non è se lui si stia prendendo gioco di lei, ma quanto lei stia rinunciando ai suoi bisogni pur di non perdere la relazione. Che tipo di posto sente di occupare, concretamente, nella sua vita? E quanto questo posto è compatibile con ciò che desidera per sé, al di là dell’amore che prova?
Resto a disposizione,
Dr. Elisabetta Carbone
3 MAR 2026
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Cercare di comprendere il funzionamento psichico del suo compagno le impedisce di focalizzarsi su sè stessa e sui suoi bisogni. Quando lo fa provi a riconoscerlo e a spostare il focus su cosa prova lei nelle specifiche situazioni che descrive, altrimenti sperimenterà frustrazione ed impotenza che spesso si trasformano in rabbia, perchè il suo compagno non fa ció che lei si aspetta da lui.
Lei cosa soddisfa nel rimanere in una relazione, dove non si sente vista e al sicuro?
Un saluto
2 MAR 2026
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Buonasera Eljsa,
quella che descrive è una dinamica molto destabilizzante fatta di avvicinamenti intensi, promesse implicite, e poi improvvisi allontanamenti, ripensamenti, freddezza. È comprensibile che questo la faccia sentire insicura e confusa.
Mi colpisce un elemento ricorrente: ogni volta che lui decide di “tornare” verso le figlie e si allontana da lei, poi rientra quando vede la sua sofferenza. Questo movimento può creare una relazione molto sbilanciata, in cui lei resta in attesa delle sue decisioni e dei suoi cambiamenti di umore.
È importante distinguere due piani.
Il primo riguarda il suo ruolo di padre. Un uomo divorziato con due bambine piccole avrà inevitabilmente un legame continuo con la madre delle figlie. La presenza nella vita delle bambine non è di per sé un segnale di ambiguità, è una responsabilità genitoriale. Tuttavia, la questione non è “quanto tempo passa lì”, ma quanto è chiara e trasparente la posizione che lui assume nei suoi confronti.
Il secondo piano riguarda la relazione di coppia. Lei descrive un’alternanza tra grande dolcezza e freddezza. Questo tipo di oscillazione spesso genera dipendenza emotiva in quanto i momenti belli diventano ancora più intensi proprio perché sono intermittenti. Ma una relazione stabile non dovrebbe basarsi su picchi e cadute continue.
Un altro punto centrale è la comunicazione. Lei chiede trasparenza e rassicurazioni, ma lui minimizza o evita. In una relazione matura, il bisogno di chiarezza non dovrebbe essere vissuto come un’accusa, ma come una richiesta legittima di sicurezza.
Quando dice “secondo me si sta prendendo gioco di me”, mi sembra che emerga una parte di lei che sta iniziando a percepire una mancanza di coerenza. Più che chiedersi se lui la ama, potrebbe invece iniziare chiedendosi “mi sento scelta? Mi sento rispettata? Mi sento tranquilla in questa relazione?”.
Amare qualcuno non basta se l’altro non è emotivamente disponibile o non ha risolto i propri conflitti interni (tra ruolo di padre, senso di colpa, relazione con l’ex moglie e nuova compagna).
Forse il punto non è dimostrare che c’è “di mezzo l’ex”, ma comprendere se lui è davvero pronto a costruire una relazione stabile con lei, senza continui ripensamenti.
Merita una relazione in cui non debba vivere con la costante paura di essere messa in pausa.
Resto disponibile per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
2 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Ciao Eljsa, mi arriva forte il tuo dolore. Vivere in una relazione caratterizzata da alti e bassi può causare stress, incertezza e rabbia. La difficoltà a comunicare le tue emozioni con chiarezza, rende la situazione ancora più pesante da gestire. Ciò che ti potrebbe sostenere in questo momento complesso è lavorare su te stessa, sulle tue emozioni, i tuoi obiettivi e i desideri. Potrebbe essere utile domandarti cosa ti spinge a rimanere in questa relazione, nonostante la sofferenza che provi. Puoi conoscerti meglio, ed avere più strumenti per compiere delle scelte.
Un caro saluto
Dott.ssa Mariavittoria Chimirri
Ricevo anche online
2 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Buonasera Eljsa,
da ciò che racconta emerge una situazione emotivamente complessa e faticosa, caratterizzata da incertezza, cambiamenti nel comportamento del suo partner e vissuti di insicurezza e sofferenza da parte sua. È comprensibile che queste oscillazioni e la mancanza di chiarezza nella comunicazione possano generare confusione, dubbi e il timore di non essere considerata pienamente nella relazione.
In dinamiche come questa può essere utile spostare l’attenzione non solo su ciò che l’altro prova o fa, ma anche sui propri bisogni affettivi, sui limiti personali e su ciò che la fa sentire rispettata e serena all’interno del rapporto. Un dialogo aperto e autentico con il partner è importante, ma lo è altrettanto ascoltare se stessa e comprendere quali condizioni ritiene indispensabili per il suo benessere.
Se questa situazione le provoca sofferenza persistente, uno spazio di confronto psicologico potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza sui suoi vissuti, sulle dinamiche relazionali e sulle scelte più in linea con il suo equilibrio emotivo.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
2 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Buongiorno Eljsa,
la situazione relazionale che descrive é caratterizzata da un comportamento non costante, nei suoi confronti, da parte della persona con la quale condivide la sua vita sentimentale da due anni.
Obiettivamente questi continui ripensamenti e cambi di comportamento, che lui agisce indicano, una non chiara consapevolezza e assunzione di responsabilità riguardo alle conseguenze del divorzio ed il rapporto con le figlie e la ex moglie.
Questa persona é pervasa da dubbi e sensi di colpa sia nei confronti della ex situazione matrimoniale genitoriale e sia verso di lei ed il vostro rapporto sentimentale.
Questo stato interiore porta a mettere continuamente in forse il vostro rapporto e le gravi indecisioni, di cui é portatore, si ripercuotono su di lei, provocandole una sorta di continuo stato di allerta che necessita di una risoluzione. al più presto.
Non penso che si stia prendendo gioco di lei perché non vi sareste presi e lasciati (per i suoi sensi di colpa ) tre volte, come ha scritto, inoltre se avesse una doppia condotta lei se ne sarebbe in questi anni accorta al di la dei sentimenti che prova per lui.
Ora però é tempo che ci si dia una svolta a questi "tira e molla", da lei patiti, che questa persona, direi insicura e indecisa su cosa fare della sua vita sentimentale, provoca nella relazione e porsi lei almeno due domande:" a me va ancora bene stare in questo stato emotivo- sentimentale con un partner così insicuro e indeciso su cosa fare della propria vita?", " mi va ancora bene che non tenga conto delle mie impressioni che gli comunico e che non si stabilizzi una relazione nella quale sentirmi affettivamente sicura e, in base a questo, poter fare progetti insieme che riguardino il nostro futuro e le mie necessità e desideri che vorrei concretizzare con un partner?"
In pratica occorre che lei lo metta davanti ad una situazione che così com'é lei non é più disposta a subire. Questo stato altalenante comportamentale che lui ha deve risolverlo, anche con un aiuto professionale se non riesce a liberarsi dei dubbi e indecisioni che porta dentro, in quanto lei non é più disposta a sopportare questa altalenanza, che la sta portando, comprensibilamente, a dubitare (comprensibilmente) dei sentimenti che lui dice di avere nei suoi confronti.
Una aiuto professionale potrebbe anche essere utile a lei per poter aver modo di trovare una persona terza, neutrale, ed uno spazio tutto suo, dedicato solo a lei dove poter riassumere questi anni di relazione, poter portare in luce più chiaramente quali siano le sue urgenze, sogni, aspettative che quest'incontro ha generato e che non sembrano attuabili vista la realtà che lei riscontra.
Uno spazio di colloquio che la aiuti a rendersi conto con più chiarezza delle ragioni per le quali continua a subire comportamenti che la fanno stare male e che la portano a non vivere con sicurezza e tranquillità questo rapporto.
E' comprensibile anche il comportamento di lui, se é sincero, che lo porta a non sapere cosa sia meglio per le figlie ma certo non più dopo questo tempo di relazione con lei. E' ora che il vostro rapporto prenda una direzione netta e precisa e che vi sia un "noi" e non lui le sue figlie, la ex moglie......e lei.
Prenda coscienza di ciò che vuole per lei e che cosa non é più disposta ad accettare, poiché il protrarsi di questa relazione, in questi termini, é assolutamente disfunzionale, almeno per lei se non per entrambi. Non tentenni se sente di aver bisogno di un aiuto per decidere cosa fare e prendere decisioni in merito a questa situazione portatrice di dubbi ansie e insicurezze.
Anche scrivendo in questa sede ha già fatto un primo passo verso il proprio benessere ricevendone indicazioni utili e professionali.
Un cordiale saluto
dott. Giancarlo Mellano
2 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Gentile Elisa,
La dinamica con il suo ragazzo descrive un funzionamento molto frequente nelle relazioni, in cui si va ad instaurare una situazione in cui si ripetono gli stessi meccanismi.
Da parte del suo ragazzo sembrerebbe esserci un “senso di colpa” sia verso le figlie (stando con lei crede di farle soffrire, volendo tornare a casa con loro) sia verso di lei (tornando a casa con le figlie gli dispiace far soffrire lei, tornando con lei).
Il “senso di colpa” non è un sentimento, ma è un sentire condizionato da qualcosa di appreso in passato su ciò che va bene fare e cosa non va bene fare.
C’è un elemento di instabilità molto importante, che gira intorno alla dinamica relazionale, su cui è necessario concentrarsi poiché influenza il benessere mentale.
Come è necessario concentrarsi, su quanto lei stia bene nella relazione e se sia disposta o meno ad accettare questa instabilità.
La invito ad approfondire e affrontare la situazione, e a prendersi cura di se stessa in quanto priorità.
2 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Capisco perfettamente la situazione e vedo quanto questa relazione la stia mettendo emotivamente alla prova. Le direi di fermarsi un momento e osservare alcuni aspetti importanti. Dal suo racconto emergono alcuni segnali che meritano attenzione; incoerenza nei comportamenti per cui il suo compagno alterna momenti di grande dolcezza a periodi di freddezza. Questo schema di “vicinanza e allontanamento” può generare insicurezza e ansia, perché lei non sa mai cosa aspettarsi.
Vi sono inoltre decisioni unilaterali che la coinvolgono emotivamente. Il fatto che lui consideri più volte di lasciarla senza un dialogo maturo e chiaro crea instabilità e senso di colpa, anche se lei non ha fatto nulla di male. Rispetto al coinvolgimento della ex moglie e mancanza di trasparenza, la difficoltà di comunicare sulla gestione delle bambine e la sensazione di essere esclusa può aumentare il senso di impotenza e sospetto.
È importante chiedersi come si sente realmente dopo ogni “ritorno” della sua dolcezza? Felice, rassicurata, o più ansiosa e confusa?
Quali sono i suoi limiti e bisogni in una relazione stabile? Riesce a vedere questo rapporto come fonte di supporto o principalmente di stress?
Il punto chiave è che non è compito suo modificare il comportamento del partner né assumersi la responsabilità del suo rapporto con le bambine. Se lei percepisce che viene presa in giro o manipolata, questo sentimento va ascoltato e rispettato.
Le suggerirei di valutare l’opportunità di stabilire confini chiari e chiedere coerenza nei comportamenti e nelle comunicazioni, riflettere se il modello relazionale attuale le permette di sentirsi amata e sicura, o se continua a provare ansia e insicurezza.
Infine, eventualmente parlare con uno psicologo o un terapeuta di coppia per esplorare insieme le dinamiche e capire se ci sono margini di miglioramento o se è il caso di prendere decisioni più ferme per la sua serenità.
Resto a disposizione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Roberta Fornarelli
Ricevo anche online
2 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 3 persone
Buongiorno Eljsa, il suo racconto mette in luce un legame segnato da una profonda incertezza, in cui lei sembra trovarsi in una posizione di costante attesa rispetto alle oscillazioni emotive di quest'uomo. Forse, il desiderio del suo compagno di tornare nella casa delle bambine non è solo un atto di responsabilità paterna, ma probabilmente rappresenta un conflitto irrisolto tra il suo passato familiare e il progetto presente con lei. Si potrebbe considerare che la sua "freddezza" ciclica sia un modo per difendersi da un legame che avverte forse come incompatibile con il senso di colpa che lo lega ancora al nucleo precedente.
Come osserva Jacques Lacan, *"il desiderio dell'uomo è il desiderio dell'Altro"*; è possibile che quest'uomo si senta diviso tra la spinta verso una nuova vita e la domanda di presenza che percepisce provenire dalle figlie e, forse, dalla ex moglie. Probabilmente, il fatto che lui cambi idea vedendo la sua sofferenza suggerisce che lei occupi per lui una funzione di sostegno necessario, ma che questo non basti a placare il malessere che lo spinge a ritirarsi emotivamente subito dopo, quasi a voler ristabilire una distanza di sicurezza.
Sarebbe prezioso interrogarsi su quale sia la sua attuale postura soggettiva in questo scenario, dove l'altro sembra dettare i tempi di una vicinanza che appare sempre precaria e condizionata da variabili esterne. Un percorso psicologico (a mio avviso meglio se di orientamento psicoanalitico) potrebbe aiutarla a capire qual è la sua vera posizione adesso nei confronti di questo legame e di tutta la situazione che sta vivendo, in modo da comprendere cosa realmente la faccia restare in questa direzione di incertezza e permetterle di riappropriarsi del proprio desiderio.
2 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Cara Eljsa, essere la compagna di un uomo che è stato sposato ed ha 2 figlie è sempre complicato . I sensi di colpa , la responsabilità verso le figlie sono sentimenti normali ed anche giusti. Ma tu che lo vivi dal di fuori e a quanto ho capito non hai mai avuto una famiglia prima di lui , vivi questo suo atteggiamento con dolore. Inoltre è anche questa sua ambivalenza che non riesci a capire.. vai via, tu ti dispiaci ritorna. E’ come se ti avesse fatto perdere delle sicurezze, la profondità della relazione proiettandoti invece verso l’instalibilita’ ,l’incertezza. Bisognerebbe approfondire la vostra relazione , il vostro vissuto per dare un consiglio più appropriato. Penso che parlarne con il suo compagno in maniera trasparente sia il primo passo, se invece si sente insicura e vive questa situazione con frustrazione sono a sua disposizione per qualsiasi consiglio . Dott.ssa Beatrice Canino
2 MAR 2026
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Gentile Elisa,
Comprendo quanto questa situazione la stia toccando nel profondo.
Da ciò che lei riporta, la relazione che vive le crea confusione emotiva.
Quello che descrive non è semplicemente “freddezza” ma una relazione instabile con un andamento oscillante in cui il senso di colpa verso le figlie può portare il suo compagno a rimettere in discussione le sue scelte affettive ogni volta che percepisce un loro disagio.
Forse più che domandarsi il motivo che spinge lui a comportarsi in questo modo, potrebbe essere utile chiedersi come questa situazione fa stare lei.
Provi a porsi delle domande semplici ma che le permettono di rimettere insieme i suoi pensieri tipo: “Se lui rimanesse così com’è, senza cambiamenti, potrei costruire un futuro sereno con lui? Sto accettando meno di ciò che desidero per paura di perderlo?”
Rimanga su se stessa, sui suoi bisogni e suoi suoi confini.
Resto a sua disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Argenziano Paola
Psicologa clinica
Avellino & Online
2 MAR 2026
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Quello che descrivi non è solo “confusione”, è un modello relazionale ripetuto:
Lui si allontana quando sente il richiamo del senso di colpa verso le figlie.
Torna quando percepisce la tua sofferenza.
Diventa dolce per un periodo breve.
Poi si raffredda di nuovo.
E il ciclo ricomincia.
Questo si chiama dinamica intermittente. L’alternanza tra calore e freddezza crea un legame molto forte, ma anche molto destabilizzante. Non è necessariamente manipolazione consapevole, ma è una modalità che ti tiene in una posizione di attesa e insicurezza.
Molti uomini divorziati vivono una forte ambivalenza: desiderano una nuova relazione ma si sentono in colpa verso i figli. Il problema non è che lui vada dalle bambine - è naturale e sano che lo faccia - il problema è che non sembra aver integrato davvero la separazione. È come se fosse emotivamente ancora a metà tra due mondi.
Tu chiedi comunicazione. Non controllo, non limitazioni. Solo chiarezza.
Se ogni volta che chiedi lui minimizza o evita, il punto non è la ex moglie in sé: è che tu non ti senti inclusa nella sua realtà. Questo mina la fiducia.
Ora la parte più importante:
Si sta prendendo gioco di te? Non necessariamente nel senso intenzionale del termine. Ma sta sicuramente proteggendo il suo equilibrio
Se vuoi, possiamo lavorare insieme su:
Come fare un confronto chiaro con lui.
Come capire se è ambivalenza o evitamento.
Oppure come capire cosa sta succedendo dentro di te in questo legame.
Non sei ingenua. Sei coinvolta.
2 MAR 2026
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Buongiorno Eljsa,
quello che descrive è una situazione emotivamente molto faticosa. In due anni ha vissuto tre quasi-separazioni, sempre decise da lui, sempre con un ritorno pieno di dolcezza… ma solo per poco tempo. È comprensibile che oggi lei si senta confusa, insicura e anche ferita.
Provo a mettere ordine in alcuni punti.
1. Il “ti lascio – torno – sono dolcissimo – poi mi raffreddo”
Questo è un andamento altalenante che crea molta instabilità emotiva. Quando lui decide di tornare dalle bambine e poi cambia idea vedendola soffrire, sembra muoversi più sulla base del senso di colpa e dell’impulso del momento che su una scelta chiara e stabile. La dolcezza intensa che dura una settimana spesso è una fase di riavvicinamento: serve a rassicurare, a recuperare il legame. Ma se poi torna freddo, significa che il nodo di fondo non è stato risolto. Una relazione sana non dovrebbe farla sentire continuamente “in bilico”.
2. Le bambine e la ex moglie
Un uomo divorziato con figli avrà sempre un legame con la madre delle sue figlie, almeno come genitore. Questo è un dato di realtà.
Il problema non è che lui passi tempo con le bambine: è giusto e sano che lo faccia. Il punto è un altro: lei si sente fuori, esclusa, non rassicurata. Quando lei chiede comunicazione e lui minimizza (“non è così”), il suo bisogno non viene accolto. Non sta chiedendo controllo, sta chiedendo chiarezza e sicurezza.
3. Lui si sta prendendo gioco di lei?
È una domanda importante. A volte non si tratta di “prendersi gioco”, ma di non avere chiarezza dentro di sé. Può darsi che lui sia combattuto tra il ruolo di padre, il senso di colpa verso le figlie, la relazione con lei e forse dinamiche irrisolte con l’ex moglie. Ma attenzione: il fatto che lui sia confuso non significa che lei debba vivere nell’incertezza. L’amore non basta se non c’è stabilità, coerenza e rispetto emotivo.
4. La domanda più importante
Provo a farle una domanda delicata: in questi due anni, si è sentita scelta davvero? Non amata nei momenti di dolcezza. Scelta. Con convinzione. Con stabilità. Perché quello che logora non è il fatto che abbia figli. È il continuo dubbio sul suo posto nella sua vita.
5. Cosa può fare adesso?
Più che cercare di capire cosa prova lui, forse è il momento di chiarire cosa vuole lei. Potrebbe dirgli qualcosa di molto semplice e diretto, ad esempio: “Io ho bisogno di stabilità. Non posso continuare a vivere con la paura che tu domani cambi idea.” oppure “Non voglio competere con nessuno, ma voglio sentirmi parte della tua vita in modo chiaro.”
Osservi la sua risposta. Non solo le parole, ma i comportamenti nel tempo.
6. Un aspetto importante
Quando una persona alterna distanza e forte vicinanza, può creare una dipendenza emotiva: i momenti belli diventano intensissimi proprio perché sono preceduti dal freddo. Questo rende più difficile lasciare, anche quando si soffre. Lei lo ama, questo è evidente.
Ma si chieda anche: questa relazione mi fa stare bene nella maggior parte del tempo o mi tiene in ansia?
Non deve decidere tutto subito. Ma merita una relazione in cui non deve temere ogni settimana di essere messa da parte.
Se vuole, possiamo provare a capire quali segnali concreti dovrebbero farle capire se lui è davvero pronto a scegliere lei in modo maturo e stabile.
Un caro saluto
Dott.ssa Alessia Settesoldi
Ricevo anche online
2 MAR 2026
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Gentile Eljsa,
Capisco bene quanto questa situazione ti dia dolore: il suo comportamento altalenante, in cui prima si allontana e poi torna affettuoso, poi e di nuovo freddo, crea in te confusione emotiva ed insicurezza, ed è del tutto normale che tu ti senta ferita e dubbiosa.
Forse ora, più che chiederti se ti stia prendendo in giro, può essere più utile osservare i fatti che lo riguardano: da un paio di anni il rapporto è instabile, e lui non sembra riuscire a darti continuità né chiarezza.
Non puoi controllare il suo modo di gestire il legame con le figlie o con l’ex, ma puoi chiederti se questa relazione, oggi, così com’è, ti fa stare bene o ti consuma.
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a fare chiarezza circa i tuoi bisogni affettivi e a proteggerti da una dinamica che rischia di farti soffrire sempre di più. Non meriti un amore a intermittenza.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Gaia Rotondo, psicologa clinica
Disponibile anche on-line
2 MAR 2026
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Gentilissima Eljsa, grazie della condivisione innanzitutto. Capisco la situazione che ci descrivi, e immagino quanto sia stato faticoso per te affrontare questa relazionale, essendoci di mezzo anche dinamiche familiari che vanno al di là del vostro rapporto.
Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarti ad esplorare e provare a comprendere quello che stai vivendo, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare tutto questo.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV