Buongiorno a tutti,
Da circa una settimana ho deciso di interrompere la relazione di quasi 5 anni con il mio compagno. La volontà di fare questa scelta non e venuta spontanea ma "obbligata" causa la sua malattia non diagnostica di bipolarismo...premetto che gli avevo chiesto più volte di andare anche insieme da uno psichiatra per poterlo aiutare perchè quando entra in fase maniacale e impossibile tenerlo a bada. Tra bugie, sperperare denaro, essere sempre euforico e la più grave di tutte non ascoltare dire che siamo tutti dei rompi scatole perchè non gli lasciamo fare quello che vuole e oltre questo diventare violento verbalmente e ahimè purtroppo questa volta anche fisicamente...
Dopo averlo lasciato mi sono sentita dire di tutto, passando dagli insulti a pochi secondi dopo che mi amava più dell'intero mondo..
Il problema e che quello che ha fatto stavolta ha superato ogni limite non solo nei miei confronti ma anche in quello dei miei famigliari.
Il problema e che in cuor mio so di aver fatto la cosa più giusta a lasciare casa nostra, ma sto male troppo male perchè mi manca ma allo stesso tempo so che non cambierà mai nulla se lui non decide a farsi aiutare seriamente...non so cosa fare mi sento a pezzi perchè ancora lo amo, ma lui non mi lascia il tempo di metabolizzare perchè tra messaggi di insulti e poi messaggi d'amore mi mette sempre in condizione di non ragionare oggettivamente. Oggi ha scritto pure alla mia famiglia scusandosi di tutto quello che e accaduto ma cosi facendo aggrava ancora di più le cose perchè io divento vulnerabile e non più sicura della mia scelta...Non so cosa fare....
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28 MAG 2024
· Questa risposta è stata utile per 4 persone
Cara Eleonora,
dalle sue parole si sente la sofferenza che sta vivendo in questo momento. Lasciare una relazione di lunga durata, soprattutto a causa di circostanze così complesse e dolorose, è una scelta che richiede coraggio e determinazione. Le scrivo alcune riflessioni che potrebbero aiutarla a navigare in questa difficile situazione. Innanzitutto, è importante riconoscere che lei ha preso una decisione per proteggere la sua salute e il suo benessere, e questo è un atto di grande responsabilità verso se stessa. La patologia bipolare è una condizione seria che necessita di un trattamento medico e di un supporto costante. Senza un adeguato intervento, le manifestazioni maniacali possono diventare ingestibili, come ha giustamente osservato.
ll ciclo di insulti e dichiarazioni d'amore è confondente, dopo una rottura è fisiologico di per sé oscillare tra le due parti: quella che vorrebbe ritornare e quella che vorrebbe confermare la scelta di lasciare. È essenziale continuare a riconoscere questi schemi per quello che sono e mantenere la lucidità nella sua decisione. La sua vulnerabilità in questo momento è comprensibile, ma non deve farle dimenticare i motivi profondi che l'hanno portata a questa scelta.
Si ricordi che la spinta all'accudimento e la preoccupazione per il suo ex-compagno non devono venire a discapito della sua sicurezza e della sua serenità. Lui può trovare il supporto necessario per gestire la sua condizione, ma questo percorso deve essere intrapreso da lui stesso, con una consapevolezza e una volontà autentiche di cambiamento che non possono dipendere da lei.
Le auguro di trovare la forza e la chiarezza necessarie per affrontare questa difficile fase della sua vita. Non esiti a cercare il supporto di professionisti che possono guidarla e sostenerla lungo questo percorso.
28 MAG 2024
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Salve Eleonora.
Dopo poco più di una settimana dalla fine di una relazione è normale provare dolore e avere dubbi. Indipendentemente da quanto fosse difficile per lei la situazione, il suo ex compagno è stato un punto di riferimento per 5 anni della sua vita ed è comprensibile che un cambiamento del genere sia difficile. Anche le rotture che avvengono senza troppe difficoltà su comune accordo provocano dolore, la fine di una relazione è definibile come un lutto, che richiede tempo per essere elaborato. Nel caso in cui la rottura sia avvenuta in modo turbolento la situazione si complica, ma il fatto che lei si senta in questo modo non significa che abbia fatto una scelta sbagliata.
E' probabile che i prossimi giorni siano faticosi per lei, anche solo il dover organizzare diversamente il proprio tempo libero senza l'altra persona può disorientare.
Innanzitutto dovrebbe prendersi un po' di tempo per pensare a sé stessa, al suo benessere.
27 MAG 2024
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Cara Eleonora,
da quello che racconta una parte di lei, quella razionale è consapevole di aver compiuto la scelta giusta, mentre una parte di lei quella più emotiva e vulnerabile ha dei dubbi.
Sarebbe importante per lei intraprendere un percorso che la supporti in questa scelta. Le rotture relazionali possono essere paragonate a dei lutti dunque è normale che lei soffra ma questa sofferenza non significa che ha fatto una scelta sbagliata per sè.
La aspetto volentieri per una prima consulenza gratuita.
Un caro saluto
Dott.ssa Vita
27 MAG 2024
· Questa risposta è stata utile per 2 persone
Buonasera Eleonora, partiamo da un punto inderogabile: la violenza (fisica e/o verbale) è intollerabile. Che venga da una persona senza difficoltà patologiche o che le abbia. Punto. Se c'è violenza, aggressività, rabbia, non ci sono i presupposti per poter cercare di capire ed aiutare. Comprendo il suo lato emotivo e la confusione che i comportamenti di questa persona (in grande difficoltà psicopatologica, quindi non è da mettere al bando, ma da prendere in carico in qualche struttura o da qualche professionista) le causano. Ma ci sono decisioni, in queste occasioni, "facili" da prendere. Lui dovrebbe farsi aiutare, lei dovrebbe distanziarsi per poter riprendere lucidità (soprattutto emotiva) e poi, in caso, decidere di stargli accanto o meno durante il percorso di cura. Talvolta sappiamo bene cosa sarebbe più giusto per noi ma, tra sensi di colpa, immagini di sé incostanti e labili, invadenza esterna (spesso familiare), etc., abbiamo difficoltà a prendere decisioni forti ma che danno una possibilità di poter aiutare tutti. In questo caso, lui, lei e la sua famiglia. Distanziarsi dall'altro non significa rompere per sempre, ma mettere dei confini per avere una comprensione della situazione relazionale da una posizione "altra", più generale, meno coinvolta e meno condizionata dalle solite dinamiche.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti
Psicologo-Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma
26 MAG 2024
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Buongiorno Potrebbe parlare con i suoi familiari cge parlino con il medico di base.
Capisco il suo dolore per la fine della relazione
Si faccia aiutare da uno psicoterapeuta per superare questo periodo
Dott.ssa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma
25 MAG 2024
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Salve Eleonora.
Stare accanto a una persona che non accetta per prima la sua malattia non è per niente semplice, vivere sotto lo stesso tetto lo definirei impossibile, proprio per le oscillazioni che lei stessa ha vissuto e descritto perfettamente.
E' normale che lei in questo momento si senta fragile, la vostra da come l'ha descritta è stata una relazione importate , avete trascorso insieme cinque anni dove sicuramente oltre alla parte dolorosa c'è anche l'altra faccia della medaglia fatta da momenti molto belli.
Sicuramente un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a prendersi cura di sè e a riprendere in mano le redini della sua vita.
Rimango a disposizione anche online
Saluti
Dott.ssa Simona Adorni
25 MAG 2024
· Questa risposta è stata utile per 2 persone
Salve
Beh innanzitutto mi dispiace
Il bipolarismo va curato a livello psicologico e farmacologico
Ma non si può aiutate chi non vuole cambiare o non ne ha le risorse
Capire questo ci permette di uscire dal senso di colpa e rendersi conto della realtà
Possiamo salvarci soltanto prendendoci cura di noi stessi e questo vale per tutti.
25 MAG 2024
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Salve Eleonora.
Sicuramente star vicino a chi (non) ha una diagnosi di bipolarismo non è semplice, sopratutto se la persona non riconosce la disfunzionalità o comunque sostiene di essere “fatto così”, percependosi quindi egosintonico.
E' normale sentirsi tristi in questo momento, siete stati insieme tanto tempo e avete vissuto bei momenti.
un percorso potrebbe aiutarla a reagire e prendersi in mano la sua vita.
Non esiti a contattarmi.
Un Caro Saluto.