L’ho lasciata e mi ritrovo dentro un limbo

Inviata da Manuel Fleri · 5 set 2019

Buongiorno,


Avevo scritto una cosa quasi analoga a questa, ma mi rendo conto che ho tralasciato dei particolari importanti ed ho sottolineato cose un po’ più irrilevanti, per cui ripropongo la domanda. Premesso che la risposta è stata molto esaustiva, ma credo che purtroppo non sia stato centrato il punto, a causa appunto della modalità con cui ho scritto la lettera.


Mi chiamo Manuel ed ho 20 anni.

Scrivo per parlare di come sto. Sono passati ormai più di tre mesi da quando ho lasciato la mia ormai ex ragazza.
Ho vissuto la mia relazione tra il settimo cielo ed il settimo girone dell’inferno. Ho vissuto letteralmente tutti i 5 mesi di storia vacillando tra la gioia e la sofferenza. L’amore che provavo, molto molto profondo era accompagnato da una forte dipendenza mia verso di lei che mi faceva vivere male qualsiasi cosa. Mi sentivo perennemente in pericolo, stavo in estasi quando percepivo che le cose andavano bene e con un peso nel cuore per tutto il resto del tempo, costantemente alla ricerca esasperata di conferme. Sono abbastanza convinto che dipenda parecchio dal nostro passato e da spazi bui che sono stati lasciati dentro di me a causa della separazione dei miei genitori, che non ho vissuto per niente bene (ho rimosso letteralmente tutti i ricordi del periodo in cui mia madre se ne andò di casa). Mi preme dire che ho un rapporto magnifico con entrambi i genitori, ma so che quello che è successo mi ha segnato parecchio, anche se non ho mai realmente affrontato questa cosa, e probabilmente sarebbe anche ora di farlo… Per quello che riguarda il passato con lei, il mio rapporto è sempre stato un po’ tendente alla dipendenza mia nei suoi confronti, un’amicizia nata dopo un suo iniziale rifiuto e durata due anni nei quali mi sono affezionato a lei e nei quali ho iniziato e continuo a sentire una responsabilità nei suoi confronti. Mi reputo una bella persona, parecchio empatica e che può dare tanto, e so di essere stato per due anni uno dei suoi punti di riferimento, se non IL punto di riferimento. L’estate scorsa di punto in bianco mi disse che si è resa conto di essere interessata a me, mi è sembrato di toccare il cielo. Il problema fu che i giorni seguenti furono un inferno in quanto fece un tira e molla pazzesco con me, alternando momenti in cui diceva di volerci provare ed altri in cui diceva di sentirsi angosciata quando tornava a casa per cui non se la sentiva. Ho avuto l’impressione che il suo “amore” fosse indotto, nato da come la facevo sentire più che verso la mia persona, in quanto in due anni di amicizia io l’ho conosciuta davvero bene, ho imparato a volerle bene per quella che fosse, ma sono ben certo non valesse lo stesso per lei. Sono stato parecchio male per questa cosa e pertanto ho deciso di allontanarmi temporaneamente da lei per prendere un po’ d’aria e tornare da lei da ‘amico’ come lei voleva. Partii per l’Erasmus e lei realmente non smise mai di farsi sentire. Un mese dopo essere partito mi inviò un messaggio lungo con su scritto che lei era innamorata di me ma in realtà aveva avuto paura di questo sentimento e inconsciamente cercava di scappare e bla bla… Per farla breve, la fiamma che in realtà non si era mai spenta in me tornò a bruciare e così, al mio ritorno, ci fidanzammo. Da lì in poi quello che vi ho detto, amore e dipendenza. Riesco davvero ad amare le persone attorno a me per quello che sono, ma con lei sembrava non ci riuscissi, non mi sentivo capito. Che lei sia poco empatica è un dato di fatto, e non sono l’unico a dirlo, ma confrontandomi anche con altre persone mi sono ritrovato a condividere pareri comuni riguardo il non sentirsi capiti. Voglio dire, io riuscivo realmente a capire i suoi bisogni e cercavo in ogni modo di farle vivere tutto al meglio, di fatti lei si è sempre sentita amata, ancora prima che ci mettessimo insieme. Ma per me non era così. Non mi sentivo capito, facevo fatica a farle capire stati d’animo che provassi, ma non per problemi di comunicazione. Non riusciva realmente a mettersi nei miei panni. Dovevo cercare di farle capire le cose cercando di mettere lei al mio posto e con tanta pazienza cercando un modo di farle capire come mi sentissi e solo allora riusciva a capire. Poca empatia per l’appunto, e mi faceva stare parecchio male. Nell’ultimo periodo mi sono accorto che mi ero spento, il mio umore dipendeva totalmente da come si svegliava la mattina lei, ho cercato tante volte di farle capire questo ma sembrava fossi sempre io quello che chiedeva troppo. Mi sono reso conto che col tempo che passava la situazione peggiorava. Ho iniziato ad attaccarmi alle piccole cose ed ero diventato intollerante per la qualsiasi. Lei era troppo stressata a causa di un periodo troppo pieno per lei e non riuscivo più a trovare modo per farmi capire. Al che, saturo ormai e senza forze, ho deciso di lasciarla, mi sentivo davvero arrivato, dovevo uscire dal circolo vizioso. Da quel momento lei mi ha quasi implorato di tornare insieme, che si era resa conto degli errori, che non li avrebbe più commessi, ma io non sono più riuscito a tornare. Da allora non sono più uscito da questo limbo. Piango spesso pensando alle emozioni meravigliose che sono riuscito a provare per la prima volta nella mia vita con lei. Mi sembrava davvero di essere in un film a volte. Tuttavia nelle prime due settimane ci siamo sentiti e visti sporadicamente, ma non sono mai riuscito a volerci tornare, perché nonostante stessi male, ogni volta che eravamo sul punto di riprovarci provavo come un peso allo sterno, un macigno enorme che mi stava appoggiato sopra, e per rispetto nei suoi confronti ho deciso di non prenderla in giro. Inoltre da quando ci siamo lasciati ho cercato di comportarmi sempre al massimo del rispetto con lei. Ho evitato di scriverle, ho evitato di farle capire quanto stessi male anche io per questa cosa, perché mi rendo conto che lei già ne avrà provato tanto. Ad oggi mi chiedo perché sto ancora così. Mi sento incredibilmente in torto con me stesso. Ho paura che non sia riuscito ad affrontare questa cosa e che sia semplicemente scappato da mie paure che, tardi o presto, mi si ripresenteranno davanti. Ho paura che in realtà io non sia riuscito ad accettarla ed amarla per quella che è. Mi manca tanto, ma perché non riesco ad avere la sicurezza di volerci riprovare? Non riesco a capire la natura delle sensazioni che provo. Amore, nostalgia, altri, non riesco proprio a venirne fuori… Paradossalmente sarei stato meglio se fosse stata lei a lasciarmi, ma il fatto che se volessi potrei tornarci, che tutto è dipeso da me, mi fa vivere male. Perché non ci voglio tornare dato che sto male? Il conflitto è diventato più tra me contro me stesso che con lei. Sono crollate certezze di me stesso che mi hanno fatto entrare in un limbo dal quale non sono più uscito. Non riesco ad accettare di non volerci tornare dato che sto così male.



Spero di non avervi annoiato e che possiate darmi uno spunto su cui lavorare.
Grazie per l’ascolto.

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Miglior risposta 5 SET 2019

Gentile Manuel,
è probabile che per il tipo di storia familiare che ha vissuto, lei ha bisogno di certezze negli affetti che questa ragazza non le ha saputo dare soprattutto per il suo comportamento incoerente e destabilizzante iniziale.
Evidentemente tutto ciò ha comportato in lei molta sofferenza tanto da avere quasi delle crisi di panico al pensiero di poter rivivere analoghi momenti negativi anche se ci sono stati bei momenti che le mancano sicchè questo contrasto e conflitto interiore è alla base della sua indecisione e del suo malessere attuale.
Oltre a ciò, lei deve combattere anche contro il senso di colpa dato che alla fine è stato lei stesso a voler chiudere il rapporto.
Tuttavia, il lavoro su di sè che lei vorrebbe fare da solo per risolvere i suoi conflitti interiori ed annessi sensi di colpa non può essere fatto in autonomia perchè difficile e articolato per cui le suggerisco un percorso di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Evidentemente tutto ciò ha comportato in lei molta sofferenza tanto da avere quasi delle crisi di panico al pensiero di poter rivivere analoghi momenti negativi anche se ci sono stati bei momenti che le mancano sicchè questo contrasto e conflitto interiore è alla base della sua indecisione e del suo malessere attuale.
Oltre a ciò, lei deve combattere anche contro il senso di colpa dato che alla fine è stato lei stesso a voler chiudere il rapporto.
Tuttavia, il lavoro su di sè che lei vorrebbe fare da solo per risolvere i suoi conflitti interiori ed annessi sensi di colpa non può essere fatto in autonomia perchè difficile e articolato per cui le suggerisco un percorso di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
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