Le mie grosse paure

Inviata da Davide · 25 lug 2014 Crisi esistenziale

Salve a tutti, sono un ragazzo e frequento l'università. Ad ottobre inizierò a frequentare il terzo anno della facoltà da me scelta. Ho 20 anni e mi sento veramente giù. Premetto che la scelta di fare l'università è stata un po' forzata da parte di mia madre, ma dovendo farla obbligatoriamente, ho scelto una delle facoltà che più mi andava a gusto. Il problema è nato dopo il primo anno, durante l'estate. Lì i primi dubbi se avessi fatto bene o meno a scegliere quella facoltà (dati gli scarsi risultati ottenuti). Al termine dell'estate e con l'inizio del secondo anno, sono riuscito a trovare la forza di volontà e la determinazione, oltre gli input necessari ("ci sono nuove materie", "non posso sapere il futuro" ecc ecc), per frequentare il secondo anno. Al termine di questo (dove ho ottenuto risultati molto migliori del primo anno), vengo nuovamente assalito da questi pensieri. Comincio a pensare che forse ho sbagliato nel fare l'università, che sono lontano dal contatto col mondo, non so cosa sia il lavoro, non so cosa mi aspetterà un domani con il corso che sto frequentando (nonostante sia la tecnologia, e quindi il futuro), ma soprattutto non riesco a capire perchè sono talmente insoddisfatto di tutto questo al punto di voler mollare. Inoltre la "passione" che mi aveva spinto ad iscrivermi va sempre più scemando e cadendo nell'oblio. Mi son sempre interessato alla psicologia e son riuscito a capire che il disprezzo che ho nei miei confronti e la mia insicurezza stessa mi stanno portando a credere che forse ho sbagliato tutto, creandomi una bella gabbia dorata (soprattutto nei momenti in cui vedo ragazzi della mia età portare avanti progetti di vita, come se io non ne avessi uno oltre "l'università") ma adesso ho bisogno di aiuto. Non so come andare avanti e, nel caso ci riuscissi (a finire e laurearmi), cosa me ne dovrei fare in futuro della laurea. Perchè la vedo quasi come un peso, come se me la volessi prendere al più presto per non doverla fare più (se non la dovessi mollare). Ho provato a vedere altri corsi altre facoltà ma non ho trovato qualcosa per cui valga la pena rischiare tutto quello che ho fatto adesso. Mia madre non mi può capire, ho provato ad aprirmi con lei ma ha pianto quasi a farmi sentire in colpa di sentirmi così zero in quel momento, addirittura additando questi miei problemi come se fossero parole di altre persone mentre sono soltanto parole mie che esistono nella mia testa e che non dico mai a qualcuno. Non so realmente come fare.

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Miglior risposta 15 DIC 2015

Ciao Davide,
da quello che dici sembra che la vera difficoltà sia la mancanza di fiducia in te stesso. Dubitare delle tue scelte, non ottenere i risultati desiderati, confrontarti con chi ti circonda, non sono altro che modi per confermare a te stesso che non vali, andando a minare ulteriormente la tua autostima.
Credi in te stesso, utilissimo sarebbe iniziare un percorso con un esperto, la fiducia in te ti aiuterà a conclude gli studi e a scoprire in che modo utilizzare la tua laurea.

Buona vita
Dr. Ssa IlariaTerrone, Bari

Dott.ssa Ilaria Terrone Psicologa Bari Psicologo a Bari

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28 LUG 2014

Gentile David,
all'interno di un percorso lungo come quello universitario, i dubbi sono dietro l'angolo. La vita dello studente, per lo meno di quello che desidera "davvero" laurearsi, non è semplice. Svolge un lavoro quotidiano fatti di "ritmi" faticosi e noiosi, lezioni e studio, senza una retribuzione. Per poter raggiungere la metà della laurea può dunque capitare di mettersi in discussione. Quando finirà la situazione le apparirà più "chiara", smetterà di pensare come uno studente, acquisendo la mentalità del lavoratore.
Forse è questo il suo timore, quello di non riuscire in questo delicato passaggio?

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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28 LUG 2014

Sì Davide, dici bene quando ti descrivi prigioniero di una 'gabbia dorata'. Prova associare l'immagine della gabbia dorata alla prima cosa che ti viene in mente!!. Non si pretende in questo contesto di iniziare una analisi ma mi sono autorizzata ad esordire in questo modo in quanto tu dici di essere interessato alla psicologia. Non hai detto quale facoltà ti sei portato nella 'gabbia' e nemmeno parli di altre figure familiari 'fuori dalla gabbia', a partire dall'altro genitore (?). Bene, prima di prendere decisioni affrettate, che facilmente ti potrebbero essere suggerite, è necessario che tu ti chiarisca con l'aiuto di un/a esperto/a e se vuoi farlo con me, io ci sono tramite questo portale.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta di Milano

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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28 LUG 2014

Caro Davide, la "posta" in gioco e' molto alta poiché si tratta della sua vita. Credo che la chiave di tutto sia capire in fondo i meccanismi che la portano a fare le scelte volut dagli altri, e' chiaro che se lei agisce per compiacere sua madre o il prossimo, presto o tardi si sentirà insoddisfatto e scontento di se.
Le rispondo sulla base delle poche informazioni che lei ha dato di se è di come si sente a condurre la sua vita privata e "scolastica" tuttavia mi sembra sufficiente tutto questo per dirle che è' necessario l'aiuto di un esperto psicoterapeuta che la possa aiutare a superare queste sue profonde difficoltà.
Purtroppo sua madre non può continuare ad essere il suo unico interlocutore, specie se questo fa stare male entrambi.
Se desidera altre indicazioni o chiarimenti, non esiti a contattarmi
Dott. Dario Grigoli
Pinerolo

Dario Dott. Grigoli Psicologo a Pinerolo

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