L'assenza affettiva di una madre può portare ad avere problemi nelle relazioni?

Inviata da Chicca · 25 nov 2019

Buonasera, sono una ragazza di 24 anni.
Quando ero bambina non ho ricordi di mia mamma in cui era affettuosa con me. La sua presenza fisica c'è sempre stata, non mi ha mai abbandonata, ma non ricordo abbracci o comunque la ricordo molto distaccata emotivamente. Ricordo, addirittura, una frase di una mia compagna di classe delle elementari: "Ma tua mamma è morta?". Disse così perché non si vedeva mai, questo perché comunque non sarebbe potuta venirmi a prendere a scuola per via del lavoro o comunque perché c'era mio papà.
A proposito di mio papà, lui, al contrario, è da sempre il mio pilastro: mi ha sempre fatto regalini, mi ha sempre dato attenzioni e supporto. Un papà d'oro.
Nella mia famiglia queste due figure si sono opposte: da una parte un papà molto presente, che ha fatto anche da mamma, che si è spesso sostituito a lei; dall'altra una mamma assente, molto nel suo mondo e che non ha saputo creare un rapporto come si deve con una figlia.
Adesso che sono cresciuta il mio rapporto è questo: se ho un problema ne parlo con mio papà. Parlo anche con mia mamma, ma molto meno. Io non la giudico per come è stata, anzi l'ho sempre accettata, però mi rendo conto che qualcosa mi è mancato. A volte vedo le altre mamme con le proprie figlie e mi rendo conto che io non so cosa vuol dire avere una mamma. Andare da lei e parlare dei propri problemi, essere compresa e sostenuta. Questo mi fa un po' dispiacere, ma è una cosa che ho sempre preso così com'è senza troppi drammi.
La mia visione dell'amore è sempre stata un po' strana, nel senso che l'ho sempre cercato e ci ho sempre creduto, ma è come se non creda che possa capitare proprio a me. A volte non mi sento meritevole di riceverlo. Non mi sento all'altezza di una relazione, ho paura di non essere abbastanza brava, affettuosa, capace di amare. Eppure sento di avere un cuore enorme, ma che ho sempre tenuto sottochiave e nascosto. Questo mi fa molto male.
Inoltre, i miei genitori sono sempre stati in conflitto tra di loro, anche in modo pesante e in alcuni casi violento, in cui entrambi perdevano il controllo. Un episodio ce l'ho ancora in mente e ne sono rimasta molto spaventata. Però anche questo l'ho superato. Forse è anche per questo che ho mantenuto una distanza dall'amore.
Credo, inoltre, di aver sofferto per molti anni della paura dell'abbandono: quando ero bambina ricordo che ero terrorizzata dall'idea che mio papà non tornasse più a casa o che gli succedesse qualcosa di brutto, come un incidente in macchina. Poi ricordo che accadeva che mentre magari stavo dormendo, lui se ne andasse senza dirmi nulla prima e al mio risveglio non lo trovavo in casa. Anche questo, a quei tempi, mi metteva ansia.
Parlo di tutto questo perché riflettendo sulla mia vita sentimentale fino ad ora ho capito che è stata piena di incontri sbagliati: ragazzi che non volevano nulla di serio, ragazzi che prima c'erano e poi sparivano senza dare spiegazioni, che giocavano con i miei sentimenti. Oppure mi è successo di frequentare un ragazzo, il classico bravo ragazzo, ma ad un certo punto l'ho allontanato. Un po' come nel film Will Hunting-Genio Ribelle: il protagonista allontana le persone prima che esse lo abbandonino per prime.
Ecco, mi rivedo molto in questa cosa. La paura di non essere amata, di non essere accettata, di essere abbandonata, sono cose che mi sono portata dietro per molto tempo.
In generale, a parte quel ragazzo che ho allontanato, non sono mai stata fortunata per quanto riguarda le relazioni e, infatti, ho solo avuto frequentazioni e nessuna relazione.
In questo periodo mi sento e sono molto cambiata: sto lavorando su me stessa da diverso tempo. Sto frequentando un ragazzo e sto molto bene con lui. Vivo la frequentazione con serenità, mentre tempo fa, con altre frequentazioni, la prima sensazione che avevo era quella di scappare e quindi la paura.
Sono da sempre una persona molto sensibile e fragile, anche se non lo do a vedere perché mi sono costruita una corazza per proteggermi. Infatti il ragazzo che vedo mi ha detto che devo sciogliermi, però io ho i miei tempi, non posso farlo in automatico.
La cosa che vorrei capire è se il mio non essere mai riuscita ad avere una relazione possa essere riconducibile al mio passato, alla mia infanzia.
Quando sarà il momento ne voglio parlare con il ragazzo con cui mi sto vedendo e vorrei essere più onesta possibile, senza confondergli le idee o farlo scappare.
A 24 anni anni è un po' strano non avere avuto un ragazzo fisso e questa cosa mi mette un po' a disagio perché lui, invece, ha avuto relazioni molto lunghe. L'altra cosa che mi mette un po' di ansia è anche il dovergli dire che sono ancora vergine (questa è una conseguenza del non essere riuscita ad avere una relazione fino ad ora).
Però questa sono, questa è la mia storia e io mi accetto così.
Vorrei solo cercare di capire di più se il mio passato mi abbia influenzato in senso negativo.
Spero possiate chiarirmi le idee.

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