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Lasciato dalla ragazza perché la viveva con ansia e turbamento.

Inviata da Carlo il 22 giu 2016 Ansia

Salve, vi racconto la mia vicenda.
Sono stato lasciato dalla mia ragazza una settimana fa, stavamo insieme da ottobre, quasi un anno, ci siamo conosciuti in facoltà, seguendo lo stesso percorso di studi.
La nostra relazione da un po' di mesi non era delle migliori, lei aveva sviluppato un senso di disagio ed apprensione relazionale, ovvero il sapere che io avevo voglia di lei e della sua intimità (come normale che sia in una relazione) aveva scatenato in lei una condizione di ansia e senso di dovere nei miei confronti, ed ogni volta che ci vedevamo o ci sentivamo, aveva paura di ferirmi e non darmi quello che secondo lei volevo. Il tutto induceva lei a perdere la voglia di cercare contatto, stare male e a non sentirsi libera di esprimersi secondo le sue voglie, ma stando a lei, solo per "farmi contento".
Anche sul fronte sessuale la relazione ne soffriva. Lei, per problemi di ansia personali e patologici, non riusciva a vivere serenamente un rapporto, e durante lo svolgimento, si bloccava ed entrava nel panico. Ovviamente io non potevo nascondere la mia insoddisfazione, ma ho sempre fatto di tutto per comprenderla e metterla suo agio.
Quindi dopo questo periodo, non sopportando piú questa situazione ha deciso di lasciarmi, che per quanto gli piacessi molto (sostenendo di non essere innamorata, a differenza mia, cosa che peró credo non avesse mai capito) non stava piú bene. Io quindi ho cercato di capire ed indagare, chiedendogli il perché di questo disagio. Secondo lei tutto era dovuto al fatto che in 3 "discussioni/litigi" che abbiamo avuto in 9 mesi, io sono entrato un po' in paranoia e secondo lei non li ho gestiti bene. Oltre a questo mi ha posto come causa il fatto avessi detto ai miei, già nei primi giorni di frequentazione, il fatto che uscissi con una ragazza. Questa cosa fatta da me con leggerezza poiché appartengo ad una famiglia aperta e non oppressiva, é stato letto da lei con ansia poiché credeva fosse un modo di rendere serio il tutto, proveniendo lei da una famiglia molto chiusa.
A questo si aggiunge un dubbio uscito nei primi giorni, sul fatto che io potessi avere l'aids, per motivi che non sto a riportare. Ma anche in questo lei mi condanna il fatto di essermi spaventato, senza riflettere sul fatto che io subito mi feci il test per permettere ad
entrambi di rilassarci.
Riportata tutta questa situazione, rimane il fatto che io trovo assurda tutta questa situazione, e soffro come un cane pensando a lei e non accettando il tutto. Come dovrei comportarmi, come posso superare il tutto, premettendo che lei sarà sempre una mia collega e che quindi vedró spesso? Inoltre non so se credere se io effettivamente abbia sbagliato qualcosa, i miei sono effettivamente comportanenti che normalmente causano tutto questo disagio?

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Buongiorno Carlo,
è normale in questo momento che lei possa sentirsi disorientato e porsi degli interrogativi e soprattutto essere rimasto davvero molto male per come si è conclusa questa relazione in cui immagino abbia investito molto da un punto di vista umano. è comprensibile ora che lei si interroghi su ciò che ha fatto, detto e su come si è comportato, però questo ora può diventare un tormento... Lei ha seguito le sue emozioni, non è facile per nessuno stare in una relazione perché ognuno ha delle esigenze, dei bisogni dei desideri diversi che a volte possono essere sintonici, ma altre volte possono essere discordanti. Non esiste il manuale del giusto comportamento. Certo in ogni relazione sarebbe importante riuscire a trovare quell' equilibrio in cui ognuno possa sentirsi libero di esprimersi e comunicare all'altro tutto ciò che prova e insieme costruire il proprio benessere di coppia, ma spesso non è facile. Si dia del tempo per elaborare il tutto, è normale trovare difficile frequentare ora gli stessi luoghi come l'università, ora lo è per lei e lo sarà anche per la ragazza. Se sente però il bisogno e il desiderio di uno spazio suo in cui poter esprimere tutte le emozioni e i pensieri e soprattutto trovare un sostegno per affrontare questa situazione difficile si rivolga ad uno psicologo.

Rimango a disposizione

Cordiali saluti

dott.ssa Mara Di Paolo

Dott.ssa Mara Di Paolo Psicologo a Trento

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Caro Carlo
la sua è stata una relazione tormentata fin da subito e la "problematicità" della ragazza sembra essere evidente.
Poi lei avrà fatto qualche errorino.
Da non sottovalutare il timore dell'AIDS che però non ritengo essere il fulcro della problematica.
Piuttosto la sua ex credo abbia avvertito la situazione come troppo "opprimente", dato il suo procedere spedito e le sue tante attenzioni alla ragazza.
Lei insicura dei propri sentimenti non ha tenuto il passo, pure frenata da molte inibizioni.
Ora lei soffre per questa perdita.
E' naturale che sia così.
Penso che avrà bisogno, in un futuro, di una ragazza più "gestibile" e che l'ami e sappia affrontare le, inevitabili, piccole controversie presenti nei rapporti.
La sua ex non era in grado di farlo essendo intollerante ad ogni minima frustrazione.
Coraggio Carlo!
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Carlo,
ti consiglio di non farti inutili e inopportuni sensi di colpa per la fine di questa storia.
Semplicemente, mi pare di capire che tu e questa ragazza non siete mai stati veramente in sintonia ed anche lo stile educativo ricevuto era molto diverso (se non opposto) condizionando i relativi comportamenti.
Anche se questa storia è durata meno di un anno, capisco che adesso ci stai male ma dal tuo scritto mi pare anche di capire che nemmeno sei stato bene nell'intero arco di durata della relazione.
Tuttavia, se al momento fai davvero molta fatica ad elaborare il dolore di questa perdita, puoi chiedere un sostegno psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno Carlo,
da quello che leggo sembra che lei in questo momento si senta profondamente confuso e in questa confusione è normale che lei si ponga delle domande soprattutto perchè sembrerebbe che lei ha cercato in tutti i modi e con tutte le sue forze di rimanere vicino a questa persona e di rassicurarla.
Immagino anche che in questi mesi lei si è adoperato in tutti i modi per il bene della coppia, ma non è facile gestire una relazione dove sembra ci siano modalità di comunicazione, esigenze, bisogni e desideri che fanno fatica ad integrarsi.
Si dia del tempo per elaborare la fine della relazione e viversi il suo dolore com'è giusto che sia. Se reputa però di aver bisogno di uno spazio e di un aiuto per esprimere tutte le sue emozioni e i suoi pensieri contatti uno psicologo che potrà aiutarla nell'elaborazione di questo evento.

Rimango a sua disposizione

Cordiali saluti

dott.ssa Angelica Proto

Dott.ssa Angelica Proto Psicologo a Vigodarzere

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