Lasciare la terapia?

Inviata da Chi · 10 giu 2021

Salve. Vorrei chiedere gentilmente il parere di un esperto sulla situazione che vivo col mio terapeuta. Credo di essere finita in un circolo di dipendenza e ho bisogno di sentire un parere esterno sulla vicenda. Ringrazio in anticipo chi vorrà rispondere.
Sono in terapia da due anni e mezzo. Fin da subito ci sono stati dei problemi di "sintonizzazione" tra me e il terapeuta, ovviamente non do colpe a nessuno, però spesso alcune sue battute che trovavo un po' taglienti mi ferivano e mi facevano sentire molto a disagio. Devo dire però che, col tempo, le cose sono andate migliorando da quel punto di vista: ho comunicato il mio disagio ed effettivamente ho notato dei cambiamenti. La terapia procedeva bene, ero soddisfatta.
Arriviamo a novembre dello scorso anno. Credo abbia passato un brutto periodo, spesso in seduta era distratto, percepivo il suo malumore. Improvvisamente, tornano le battute taglienti e il suo lato brusco: addirittura, durante una seduta arriva a dirmi che il mio fidanzato potrebbe stancarsi di me se continuo ad esasperarlo con le mie problematiche. Fu un colpo durissimo, piansi per settimane.
Arriviamo a febbraio. Improvvisamente, decide di troncare con me qualsiasi contatto al di fuori delle sedute, peraltro senza dirmelo. Fino a quel momento ero stata più volte esortata a contattarlo telefonicamente nei miei momenti di crisi più acuta, e invece poi, da un giorno all'altro, cominciò a rifiutare di sentirmi al telefono perché aveva deciso che dovevo imparare a gestirmi da sola.
Passano i mesi, lo vedo freddo, sempre più distante. Due settimane fa ho toccato il fondo, durante la seduta ho detto che me ne andavo, semplicemente non ne potevo più. A quel punto lui cambia atteggiamento: ammette alcuni errori, entriamo in contatto. Esco rasserenata. Alla seduta successiva, di nuovo il cambiamento: arrivo in seduta, e lui è così felice per non so quale motivo che neanche mi ascolta. È contento, euforico per qualche ragione, spesso ride e non mi sente, non riesce a sintonizzarsi col mio dolore. Esco da lì svuotata, priva di energia. E ora sono qui. Da un lato vorrei dimenticare tutto, troncare la terapia e tentare di rimettermi in sesto. Dall'altro, l'idea di recidere un rapporto così importante e che per molti versi mi ha dato tanto mi terrorizza. Mi sento bloccata, in trappola. Chiedo il parere di un esperto perché sento di rischiare di perdere la testa.

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Miglior risposta 11 GIU 2021

Gentile Chi,
innanzitutto è da rilevare che essendo in terapia lei dovrebbe portare in seduta le sue problematiche e non esasperare il suo fidanzato per cui l'avvertimento del suo terapeuta era motivato e giustificato mentre invece lei è stata eccessiva nella sua reazione di disapprovazione.
Quanto ai contatti telefonici per consulenze brevi al di fuori delle sedute, il terapeuta a sua discrezione ne può stabilire modalità e frequenza ma esse non sono dovute.
Prescindendo poi dal fatto che il terapeuta utilizza l'alternanza dell'empatia e congruenza a seconda della situazione e del momento, da quanto racconta si ha più l'impressione che a lei il suo terapeuta non vada bene in nessuna delle due modalità ma allo stesso tempo lei non vuole o non riesce ad intravedere un termine al percorso terapeutico.
Pertanto, se attualmente lei non avverte un giovamento dalla terapia, le suggerisco di affrontare direttamente con lui questo tema per fare una valutazione complessiva del percorso terapeutico fatto finora.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 GIU 2021

Buongiorno,
se lei pensa che questo rapporto terapeutico sia arrivato ad un blocco forse dovrebbe interfacciarsi direttamente con il suo terapeuta, parlando con lui delle tematiche che ha scritto a noi. Avere anche un suo feedback forse potrebbe aiutarla nel prendere una decisione rispetto al percorso terapeutico.
Saluti.
Dott.ssa Sara Cignini

Dott.ssa Sara Cignini Psicologo a Roma

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11 GIU 2021

Cara Chi, è sempre difficile dare un parere in merito all'operato di un collega: infatti, il nosto lavoro è molto delicato e implica rapporti interpersonali che sono unici e sempre singolari. Pertanto, le consiglio di essere il più diretta possibile con lui, spiegare in modo limpido come si sente, come si è sentita in passato e tutto ciò che l'ha ferita. Se anche così facendo la situazione non dovesse cambiare, può pensare di cambiare terapeuta, dopo averne parlato con l'interessato per chiudere la terapia discutendone, senza un'interruzione brusca ed univoca e cercare un altro/a professionista con il/la quale rielaborare l'accaduto e portare avanti il percorso terapeutico. Mi scriva pure in privato qualora avesse bisogno di ulteriori informazioni. Saluti

Rebecca Silvia Rossi Psicologo a Andria

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11 GIU 2021

Cara Chi,

pare che nel rapporto col suo terapeuta sia già arrivata all'ultimo giro di boa, ma per il fatto che per lei questa relazione la considera tuttora significativa perchè le ha dato tanto, la tiene ancora ben vincolata a lui.
Sicuramente il suo terapeuta, a un certo punto del vostro percorso, avrà passato a sua volta un periodo difficile, che non ha contribuito a favorire una relazione funzionale ad entrambi. Tuttavia. fin dall'inizio della terapia, lei scrive che spesso esprimeva battute un pò "taglienti" che ferivano la sua sensibilità.
In aggiunta, gli esterna il suo volersene andare, ma dopo un iniziale presa di consapevolezza di aver sbagliato nei suoi confronti, alla seduta successiva le esprime una euforia immotivata per sue ragioni personali che gli impediscono nuovamente di sintonizzarsi con i suoi bisogni. Alla luce di tutti questi elementi, sta a lei scegliere di continuare a portare avanti un rapporto instabile e altalenante, oppure trovarne uno che le consenta di sperimentare coerenza e sicurezza.

Rimango a sua completa disposizione, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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