Salve, ho 23 anni e sono una studentessa di giurisprudenza iscritta all’ultimo anno, mi mancano 8 esami alla laurea e non sono mai stata così bloccata.
È da praticamente un anno che inizio il processo di studio per preparare un esame ma, anche a distanza di 1 settimana dal giorno fatidico, mi pervade un’ansia estrema tale da demotivarmi al massimo e da bloccare ogni mio tentativo di concentrarmi e portare avanti la materia, finendo per non studiare ‘come vorrei’ e non presentarmi all’appello.
Premetto che questi ultimi due anni mi hanno messo a dura prova a livello psico-emotivo: ho affrontato due lutti in prima persona, piuttosto dolorosi, e la mia ansia è cresciuta esponenzialmente, evento davvero paradossale per me che alle superiori studiavo il giorno prima e me ne uscivo con bei voti.
Ho una media abbastanza alta all’università e da quando l’ho iniziata (oramai 4 anni fa) gli orali mi hanno sempre spaventato molto pur consapevole di sapermela cavare bene, nonostante tutto.
Credo che a bloccarmi sia il giudizio altrui, pensare di arrivare lì e non prendere il voto sperato per poi arrivare a casa e doverlo annunciare, ma la cosa che più mi blocca è la demotivazione che mi pervade ogniqualvolta esamino la mia situazione, sento di essere indietro rispetto a molti, ho ancora esami grossi da dare e mi sembra di rimanere impantanata senza possibilità di uscita, l’ansia arriva a trovarmi, oramai, a distanza di molto dall’esame e mi paralizza. Sto cercando di debellare questa sensazione ma è difficile perché entro in una spirale di pensieri negativi inerenti a me, al mio futuro, alle mie capacità, che mi ancorano e buttano sempre più giù, rendendomi difficile lo studio e quasi ‘impossibile’ l’idea di presentarmi in sede d’appello nonostante tutto.
Grazie a chi dedicherà il proprio tempo a leggere queste righe!
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28 NOV 2024
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Buongiorno gentile Utente, innanzitutto desidero ringraziarla per aver condiviso apertamente le sue difficoltà. Da ciò che racconta, emerge chiaramente il peso emotivo che sta affrontando e l’impatto che questa situazione sta avendo sulla sua vita accademica. È del tutto comprensibile che dopo un periodo così difficile, segnato da eventi dolorosi come i lutti e dall’ansia crescente, le sue energie emotive e motivazionali possano essere compromesse.
La prima cosa che vorrei dirle è che non è sola in questa esperienza. Molte persone, anche molto capaci e talentuose, si trovano in momenti della vita in cui il confronto con le aspettative, il giudizio altrui e la pressione possono paralizzarle. Il fatto che lei si stia interrogando e che voglia trovare una via d’uscita dimostra già una grande forza interiore e un desiderio di miglioramento.
La sua ansia sembra legata a diversi fattori: il timore del giudizio, la sensazione di essere “indietro”, la paura di non ottenere il risultato sperato e, non ultimo, il confronto con il passato, in cui si percepiva più sicura di sé. È importante considerare che tutte queste sensazioni non definiscono chi lei è come persona, ma sono espressione del peso psicologico che sta portando. Gli eventi dolorosi che ha vissuto hanno certamente influito, e il fatto che riesca ancora a portare avanti il suo percorso è già un grande traguardo.
Le suggerirei di affrontare questa situazione su più fronti:
1) Provi a concentrarsi su piccoli passi concreti, anziché sul risultato finale. Preparare una parte di un esame, o anche solo una sessione di studio breve, può aiutarla a sentirsi più in controllo. Riduca la pressione sul risultato e provi a vedere ogni progresso come un successo, indipendentemente dall’esito immediato.
2) Tecniche come la respirazione diaframmatica, la mindfulness o il rilassamento muscolare progressivo possono essere strumenti utili per calmare la mente e il corpo nei momenti di ansia. Anche stabilire routine giornaliere può darle un senso di stabilità.
3) Il timore del giudizio è un tema comune, ma spesso ciò che immaginiamo riguardo al pensiero degli altri è più severo di ciò che realmente accade. Le persone che la amano non si soffermano su un singolo voto o su un rallentamento; si prendono cura di lei per ciò che è, non per i suoi risultati.
4) Sentirsi “indietro” rispetto agli altri è un’esperienza diffusa, ma è importante ricordare che ognuno ha il proprio percorso. Le difficoltà che sta affrontando sono reali e non la rendono meno capace. La sua media alta e il suo percorso fin qui dimostrano il contrario: ha già superato molte sfide, e queste non definiscono il suo valore o il suo futuro.
5) Consideri la possibilità di rivolgersi a uno psicologo, magari tramite il servizio di consulenza della sua università, per affrontare questi pensieri negativi e lavorare sulle emozioni che la bloccano. Spesso un confronto con un professionista può aiutare a trovare nuove prospettive e strategie.
Le ricordo che questo momento, per quanto difficile, non durerà per sempre. Ogni passo avanti, anche il più piccolo, la avvicinerà ai suoi obiettivi. Si conceda la possibilità di non essere perfetta e di vivere questo momento come una fase, non come una condanna. È evidente che lei ha le capacità per affrontare questa situazione e proseguire il suo percorso, ma prendersi cura di sé è il primo passo per ritrovare la motivazione e il benessere necessari per riuscirci.
Le auguro di cuore di riuscire a ritrovare la serenità e la fiducia nelle sue capacità.
2 DIC 2024
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Gentile studentessa,
la prenda più leggera.
Accetti di essere promossa, bocciata, di prendere un voto alto o bassissimo.
Vada avanti con un atteggiamento più flessibile.
Siamo tutti giusti e sbagliati, bravi e incapaci, sicuri e timorosi allo stesso tempo. La perfezione è roba da matti!
28 NOV 2024
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Buongiorno,
Scrive di una sensazione di essere “bloccata”, un’immagine che ricorre più volte nel suo racconto e che sembra descrivere non solo la difficoltà con lo studio, ma un’esperienza più ampia, quasi esistenziale. Il suo percorso di studi, che una volta procedeva con facilità, ora si è trasformato in una sorta di “spirale di pensieri negativi” che la trattiene e la porta a dubitare di sé stessa, delle sue capacità e del suo futuro.
Cita il timore del “giudizio altrui” come uno dei nodi centrali di questa paralisi. L’idea di non raggiungere il “voto sperato” e di doverlo comunicare a casa sembra accentuare un senso di inadeguatezza. Forse, questo giudizio percepito non riguarda solo il risultato dell’esame, ma qualcosa di più profondo, una domanda che sembra rivolgere anche a sé stessa: “Sono abbastanza?”
Riferisce poi di “lutti dolorosi” vissuti negli ultimi due anni, come se queste perdite avessero aperto uno spazio in cui l’ansia è cresciuta “esponenzialmente”. Questo passaggio lascia intravedere quanto il suo percorso di vita si intrecci con quello di studio: ciò che è accaduto dentro di lei in questi anni sembra essersi riversato nel modo in cui affronta le sfide esterne.
Infine, scrive che la sua ansia la paralizza “a distanza di molto dall’esame”, come se non riguardasse solo il momento specifico della prova, ma un campo più ampio, un conflitto che si gioca tra il desiderio di andare avanti e la paura di ciò che questo comporta. In questa tensione, ciò che chiama “demotivazione” potrebbe non essere solo una perdita di energia, ma anche una forma di resistenza: resistenza a un sistema di aspettative che sente schiacciante, resistenza a quel giudizio che teme di ricevere, forse anche da sé stessa.
28 NOV 2024
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Cara,
Grazie per la condivisione e leggo con interesse le tue righe.
Provo a sbrogliare un po' la matassa partendo da quelle che hai riportato come tue problematiche.
1 - "È da praticamente un anno che... [...] finendo per non studiare ‘come vorrei’ e non presentarmi all’appello".
Questi circoli viziosi si instaurano spesso soprattutto quando ci troviamo a fronteggiare situazioni che viviamo con estrema ansia. In questo momento, è come se tu dessi per scontato che il tuo impegno non produrrà un risultato e quindi cadi in una sorta di impotenza appresa che ti inibisce. Quasi si potrebbe pensare che tu metta in atto delle strategie di autosabotaggio che poi possano "giustificare" il non superamento dell'esame o il non presentarsi.
Sarebbe opportuno capire l'origine di questo circolo vizioso, cosa lo ha innescato e cosa lo mantiene in vita, ma nel frattempo cerca di non farti agganciare da questi pensieri. La mente è fatta così, produce, cerca di agganciarci, e noi siamo convinti che se lo sto pensando sarà vero, se lo sto pensando gli devo dare ascolto. In realtà, sono solo pensieri da cui prendere un po' le distanze quando ti assorbono.
2- "Premetto che questi ultimi due anni mi hanno messo a dura prova [...] gli orali mi hanno sempre spaventato molto pur consapevole di sapermela cavare bene, nonostante tutto".
Due lutti in poco tempo non solo possono accentuare condizioni di ansia pre esistenti, ma possiamo ipotizzare che anche questi abbiamo appunto alimentato questo senso di impotenza di fronte agli eventi?
3- "Credo che a bloccarmi sia il giudizio altrui [...] l’ansia arriva a trovarmi, oramai, a distanza di molto dall’esame e mi paralizza".
Occorre lavorare un po' sulla dimensione del giudizio (che succede se il voto non è quello sperato? Che succede se si annuncia il voto non sperato? Cosa ti aspetti che pensino di te? Perché ti aspetti che pensino questo?)
La demotivazione di cui parli potrebbe essere legata - oltre ai motivi precedentemente riportati - al fatto che ora tu senti che il tuo agire non sarà efficace, non porterà a nulla, ti farà restare comunque indietro rispetto agli altri.
Se guardi la montagna dal basso e già vuoi stare in cima, è normale che ti senti schiacciata. Un piccone alla volta, piccoli obiettivi, sforzi ridimensionati.
4 - "Sto cercando di debellare questa sensazione ma [...] rendendomi difficile lo studio e quasi ‘impossibile’ l’idea di presentarmi in sede d’appello nonostante tutto".
Fino a quando ti impegni a debellare i tuoi pensieri e le tue emozioni non fai che alimentarli e ti ritrovi a utilizzare le tue energie in una lotta che a lungo termine non ti porta a migliorare la tua situazione. Piuttosto prendi atto che ci sono, osservali in quanto produzioni della tua mente e in quanto vissuti emotivi che possono avere ragione d'essere (non possiamo controllare le nostre emozioni o decidere come stare, ma possiamo accettarle senza aggiungere la rabbia per quella emozione).
I tuoi pensieri e le tue emozioni non hanno il potere di controllare la tua capacità di agire. Puoi agire anche se c'è quel pensiero, anche se c'è quell'emozione.
Potresti considerare anche l'idea di iniziare un percorso per andare a riformulare questi pensieri laddove la situazione diventi per te estremamente invalidante.
28 NOV 2024
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Prima di tutto, voglio dirti che riconoscere e descrivere queste difficoltà è già un passo significativo verso la risoluzione. Non sei sola in questo percorso e ci sono modi per affrontare l'ansia e la demotivazione.
Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti a gestire meglio la situazione:
Parla con qualcuno: A volte, condividere i tuoi pensieri e sentimenti con un amico, un familiare o un professionista può alleviare il peso. Considera l'idea di parlare con un consulente dell'università o un terapista che possa offrirti supporto emotivo.
Routine di studio: Creare una routine di studio può aiutarti a sentirti più in controllo. Organizza un programma dettagliato ma realistico, includendo pause e tempo per attività che ti piacciono.
Tecniche di rilassamento: Pratica tecniche come la meditazione, la respirazione profonda o lo yoga per gestire l'ansia. Ci sono molte app e video online che possono guidarti.
Obiettivi piccoli e raggiungibili: Suddividi il materiale di studio in parti più piccole e fissati obiettivi giornalieri o settimanali. Celebrando i piccoli successi, potresti sentirti più motivata e meno sopraffatta.
Gestione del tempo: Usa strumenti come liste di cose da fare, planner o app di gestione del tempo per tenere traccia dei tuoi progressi e delle scadenze. Questo può aiutarti a evitare il panico dell'ultimo minuto.
Supporto accademico: Non esitare a chiedere aiuto ai tuoi professori o ai tutor. Spesso, sono comprensivi e possono offrire suggerimenti o risorse aggiuntive.
Auto-compassione: Sii gentile con te stessa. Capisci che è normale avere momenti di difficoltà e che non sei sola. Riconoscere i tuoi sforzi, anche quelli più piccoli, è fondamentale.
27 NOV 2024
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Buona sera fallinuniverse,
Capisco la sua difficoltà ad affrontare questa situazione, anche a causa di questa spirale di pensieri negativi.
Sarebbe interessante comprendere in quali momenti lei avverte maggiormente quest'ansia, se la percepisce solo nel percorso accademico o in altri ambiti della sua vita.
Rispetto la demotivazione che descrive, l'aspetto di giudizio sembrerebbe più da parte sua, in particolare nel confronto con gli altri, che causerebbe una svalutazione del suo percorso accademico, sebbene riconosca i propri successi, aspetto positivo ovviamente.
Mi sembra che lei sia molto focalizzata sulla performance, e sul risultato, questo potrebbe però favorire una sensazione di incapacità in situazioni di valutazione, come appunto quella di un esame.
Spero di averle dato spunti su cui riflettere, e le auguro in bocca al lupo per i suoi esami!
27 NOV 2024
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Buonasera,
mi sembra di leggere tra le righe un forte bisogno di essere riconosciuta dagli altri, ma soprattutto dalle persone care, per i risultati ottenuti nello studio. Di base la credenza che devi ottenere bei voti e andare bene all'università per essere una persona di valore e per essere amata. Naturalmente con queste idee finisci per vivere ogni esame come fondamentale per dimostrare il tuo valore come persona, caricando ogni prova di aspettative enormi e difficili da reggere, tanto da bloccarti completamente.
Per capire come hai costruito queste false credenze bisognerebbe indagare nella tua storia di vita e nelle tue relazioni con persone significative come familiari e altri.
Penso tu abbia bisogno di prendere consapevolezza di tutto questo, ma anche di fare un lavoro sulle emozioni e sui vissuti conseguenti a queste convinzioni, per scoprire che il tuo valore e il tuo sentirti degna di essere amata vanno al di là dello studio e sono presenti a prescindere da tutto. Hai bisogno di sperimentare che puoi anche sbagliare o prendere voti bassi, ma questo non comprometterà il tuo futuro.
27 NOV 2024
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Salve,
dal suo messaggio emergono diversi temi significativi: la paura del giudizio, di non essere all'altezza delle aspettative altrui, il dolore per i lutti subiti ed i pensieri negativi che non riesce ad arginare. Il mio suggerimento è di affidarsi ad un professionista ed iniziare un percorso psicologico: l'ansia è un sintomo a cui dobbiamo dare un significato e si manifesta in tanti modi diversi, per cui è difficile che riesca a "debellarla" da sola.
Un terapeuta potrebbe aiutarla a capire l'origine delle sue paure e vedrà che, in questo modo, i blocchi che sente inizieranno a sparire.
Resto a disposizione,
dott.ssa Alessia Foronchi
27 NOV 2024
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Ciao, grazie per la tua condivisione.
Sembra che l' emozione che ti attraversa sia così intensa da bloccarti interamente. Credo che sia un messaggio molto forte da parte del tuo corpo che ha bisogno di essere ascoltato.
Solo ascoltandolo, potrai affrontare quello che ti accade e prenderti cura di te.
Rimango a disposizione per una seduta conoscitiva.
27 NOV 2024
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Ciao fallinuniverse,
Capisco la difficile situazione che ha vissuto e che sta vivendo, nel messaggio descrive tutto in modo molto preciso e consapevole.
Studiare è già di per sé impegnativo, l'ansia da prestazione legata alla paura del giudizio e ai pensieri intrusivi rendono la sua situazione opprimente.
Personalmente trovo che scrivere per chiedere aiuto è già un primo passo, sta cercando di tirare fuori e accogliere le sue fragilità per poi piano piano trasformarle in risorse.
Ha affrontato due lutti importanti che avranno lasciato ferite considerevolii, ha affrontato tutto questo dolore da sola,cercando di impegnarsi e proseguendo con tenacia gli studi.
Credo che questo testimoni grande perseveranza, determinazione e grinta.
Quest'ansia di cui parla che non le consente di presentarsi all'esame andrebbe esplorata e interrogata più da vicino, forse è il segnale di bisogni emotivi per lungo tempo ignorati.
Per cercare nell'immediato di ridurre l'ansia da prestazione provi a circoscrivere il carico cognitivo che ciascun esame comporta, provando a darsi piccoli obiettivi, magari studiando solo un tot di pagine al giorno,
gratificandosi di tanto in tanto, ovvero concedendosi piccole pause e dedicando del tempo ad attività rigeneranti come letture, sport, passeggiate o semplici telefonate ad amici.
Qualsiasi cosa le possa servire come momento di decompressione e relax.
La situazione descritta andrebbe chiaramente approfondita per essere supportata e guidata ad esplorare meglio le emozioni descritte.
Se vorrà parlarne ancora , resto a sua disposizione.
Intanto le auguro il meglio,
Dott.ssa Valentina Monaco
27 NOV 2024
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Innanzitutto grazie per aver condiviso la tua esperienza. I pensieri negativi riguardanti le tue capacità, il tuo futuro , aumentano l'ansia.
Ricordati che, ciò che pensiamo o sentiamo non definiscono ciò che siamo.
"Sentire di essere indietro a molti" non significa che tu sia veramente indietro agli altri. Ognuno ha i suoi tempi, il suo percorso ed esperienze di vita come i lutti che hai attraversato, che possono rallentare il percorso. Può capitare a tutti di avere un blocco nel percorso universitario, potresti accettare questo, assumendo un atteggiamento non giudicante nei confronti di te stessa.
L' ansia genera l' evitamento ( in questo caso non dare gli esami) questo provoca un immediato senso di sollievo ,in un primo momento può essere la soluzione migliore, ma ricorda che l' evitamento rinforza la paura. Di solito abbiamo paura di ciò che non conosciamo, ma se fuggiamo lo conosciamo ancora meno. Ti inviterei a chiederti:
Cosa ti spaventa del giudizio altrui? Se non dovessi passare l' esame o prendere un brutto voto cosa potrebbe accadere?
Se decidessi di intraprendere un percorso psicologico, sono qui a disposizione.
Dott.ssa Marianna Cossu
27 NOV 2024
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Gentile,
L'ansia può essere molto paralizzante, specialmente quando si ha a che fare con aspettative elevate e la paura del giudizio altrui. La sua capacità di riconoscere le emozioni che sta provando e di esprimerle è un passo importante verso la comprensione di se stessa e delle sue reazioni. Le esperienze dolorose che ha vissuto, insieme alle pressioni accademiche, sono sfide significative che possono influenzare il benessere emotivo e la motivazione.
È importante ricordare che ogni persona ha un percorso unico e che confrontarsi con gli altri può spesso amplificare sentimenti di insicurezza e stress. La sua riflessione sulle proprie capacità e il riconoscimento delle difficoltà sono segni di consapevolezza personale, un aspetto fondamentale per affrontare e superare le sfide che si presentano.
Sicuramente, cercare supporto emotivo e trovare modi per gestire l'ansia e lo stress può esserle di grande aiuto in situazioni come la sua.
Resto a disposizione.
27 NOV 2024
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Gentile studentessa, capisco perfettamente quanto possa essere difficile affrontare questa situazione, soprattutto quando le ansie sembrano sommergerti proprio nei momenti più importanti. Il fatto che tu abbia già fatto un percorso universitario che ti ha portato a una buona media e che tu sia riuscita a superare esami orali prima, dimostra che hai le capacità. Tuttavia, la tua esperienza di blocco e ansia sembra essere legata a un mix di fattori emotivi e psicologici che ti stanno impedendo di vivere lo studio e gli esami con la stessa serenità di un tempo. In primis, il dolore che hai vissuto con i lutti è sicuramente un fattore che ha avuto un impatto enorme sul tuo equilibrio emotivo. La perdita e la sofferenza possono causare uno sconvolgimento significativo, influendo non solo sul nostro stato d’animo ma anche sul nostro modo di affrontare la vita quotidiana, incluse le sfide professionali e accademiche. La paura di non essere all’altezza, che ora ti blocca, potrebbe derivare da una combinazione di questo dolore e da un crescente senso di inadeguatezza che nasce quando ci sentiamo sotto pressione. Il fatto che tu abbia una “spirale di pensieri negativi” e la paura di non essere in grado di gestire il giudizio esterno, in particolare durante un esame orale, è del tutto comprensibile. Il giudizio altrui, come hai accennato, ti spaventa molto, e questo ti porta a procrastinare, a non affrontare l’esame con la necessaria preparazione. Purtroppo, più ti avvicini all’appello e più questa paura cresce, con il risultato che finisci per rinviare il momento di affrontare la situazione.
Purtroppo, il sentirsi “indietro” rispetto agli altri, di non essere all’altezza e la percezione di essere in ritardo sono le conseguenze del perfezionismo e delle alte aspettative che molte persone, come te, si pongono. La paura di non riuscire a raggiungere il livello che ti aspetti, e che pensi si aspettino anche gli altri, può veramente paralizzarti. Ma è importante che tu riconosca che la percezione di “essere indietro” non è la realtà oggettiva, è solo il risultato di un confronto che non ti è utile e che ti fa più male che bene.
Proprio per questo, il primo passo che ti consiglio è quello di cercare di ridurre il peso che metti sul giudizio esterno e sul perfezionismo, per cominciare a concentrarti solo su di te e sul tuo benessere. Potresti provare a fare un lavoro di accettazione nei confronti della tua ansia e dei tuoi limiti. Ricorda che non esistono persone perfette, e ogni percorso è unico. Quello che conta è il tuo impegno e la tua perseveranza, e non tanto il giudizio degli altri. Un altro aspetto cruciale da affrontare è l’auto-compassione, spesso, quando siamo bloccati dall’ansia e da pensieri negativi, tendiamo a essere molto severi con noi stessi. Ti consiglio di provare a essere più gentile con te stessa, riconoscendo i tuoi sforzi e accettando che non tutto deve essere perfetto. Non sei obbligata a essere sempre al top, soprattutto in un periodo in cui stai attraversando una tempesta emotiva.
Per quanto riguarda lo studio, ti suggerisco di provare a spezzare il carico di lavoro in piccole parti, invece di pensare all’esame nel suo insieme. Focalizzarti su una materia alla volta, creando dei piccoli obiettivi quotidiani che puoi facilmente raggiungere, ti aiuterà a ridurre la sensazione di essere sopraffatta. Inoltre, ti invito a non concentrarti troppo sul “come deve andare l’esame”, ma sul processo di apprendimento e di preparazione che stai vivendo. Ogni passo che fai, ogni nozione che memorizzi, è un progresso.
Infine, per combattere la spirale di pensieri negativi, potresti considerare delle tecniche di rilassamento come la meditazione, la respirazione profonda o anche la mindfulness, che ti aiutano a rimanere presente e a non lasciarti sopraffare dall’ansia. Questi strumenti ti aiuteranno a mantenere la calma e a ridurre la sensazione di panico prima degli esami.
Ti saluto cordialmente augurandoti il meglio,
Dott.ssa Velia Morati
27 NOV 2024
· Questa risposta è stata utile per 2 persone
Buongiorno
Il suo problema legato all'ansia anticipatoria da esame può essere risolto in poche sedute di psicoterapia e ipnosi PNL, in modo che lei possa affrontare serenamente i suoi esami e superarli.
Ho già avuto pazienti con questo problema, completamente bloccati da interrogazioni o esami ed in seguito alla prime sedute hanno iniziato a stare molto meglio superando le loro paure e affrontando le situazioni che prima li bloccavano.
È una tecnica molto usata negli Stati Uniti ed in paesi della comunità europea per risolvere rapidamente traumi e blocchi emotivi che inficiano la vita personale e/o professionale delle persone.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti
Cordiali saluti
Paola von korsich Giardini
27 NOV 2024
· Questa risposta è stata utile per 2 persone
Buongiorno
La sua si chiama ansia anticipatoria , è tale da bloccare completamente la persona che si tratti di un esame , di un colloquio di lavoro etc.
Risolvo questi blocchi totalmente e definitivamente in ipnosi, si tratta dell’ipnosi PNL AMERICANA, senza alcuna perdita di controllo ma piuttosto di un rilassamento profondo in cui andiamo a visualizzare la situazione in questione, nel suo caso l'esame, togliendo ogni panico e permettendo al nostro inconscio di sdrammatizzare completamente quel momento, affrontandolo serenamente e con successo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti
Cordiali saluti
Paola von korsich Giardini
27 NOV 2024
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Buongiorno,
Mi sembra che il problema attuale sia legato soprattutto alla difficoltà nel procedere con gli esami a causa di ansia e paura del giudizio. Sarebbe interessante andare più a fondo di quest’ansia e capire quali sono i pensieri che la scaturiscono e la bloccano, oltre che approfondire la tematica relativa ai lutti che ha subito. Lavorare sulla consapevolezza e sulla modifica della prospettiva con cui guarda la realtà potrebbe aiutarla ad affrontare diversamente l’università.
Rimango disponibile ad essere contattata,
Ricevo in presenza a Milano e online.
27 NOV 2024
· Questa risposta è stata utile per 3 persone
Ciao, capisco quanto questa situazione possa essere frustrante e dolorosa per te. Il blocco che descrivi, soprattutto legato all'ansia e alla paura del giudizio altrui, può davvero sembrare travolgente. L’ansia da prestazione, unita alla demotivazione e ai pensieri negativi sul futuro, è una condizione che può sembrare difficile da superare, ma non sei sola.
I lutti che hai vissuto nei due anni passati sicuramente hanno avuto un impatto profondo, influenzando non solo il tuo stato emotivo, ma anche il modo in cui affronti le sfide quotidiane, come gli esami. Il fatto che tu sia riuscita a mantenere una buona media e a perseverare fino all’ultimo anno dimostra già la tua forza e le tue capacità, anche se in questo momento ti sembra che tutto stia andando alla deriva.
Provo a darti qualche spunto che potrebbe aiutarti a gestire meglio l'ansia e a riprendere il controllo sullo studio:
1. Suddividi il lavoro in piccoli passi: Invece di pensare a tutto l’esame, prova a spezzare lo studio in compiti giornalieri o settimanali piccoli e facilmente gestibili. Ogni piccolo obiettivo raggiunto ti darà un senso di progressione, che può ridurre il senso di sopraffazione.
2. Affronta la paura del giudizio: La paura del giudizio è comune, ma prova a riflettere su come puoi reagire positivamente indipendentemente dal risultato. Il voto non definisce il tuo valore né il tuo futuro. Potresti cercare di concentrarti sul processo di apprendimento piuttosto che sull’esito.
3. Tecniche di rilassamento: Tecniche come la respirazione profonda, la meditazione o la mindfulness possono aiutarti a calmare l’ansia e a ridurre il pensiero negativo. Anche una breve pausa, magari anche solo di 10-15 minuti, può essere utile per "reset" il corpo e la mente.
4. Supporto esterno: Potresti pensare di parlare con qualcuno di fiducia, come un amico o un familiare, che possa aiutarti a mettere le cose in prospettiva. A volte, parlare con qualcuno che ti sostiene può alleggerire la mente e darti una visione più realistica della situazione.
5. Consulta un professionista: Considerando che la situazione sembra essere legata anche a esperienze dolorose passate, un percorso con un professionista (psicologo o terapeuta) potrebbe aiutarti a sbloccare la tua ansia e a rielaborare il dolore che stai vivendo.
È normale sentirsi sopraffatti, ma ricorda che la tua ansia non ti definisce. Hai tutte le risorse dentro di te per affrontare questa fase, anche se ti sembra difficile vedere la luce alla fine del tunnel. Passo dopo passo, con pazienza e piccoli successi, riuscirai a superare questo blocco.
27 NOV 2024
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Buongiorno,
il vedere il proprio percorso e vedere la distanza mancante può essere una situazione che destabilizza, soprattutto facendo un confronto con altre persone, o come lei fa, con quello che prima riusciva.
Bisogna considerare che ciascuno vive determinate situazioni in maniera differente, i due lutti vissuti e altre situazioni personali non possono essere confrontate con la vita di altre persone.
Piuttosto che guardare a lungo termine, potrebbe essere utile porsi degli obiettivi più a breve termine, che siano realizzabili, effettuando una programmazione di quello che serve per arrivare a raggiungere questo obiettivo.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento e se dovesse essere interessata ad effettuare degli incontri online.