La sindrome di Stoccolma

Inviata da Marco Privacy · 17 mag 2017 Psicologia risorse umane e lavoro

Ma se un bambino sviluppa la sindrome di Stoccolma con la Madre e si identifica con l'Aggressore per prevenire rappresaglie e sente l'Aggressivita' Materna per cui "si prepara" all'attacco l'adulto quando vede questo suo funzionamento percettivo sballato nel contatto con l'Altro che cosa potrebbe fare?Mettiamo che abbia poi esteso questo funzionamento di contatto a chiunque appena sente aggressivita`?Anche nn rivolta contro di Lui ma ha questa memoria antica di salvezza interna ben codificata dove Paura e Congelamento e Angoscia si attivano e nel qui ed ora ti accorgi che nn ha senso a quel punto cosa puo' fare quell'Adulto?E' un meccanismo odioso.E' legato al Borderline?Questo meccanismo di "identificazione" con l'Aggressore appena sento aggressivita`?In effetti aumentando come dire l'Aggressivita' diciamo perdo in empatia ma questo problema scompare.Io so che nn ha senso ma perderlo significa anche perdere un pezzo di Me e nn ci riesco.E' una questione molto complicata la mia.Il Terapeuta di Guidapsicologi penso voglia eradicare questa memoria ma secondo me e' una scelta che potenzialmente mi potrebbe fare uscire pazzo secondo Me.Al Momento vorrei sospendere ogni Terapia e prendermi una pausa e vedere che succede.Io vedo tutto di quello che succede ma onestamente nn so come lavorarci sopra.Booh.Penso che serva un po' di esperienza nella realta' e meno lavoro su me stesso per ora.Ho ragionato su di me per Anni.Sono veramente stanco anche se sno consapevole che il mio problema era abbastanza importante.Cmq il Gestaltista mi ha chiamato per dirmi che nn ho una Vera identita' e sno Borderline.In onesta' ci ho pensato...amo la filosofia,sono emotivo,molto timido,amo gli orologi e le arti marziali,mi piace aiutare gli amici in difficolta',mi piacciono le belle ragazze ma mi interessa molto che ci sia Amore se no nn mi interessano,quando sono senza ragazza per molto tempo strappo le regole e opto per contatti fisici e poi pazienza,odio mangiare schifezze anche se sto diventando piu' flessibile e credo di odiare i Borderline.Mi attivano lo spavento.Ma secondo Voi e' molto grave la mia situazione?Io sto iniziando a pensare che nn sno poi cosi' pazzo cme mi sono creduto.E poi queste parole grosse tipo Posizione Sxhizoparanoide,Io Scisso,Falso Se,Proiezione,Introiezione..io in onesta' mi sno fatto sotto.Ho vissuto tutto il Dsm addosso e noto che con il Terapeuta nn puo' funzionare mai.Lo identifico in un Aggressore per cui nn ci riesco a lavorare direttamente.E' come se mi mimetizzassi dentro di Lui per evitare aggressioni.Va detto che aumentando l'aggressivita' pero' questo meccanismo si riduce e diventa assente se sno neutro emotivamente.Il guaio e' questa attenzione emozionale sull'ambiente.Se la perdo nn mi sento piu' Io esco pazzo.Nn si puo' fare io sno cosi'.Pero' posso staccare con l'indifferenza e aumentando l'aggressivita' che poi sarebbe assertivita`.Voi che dite?Cmq e' un grosso problema emozionale.Nn so se i Borderline fanno cosi'.Booh

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Miglior risposta 18 MAG 2017

Caro Franco,
l'adulto che da bambino è stato maltrattato, effettivamente può esprimere poi, talvolta, aggressività generalizzata verso chiunque e il rischio di diventare Borderline può esserci.
Tuttavia non dovresti temere di diventare pazzo qualora riuscissi a cambiare qualcosa di te come ad es. l' identificarti col vecchio Aggressore (estraneo o familiare che sia).
Anche se sei Borderline come ti ha detto il Gestaltista, non è detto che sei condannato a funzionare sempre da Borderline specialmente se ti affidi di più alla tua parte sana che potrebbe tenere a bada quella borderline.
Mi dispiace che tu veda nel terapeuta l'ennesimo Aggressore perchè viene meno la condizione primaria per poterti giovare della psicoterapia.
D'altra parte, la tua attenzione emozionale sull'ambiente non dovrebbe essere persa ma solo meglio organizzata e orientata senza ricorrere nè all'indifferenza nè all'aggressività che, a differenza di quanto dici, non è affatto assertività.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 MAG 2017

Gentile Franco
ho la sensazione che lei abbia paura di affrontare le sue paure: mi perdoni il gioco di parole, ma credo che se sente questo è perchè il suo terapeuta sta centrando il problema. Il punto è che adesso deve essere disposto a lavorare su se stesso e, probabilmente per la prima volta in vita sua, deve essere anche disposto ad affidarsi a qualcuno (in questo caso il terapeuta ovviamente). Se, invece, sceglierà di viverlo come l'ennesimo aggressore, allora tenderà a fuggire. Faccia affidamento sulla sua parte sana, cioè quella che è determinata a prevalere e che l'ha condotta in psicoterapia.
Le faccio i miei auguri
Cordiali saluti
Dr.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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18 MAG 2017

L'identificazione con l'aggressore è un meccanismo di difesa primario. ( parlo dei primi mesi/ anni di vita 9
Nel caso di una madre inconsciamente sadicamente aggressiva può essere adottato dal bambino come protezione, diciamo per esemplificare, mimetica. Una madre con una struttura come detto sopra, può causare una strutturazione borderline nella personalità del figlio.
Ciò detto non ci sono alternative per rimediare a queste gravi ferite psichiche che una psicoterapia intensa e di non breve durata.
Cordialmente. Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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18 MAG 2017

Gentilissimo,nel suo scritto trovo tanta confusione, la invito ad affrontare un problema per volta, un aspetto per lei critico alla volta nelle rispetto delle sue priorità e con l'aiuto di un terapeuta, cordialmente, dott.ssa Laura Prosdocimo

Dott.ssa Laura Prosdocimo Psicologo a Pordenone

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18 MAG 2017

Buongiorno,
come sta riscontrando riempirsi la testa di terminologia tecnica non le è di aiuto. Serve al terapeuta per capirla e indirizzare le scelte terapeutiche. Il suo "compito" come paziente è di raccontare la sua sofferenza e di collaborare col terapeuta al fine di comprenderla e poterla modificare (per quanto possibile) al fine di avere una relazione con se stessi e gli altri più soddisfacente e proficua.
Se sta vivendo anche il suo terapeuta come uno degli aggressori della sua vita, questa può essere un'occasione d'oro per comprendere e superare questa dinamica. Gliene parli.
Ass. Eco

Associazione Eco Psicologo a Torino

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