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La relazione con il cibo

Inviata da victoria il 20 feb 2013 Ortoressia

Salve,
ho conosciuto da poco un ragazzo che mi piace tanto ma quando parliamo di abitudini, di modi da fare, lui insiste sempre con il suo modo strano di mangiare “ io non mangio mai gli avanzi, solo cose appena preparate, per questo non porto mai il pranzo a lavoro, mai non mangio due cose nello stesso piatto, se devo mangiare 5 cose, io devo avere 5 piatti, io con il mangiare divento proprio stressante agli occhi degli altri, non posso fare diversamente".
Vorrei tanto capire che significato ha il cibo per lui e in particolare le sue insistenze nel parlarmi sempre e sempre del suo modo strano di mangiare.
Grazie.

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Ciao Victoria,
quello che descrivi è evidentemente un comportamento sopra le righe e che impone numerosi paletti in diversi contesti di condivisione. Considerato soprattutto il fatto che spesso in una conoscenza reciproca si possa passare attraverso situazioni conviviali, è quindi lecito cercare di comprenderlo, da parte tua. Tale comportamento sembra occupare, inoltre, molto tempo per la sua accurata organizzazione e gestione, come anche molto tempo mentale data la ricorrenza con cui ne parla. La domanda che, fatta la tara della brevità al tuo racconto, è utile porsi è, dal mio punto di vista, da quando questa esigenza di controllare la "freschezza" o la "purezza" dei cibi sia cominciata e poi cominciare a contestualizzare quel momento della vita del ragazzo. Certo è, che non è nella tua posizione invadere uno spazio così complicato e delicato. Sarebbe necessario che la consapevolezza emergente di un suo disagio lo spinga a fare un percorso, anche breve, ma efficace.
Un caro saluto
Dr.ssa Angela Dei Giudici

Studio di Psicologia e Psicoterapia Dott.ssa Angela Dei Giudici Psicologo a Terracina

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Gentile Victoria,
nel suo caso sembra che il cibo sia diventato un modulatore delle emozioni e una sfera che lei tende a tenere sotto controllo.
La nutrizione richiama ad aspetti fortemente relazionali per cui sarebbe importante approfondire in un percorso psicoterapeutico la sua storia transgenerazionale e il rapporto con le figure di riferimento: come i genitori insegnano a riconoscere e a esprimere le emozioni?

Cordiali saluti.

Dr. Antonio Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Gentile Victoria,
il significato che il cibo e il rapporto con esso hanno per ciascuno di noi dipende da vari fattori, non ultimo il contesto relazionale e i legami con le persone significative della propria vita a partire dai primi anni dell'infanzia. Tuttavia solo con una conoscenza diretta è possibile approfondire queste tematiche; nel suo caso, non credo che una diagnosi possa aiutarla a capire meglio come comportarsi con questo ragazzo, ma potrebbe esservi di aiuto, se la questione diventa per lei o per lui fonte di disagio, approfondire l'argomento consultando uno psicologo. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Salve Victoria,
sicuramente una tale meticolosità e scelta delle tue abitudini alimentari possono incontrare difficoltà nella gestione e possono apparire un pò maniacali.
Ma tali "riti" se così li vogliamo definire, sembrano essere da te necessari per "gustarsi il cibo, o sbaglio?
Occorre, secondo me, analizzare cosa ti porta a scegliere queste abitudini, e non tasferire la tua maniacalità su altre dimensioni. Per lo stress agli occhi degli altri, se permetti, ognuno gusta il cibo come preferisce, naturalmente se fatto senza incorrere in un disturbo dell'alimentazione. Puoi farti aiutare da un professionista se vuoi.
dott.ssa Carmela Di Blasio

Psicologa Psicoterapeuta Naturopata Di Blasio Carmela Psicologo a Pescara

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Cara Vittoria, mi hai mandato due elementi importanti e particolari:
1-il cibo
2-un comportamento, direi, eccessivamente metodico.
Questi due fattori mi fanno pensare a varie cose, ma con così pochi elementi faccio fatica a fare una diagnosi o una proposta di trattamento (ho scritto "metodico" prorpio per non sbilanciarmi senza dati nelle mani).
Sicuramente un tale comportamento, così forte e ripetuto nel tempo, rende la relazione molto difficile e toglie piacere ai vostri bei momenti.
Secondo me sarebbe bello che voi faceste un percorso insieme!
Rimango a disposizioni.
Ciao
Dr.Francesco Riccardi

Studio Dr. Francesco Riccardi Psicologo a Pesaro

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Salve, a mio parere potrebbe trattarsi di una cultura del "non si butta niente" perchè il cibo è vita. Certo però che se mangiasse solo avanzi il discorso cambierebbe. Anticamente e neanche troppo, si magiavano collettivamente mono pasti, zuppe, con cucchiai, mestoli, talvolta in ciotole di legno separate, talvolta nella stessa, usanze contadine dove all'indomani si riciclavano gli avanzi in polpette ma anche apparteneti ad usanze di altre etnie, tipo il cous cous arabo mangiato con le mani. Riferito a Lei più precisamente, il bisogno di cambiare piatto potrebbe indicare un rigore ossessivo, ma anche la volontà di concedersi un lusso desiderato ed ottenuto, un servito con molti piatti. Sono pochi i dati che ci riporta, per meglio dire generici, si rivolga per un consulto ad uno psicologo, potrà circostaziare meglio il suo dubbio ed avere una risposta più esauriente.
Saluti
Dr Cristian Sardelli

Cristian Sardelli Psicologo a Firenze

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Cara paziente
Purtroppo le informazioni che fornisci sono veramente poche per cui è difficile fare una diagnosi, potrebbero essere comportamenti tipici di un disturbo ossessivo compulsivo
Distinti saluti

Dott.ssa Rossella Boretti Psicologo a Prato

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Cara Victoria,
avrei bisogno di altri elementi per inquadrare meglio questo ragazzo. Tu l'hai mai visto effettivamente mangiare? siete andati mai fuori a prendere una pizza per esempio? Ha un comportamento" ordinato" e per così dire "ripetitivo" in altri ambiti della sua vita? E lui com è fisicamente? Molto magro o in sovrappeso? Ciò che hai scritto mi fa pensare a dei rituali che ha con il cibo, quasi a carattere "ossessivo", come si dice in psicologia. Vedilo più spesso e in più contesti...solo così potrai effettivamente renderti conto se il suo comportamento é patologico e richiede un intervento.
Resto a tua disposizione.
Dott.ssa Maria Luana Cesarea Negro

Dott.ssa Maria Luana Cesarea Negro Psicologo a Morciano di Leuca

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Detta così sembrerebbe trattarsi di un comportamento ossessivo-compulsivo, per cui una manifestazione riversata sul cibo di un estremo e improrogabile bisogno di controllo. Sul perché questo bisogno si manifesti proprio sul comportamento alimentare non ho elementi sufficienti per dirlo, ma sarebbe interessante approfondire.

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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