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La paura di sentirsi male

Inviata da Anna Distefano · 11 dic 2017 Fobie

Scrivo perché desidero annullare questa mia paura. So che l'ideale sarebbe rivolgersi ad uno psicoterapeuta ed effettuare una terapia cognitivo comportamentale. Sicuramente prima o poi lo farò, nel frattempo però vorrei un consulto online per avere dei consigli utili.
Quest'anno sarei dovuta andare all'università fuori, non l'ho fatto per altri motivi ma anche per questa mia paura. Fondamentalmente ho paura mi prendi un attacco di panico, cioè giuramento di testa, mi si abbassa la pressione, mancanza di respiro e magari anche svenimento. Ho paura questo mi succede in treno, o magari nella nuova città, nella nuova casa dove non ho nessun famigliare e con persone sconosciute.
Questa mia paura penso sia stata scatenata da due episodi.
Un giorno mentre andavo al mare con la mia famiglia, eravamo per strada in macchina. Mio padre si sentì male per strada, non passava nessuno, e non sapevamo cosa fare. Arrivò l'ambulanza e lo portarono all'ospedale piu vicino, per fortuna era solo stress, ma ho avuto tanta paura, che forse non ho mai sfogato, perché ho sempre fatto, non solo in questa situazione, la forte. Mentre mia madre e mio fratello piangono, io non lo faccio, mando giù il groppone in gola e faccio forza a tutti. La verità è che avrei voluto piangere e disperarmi, ma non potevo, perché se non avessi fatto io forza a loro, non l'avrebbe fatto nessuno.
Un altro episodio fu la festa del mio diciottesimo (l'anno scorso). Una compagna di classe si sentì male, svenne, perse conoscenza e arrivo anche lì l'ambulanza. Io avevo paura per lei è poi era il mio compleanno, volevo passare quella sera in tranquillità, senza ansie. (Sono una persona già di mio molto ansiosa)

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Miglior risposta 12 DIC 2017

Gentile Anna,
i due episodi che ha citato possono sicuramente avere contribuito ad alimentare le sue paure ed ansie ma certamente non ne sono la causa esclusiva e determinante che va ricercata in tutta la sua storia di vita ed è per questo che è necessario un percorso di psicoterapia che dovrebbe essere intrapreso quanto prima, senza ulteriori inutili indugi.
In corso di terapia, lei sarà accompagnata con gradualità ad affrontare, una dopo l'altra, tutte le situazioni fobiche sino a padroneggiarle con risvolto benefico sull'autostima e sul senso di auto-efficacia.
Il percorso non è brevissimo per cui le consiglio di non sprecare altro tempo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 DIC 2017

Gente.le Anna
Laura cosa più utile resta quella di affrontare un percorso di terapia cognito-comportamentale che la aiuterà ad affrontare le sue difficoltà (che lei ha descritto) e le permetterà di imparare nuovi modi di affrontare queste sensazioni fisiche che la spaventano molto.
Detto ciò....la potrebbe aiutare ad affrontare questi momenti di difficoltà l'imparare una tecnica di rilassamento o una semplice modalità di meditazione concentrandosi sul respiro. Sono tecniche che si possono apprendere piuttosto velocemente.
Spero di esserle stato di aiuto.
Dottore Betti Giuseppe

Dott. Giuseppe Betti Psicologo a Bologna

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12 DIC 2017

Cara Anna,
quello che racconta non appare come una "semplice" situazione di ansia o panico, al contrario credo che riguardi più la sfera del traumatico. Spesso situazioni familiari che coinvolgono persone che amiamo "segnano" come uno spartiacque la nostra vita delimitando un prima ed un dopo.
E' per questo che ritengo sarebbe molto importante per lei, andare più a fondo rispetto a questi due episodi che cita ma anche rispetto al ruolo che riveste all'interno della sua famiglia e dal quale probabilmente, da come racconta, si sente investita.
Ritengo che attraverso un percorso psicoanalitico possa andare a fondo su questi aspetti, per poter comprendere l'origine di queste paure e il significato che hanno avuto per lei questi eventi traumatici.

Le porgo i miei migliori saluti e resto a disposizione.
Dott.ssa Elisabetta Giuli
Firenze

Dottoressa Elisabetta Giuli Psicologo a Campi Bisenzio

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11 DIC 2017

Buonasera,

Sebbene la terapia sia l'opzione migliore da seguire in questi casi (in special modo la psicoterapia cognitivo comportamentale che confermo essere particolarmente efficace e non solo perché è l'approccio al quale ho aderito), un consulto online potrebbe effettivamente aiutarla (sebbene un percorso online sia meno indicato rispetto ad un percorso in studio).
Nel messaggio che ha scritto lei ha già evidenziato alcuni degli elementi maggiormente significativi, come la scelta di non darsi il permesso di piangere, il dovere di essere "quella forte", l'ansia ed il senso di impotenza nelle situazioni nella quali non ha il controllo degli eventi.
Questo suo bisogno di non essere alla deriva della vita ma di avere comunque il controllo è il responsabile delle sensazioni spiacevoli che sta provando.
Vorrei poterle dire semplicemente il motivo per cui questo succede, ma ciò che si fa in una psicoterapia non è una "lezione scolastica" nella quale il professionista fa la lezione e la persona risolve i suoi problemi. Ciò di cui ha bisogno è di vivere, in modo controllato sicuro e protetto dal professionista, alcuni eventi che le permetteranno di sperimentare quanto le ho appena accennato, ed una volta che sarà una sua esperienza (e non l'ascolto di una fredda lezione ) allora per lei sarà facile riuscire a stare bene. Per farle un esempio concreto: esistono delle porte che si aprono spingendo ed altre che si aprono tirando. Se un bambino ha avuto esperienza solo di porte che si aprono spingendo, per lui sarà difficile capire che una porta si apre tirando, ma dopo aver fatto esperienza ed avere avuto un proprio ricordo, non avrà più le stesse difficoltà e gli sarà facile aprire una porta, indipendentemente dal modo in cui deve essere aperta.
Ciò di cui ha bisogno è questo.

Le auguro una buona serata!

Dottor Argo Penovi Psicologo a Collevecchio

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