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La paura come si oltrepassa?

Inviata da pamelalegari il 24 ott 2019 Fobie

Buonasera,
Sono una ragazza di 24 anni.
Da circa un anno o forse anche più, sto vivendo una fase che pensavo fosse di transizione ma che oramai mi sembra che non ci sia più una via d’uscita.
Tutto è partito da un evento, direi anche un po’ banale che mi ha innescato una serie di paure e ansie alimentandole ogni giorno di più.
Andavo a letto con il “cuore in gola” e mi alzavo allo stesso modo.
Mi sono sentita tanto tanto sola, non perché lo volessi ma lo ero sul serio.
Vivo lontano da casa ma è come se la lontananza abbia infranto a poco poco i legami solidi della famiglia. I miei genitori si sono separati circa 3 anni fa e anche se ero abbastanza grande per capire, il dolore e la delusione sono stati così forti da rovinare tutto o forse da rovinarmi. A volte mi piacerebbe chiudere gli occhi e ricordare i momenti belli vissuti con i miei ma faccio fatica a ricordarli, è come se la mia infanzia e adolescenza non fosse mai esistita ed ho come la sensazione di essere ripartita a crearmi una vita da sola dalla loro separazione.
Avevo un fidanzato, anche lui lontano ma che andavo a trovare 2/3 volte al mese in base ai miei giorni liberi ma non mi sentivo amata neanche da lui.
Ho iniziato ad allontanarmi da tutti e alla fine non mi è rimasto più niente.
Quando mi sono resa conto del niente che mi circondava ho iniziato a stare male, fisicamente ma anche mentalmente.
Ho passato notti a interrogarmi e cercare di capire come mai mi fossi ridotta in quel modo è così ho eliminato tutte quelle situazioni che non mi facevano stare bene: ho lasciato il mio fidanzato in quanto una relazione a distanza non riuscivo a reggerla; ho cambiato casa e coinquiline per essere più serena prima non mi sentivo a mio agio nella vecchia casa; ho cercato di impegnare il mio tempo oltre il mio attuale lavoro, ho trovato due lavoretti extra per sentirmi più utile a me stessa; sto cercando di seguire uno stile di vita sano. Qualcosa è migliorato, qualche volta ritorno nel mio spazio di positività di qualche anno fa, ma anche in quei momenti sento che la paura e l’insicurezza mi ricorda che non potrò mai essere felice e tranquilla è tutto crolla un’altra volta e quindi anche le cose belle non diventano neanche più tanto belle.
Riuscirò ad uscirne da sola?

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Buongiorno Pamela,
Le faccio i miei complimenti per il coraggio di aver messo in atto dei movimenti importanti per la sua vita, non è da tutti. Credo che per superare le sue paure interne e più fragili sia importante farsi aiutare e lavorare in terapia. Quando si decide di fare dei cambiamenti spesso ci si ritrova soli poiché probabilmente manca la compensione per i passi evoluti che ha fatto, ma leggendo ciò che scrive credo che sia stata molto brava.La cura per il campo relazionale è complesso, probabilmente oggi ha più consapevolezza su cosa desidera, ci vuole tempo giusto. Un buon augurio per la sua vita.
Dott.ssa Marialba Albisinni

Dr.ssa Marialba Albisinni Psicologo a San Cesareo

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Cara Pamela,
è probabile che tu stia vivendo questo malessere per colpa di più fattori, il primo può essere dovuto ad un problema di ansia che purtroppo negli essere umani può crearsi dal nulla e può incrementarsi con l'evitamento.
Il secondo fattore è familiare/affettivo, in un momento di difficoltà creato dall'ansia ti senti sola e distaccata dal mondo in cui vivi.
Dal mio punto di vista devi risolvere prima il problema delle tue paure e ansie perchè purtroppo non c'è cosa che ci blocchi di più della paura invalidante, risolta questa vedrai che anche il resto sarà più gestibile e potrai vivere e costruire più pienamenti i tuoi affetti.
Fatti guidare da un bravo professionista.
Un caro saluto
Dr. Roberto Cetroni

Dr. Roberto Cetroni Psicologo a Pescara

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Carissima,

la paura ha tante cause, alcune più superficiali e altre più profonde. È il motivo della sua paura che occorre individuare. Il senso di solitudine non è la vera risposta, altrimenti sarebbe già guarita. Il senso di solitudine rimanda ad altro. Occorre conoscere meglio la sua persona per rispondere. Non sarà difficile per un bravo psicoterapeuta individuare quali schemi mentali determinano la sua paura e il suo senso di solitudine, che si è fatto isolamento e autoesclusione. Per carità, scelte coraggiose nel tentativo di riprendere il controllo della sua vita. Tuttavia concordo con chi parla di lutto e di elaborazione dello stesso. Concordo anche con chi dice che lei è già sulla buona strada ma non basta o non basterà forse. Questo nessuno ha l'autorità di dirlo, ma il "come si oltrepassa la paura" e il senso di solitudine può essere di molto facilitato ricorrendo all'aiuto di un professionista. Quello che le domanderei è: "Quanto sono attualmente presenti i suoi genitori in lei?". "Quanto li sente?" Parliamo di un distacco che ha spezzato la sua vita in due. Loro "dove stanno adesso" in lei? Lei "dove ha la sensazione di stare ora che è così spesso con se stessa?".

Un abbraccio
FFusi

Dott. Franco Fusi Psicologo a Milano

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Buonasera, mi sembra di capire che hai una forte consapevolezza della tua situazione. Certe volte mettiamo in atto dei comportamenti per uscire dal problema ma che ci fanno sprofondare ancora di più come nelle sabbie mobili. In questi casi chiedere aiuto non é una sconfitta ma è una possibilità di acquisire gli strumenti per poter uscire dal pantano.

Dott. Alvise Arlotto Psicologo a Genova

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Ciao Pamela, CONTINUA DOPO ERRORE DI CLIC. .. dal vivere coi genitori in conflitto. Ma il tuo cammino sarà lungo e bello. In questo momento, puoi avere bisogno come di quei signori che si incontrano sui sentieri di montagna e che sanno tutto del posto. Ovviamente sto parlando di un terapeuta. La felicità è data dal constatare che hai fatto delle buone scelte, e tu dimostri di saperle fare. Vai avanti e fanne ancora.

Dott. Bonacina Giampiero - Psicologo e Psicoterapeuta Psicologo a Valmadrera

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Ciao Pamela, sei determinata e coraggiosa ma non basta. La via è una camminata e a volte qualche passaggio difficile ci dà fiatone e dolore ancora per un po'. Il tuo passaggio è stato duro: la separazione dei genitori in età adulta porta a riflettere e a rimuginare su significati e affetti, raffreddando la vita sentimentale, già provata dal vivrre

Dott. Bonacina Giampiero - Psicologo e Psicoterapeuta Psicologo a Valmadrera

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Gentilissima, hai messo in atto tutte le modalità che ritenevi utili per superare il disagio e alcune hanno funzionato, altre meno. Stai facendo del tuo meglio, ma ti consiglio di non porre limiti alla possibilità di chiedere aiuto e di risolvere, in breve tempo, la tua ansia. Perché continuare a stare male? È come avere mal di testa e aspettare che cessi da solo. A volte si riesce, ma le radici devono essere stradicate è una consulenza breve strategica o altre possono aiutarti a eliminare alla base il tuo problema. Quello che ti consiglio di fare ora è ampliare sempre più la rete di possibili amicizie NUOVE, in ambiti a te congeniali, quelli in cui ti senti viva. E un po' di sport. Resto a tua disposizione, anche online.
Cordialmente
Dott. Alessandra Monticone

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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Cara Pamela, comprendo bene la malinconia, la tristezza, la nostalgia che provi. E' vero, avevi l'età per capire. Ma un conto è capire con la ragione un altro è accettare con il cuore.
Da ciò che dici traspare che la separazione dei Tuoi genitori è un lutto profondo, difficile da superare completamente da soli.
Non passerà mai del tutto, ma con l'aiuto di un bravo e sensibile terapeuta, riuscirai a superarlo e guadagnare la possibilità di vivere una vita piena e felice.
Resto a Tua disposizione. Un caro saluto
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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Cara Pamela,
Le strategie che ha trovato per sentirsi meglio sono valide ma se non supportate da un percorso con un professionista rischiano di risultare parziali e temporanee - Lei stessa evidenzia come nuovi ostacoli inneschino ancora paura e insicurezza. Il cambio di contesto è senza dubbio funzionale a un miglioramento della situazione ma non può essere l'unica strategia possibile perche rischia di risultare un'arma a doppio taglio che la isola ulteriormente togliendole relazioni stabili, che invece sembra (giustamente) desiderare. Il sentimento di solitudine e vuoto corrisponde a una esperienza che si gioca in un'apertura di modo necessariamente congruente. Per poterne uscire dovrà poter fare esperienza secondo modalità differenti, che corrispondano a possibilità di sentire e agire per Lei identitarie e autentiche. Questo è possibile stabilendo obiettivi chiari da perseguire tramite metodologie comprovate insieme a un collega nella Sua zona. Non perda tempo e occasioni, è giovane e sarebbe un vero peccato. In bocca al lupo! Cordialità. DMP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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Gent.ma Pamela,
non "sprechi" altro tempo e chieda un aiuto ad uno psicoterapeuta della sua zona, che la aiuti ad affrontare questa paura di non poter mai essere felice e tranquilla e che la aiuti ad elaborare la separazione dei suoi genitori.
Passi ne ha già fatti da sola, riprendendosi qualche spazio di positività, ma per un cambiamento più profondo e duraturo deve "smantellare" questo rimuginio che la porta a fare pensieri catastrofici sul futuro e che le procurano malessere.
Cordialità,
Dott.ssa Heyra Del Ponte

Heyra Del Ponte Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Pescara

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