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La mia relazione forse non è sana. Non è più una situazione che riesco a gestire

Inviata da Jenny · 9 feb 2018 Relazioni sociali

Salve, ho deciso di scrivere qui per ricevere un consiglio professionale o forse per cercare aiuto. Non penso di poter più gestire la situazione, non da sola.

Mi sono innamorata di un mio coetaneo all'età di 14 anni, lui come tutti i maschi di quell'età prendeva le cose con superficialità. C'era un continuo sali e scendi, prendi e molla fino ai 18 anni, quando ha capito di non volermi perdere e per un anno abbiamo vissuto una relazione normale, stabile, finchè non ha iniziato a fare uso di sostanze illegali. Ciò ha comportato un cambiamento di personalità, accentuando la rabbia.
Quando poi sono partita per l'università ho messo fine alla nostra storia. Vedendo il mio distacco definitivo ha letteralemente perso la testa. Mostrando comportamenti depressivi, pianti isterici e minacce di suicidio se non fossi tornata con lui.

Per due anni io ho provato a conoscere altra gente, ma ho lavorato molto anche su me stessa. Mi sono resa conto che il mio modo di amare era sbagliato. Avevo annullato la mia persona, mi ero sottomessa ai suoi toni duri pur di evitare le litigate. Non mi sentivo più libera, e per dare conforto a lui mi sono persa in me stessa, non mi volevo più bene.
Sono diventata più forte, e mi sono ripromessa di mettere me stessa in primo piano, di circondarmi di persone che sapessero prendermi, che non cercassero più di cambiarmi.

Lui è una persona che nella vita ha sofferto molto, con la separazione dei suoi genitori all'età di quattro anni, con una madre un pò troppo "aperta" (tradì suo marito). I suoi genitori non sono mai state persone mature, dal semplice fatto che si contendevano i figli parlando male della famiglia dell'altro. E' cresciuto senza delle figure stabili, senza capire cosa significasse amare. Tutto questo l'ha riversato su di me, per poi vedermi come il suo pilastro.

All'età di 21 anni ci siamo ritrovati a parlare e a prendere la decisione di riprovare a stare di nuovo insieme, ma dopo sei mesi sono riemerse tutte le problematiche del passsato, se non peggio. Penso che lui abbia un'idea sbagliata dello stare assieme, pretende che io lo metta davanti a tutto e tutti, vorrebbe sentirsi dire che è la mia vita, perchè lui si affida completamente a me. Ad esempio, abbiamo parlato dei nostri piani futuri e nell'accennargli la possibilità di un mio trasferimento di città per gli studi, ha avuto una reazione smisurata, nel senso che si è buttato giù al solo pensiero di non avermi accanto.
Ha vere e proprie crisi da separazione. Scoppia in pianti violenti quando durante una litigata pensa che io possa lasciarlo nuovamente.
Pretende che io abbia gli stessi atteggiamenti del passato, vorrebbe che io dipendessi da lui.
Abbiamo continue discussioni, per motivi futili, come ad esempio non accetta che io possa condividere il mio tempo anche con le mie amiche, nonostante le mie parole di conforto nello spiegargli che posso gestire il mio tempo con tutti, si sente messo da parte.
Fa discorsi come il matrimonio, continua a ripetere che essendo cresciuti insieme siamo destinati a restare legati per sempre.
La frase che più mi ha sconvolta è stata "per risolvere tutto dovremmo fare un figlio" come se quest'ultimo potesse legarci per sempre.
Ha un lato di carattere che non so più gestire, continua a sgridarmi, come fossi una bambina. Non mi sento apprezzata ne capita. Gli espongo tutto quello che nella nostra storia non va e reagisce sempre e solo in due modi: si arrabbia minimizzando i suoi errori e accusandomi, diventa una pecora, promettendo di cambiare pur di non farsi lasciare.

Non so più come comportarmi, sono arrivata al punto di avere timore nel prendere la decisione di un distacco. L'ho già lasciato una volta e non ha reagito bene, non so cosa potrebbe fare questa volta. Ma io di stare male sono stanca.
Penso che una soluzione sarebbe quella di ricorrre ad una specie di terapia di coppia, ma non posso permettermela, soprattutto già a 21 anni.

Grazie della pazienza.

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Ma quale terapia di coppia?! Non vedi che è malato? Molto malato: la sua malattia si chiama: totale incapacità di amarsi e di amare. Totale. Vattene in un'altra citta' a studiare. Al più presto. Ripeto a te quello che ripeto alle altre giovani adulte che scrivono in questa rubrica: NON FARE da MAMMA SALVATRICE. LUI NON CAMBIA. NON AVERE SENSI DI COLPA: lui è solo lui è responsabile della sua situazione. Hai detto di aver fatto un lavoro su di te: dimostralo. Parti, da sola ovviamente.
Un sorriso.

Dott. Luciano Malerba Psicologo a Torino

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Gentile Jenni la tua storia sentimentale è molto travagliata e a 21 anni soffri già da molto.
Credo che dovresti fare tu dei colloqui con una psicologa/o vhe ti aiuti a fare chiarezza su cosa desideri davvero in una relazione di coppia.
Auguri dottoressa Tina Carone Psicologa psicoterapeuta Roma san Paolo

Dott.ssa Tina Carone Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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In realtà ci sono i centri di salute mentale. Quelli paghi solo.la.prima visita praticamente....cioè paghi il ticket. Sono in ogni città.

Anonimo-169958 Psicologo a Bari

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Buongiorno, Jenny.
Dalle Sue parole Lei appare come una ragazza con buone capacità riflessive e anche dotata di sensibilità ed empatia. Nonostante ciò si trova in una situazione complicata, caratterizzata da stasi e condizionata dalla Sua preoccupazione per le reazioni del Suo compagno. Per Lei credo sia importante chiedersi e capire, magari all’interno di un percorso psicologico-psicoterapeutico, i motivi che la inducono a scegliere di accettare e stare con un ragazzo di cui conosceva già bene le caratteristiche e i limiti. Capisco dispiacersi per un’altra persona dalla storia difficile, altro è farsene carico... non è responsabilità Sua. Lei ha prima di tutto responsabilità verso se stessa, di rispetto, tutela e cura verso di lei. È importante capire perché possa aver ritenuto venire a meno di ciò e che lo possa fare in un contesto protetto come quello di una psicoterapia, magari in un contesto pubblico (per es. Consultorio).
Cari saluti

Dott.ssa Ilaria Gisondi Psicologo a Trezzano sul Naviglio

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Salve jenny, ho letto la sua storia e sembra che lei sia come bloccata... non può andare avanti ne tornare indietro poichè qualsiasi iniziativa è in grado di mettere in crisi il fragile equilibrio del suo compagno. Credo che sia fondamentale per entrambi 1 aiuto professionale, nel pubblico se non può permettersi un aiuto nel privato. Quanto prima

Dott.ssa Adelaide Asaro Psicologo a Mazara del Vallo

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Cara Jenny,
Purtroppo devo dirti che la tua dedizione verso una persona così disturbata non solo non l'aiuta, ma peggiora la sua situazione, oltre che impedire a te una vita serena. Non è realistico pensare che se il tuo ragazzo ha sofferto nel passato oggi non possa affrontare la vita con responsabilità, se non altro cominciando lui col chiedere un aiuto psicologico. Ma di certo non prenderà in mano la sua vita finché c'è qualcuno che lo giustifica nel suo vittimismo. Pensi davvero che facendoti distruggere moralmente e cedendo ai suoi ricatti potrai aiutarlo? Prova a risponderti e agisci di conseguenza.
Cordialmente
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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