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La mia relazione coniugale non va bene. Terapia di coppia o terapia individuale?

Inviata da Luisa il 13 ago 2013 Terapia di coppia

Dopo 14 anni di convivenza ed un figlio di 6 anni il copione resta immutato. Nel quotidiano si riesce a tirare avanti solo grazie al mio atteggiamento accomodante: alle sue continue critiche, ai suoi sbalzi d'umore, alle sue imposizioni rispondo sempre con un "hai ragione". Se non mi concedo sessualmente devo affrontare musi lunghi, se non penso con la sua testa è guerra aperta. Apparentemente non mi manca nulla ma guai a decidere da sola l'acquisto di un paio di scarpe! La "gestione"del bambino mi è totalmente affidata fin quando mi comporto bene, se malauguratamente cerco di essere assertiva o di esprimere un giudizio autonomamente rapisce letteralmente il bimbo ricattandomi, cacciandomi di casa , ingiuriandomi. Finché riesco ad arginare questi comportamenti vivo con l'ansia e la paura di non farlo arrabbiare ma succede che mentre sembra tutto tranquillo improvvisamente si inventa che lo tradisco, che non lo amo. A volte è arrivato alle mani ma ovviamente la colpa è mia che lo istigo. Negli ultimi mesi provo un senso di ribellione che mi costa continui scontri ai quali hanno fatto seguito sue ammissioni di forte malessere interiore: paura di avere un infarto, di perdere la famiglia e tanta rabbia. Mi chiedo: devo credergli? Forse questa sua consapevolezza potrebbe convincerlo a rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Forse una terapia di coppia potrebbe limitare i danni al nostro rapporto e soprattutto a nostro figlio. Forse potrei tornare a desiderare di fare l'amore con lui e non ad accontentare le sue richieste di "far pace". Se facciamo l'amore lui si sente rassicurato e si calma un po'...ma io comincio a non farcela più

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Gentile signora luisa,
solo un capace psicoterapeuta è in grado di valutare dopo alcuni incontri personali se necessita terapia di coppia o individuale
dr paolo zucconi, psicoterapeuta e sessuologo comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Cara, la terapia e' il luogo e il tempo sove portare se stessi. Le indico un libro che potrebbe esserle utile fal titolo "predisporre percorsi di gioco" casa editrice kimerik. Cordialmente, dr. Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Gentile Luana,

se il suo lui ha davvero maturato consapevolezza del fatto che dietro i suoi comportamenti maltrattanti si nascondono problematiche psicologiche è assolutamente indicato a mio parere partire immediatamente con una terapia di coppia. Se invece non è affatto consapevole, dunque non motivato a in traprendere un percorso, vedo come unica altra soluzione un percorso psicologico supportante individuale, oppure una psicoterapia volta al potenziamento delle sue risorse interne per affrontare la condizione altamente stressogena e logorante (sia per lei che per sua figlia) che mi descrive. Perchè ciò sia possibile occorrerà sicurarmente modificare al contempo alcuni dei suoi "schemi maladattivi" che, più o meno pervasivamente, offuscano una rappresentazione chiara degli elementi in gioco dentro la relazione, compromettendo in tutto o in parte il suo senso di poter padroneggiare efficacemente simili eventi per mezzo di azioni intraprese autonomamente. Chiedere aiuto, come ha fatto lei, è senz'altro un primo passo importante.

Cordialmente
Dott. Franco Fusi

Dott. Franco Fusi Psicologo a Milano

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Gentile Luisa, è una situazione sicuramente molto delicata. A me sembra che una terapia individuale nel momento in cui non è il suo compagno a richiederla espressamente, non sia molto funzionale. Penso una terapia di coppia possa essere utile per valutare la situazione e la consapevolezza del suo compagno.
In bocca al lupo
Amleto Petrarca

Amleto Petrarca Psicologia Psicoterapia Breve Psicologo a Bologna

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Cara Luisa,
è difficile convivere con una persona da cui si ha paura in tutti sensi. La situazione che descrive è abbastanza complicata, perchè quando non si ha la libertà della parola nei confronti alle persone cui amiamo nonostante il rispeto, è imposibile esprimere il nonstro IO. Cosi lei purtroppo ha cominciato acontentando il proprio marito, tratandolo come un "bambino viziato" di rimanere sempre al secondo piano, perdendo l'autostima e il piacere dalla vita matrimoniale. Non abbia paura che con un pò di pazienza e una adeguata psicoterapia di coppia e anche individuale riuscirà ad uscire di questo tunel dove ancora nel suo fine non vede la luce desiderata.
In boca a luppo

Dott.ssa Stoyanka Georgieva Psicologo a Omegna

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La situazione da lei descritta è particolarmente critica nel senso che suo marito mette in atto comportamenti di tipo agressivo nei suoi confronti umiliandola e portando all'estremo una condizione sua di vittima. A questo punto propongo a lei stessa di intraprendere una psicoterapia individuale di tipo dinamico che possa aiutarla a capire meglio i motivi per i quali tende, come capisco dal suo scritto, ad aver timore di un possibile cambiamento. cordialmente

Dr Francesco Bocci Psicologo a Palazzolo sull'Oglio

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Carissima, sicuramente la terapia di coppia può essere d'aiuto, ma non escluderei un cammino individuale per meglio comprendere i propri nodi relazionali partendo dal rapporto con i propri genitori nell'infanzia. Cordialmente, dr. Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Agli inizi di questa relazione ero convinta di aver trovato finalmente l'amore della mia vita. Il mio salvatore. Mi aiutò molto per difendermi dalle conseguenze legali di un precedente matrimonio con 2 figli quasi adolescenti con i quali vivevo rasentando la povertà. Il mio ex mi aveva buttato sul lastrico firmando a mio nome assegni e cambiali facendomi affrontare anche una causa per bancarotta fraudolenta che fortunatamente vinsi ...ma molti dei suoi debiti rimasero a mio nome cosicché da allora, non potendo pagare, io sono socialmente morta. Ho dovuto lavorare sempre e solo io per poter tirare avanti. Iniziai a lavorare presso l'azienda del mio attuale compagno...e lì sono inziati i guai. Finalmente avrei potuto dare un futuro ai miei figli, avrei trovato una spalla forte, um uomo da venerare, da amare. Lavoravo senza orari, donando tutta me stessa anche come cuoca, casalinga, amante. Ma nulla era fatto abbastanza bene, mulla ripagava il SUO sacrificio di essersi messo con una fallita e con 2 figli. Gli dovevo gratitidine ETERNA. Dopo 14 anni ancora me lo rinfaccia nnon appena cerco di dire la mia. Per molti anni il senso di responsabilità e la gratitudine hanno tenuto acceso l'amore per quest'uomo. Fino a quando decisi che avevo bisogno di aiuto. Alcuni anni orsono intrapresi da sola un percorso psicoterapeutico durato una decina di sedute. Una brava psicologa del consultorio mi indicò le varie strade da seguire: cercare di allontanarmi da lui o proseguire il percorso di psicoterapia insieme a lui. Le promesse si sono sprecate... ma c'è stato sempre qualche impedimento fino a sentirmi dire che pure la psicologa aveva capito che ero io l'unica responsabile dei miei fallimenti. Qualcuno mi ha consigliato che per il bene di tutti sarebbe opportuno"prenderlo con le buone" ma purtroppo non riesco più a tenere tutto sotto controllo ne' ad accettare le offese quotodiane. Ma la cosa che più mi umilia e la sua pretesa di fare l'amore con lui dopo cje mi ha ingiustamente accusata, denigrata, ingiuriuata e dopo cje mi ha rimfacciato tutto quello cje luo solo ha fatto per me senza prendere in considerazione il mio amore, il mio lavoro. ..la mia abnegazione. "SI HA SE SI DÀ"...ma purtroppo non ho saputo calcolare il dare- avere.
Grazie a tutti voi per l'attenzione e scusatemi se sono stata prolissa. ..non mi capita tutti i giorni di poter dire ciò che penso veramente.

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Gentile Signora Luanna,
Vista la situazione carica di sofferenza che lei descrive, penso che dovrebbe rivolgersi al più presto ad uno psicologo del suo territorio per una terapia individuale così da affrontare quanto sta vivendo attualmente all'interno della sua coppia e cosa lei desidera rispetto ad un rapporto in cui riceve “continue critiche”, viene “ricattata, cacciata di casa e ingiuriata”. Sarà quindi insieme allo psicoterapeuta che valuterete se avviare una terapia di coppia.
Tenga comunque conto che in nessun caso e naturalmente anche all'interno di una crisi di coppia, può essere giustificato l'uso della violenza “arrivando a volte alle mani”.

La saluto cordialmente

Dr.ssa Elisabetta Cerruti Sola

Dott.ssa Elisabetta Cerruti Sola Psicologo a Biella

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Gentile Luanna,
la situazione sembra dalla sua descrizione molto critica, rasentando il maltrattamento e l'abuso psicologico. Nè per lei nè per il suo bambino è salutare un clima di "terrore" di questo tipo, e la sua richiesta di aiuto segnala il suo bisogno di trovare un appoggio e un sostegno in questo momento. Perciò la invito a valutare seriamente l'ipotesi di rivolgersi ad un centro o ad un professionista specializzato in dinamiche familiari maltrattanti per avere un aiuto innanzitutto per inquadrare la situazione e riconoscerne i potenziali rischi e prendere poi una decisione rispetto al mantenere o meno una relazione che le procura tanta sofferenza.
Un cordiale saluto,
dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Salve la Psicoterapia secondo me è igiene della persona, può solo esserle d'aiuto. In risposta a ciò che scrive sembrerebbe che la sua relazione fosse di forte co-dipendenza, si ha se si da, e specialmente se si da ciò che l'altro vuole. In questo paradigma è difficile inserire la spontaneità, a patto che non cambi la relazione. Potrebbe iniziare Lei con un percorso psicoterapeutico per estenderlo, poichè i fatti riguardano la coppia.
Cordiali saluti

Dr. Cristian Sardelli
Psicologo-Psicotrapeuta

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Buongiorno gentile Signora,
vivere giorno dopo giorno in un clima di violenza psicologica e fisica è inaccettabile per chiunque, nel suo caso la consapevolezza di questo inizia a farsi strada dentro di Lei ma occorre considerare che anche per Lei è in atto un copione che lei cerca in tutti i modi di assecondare. Le suggerisco di intraprendere lei stessa una psicoterapia individuale di tipo psicodinamico che possa aiutarla a guardare a fondo su se stessa e sui motivi per cui accetta una relazione come quella che sta vivendo.
Cordialmente

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Gentile Luanna,
la situazione che lei descrive merita un'approfondimento volto ad abbassare il clima di tensione e ri-equilibrare il senso di autonomia, potrebbe essere utile una psicoterapia di coppia.
Come mai ha deciso proprio adesso di chiedere un consulto, nonostante tutti questi anni?
Come mai non si è sentita di ottenere più indipendenza oppure di mettere in atto un comportamento più assertivo nei confronti del suo partner?

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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