La mia ragazza mangia poco o niente, come aiutarla?

Inviata da Brio · 21 mag 2015 Anoressia

Salve,
Come da titolo, penso che la mia ragazza soffra di disturbi alimentari. Ci frequentiamo da circa un anno, abbiamo entrambi 23 anni. Lei pratica sport intensi, per più di 6 ore la settimana. Da quando l'ho conosciuta, ho capito che avesse qualche problema riguardante l'alimentazione, ma non ci facevo troppo caso: ogni tanto mangiava poco ma spesso mangiava in quantità normali. Col tempo mi ha spiegato di aver avuto, soprattutto nell'adolescenza, traumi per il suo aspetto sia da parte della sua famiglia che da terzi. Il suo peso, quindi, è diventato molto importante per lei. Tuttavia non ha realmente problemi di peso, anzi, è piuttosto magra. Ultimamente, con il pretesto che fra circa un mese avrà un'esibizione legata alla sua attività sportiva, non sta mangiando quasi nulla. Non fa quasi mai colazione, salta il pranzo o la cena ed il suo unico pasto è (dal mio punto di vista) insufficiente per sostenerla (a volte mangia esclusivamente un paio di grissini e qualche salume).
Ho provato a farla ragionare, ma ogni mio tentativo è vano: certe volte si arrabbia, altre volte semplicemente non mi ascolta.
Ho provato anche a cercare di convincerla ad andare da uno psicologo od un dietologo ma niente, non riesco.
A questo punto non saprei come aiutarla, ogni tanto fatica a stare in piedi, ed ho paura che possa continuare la sua "dieta" anche dopo essersi esibita.
Cosa potrei fare?
Vi ringrazio.

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Miglior risposta 21 MAG 2015

Caro Brio,
sicuramente questa situazione la turba molto, il modo in cui descrive i comportamenti della sua ragazza, fanno pensare ad un disturbo alimentare. Finchè non si renderà conto che soffre di un problema molto grave che necessita del giusto sostegno professionale, difficilmente la sua ragazza chiederà aiuto. Da parte sua, caro Brio, può sicuramente sostenerla e cercare di convincerla che un aiuto psicologico può promuovere il suo benessere sia fisico che mentale.
Capisco anche la difficoltà che lei può provare nel gestire un rapporto con una persona che soffre di disturbi alimentari, per cui le consiglio di rivolgersi eventualmente ad uno psicologo che possa aiutarla a vivere al meglio la sua relazione e indirettamente sostenere la sua fidanzata.

cordiali saluti

Centro Il Nodo Psicologo a Palermo

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21 MAG 2015

Caro Brio,
Non è' facile aiutare una persona che manifesta un disagio come quello che sembrerebbe ( il condizionale è' d'obbligo) accompagnare la sua ragazza. Le sue intenzioni sono sincere, lei ha il desiderio di aiutare e proteggere, tuttavia spesso i disturbi alimentari si radicano in maniera tenace e l'individuo che ne è' afflitto non riesce quasi a riconoscerli come tali, ostinandosi a perseguire condotte alimentari pericolose. Stia accanto alla sua compagna, non osservandola o scrutandola, ma facendole sperimentare un sentimento di accettazione profonda. Forse se non si sentirà giudicata o obbligata, si aprirà uno spiraglio di dubbio e sarà più disponibile a valutare un aiuto psicologico.
Saluti.
Dott.ssa Ivana Oggero, psicologa, Torino.

Dott.ssa Ivana Oggero Psicologo a Torino

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21 MAG 2015

Gentile Brio, potrebbe avvicinarsi emotivamente alla sua fidanzata valutandola positivamente dal punto di vista fisico, cercando di infonderle quella sicurezza che lei stessa probabilmente non ha quando si rapporta con gli altri. Fidandosi di lei probabilmente ascolterà il suo saggio consiglio di rivolgersi ad un terapeuta per affrontare le sue insicurezze.
Cari saluti
Dott.ssa Barnaba - Taranto

Dott.ssa Barnaba Valentina - psicoterapeuta Psicologo a Taranto

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21 MAG 2015

Buongiorno Brio,
prova a chiedere alla tua ragazza che significato ha, per lei, la magrezza, ascoltala con curiosità. Se evitasse di rispondere, o si arrabbiasse, mantieni la tua curiosità e chiedile cosa la innervosisca delle tue domande, che emozioni prova quando affrontate questo argomento.
E' bene lei senta il tuo interesse nei suoi confronti e la tua accettazione senza giudizio. E' possibile non voglia essere controllata e per aiutarla il primo passo è concederle una presenza di cui potersi fidare.

Complimenti per le tue attenzioni verso di lei.

Cordialmente,
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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