La mia famiglia non accetta il mio ragazzo

Inviata da Anonimo · 17 mag 2016 Terapia familiare

Buonasera dottori,
Da circa 5 anni sono fidanzata con un ragazzo. Quest'ultimo non è accettato dalla mia famiglia. Inizialmente era ben accolto in casa, rimaneva qualche volta anche a dormire, mangiava nelle ricorrenze, aiutava con qualche lavoretto, insomma le classiche cose che si fanno. Poi via via la cosa è andata scemando. Hanno iniziato a vedermi cambiare, crescere (finalmente aggiungerei), uscire dalla mia campana di vetro e vivermi la mia vita da 20enne insieme a lui e anche grazie a lui e probabilmente questo li ha infastiditi. Successivamente a una sua decisione di trasferimento a Milano (per motivi di lavoro), da me non condivisa, a cui però partecipo comunque trasferendomi, iniziano i problemi. La mia famiglia vedendomi lontana da casa e insoddisfatta, inizia a non sopportarlo, arrecando tutte le colpe a lui. Ne parla male, lo descrivono come una persona che non è. Danno giudizi senza un confronto, senza sapere le cose. E questo mi fa soffrire. Io effettivamente non stavo bene, quella scelta non mi rendeva felice ma sapevo il motivo per il quale lui la fece. Un futuro insieme. Nel corso dei mesi peggioravo sempre più e quando potevo venire a trovare la mia famiglia cercavo di non darlo a vedere. Non trovavo lavoro, non conoscevo nessuno ed ero sempre sola perché lavorava molto. Così, dopo qualche mese, decisi di andarmene, stravolta dalla situazione. I miei mi accolsero felici e sollevati non solo di avermi a casa con loro ma soprattutto di essersi levati dalle scatole lui, ritenuto il problema, colui che mi aveva rovinato la vita. Lo amavo e molto, ma la convivenza non aveva funzionato, in quella situazione non ero felice. Qualche mese dopo, mi fidanzo nuovamente con lui, felice perché in tutti quei mesi dove sono stata senza di lui stavo male e lo pensavo sempre. Attualmente stiamo ancora insieme e lui è tornato a casa, a Bologna dove abito anch'io e ora siamo vicini. La mia famiglia quando l'ha saputo gli è crollato il mondo addosso, sostenendo che non mi rende felice, che non ne vogliono più sapere. In casa il suo nome è innominabile. Nessuno parla di lui ne si interessa. A loro non ha mai mancato di rispetto, educato, rispettoso e di buona famiglia. Oltretutto, è ancora più discriminato e offeso dalla mia famiglia per le sue origini meridionali, anche se è solamente nato al sud, a Napoli per la precisione, ma è cresciuto sempre e solo qua al nord. Sinceramente non so che fare, ci soffro tantissimo perché mi sento inadeguata. Mi creano problemi e complessi mentali, mi faccio molte domande e il mio futuro mi spaventa moltissimo. Tante persone dicono che l'importante è essere felici con chi si sta insieme, questo è vero, però la vera felicità sta anche nel sapere che la propria famiglia è felice di te e orgogliosa dell'uomo/donna che ti sta accanto. Felicità significa anche riunirsi tutti insieme in famiglia, senza sedie vuote. La felicità è un domani accogliere nella mia casa la mia famiglia e mostrargliela orgogliosa. Cosa che non è mai successa. Capisco vogliano proteggermi (da non so nemmeno io cosa) e mi vogliano bene, ma sono preoccupati sulla base del nulla. Rimangono fermi nella loro ignoranza del "non conoscere" perché NON vogliono conoscere! Sono giovane e farmi tutti questi problemi e soffrire così tanto per una situazione che invece dovrebbe farmi stare bene, non l'accetto più. Abbiamo parlato più volte, ho cercato di dare spiegazioni ma ogni volta le loro risposte sono imposizioni da adottare, offese, arroganza e urla contro questa cosa che non accettano. E capite bene che dopo tante volte che accade ciò poi una persona si arrende e lascia che le cose vadano come devono andare. L'hanno descritto come una persona che non è, solamente per il fatto che non l'hanno mai voluto conoscere fino a fondo. Se ciò accadesse, capirebbero che persona è. Un ragazzo giovane, con la testa sulle spalle, lavoratore (cosa che loro sostengono non vera definendolo "facilone", "uno che non si accontenta"), maturo e intelligente. Cosa posso fare? Potete aiutarmi? Vi ringrazio di cuore.

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Miglior risposta 19 MAG 2016

Gentile lettrice,
purtroppo, senza rendersene conto, è stata lei stessa a far nascere e crescere nei suoi familiari l'ostilità nei confronti del suo ragazzo in forza dei dubbi e delle lamentele che lei ha iniziato a fare quando si è trasferita con lui a Milano contro voglia.
Inoltre, quando lei, dopo qualche mese è ritornata dai suoi a Bologna, probabilmente ha lasciato loro anche credere che la storia fosse definitivamente finita sicchè essi si sono sentiti traditi quando lei si è riavvicinata di nuovo allo stesso ragazzo.
Il suo ragionamento che la famiglia di origine è importante ed è bene mantenere buoni rapporti con loro è corretto ma lei, con la sua indecisione e i suoi ripensamenti si è complicata la vita da sola sicchè ora la strada è in salita.
Adesso lei ci chiede cosa può fare per sanare la situazione.
Penso che molto dipenda innanzitutto dalla solidità della sua relazione di coppia, dai progetti che avete in mente di realizzare, dal fatto se il suo ragazzo abbia trovato a Bologna un buon lavoro, dalla eventuale decisione di trovarsi anche lei un lavoro e dalla capacità di mediazione tra la sua famiglia e il suo ragazzo che lei è in grado di avere.
Di tutti questi fattori lei dovrebbe parlare dal vivo con uno psicoterapeuta per essere accompagnata a trovare le migliori soluzioni possibili onde riuscire a salvare sia la relazione con la sua famiglia che quella col suo ragazzo, impresa che non si presenta semplice.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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11 FEB 2019

Dalle sue parole traspare la sua preoccupazione e dispiacere nei confronti della situazione che si è venuta a creare con la sua famiglia. I legami familiari hanno un profondo impatto sulle nostre scelte di vita e sulla fiducia in noi stessi. L'incontro con questo ragazzo avvenuto 5 aani fa ha sicuramente innescato un cambiamento all'interno del suo sistema familiare, non sò se lui era il primo ragazzo che lei presentava alla famiglia ma accade spesso che l'ingresso di un fidanzato crei delle reazioni, anche molto diverse tra di loro, tra i membri della stessa famglia. Acettare la crescita dei figli, i tentativi di indipendenza e le scelte autonome inizialmente può non essere vissuto positivamente dai genitori. I suoi genitori hanno accolto il suo ragazzo in casa e inizialmente sembravano acettarlo, forse essendo all'inizio della storia, lei essendo giovane e vivendo ancora in casa con i suoi familiari, non c'era nulla che preoccupasse i suoi genitori. Successivamente però, l'uscita di casa e la sua scelta di seguire il suo fidanzato potrebbe aver allarmato i suoi genitori facendoli sentire impossibilitati a proteggerla come desideravano. Lei si trova in una fase di svincolo, in cui si sta interrogando sul suo futuro e l'amore che prova sia verso la sua famiglia che per il suo fidanzato la fà sentire al centro di un conflitto. Sembra sentirsi tirata da una parte e dall'altra senza riuscire a integrare il suo ruolo di figlia e il suo ruolo di fidanzata. La reazione dei suoi genitori sembra dettata maggiormente da un instinto di protezione: sembrano percepire il suo ragazzo come pericoloso per lei e forse temono che lui possa condizionarla e spingerla a prendere delle decisioni sbagliate per la sua vita. L'esperienza di Milano forse gli ha allarmati perchè l'hanno sentita soffrire e fare una scelta di cui non era pienamente responsabile. Credo che se la storia con il suo ragazzo si stabilizzerà e diventerà un progetto stabile anche i suoi genitori si tranquilizzeranno e potranno rassicurarsi per il suo futuro. L'attenzione ora la dirigerei soprattutto su lei stessa, su ciò che desidera per la sua vita e su come stà vivendo la sua relazione di coppia. A prescindere dai genitori, lei si sente appagata con questo ragazzo? Sente che la sua storia con lui è positiva e ha una progettualità e una stabilità? Se desidera approfondire questi temi, non esiti a cottattarmi.
Dr.ssa Nadia Calderaro

Nadia Calderaro Psicologo a Tombolo

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10 LUG 2017

Gentile,
la conquista dell'indipendenza è sempre un processo difficile da affrontare, sia per un figlio che per un genitore. Sarebbe interessante sapere di più sulla sua storia e sulle emozioni che questa situazione suscitano in lei. Intanto, provi a lavorare su ciò che rifiuta della sua famiglia e ciò che, inaspettatamente, ritrova come suo. Avere una buona consapevolezza di questi elementi la aiuterà a trovare un equilibrio e chiedersi da dove partire per trovare un punto di incontro. Non è un processo facile, ma con la guida di uno psicologo le verrà più semplice fare un po' di chiarezza sulle strategie da adottare.
Per approfondimenti non esiti a contattarmi.
Buona giornata
Dott.ssa Ilaria Albano

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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7 GIU 2016

Buongorno, non è nuovo che i genitori non siano contenti di ciò di cui ci si innamora. MA qui mi sembra che effettivamente qualcosa potrebbe non andare. In eftetti perchè mai andandoa Milano la cosa si è così complicata? e perchè i genitori inizialmente accoglienti hanno cambiato idea? sono effettivamente più ciechi loro che non vedono quello che è il suo ragazzo o è lei che non vede delle cose a causa del fatto che ora si sente innamorata? a volte è inevitabile un conflitto con i genitore quando si trova un compagno, tuttavia a volte succede che hanno ragione loro, credo che la questione debba essere approfondita, possibilmente con i piedi per terra e una buona analisi di realtà. Cordiali saluti. dott. D. MAlerba

Dott. Daniele Malerba Psicologo a Mestre

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30 MAG 2016

Dalle tue parole si percepisce l'insicurezza e la preoccupazione che provi. Si sente che vivi come importante la vicinanza della tua famiglia, è una famiglia unita che tiene vicina la propria figlia, cerca di proteggerla e nell stesso tempo passa però il messaggio che solo con loro sei al sicuro e che fuori il mondo è pericoloso e imprevedibile. Certo che dentro di te senti che la famiglia è importante ma la domanda che vorrei farti è: senti di fidarti del tuo compagno? Sicuramente questo è un momento di svincolo per te dove è necessario uscire dalle aspettative della famiglia e definire te stessa al di fuori di essa. Ĺ'idea di stare insieme a un ragazzo, essere coppia porta con se anche la necessità di creare dei nuovi confini. Guardare avanti con l'idea che con il tuo compagno formi quasi una 'nuova famiglia' che necessariamente fa scelte e pensieri diversi dalla famiglia d'origine. Se chiarisci a te stessa queste necessità anche la tua famiglia arriverà ad accettarlo perchè darai una definizione chiara di te. Per fare chiarezza potrebbe essere utile un breve percorso terapeutico che ti aiuti definirti nella relazione con la tua famiglia .
Cordiali saluti
Dott.ssa Nadia Calderaro

Nadia Calderaro Psicologo a Tombolo

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24 MAG 2016

La ringrazio per averci scritto e raccontato molto di lei e della sua famiglia.
Da quello che scrive la situazione che vive deve generare molta sofferenza e impotenza rispetto alla possibilità di scegliere quello che sente per lei importante.

Di solito in questi casi qualche colloquio di consulenza può aiutare meglio a comprendere le dinamiche familiari e a trovare e ridefinire il proprio "posto" e "ruolo" nelle situazioni di conflitto.
Una volta compreso questo, di solito è più facile recuperare una prospettiva più serena per trovare soluzioni e prendere decisioni importanti.

Spero di averle aiutata,
Camilla Marzocchi
Bologna (B0)

Dott.ssa Camilla Marzocchi Psicologo a Bologna

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24 MAG 2016

Salve,
mi chiedevo quali fossero le motivazioni per cui non era d’accordo al trasferimento del suo ragazzo a Milano, e anche come mai abbia deciso di trasferirsi anche lei se non voleva farlo. Capire quali sono state le sue motivazioni, paure e titubanze può dirci molto di quello che è poi avvenuto in seguito. Mi pare che alla base ci sia la difficoltà a lasciar andare le persone che amiamo e a cui teniamo, a lasciare che esplorino il mondo per vedere cosa è meglio per loro. Questo atteggiamento mi pare caratterizzare il modo di operare dei suoi genitori e anche il suo. Sembra che la paura di … diverse cose … abbia orientato scelte e decisioni e una certa visione della famiglia.
Che fare adesso? Mettere meglio a fuoco queste sue paure e insicurezze, che sembra stiano gravemente minando il suo rapporto di coppia. Sembra quasi che fin dall’inizio del trasferimento del suo ragazzo fosse tutto già scritto e l’esito scontato. Probabilmente le sue insicurezze l’hanno portata al risultato negativo che si è poi concretizzato.
Credo che lei abbia portato i suoi genitori ad avere un’idea negativa della sua relazione, probabilmente perché da sempre a casa sua separazioni e tendenze alla realizzazione al di fuori, e troppo lontano, dal contesto familiare non sono viste di buon occhio. Bisogna accontentarsi altrimenti succede un disastro. La sicurezza a discapito della possibilità di fare esperienze diverse. La sua decisione di seguire il suo ragazzo a Milano (che non è così lontana da Bologna) probabilmente già tradiva la visione di come stare in relazione e affrontare il mondo proprio della sua famiglia. Inoltre l’ha posta nella scomoda posizione di fare una scelta in cui in ogni caso avrebbe perso qualcosa. Insomma il suo ragazzo che trova lavoro a Milano ha sconvolto i piani e le aspettative sue (e dei suoi genitori) che tutto fluisse serenamente e senza scossoni.
Gli imprevisti, il non conosciuto e la distanza sembrano essere elementi di difficile gestione. Ovviamente sono solo ipotesi.
Si faccia aiutare da un professionista a mettere a fuoco alcune motivazioni, credenze e dinamiche comportamentali per comprendere meglio cosa è successo e soprattutto cosa vuole.
Un caro saluto
Dott.ssa Lucia Rinaldi

Lucia Rinaldi Psicologo a Roma

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19 MAG 2016

Cara
questa che descrivi è davvero una situazione paradossale dove la "chiusura" testarda dei tuoi fa soffrire molto te e lui e, pensare che loro lo fanno per paura che sia lui a farti soffrire è davvero una cosa paradossale e assurda.
Allora che fare?
Mi sembra di capire che, per il momento, non ci sia modo di poter far cambiare idea ai tuoi e quindi, intanto, la cosa migliore è quella di rasserenarti tu.
Se lui è la tua scelta fate fronte comune voi due e portate avanti la vostra storia.
E' molto bello quello che dici cioè che la felicità è "essere tutti insieme senza sedie vuote" ..però vedi questo genere di armonia e di felicità non è qualcosa dato fin da subito (purtroppo le faccende umane sono spesso per loro natura imperfette e carenti) ..è, piuttosto, qualcosa che va conquistato col tempo, con molta pazienza e con la capacità di perseguire un obiettivo.
In questo percorso, a volte, una "ritirata" è funzionale alla "vittoria finale".
Allora ti sto suggerendo di non voler raggiungere subito questo "quadretto perfetto", ma di smettere di combattere per ora con loro e portare avanti la tua storia con lui.
Se i tuoi genitori ti vedranno più distaccata e determinata, forse saranno loro a muoversi verso di voi.
Se ciò non dovesse funzionare... (per funzionare potrebbe volerci del tempo)...inventa qualche altra strategia creativa ....anche paradossale...fai funzionare la mente..e prendila con più ironia.
Comunque non molllare!
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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18 MAG 2016

Carissima...a me pare che il fatto di non accettare chi non e' esattamente secondo le loro aspettative, nella tua famiglia, e' una cosa vecchia e l'hanno fatto anche con te. Infatti, hai parlato di sentirti inadeguata, sentimento comune in chi si e' fatto una infanzia costellata di critiche.
Il tuo futuro non e' la tua famiglia, non devi sposare loro e non ci devi fare l'amore.
Il tuo futuro e' il tuo compagno.
Tutto questo disagio emotivo che provi e' conseguenza dell'atteggiamento critico che hanno avuto anche verso di te, il ragazzo e' solo una situazione contingente, se acquistassi una auto che a loro non piace, farebbero lo stesso.
La vita e' tua, non di papa',mamma,zii,cognati e nipoti.
Ricordalo

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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