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La mia compagna si è chiusa in se stessa perchè non può avere figli

Inviata da paolo · 9 mar 2015 Psicologia sociale e legale

Buonasera,
ho 49 anni, da tre mesi la mia compagna ha fatto un grosso cambiamento. Si è chiusa in se stessa, ha posto dei limiti alle nostre frequentazioni, dice di essere in preda alla depressione, si isola per giorni e giorni per poi rispuntare e chiedere di vedermi e stare insieme ma al massimo per una sera, una notte. Tutto è iniziato quando ci siamo resi conto di non potere più avere figli. Lei adesso ha deciso di andare dallo psicologo per sua iniziativa, e io ormai da tempo sono veramente in difficolta. Mi sento come un polipo sbattuto sugli scogli. Non so se ho bisogno dell'aiuto di qualcuno, so solo che la mia mente non è più serena e non sto bene. Qualcuno mi aiuti, mi dica di cosa ho bisogno. Grazie.
Paolo.

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Miglior risposta 10 MAR 2015

Caro Paolo
si tranquillizzi, si calmi, cerchi di mettersi sereno.
La reazione della sua compagna ha un motivo specifico e pertanto è adeguata alla situazione. Occorrerà a lei (alla sua donna) del tempo per elaborare l'informazione ricevuta, una informazione importante che per il momento mette in "stand by" i vostri progetti.
Tuttavia se ha deciso di andare in psicoterapia significa che c'è la volontà di affrontare positivamente il trauma e di trovare soluzioni.
Lei cerchi di evitare i pensieri e le sensazioni di essere abbandonato e mostri tutta la sua disponibilità ad attendere e ad essere positivo circa il recupero della storia.
Il suo ruolo è importante e forse decisivo nella ripresa della sua donna.
Sia presente e non invadente e mostri tutta la comprensione e l'amore.
Si faccia pure lei supportare ed aiutare da uno psicoterapeuta in modo da poter avere un confronto e un supporto valido in questo triste momento.
Lei mi sembra un uomo molto in gamba e sensibile e ce la farà!
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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27 APR 2015

Paolo, certo potreste pensare di andare insieme a parlare con qualcuno. che la tua compagna si sia chiusa è normale, stalle vicino e falle capire che i figli ci vuole un attimo a farli e sono tali solo nel crescerli. potete pertanto avviarvi all'adozione, all'affido. vi sono milioni di bimbi in cerca di genitori, e magari il vostro è già pronto che vi aspetta. agisci con amore attaccati allo scoglio che vedrai nessuno ti sbatte più.

Dott.ssa Maria Chiara Talamo Psicologo a Prato

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16 MAR 2015

Caro Paolo,
immagino la Sua sofferenza e la difficoltà di questo momento.
Ciò che ha coinvolto la relazione con la Sua compagna può essere considerato come un'esperienza luttuosa, ovvero il confrontarsi con la perdita di qualcosa di vitale per una persona, in questo caso per una coppia.
L'impossibilità di realizzare questo progetto arreca delle inevitabili conseguenze emotive sul singolo come sul rapporto perchè significa dover ridefinire un equilibrio psicologico ed esistenziale su altri obiettivi e spesso questo spaventa, oltre che essere inevitabilmente doloroso.
Il modo migliore per sfuggire al dolore è allora scappare e rifiutare ciò che fa male ed è quello che potrebbe stare capitando alla Sua compagna che, presa dal dolore della perdita, sta cercando un modo per evitare di confrontarsi con tutto quello che è collegato alla perdita stessa, compreso il vostro rapporto.
Questo però non solo non risolve il problema, perchè il dolore rimane ugualmente, ma, anzi, ne crea di ulteriori, obbligando entrambi ad affrontare un'altra potenziale perdita: quella del vostro rapporto. Ecco perchè credo che questo momento necessiti di essere condiviso insieme attraverso un percorso psicologico rivolto alla coppia perchè il problema riguarda entrambi allo stesso modo.
Ne parli con la Sua compagna, avete diritto e bisogno entrambi di essere guidati in questa delicata situazione consapevoli del fatto che fare un percorso di coppia non escluderebbe quello individuale della Sua compagna.
E' importante affrontare insieme questa situazione, senza rimandarla o continuare a scappare, perchè siete entrambi parte della relazione.
Sentiti saluti, Dott.ssa Francesca Romana D'Angelo.

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16 MAR 2015

Caro Paolo,
l'impedimento di un progetto di coppia, tra cui quello di avere figli, può essere considerato come un'esperienza luttuosa in cui, cioè, si verifica la perdita di una parte importante della relazione. Di fronte al lutto la persona reagisce attraverso l'iniziale rifiuto della perdita stessa, e, per allontanare il dolore, tende ad allontanare anche tutto quello che rimanda alla perdita stessa, compreso il vostro rapporto. questo potrebbe spiegare ad esempio il comportamento della sua compagna. Questo, però, non risolve il problema, anzi, lo alimenta, perchè ha delle ripercussioni sull' equilibrio esistenziale di entrambi. infatti, oltre ad elaborare l'impossibilità del diventare genitori, reagire disinvestendo dal rapporto potrebbe generare anche un'altra perdita, ovvero quella del vostro legame, con altra grande sofferenza per entrambi. Il parere che perciò mi sento di darLe è quello di fare insieme una psicoterapia di coppia rivolgendosi ad un professionista esperto in materia. Affrontare insieme questa comune sofferenza è fondamentale sia dal punto di vista soggettivo che relazionale e sentimentale, invece che renderla motivo di separazione e quindi ulteriore dolore per entrambi.
La coppia necessita di supporto come la singola persona nei momenti di difficoltà e disorientamento. Come un bambino ha bisogno dell'adulto quando non sa come comportarsi di fronte a un ostacolo, come un adulto ha bisogno di un amico quando non sa cosa fare, come una donna ha bisogno del proprio compagno nelle situazioni più difficili, così quando ciascuno dei due partner è smarrito, è importante che entrambi si affidino a un professionista che possa prenderli per mano e guidarli insieme verso il superamento del tunnel.
Consiglio pertanto una psicoterapia di coppia senza paura nè indugi, che comunque non esclude il percorso individuale che la sua compagna sta già facendo.

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12 MAR 2015

Caro Paolo,
L’elaborazione che come coppia comporta il non poter avere più figli può essere impegnativa. La sua ragazza se ne sta prendendo le responsabilità e anche il peso, che a volte sembra schiacciarla. Ma non è ferma, è in movimento, soprattutto avendo fatto la scelta di andare da uno psicologo.

Mi chiedo come l’abbia presa lei la consapevolezza di non poter avere più figli come coppia. Sembra che su di lei ricadano solo le conseguenze di come la sta vivendo la sua compagna. La sensazione di sentirsi come un “polipo sbattuto sugli scogli” non è piacevole, ma è quello che lei prova e che lei non intende più sottovalutare.

Cominci da qui, quindi, dal desiderio e dalla fiducia di poter star meglio. Riconsideri il vostro rapporto di coppia alla luce di quanto successo e di ciò che ha provocato in lei. Sostenga la sua compagna, ma si senta parte fondamentale della sua coppia. Se necessario chieda l’aiuto di un esperto anche lei.

Ha tutte le capacità di riemergere.

Un saluto cordiale
Dott.ssa Danila Giuranno, Gallipoli - Lecce

Dott.ssa Danila Giuranno Psicologo a Lecce

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11 MAR 2015

Buongiorno,
per rispetto della sua persona e della mia professionalità
preferisco non dare consulenze senza avere informazioni più dettagliate
sulla sua situazione. Se ha bisogno può contattarmi ai miei recapiti.
Cordiali saluti. Cristiano Grandi.

Dott. Cristiano Grandi Psicologo a Modena

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10 MAR 2015

Caro Paolo, è sempre difficile per una donna sentire di non poter riuscire a diventare mamma! E ancora più difficile è il ruolo del compagno o del marito perchè non riesce a capire cosa sta accadendo. Credo che possa esserti d'aiuto una persona che ti accompagni a capire tutto questo, e soprattutto che ti aiuti a trovare, insieme alla tua compagna, altre risorse che completino la vostra coppia. Non scegliere di stare da solo, affidati. In bocca al lupo! Silvia

Dott.ssa Silvia Belcaro Psicologo a Milano

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9 MAR 2015

Caro Paolo la reazione della tua compagna è comprensibile e in linea con quanto avviene in questi casi. La cosa migliore sarebbe una terapia di coppia o almeno qualche seduta in cui possiate confrontarvi con l'ausilio di uno psicologo. Se però lei non riesce ad affrontare questo potresti rivolgerti ad uno psicologo in modo autonomo. Il tempo comunque ti verrà incontro. In bocca al lupo.

Dr. Giuseppe Di Maria Psicologo a Roma

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9 MAR 2015

Caro Paolo,
forse ha bisogno di avere un pò di pazienza e dare modo alla sua compagna di elaborare questo lutto. Perchè per una donna l'infertilità è come la perdita di un bambino che non potrà mai nascere. E' un percorso che ha già intrapreso chiedendo il sostegno di uno psicologo. Ora deve darle il tempo di vivere questo dolore e trasformarlo. Perchè è vero, ci sono delle alternative possibili ma forse è troppo presto perchè lei possa vederle, accettarle, condividerle. Tuttavia, la cosa non riguarda solo la sua compagna ed è legittimo che lei si senta in difficoltà e disorientato come se improvvisamente si trovasse escluso, allontanato e ripreso senza coerenza, solo nel voler ripartire. Se tiene alla sua compagna saprà attendere con pazienza ma deve anche prendersi cura di sè e creda, un aiuto psicologico, non è chiedere troppo...
Un caro saluto

Dssa Daniela Sirtori - Monza

D.ssa Daniela Sirtori Psicologo a Villasanta

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9 MAR 2015

Gentile Paolo,
esiste la possibilità di adottare uno o più bambini, ne avete parlato? Non credo che la sterilità sia un motivo sufficiente per interrompere una storia d'amore per cui rischiate di ficcarvi in un vicolo senza uscita. Le consiglio di consultare uno psicologo per rendere più efficace la comunicazione con la sua compagna e di leggere anche un articolo sulle storie sentimentali non chiuse sul mio sito professionale perchè può chiarirle i rischi cui accennavo.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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