La mamma non c'è più

Inviata da Betty83 · 7 nov 2016 Elaborazione del lutto

Buonasera, sono una ragazza di 33 anni che poco meno di un anno fa ha perso la mamma. Mi è stata portata via dalla leucemia nel giro di poco più di 2 mesi senza aver avuto il minimo sintomo prima che sfociasse la malattia. Mia mamma era una donna molto forte ed era una vera e propria colonna portante della mia famiglia. Ora siamo rimasti io e mio papà. Credo di non essere riuscita a metabolizzare la perdita e a volte penso che questo sarà impossibile perchè, in questo anno, ho provato una miriade di emozioni legate a questa straziante perdita. Dalla rabbia verso i medici che non l'hanno salvata, rabbia verso Dio che ha deciso di portarmela via, senso di vuoto incolmabile, senso di apatia verso qualunque tipo di attività e chi più ne ha più ne metta. Non ho più stimoli a far nulla, non mi sento capita da chi mi sta vicino e una delle cose più brutte è che tutti i giorni rivivo quei 2 mesi infernali durante i quali sono stata vicina a mia mamma prima in ospedale e poi in hospice a vederla morire senza poter fare nulla. Il senso di impotenza e di disperazione che ho provato in quel periodo non me lo scorderò mai! La sera piango spesso pensando a lei. Sembra che non riesca a trovare sollievo in niente; non sto bene da sola e non sto bene in compagnia. Non voglio essere felice perchè so che non lo sarò mai più ma mi piacerebbe trovare un filino di serenità. Ho pensato di rivolgermi ad uno psicologo ma le sedute sono troppo care e ho sempre evitato. Cosa potrei fare per sentirmi meglio? Mi sento come un calderone pieno di emozioni negative che mi tengo per me ma che forse dovrebbero uscire in qualche modo.
Grazie per la disponibilità.
Buona serata

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Miglior risposta 8 NOV 2016

Gentile Betty 83,

mi dispiace molto per il suo grave lutto. Perdere un genitore, qualunque età si abbia, è un dolore devastante a cui non si è mai pronti.

Capisco la sofferenza e la difficoltà a riprendere in mano la sua vita. La invito però a considerare che il grande vuoto che oggi sente è anche il segno della sua grande capacità di amare. Questa sensazione di strappo e di assenza senza senso, come lo è la morte, farà sempre parte di lei. Si conceda il tempo di imparare a conviverci.

Credo che ESSERCI nel periodo della malattia e della morte sia il più grande e gratuito atto di amore che una figlia possa avere nei confronti di un genitore. Non si è onnipotenti e non vedo lei cosa avrebbe potuto fare di più o di diverso del tanto che ha già fatto.

Tratti se stessa con altrettanta tenerezza, una parte di sua mamma vive dentro di lei.

Il sorriso, l'odore, una parola e i momenti vissuti sono ricordi suoi, che le apparterranno per sempre, e che l'hanno resa la persona che è oggi. Non si può tornare indietro da questo e la morte non li potrà cancellare. In qualunque momento, di gioia o difficoltà, lei potrà come si fa con i campioncini di profumo, aprirli e godere della loro fragranza.

Tornando alle sue domande credo che possa essere utile in questo momento: dedicare del tempo all'attività fisica, basta anche una passeggiata di mezz'ora, impegnarsi in un attività che le piace, trovare uno spazio per la meditazione, o se credente per la preghiera, stare in compagnia di persone che le vogliono bene.

Per il sostegno psicologico di cui sente il bisogno, può rivolgersi ad una struttura convenzionata o alla ASL della sua città. Chieda indicazioni al suo medico.

Cordialmente,

Dott.ssa Elena Consenti
Psicologa-Psicoterapeuta Latina

Dott.ssa Elena Consenti Psicologo a Latina

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8 NOV 2016

Il lutto e la sua elaborazione sono peculiari di ciascuno ed alcuni soggetti, per la loro storia di vita, hanno più difficoltà. Betty 83 è tangibile la consapevolezza che lei ha del suo disagio e questo è un atto di coraggio e conoscenza di sé importante. Ma il lavoro "con un altro" professionista e responsabile del processo è necessario ed imprescindibile. A questo riguardo Le posso affermare che ci sono alcuni studi (come il nostro) o sportelli che "lavorano" adattando l'onorario sulle possibilità economiche del paziente e potrebbe rivolgersi ad uno di essi presente nella sua città. Per ulteriori info.ci contatti tramite portale.

Studio dott. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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8 NOV 2016

Cara Betty,
quello che scrive è perfettamente comprensibile. Ritengo che, come ha già sottolineato, potrebbe esserle davvero d'aiuto potersi rivolgere ad un terapeuta per elaborare questo lutto, così importante e difficile per lei.
Se non può permettersi una terapia a prezzo di costo consideri la possibilità di rivolgersi ad associazioni territoriali per famigliari di malati oncologici o a colleghi che prevedono un ridimensionamento dell'onorario per i pazienti che non sono in grado di affrontare una terapia a prezzo pieno, siamo in tanti ormai.
Sono piuttosto sicura che riuscirà a ricavarsi questa possibilità nella sua città a condizioni sostenibili per lei.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Alternativamente-Centro di psicologia di Annalisa Anni Psicologo a Padova

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