la difficoltà dei legami
ciao, scrivo perché ho un disagio che porto da un pò, le relazioni extraconiugali.
Ho sempre avuto problemi a far amicizia nell'ambiente quotidiano fin dalla tenera età, facevo amicizia solo con bambini che non rivedevo più mentre nella vita di tutti giorni non facevo altro che sentirmi criticata dai compagni prr il modo di fare, di vestirmi, di parlare. Anche i parenti mi mettevano insicurezze soprattutto sul peso (sono molto magra) e le bambine mi bulizzavano molto perché più fragile e senza un gruppetto. Bene alla veneranda età di 17 anni la cosa non è cambiata molto, le ragazze mi usano come amicizia temporanea nonostante io cerchi di essere sempre gentile e disponibile, ho sempre l'impressione di annoiare, di non farle ridere molto visto che con le altre si pisciano dalle risate, mi chiedo sempre cos'è che sbaglio, se sono a volte troppo silenziosa o se, al contrario, parlo troppo o troppo seriamente per i loro gusti. Fanno sempre così, facciamo amicizia, parliamo un paio di volte e il tempo che si legano ad altre e diventano come sorelle mentre io sono già acqua passata. Non dico per vittimismo mi sono passati davanti anni dove sono rimasta da sola perché non facevano che parlarmi per i compiti o perché avevano litigato con le altre, sempre a sentirmi di troppo, non ascoltata, mai la preferita ecco. Mai ho avuto una migliore amica, quella persona che ti sceglierebbe sopra tutti e tutto, che c'è sempre, che viene a casa tua e parlate o studiate, purtroppo non ho mai avuto questo privilegio e sono tanto invidiosa di chi l'abbia. Oltre alle ragazze ci sono i ragazzi, ovviamente, per un periodo in prevalenza ho avuto amici maschi proprio perché le ragazze non mi si filavano, fin quando hanno iniziato ad oggettificarmi o fare battute squallide, per non parlare di quello che le stesse ragazze o compagne dicessero di me. Troia, succhiacqzzi, ruba fidanzati, erano tutte convinte che io facessi fare le corna o che stessi con i ragazzi solo per approvazione maschile, solo perché nello stesso periodo ho iniziato a piastrarmi i capelli, truccarmi e vestirmi diversamente. Quando capì che non avevo speranze in nessun caso, mi sono isolata, ero stanca di provare ad integrarmi in qualcosa che evidentemente non mi apparteneva. Non so se il problema sono io, ma è una cosa che penso fortemente, non può essere che tutte quelle che ho conosciuto mi odino senza motivo o che abbiano la necessità innata di denigrarmi, criticarmi o anche semplicemente ignorarmi, non includermi, farmi sentire di troppo o non ritenermi importante come amicizia, se non rimangono c'è qualcosa che non va e vorrei tanto sapere cosa sia. Sono consapevole di avere un pò di problemi con l'attaccamento, sì mi affeziono ma rimango sempre diffidente, ad esempio in un gruppo di 4 ragazze quella che parla meno delle proprie cose potrei essere tranquillamente io, non solo per la diffidenza, ma perché entro a volte anche in apatia, non mi sento connessa con quelle persone e se non se ne vanno loro, me ne vado io. Automaticamente come risulto poco interessante per le ragazze, lo risulto per i ragazzi. Non sono mai realmente piaciuta a qualcuno, hanno sempre guardato prima le mie amiche, soprattutto i ragazzi per cui provavo qualcosa e questo mi ha demoralizzata tanto perché alla fine, loro sono sempre state un passo avanti a me, soddisfatte delle loro conquiste, del loro gruppo di amiche e della loro vita, mentre io ogni giorno mi faccio in quattro per entrare non solo nelle grazie di un'amica , ma anche per piacere a quel ragazzo che non mi considera proprio. Non so se sia sfiga, ingiustizia o semplicemente in qualche modo me lo merito.