Ira incontrollabile

Inviata da Steve. 28 ott 2016 5 Risposte  · Aggressività

Salve a tutti,
rispettabili dottori, ho da un po' di tempo un problema che solo ultimamente si sta rivelando un potenziale pericolo.
Ho quasi 18 anni, faccio quinta liceo (disprezzo il luogo dove vado ogni mattina, tra l'altro), vivo solo con mia madre perché mio padre è venuto a mancare tre anni fa, mia madre un anno dopo circa si è ammalata di mielosi, in quel periodo mi sentivo con una ragazza solo virtualmente, ma procediamo con calma...
Qualche mese dopo la morte di mio padre, ad inizio 2014, ho iniziato ad accumulare una forte tristezza che con il tempo, non riuscendo a fare amicizia con nessuno, si è trasformata in rabbia, non verso una cosa specifica, ma verso il genere umano, cosa che si è incrementata dopo, con la conoscenza di questa ragazza ad inizio 2015. Ero innamorato pazzo di lei, anche lei stava male allora, quindi vedeva in me un punto di appoggio perché avevamo più o meno gli stessi problemi. Poi però ha cambiato scuola a settembre 2015, si è fatta degli amici ed ha conosciuto un sacco di persone, in pratica si è rifatta una vita, io no, ho sempre avuto come unico "amico" un ragazzo più grande di me con gravi problemi mentali, ciò mi ha ancora di più isolato da tutti poiché la gente credeva (e crede) che stando sempre con lui io sia al suo livello mentale, quindi nessuno osa avvicinarsi a me, questo ha portato ad un aumento vertiginoso della rabbia e della mania di controllo (devo sempre controllare, a tutte le ore, che la mia "ex" sia online oppure no) che già prima erano presenti, ma non in una forma così costante, oggi ho sbroccato davanti a mia madre, che ha reagito dicendomi che sono pericoloso e che riesco a fare amicizia solo con i "mongoli".
Ora, siamo ad ottobre 2016, non riesco ad accettare ancora che quella ragazza sia riuscita nel suo intento di farsi una vita normale (non ci sentiamo più, ma quelle poche volte che lo facciamo mostra un atteggiamento intimorito e quasi indifferente, forse per alcune cose che le ho detto in passato) ed io nonostante ci abbia provato sono sempre al punto di partenza se non peggio. Molte volte penso al suicidio o ancor peggio a come fare del male a delle ragazze, perché ultimamente ce l'ho con il genere femminile (perdonatemi per queste affermazioni ma è quello che provo, non ero di natura una persona violenta o altro) soprattutto perché vado in una classe di quasi sole femmine e perché non mi sento accettato da loro, la mia psicologa dice che è dovuto ad una forte frustrazione, ma ultimamente sto degenerando, provo una rabbia ed un odio indescrivibile,h o iniziato anche a prendermela con il mio "amico" offendendolo verbalmente e a volte anche fisicamente.
Mi sento solo, completamente.
Vi prego di aiutarmi, grazie mille. =)

amici

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Caro Steve, le sue parole, la sua sofferenza, ma anche la sua sensibilità colpiscono. Alla fine della sua richiesta menziona una psicologa, mi fa piacere sapere che ha già cercato un sostegno. tuttavia da quello che scrive, sembra che in questo momento non lo senta come sufficiente. Eppure credo che tra tutti noi che scriviamo sia la professionista che meglio la conosce e comprende. Forse dovrebbe chiedere a lei un sostegno maggiore o riformulare il vostro percorso. Mi domandavo anche se forse per lei in questo momento di vita, non sarebbe più funzionale un terapeuta uomo. Pensa che avvertirebbe una differenza?
Cari saluti
Stefania

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Gentile Steve nella lettera scrivi di essere seguito da una collega. Perché non ne parli meglio con lei delle tue ultime sensazioni. Non mi sembra corretto dare dei consigli quando stai seguendo già un percorso.

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1 NOV 2016

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3 Risposte

Gentile Steve,
è buona cosa chiedere aiuto quando si è in difficoltà ma bisogna poi anche affidarsi e lasciarsi guidare collaborando con chi ci sta aiutando altrimenti l'aiuto stesso si rivela sterile.
Hai detto che sei già in terapia ma da quanto tempo? Per la mia esperienza clinica una psicoterapia dovrebbe durare almeno un anno con regolari sedute settimanali.
Ti senti capito, ti senti aiutato dalla tua psicologa? Lei sta lavorando con te sulla gestione della rabbia e delle ossessioni?
Tu esegui i compiti che eventualmente lei ti assegna?
Se, dopo i primi 6 mesi, le tue risposte alle domande di cui sopra continuano a propendere per il "no" sarà il caso di rivolgerti ad altro terapeuta.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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29 OTT 2016

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Gentile Steve,
la rabbia spesso emerge quando si sente di aver subìto un torto da parte di qualcuno, mi chiedo se anche nel tuo caso sia cosí. Da quello che racconti, posso ipotizzare che forse ritieni di aver subìto un torto da quella ragazza che frequentavi ed anche dalle persone che ti tengono a distanza e non ti vogliono avere come amico.
Io ti consiglierei, se possibile, di provare a ricucire i rapporti con quella ragazza, se non abita troppo lontano da te e magari unirti alla sua compagnia di amici. Parallelemente forse potrebbe esserti anche utile coltivare un hobby (puó essere uno sport, la musica o qualunque altra attivitá piacevole per te in luoghi dove puoi incontrare qualcuno) grazie al quale potrai conoscere altri ragazzi e coltivare nuove amicizie.
Tieni presente che nel momento in cui provi a costruire nuove relazioni e nuove amicizie la rabbia non ti è di aiuto, quindi prova a metterla da parte quando ti trovi assieme ad altre persone. Se proprio senti il bisogno di sfogare la tua rabbia su qualcosa, scrivi: scrivi le cose che non ti vanno a genio, quelle che ti fanno stare male, quelle che ti danno fastidio. Anche praticare un'attivitá fisica puó essere un buon modo per sfogarsi. E poi parlane con la tua psicologa. Condivido pienamente le parole della collega dott.ssa Annalisa Anni quando dice che assieme alla tua psicologa occorre capire che senso ha la tua rabbia e portare avanti un lavoro anche su questo.
Ti auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Sustinente (MN)

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29 OTT 2016

Logo Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia

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Caro Steve,
questa rabbia, questo odio, hanno una storia, un senso, un significato anche se rappresentano una compagnia spiacevole per Lei, senza dubbio.
Mi pare di comprendere che sia già seguito da una collega (Psicologa o Psicologa- Psicoterapeuta? Sarebbe indicata la seconda qualifica), ne ha discusso con lei? Le ha parlato dei suoi timori? Avete lavorato insieme rispetto al senso di questa rabbia e alle potenziali alternative a sua disposizione?
Ritengo che questo sia il miglior lavoro che lei possa fare e, anche se non immediato, l'unico che le offra la possibilità di comprendere quello che le sta succedendo e tracciare nuove traiettorie percorribili per Lei.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

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28 OTT 2016

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