Invisibile

Inviata da Farfalla · 29 mag 2026 Terapia di coppia

Salve, sono una ragazza di 36 anni e convivo con un ragazzo di 49 anni. Lui non mi cerca spesso sessualmente mi cerca solo una volta alla settimana e ha sempre il cellulare in mano anche quando andiamo a letto.. e questo mi crea disagio perché penso che io non gli piaccio più. Gli ho sbirciato il telefono e ho visto che guarda le storie delle altre ragazze.. se io non gli piaccio più perché continua a stare con me? Io gli ho detto che mi dà fastidio che è sempre con il telefono in mano e lui mi ha risposto che anche io lo guardo sempre, invece no non è vero perché quando sto con lui a me non interessa il telefono

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Miglior risposta 1 GIU 2026

Cara Farfalla,
mi dispiace molto per la situazione che ha descritto rispetto alla quale adrebbero approfonditi diversi aspetti in modo da capire come mai accada ciò che ha narrato.

Ad esempio, ci sono progetti di coppia condivisi? da quanto tempo state insieme?
Ha provato a condividere con il suo compagno la sua insoddisfazione riguardo alla frequenza dei rapporti sessuali?
Consideri che la riduzione nella frequenza dei rapporti sessuali non coincide automaticamente con un calo di interesse verso il partner.
E' un comportamento che può essere generato da diversi fattori:
1) stress
2) problemi individuali
3) scarsa comunicazione e intimità con il partner
4) visione di film porrn ecc.
5) possibile calo della libido che all'età di 49 anni è plausibile, considerando le statistiche andrologiche a riguardo
6) i rapporti sessuali non sono ritenuti piacevoli, percepiti come noiosi o ripetitivi

Detto ciò, io credo che prima di trarre conclusioni sul comportamento del suo compagno, sia necessario parlarne più approfonditamente con lui, magari con il supporto di un professionista che vi aiuti a comunicare più efficacemente.
Anche perchè dietro un allontamento fisico c'è quasi sempre un allontamento emotivo che si genera da una difficoltà nel confrontarsi, nel parlare, nel riconoscersi.

Vi aguro di risolvere la situazione!

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Psicologo a Roma

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24 GIU 2026

Buonasera,
più che concentrarsi sul fatto che lui guardi alle donne o abbia spesso il telefono in mano, mi chiederei cosa sta accadendo dentro di lei. Quando iniziamo a sentirci poco considerati, è facile cercare conferme nei comportamenti dell'altro. Il rischio però è mettere il proprio valore nelle sue domani. la domanda forse non è gli piaccio ancora? ma questa relazione mi f sentire vista desiderata e importante?
Provi a portare il focus meno sul controllo dei suoi comportamenti e più sull'ascolto dei suoi bisogni. Se oggi si sente invisibile vale la pena chiedersi insieme al partner, cosa sta accadendo nella relazione, senza accuse ma con chiarezza.
Un caro saluto
Dott. Lorenzo Vazzoler

Lorenzo Vazzoler Psicologo a Roma

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20 GIU 2026

Buonasera Farfalla, capisco che questa situazione possa farla sentire ferita e, come scrive nel titolo, quasi invisibile. Tuttavia, credo sia importante distinguere i fatti dalle conclusioni che rischiano di nascere dalla sofferenza.
Lei racconta che il suo compagno la cerca sessualmente circa una volta alla settimana, guarda spesso il cellulare e segue le storie di altre ragazze. Da questi comportamenti è arrivata a pensare che non gli piaccia più. Ma siamo sicuri che queste due cose coincidano? Una diminuzione dell'attenzione o alcune abitudini che ci infastidiscono non significano necessariamente che l'amore o il desiderio siano finiti.
Mi sembra che la questione centrale riguardi il bisogno di sentirsi desiderata, scelta e riconosciuta dal suo partner. Quando questo bisogno non trova risposte sufficienti, è facile che ogni gesto dell'altro venga letto come una conferma delle proprie paure.
Allo stesso tempo, controllare il telefono del partner, anche se spinti dall'angoscia, raramente aiuta a stare meglio. Spesso alimenta ulteriori dubbi e sospetti, senza fornire le risposte che si stanno cercando.
Forse potrebbe essere utile spostare la conversazione dal tema del cellulare a ciò che prova lei: sentirsi trascurata, poco cercata o poco importante nella relazione. Sono aspetti diversi e spesso più profondi.
Credo che un percorso psicologico (a mio avviso meglio se di orientamento psicoanalitico) potrebbe aiutarla a comprendere meglio queste dinamiche e a dare spazio alle emozioni che stanno emergendo nella relazione.

Le mando un saluto,
Dott. Valentino Moretto

Dott. Valentino Moretto Psicologo a Salerno

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18 GIU 2026

Salve,

quello che descrive tocca due piani diversi che vale la pena tenere separati, perché si stanno mescolando e questo aumenta il malessere.

Il primo piano è la relazione: la frequenza del desiderio, il telefono a letto, le storie guardate. Sono cose concrete di cui ha tutto il diritto di parlare, e che meritano un confronto diretto con lui, non un controllo silenzioso del cellulare, che di solito aumenta l'ansia senza dare risposte vere.

C'è però un secondo piano, ed è quello su cui da psicologo la inviterei a fermarsi: la frase "se non gli piaccio più, allora non valgo". Quando il nostro valore dipende interamente dallo sguardo dell'altro — da quante volte ci cerca, da cosa guarda sul telefono — qualsiasi piccolo segnale diventa una sentenza su di noi. È questo meccanismo che la fa sentire "invisibile", più ancora del comportamento di lui.

Le faccio notare una cosa: lei ha già una lettura ("non gli piaccio più") e sta cercando conferme a quella lettura. Ma esistono altre spiegazioni possibili: un calo del desiderio legato a stress, abitudine, o dinamiche sue che non la riguardano. Il punto non è stabilire ora quale sia vera, è notare quanto in fretta la sua mente è andata verso "il problema sono io".

Un lavoro individuale su questo — sull'autostima e su quanto appoggia il suo valore sull'approvazione del partner — può cambiarle molto: non per "tenerselo" o "lasciarlo", ma per stare nella relazione da una posizione più solida, in cui le sue domande le può portare a lui senza sentirsi in colpa.

Se vuole fare il punto, offro un primo colloquio gratuito, anche online. Ma il messaggio principale è questo: il disagio che sente è legittimo, e non la rende né esagerata né invisibile.

Un caro saluto,
Dott. Mattia Degli Esposti
Psicologo Clinico — Ordine Psicologi Emilia-Romagna n. 12375

Dott. Mattia Degli Esposti Psicologo a Bologna

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13 GIU 2026

Gentile utente, da ciò che racconta emerge un vissuto di forte insicurezza e sofferenza nella relazione, legato soprattutto a due aspetti: la percezione di non essere desiderata e la sensazione di poca presenza emotiva del suo compagno, spesso assorbito dal telefono.
Quando in una coppia diminuisce la frequenza dell’intimità o cambia il modo di stare insieme, è naturale che possano attivarsi pensieri come “non gli piaccio più” o “non sono più abbastanza”. Tuttavia, questi pensieri, per quanto comprensibili, non sempre corrispondono alla realtà dei sentimenti dell’altro. La sessualità e il desiderio in una relazione stabile possono modificarsi nel tempo per molte ragioni: stanchezza, abitudini, stress, cambiamenti personali, dinamiche relazionali, e non necessariamente indicano una mancanza di attrazione.
Allo stesso tempo, il suo disagio è reale e merita ascolto. Il punto centrale non è tanto il cellulare o la frequenza dei rapporti sessuali in sé, ma come lei si sente dentro questa relazione: poco vista, poco scelta, poco al centro dell’attenzione emotiva del partner.
Il fatto che lui utilizzi spesso il telefono anche nei momenti di intimità può effettivamente essere vissuto come una forma di distanza o disconnessione. In molte coppie questo comportamento crea una sensazione di “presenza fisica ma assenza emotiva”, che nel tempo può generare insicurezza e frustrazione.
Rispetto alla sua domanda “se non gli piaccio più perché sta con me?”, è importante considerare che le ragioni per cui una persona resta in una relazione possono essere molteplici e non sempre coincidenti con il desiderio sessuale: affetto, abitudine, progettualità, sicurezza emotiva, legame affettivo costruito nel tempo. Ridurre tutto al solo interesse sessuale rischia di semplificare una dinamica più complessa.
Mi sembra anche significativo il momento in cui lei ha provato a esprimere il suo disagio sul telefono e ha ricevuto una risposta difensiva (“anche tu lo guardi sempre”). Questo tipo di scambi spesso non porta a una reale comprensione reciproca, ma ad un aumento della distanza.
Forse la domanda più utile da porsi non è solo “gli piaccio ancora?”, ma anche:
Mi sento desiderata, ascoltata e importante in questa relazione?
Quando esprimo un bisogno, viene accolto o minimizzato?
Questa relazione mi fa stare bene nella mia quotidianità o mi genera più spesso dubbio e insicurezza?
In molte coppie, difficoltà di questo tipo possono essere affrontate e migliorate attraverso una comunicazione più aperta e meno accusatoria, oppure, quando necessario, con un percorso di terapia di coppia che aiuti entrambi a comprendere meglio i propri bisogni e le proprie modalità di relazione.
Il suo disagio non va sminuito, ma nemmeno necessariamente interpretato come prova del fatto che lei “non piaccia più”. Piuttosto, sembra indicare una relazione in cui il bisogno di vicinanza emotiva e attenzione non sta trovando uno spazio sufficiente. Ed è proprio su questo che, eventualmente insieme al suo partner, potrebbe essere utile lavorare.

Federica Mileto Psicologo a Lecce

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9 GIU 2026

Buongiorno, da quello che racconti, il dolore che provi non sembra derivare soltanto dalla minore frequenza dei rapporti sessuali, ma soprattutto dal significato che questa situazione assume per te. Quando il partner appare poco disponibile sul piano affettivo o erotico, è naturale che possano attivarsi vissuti di insicurezza e domande sul proprio valore e sulla propria desiderabilità.
Il fatto che lui utilizzi spesso il cellulare, anche nei momenti di intimità, sembra essere vissuto da te come un segnale di distanza emotiva. In questo senso, il telefono non rappresenta soltanto un oggetto concreto, ma diventa il simbolo di un'attenzione che senti sottratta alla relazione. Da qui nasce il timore: "Se guarda altrove, forse non gli piaccio più".
Tuttavia, è importante distinguere tra i fatti e le interpretazioni. Una diminuzione dell'iniziativa sessuale o l'interesse per contenuti online non indicano necessariamente una perdita di sentimento o di attrazione. Nelle relazioni di lunga durata il desiderio può esprimersi in modi e tempi diversi, influenzati da molti fattori personali, relazionali e anche dall'età.
La domanda che poni "Se non gli piaccio più, perché continua a stare con me?" è molto significativa. Forse sarebbe utile trasformarla in un'altra domanda: "Che cosa mi fa sentire così poco vista e rassicurata all'interno di questa relazione?". Questo sposta l'attenzione dal cercare di indovinare ciò che lui prova al comprendere meglio i tuoi bisogni emotivi.
Più che controllare il telefono o cercare conferme indirette, potrebbe essere utile aprire un dialogo sincero su come ti senti: non accusandolo di guardare altre ragazze, ma raccontandogli che ti senti trascurata, poco desiderata e che avresti bisogno di maggiore vicinanza e attenzione.
In una coppia, infatti, il problema raramente è il cellulare in sé; spesso il nodo riguarda il bisogno di sentirsi scelti, visti e importanti per l'altro.

Dott.ssa Barbara Pirazzi Maffiola
Psicologa in presenza e online

DOTT.SSA PIRAZZI MAFFIOLA BARBARA Psicologo a Alessandria

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6 GIU 2026

Buongiorno,

comprendo il disagio che sta vivendo. Da ciò che racconta, sembra che la sofferenza non derivi soltanto dai comportamenti del Suo compagno, ma anche dal significato che attribuisce ad essi, ad esempio l'idea che se la cerca sessualmente meno frequentemente o guarda le storie di altre ragazze, allora non sia più interessato a Lei.

Tuttavia, questi collegamenti, per quanto comprensibili, non costituiscono necessariamente una prova del fatto che non le piaccia più.

Nelle relazioni possono esserci differenze nei bisogni di intimità, nelle abitudini legate all'uso del telefono o nel modo di esprimere l'interesse affettivo.

Più che cercare conferme attraverso il controllo del cellulare, che spesso aumenta dubbi e insicurezze, potrebbe essere utile approfondire con lui come si sente nella relazione e quali sono i bisogni di entrambi rispetto alla vicinanza emotiva e fisica.
Se questo tema genera in Lei sofferenza frequente o timori di non essere abbastanza amata o desiderata, potrebbe essere utile riflettere anche su come questi pensieri influenzano il Suo benessere e il modo in cui vive la relazione.

Resto a disposizione
Dott.ssa Martina Vallocchia

Dott.ssa Martina Vallocchia Psicologo a Roma

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5 GIU 2026

Buongiorno,

la situazione che racconta sembra crearle grande disagio e insicurezza all'interno della relazione di coppia. In questi casi è fondamentale indagare diversi aspetti interpersonali: comunicazione, fiducia, impegno e certamente la dimensione sessuologica.
Non è possibile individuare a priori un'unica causa alla base del minore desiderio che il suo partner sembra avere nei suoi confronti, poiché la sessualità è un comportamento umano che dipende da molteplici fattori. In questo senso, sarebbe importante comunicare all'altro quali sono gli aspetti che le creano maggiore sofferenza. Consci del fatto che non può essere lei a farsi carico dell'intera situazione relazionale: non può modificare e controllare ciò che l'altro pensa, vuole, desidera.
Sicuramente, all'interno della coppia è necessario ritagliare e costruire reciprocamente dei momenti e degli spazi dove essere necessariamente presenti per l'altro. La terapia di coppia è proprio uno spazio nuovo in cui poter indagare questi aspetti relazionali e migliorare (se entrambi i partner sono motivati nel farlo) la comunicazione interpersonale, anche nella sessualità.

Un cordiale saluto, rimango a disposizione
Dott.ssa Lama Carola

Dott.ssa Carola Lama Psicologo a Aosta

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4 GIU 2026

Buongiorno,

capisco molto bene che per lei sia difficile avere un partner che la cerca poco. Deve sapere, però, che non tutte le persone hanno bisogno di avere rapporti sessuali quotidiani: per alcune va bene anche una volta a settimana, o di meno. E' un aspetto molto soggettivo. Certo è che i due partner devono concordare e trovare un equilibrio che vada bene ad entrambi. Ha mai provato a far presente al suo compagno che per lei questo è fonte di preoccupazione e di sofferenza? Magari lui non se ne rende conto.

Un cordiale saluto

Dott.ssa Mara Lever

Mara Lever Psicologo a Trento

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3 GIU 2026

Gentile,

dalle sue parole emerge una sofferenza che sembra legata soprattutto al sentirsi poco vista, poco cercata e poco considerata all'interno della relazione. Quando alcuni comportamenti del partner vengono percepiti come segnali di distanza, come l'utilizzo frequente del telefono, la riduzione dell'intimità o la sensazione di non essere una priorità, è comprensibile che possano nascere dubbi sul proprio valore e sul posto che si occupa nella coppia.

È importante però distinguere ciò che si osserva dai significati che inevitabilmente tendiamo ad attribuirgli. Il fatto che il suo compagno guardi le storie di altre ragazze o che la frequenza dei rapporti sessuali non corrisponda ai suoi desideri non permette, da solo, di concludere che non sia più interessato a lei. Tra un comportamento e la sua interpretazione esiste spesso uno spazio che può essere colmato solo attraverso il dialogo.

Forse potrebbe essere utile portare l'attenzione su ciò che prova quando vive queste situazioni: si sente trascurata? Non desiderata? Messa in secondo piano? Condividere queste emozioni con il partner, più che discutere su chi utilizzi maggiormente il telefono, potrebbe favorire una comunicazione più autentica e permettere all'altro di comprendere meglio il suo disagio.

Anche il fatto di aver controllato il suo cellulare sembra raccontare il bisogno di trovare risposte e rassicurazioni rispetto a timori che la stanno facendo soffrire. Interrogarsi su quali paure abbiano accompagnato quel gesto potrebbe aiutarla a comprendere più a fondo ciò che sta vivendo.

Se questa situazione continua a generare insicurezza, tensione o conflitti, uno spazio di consulenza psicologica potrebbe aiutarla a esplorare i suoi vissuti relazionali e a trovare modalità più efficaci per esprimere bisogni, aspettative ed emozioni all'interno della coppia.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Elisa Raso
Psicologa
Aosta e Online

Dott.ssa Elisa Raso Psicologo a Aosta

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2 GIU 2026

Buonasera,
quello che descrivi sembra toccare un punto molto delicato: il bisogno di sentirti desiderata, vista e importante nella relazione. È comprensibile che alcuni comportamenti del tuo partner – come la distanza sessuale o l’uso del telefono nei momenti di intimità – possano farti sentire insicura o poco apprezzata.

Allo stesso tempo, il significato di questi comportamenti non è sempre così diretto come può sembrare. Spesso, nelle coppie, si creano modalità diverse di vivere la vicinanza, il desiderio e anche l’uso degli spazi personali. Il rischio è che, in assenza di un confronto aperto e autentico, si riempiano questi “vuoti” con pensieri che fanno stare male.

Potrebbe essere utile provare a condividere con lui non tanto ciò che “fa di sbagliato”, ma come ti fa sentire: il tuo disagio, il bisogno di sentirti più cercata e considerata. Questo apre più facilmente uno spazio di ascolto reciproco, rispetto a un confronto sul “chi ha ragione”.

Se senti che questi vissuti diventano persistenti o faticosi da gestire, uno spazio di supporto psicologico può aiutarti a fare chiarezza, sia su ciò che desideri nella relazione, sia su come comunicarlo in modo efficace.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line

Dott. Fabio Mallardo Psicologo a Mestre

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1 GIU 2026

Gentilissima Farfalla,

Quello che descrive è un disagio reale e comprensibile. Si trova in una situazione in cui i comportamenti del suo compagno — la distanza sessuale, il telefono sempre in mano, lo sbirciare nelle storie altrui — le restituiscono un'immagine di sé come donna non desiderata. E da lì nasce la domanda: se non gli piaccio, perché sta con me?

Dal punto di vista adleriano, emerge un senso di inferiorità che cerca conferma nell'altro. Il problema non è tanto ciò che fa lui, quanto ciò che quei comportamenti le dicono di sé stessa. La sua autostima dipende, in questo momento, dallo sguardo del partner — e questo la rende vulnerabile a ogni piccolo segnale che interpreta come un rifiuto.

Vale la pena chiedersi: quella voce che dice *"non piaccio più"* — da dove viene? È davvero nuova o è una storia che si racconta fin da prima di questa relazione?

Anche la dinamica comunicativa che descrive — lei esprime un disagio, lui risponde accusandola della stessa cosa — è uno schema che merita attenzione. Non perché lui abbia torto o ragione, ma perché così la conversazione si chiude prima ancora di iniziare e lei rimane sola con i suoi dubbi. Potrebbe essere davvero utile parlarne insieme, eventualmente con l'aiuto di un professionista esterno, se desiderato.

Un percorso terapeutico può aiutarla a capire da dove provenga questo bisogno di conferma e a costruire un senso di sé più solido — indipendentemente da ciò che il suo compagno fa o non fa.

Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento, in presenza o online.
Cordialmente,
Dott.ssa Elsink

Dott.ssa Liesbeth Elsink Psicologo a Pavia

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1 GIU 2026

Ciao Farfalla
non so se il problema sia davvero che guarda le storie di altre ragazze. Quello che mi colpisce di più è che il telefono sembra essere diventato un terzo incomodo nella vostra coppia. Il letto dovrebbe essere uno spazio di connessione, intimità e presenza reciproca, mentre oggi per molte coppie è diventato il luogo dove continuare a essere connessi al resto del mondo e disconnessi da chi si ha accanto.
È comprensibile che tu possa interpretare questa distanza come una mancanza di interesse nei tuoi confronti. Più che chiederti se gli piaci ancora, forse sarebbe utile capire se lui è ancora realmente presente nella relazione o se sta investendo sempre meno energie emotive nella vita di coppia.
A volte il problema non è chi c'è dall'altra parte dello schermo. Il problema è che lo schermo finisce per occupare uno spazio che dovrebbe appartenere alla coppia.
Parlatevi o parlatene insieme con un* psicolog*
Lisa Muto - InsideYou

Dott.ssa Lisa Muto - InsideYou Psicologo a Napoli

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1 GIU 2026

Carissima Farfalla,

purtroppo la tua situazione è piuttosto frequente, intendo dire che dopo molto tempo che si sta insieme viene un po a mancare quell'attrazione che c'era all'inizio.
Non ti devi però scoraggiare. Infatti con gli anni vengono a maturare interessi e appetiti inediti che assaporano soprattutto valori come la fedeltà, la stima e l'amore maturo. E' necessario che insieme troviate il modo di scoprire e valorizzare aspetti di entrambi che non conoscete ancora ma che con pazienza possono essere trovati. L'amore maturo richiede tempo e dedizione e in tal modo può offrire grandi felicità durature non bisogna scoraggiarsi o cercare di riattivare per forza ciò c'era all'inizio. Anche cercare un altro partner non è una buona cosa proprio perchè anche in questo caso si ripercorrerebbero le strade del rapporto di prima.

Fammi gentilmente sapere come ti vanno le cose
Grazie per la tua domanda
Dott.Gabriele Lenti
Psicoterapeuta

Dott. Gabriele Lenti Psicologo a Genova

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1 GIU 2026

Quando in una coppia diminuisce o smette di esserci interesse sessuale, da una parte dei due, pare che non ci siano caso di forza maggiore, può essere un segnale di disagio che la coppia sta vivendo

Il fatto che uno dei due di solito l’uomo Val di storie con altre ragazze Ecc.. può essere un ulteriore campanello d’allarme che c’è qualcosa che non va

Guardare i video con altre donne, soprattutto se a sfondo sessuale tende ad oggettivizzare la donna a vederla come oggetto di piacere su cui scaricare la propria libidine. Questo crea facilmente dipendenza e crea disagio nella coppia

Non di rado chi chi guarda video con donne su Internet per voglia di avere rapporti intimi all’interno della coppia

Questo ver vale motivazioni anzi di confronto con la coppia povera, non riuscire paura di deludere sentirsi soddisfatto già avendo guardato donne su Internet

Possono essere motivazioni non direttamente collegata alla sfera sessuale, ma che si ripercuotono su di essa

È necessario fermarsi per prendersi del tempo e approfondire.

Le consiglio col tuo ragazzo, spiegargli la situazione concretamente ed oggettivamente di come si sente di come l far sentire questa situazione concretamente.

Cercare di capire insieme le motivazioni concrete di entrambe le parti in un clima non giudicante di ascolto e supporto reciproco concreto

Per riuscire a trovare concretamente una soluzione

Un percorso psicologico per essere utile a comprendere meglio e affrontare la situazione

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

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1 GIU 2026

Gentile
la ringrazio per aver condiviso una situazione che la sta facendo soffrire e che comprensibilmente le genera dubbi, insicurezza e disagio.

Da ciò che racconta, sembra che non sia soltanto la frequenza dei rapporti sessuali a farla stare male, ma soprattutto il timore di non sentirsi più desiderata e importante per il suo compagno. Quando percepiamo una distanza emotiva o fisica nella relazione, è naturale iniziare a interrogarci sul significato dei comportamenti dell'altro e talvolta a temere di non essere più amati o apprezzati.

È importante però considerare che una minore iniziativa sessuale non indica necessariamente una perdita di interesse o di sentimenti. Le ragioni possono essere molteplici e riguardare aspetti personali, emotivi, relazionali o legati alle abitudini quotidiane. Allo stesso modo, il fatto che lui guardi le storie di altre ragazze sui social non rappresenta automaticamente la prova che non sia più interessato a lei.

Quello che emerge con maggiore forza è la difficoltà di comunicare i rispettivi bisogni senza sentirsi invalidati o fraintesi. Lei ha espresso il suo disagio riguardo all'uso del cellulare, ma la conversazione sembra essersi trasformata in un confronto su chi utilizzi di più il telefono, senza arrivare al cuore del problema: il suo bisogno di sentirsi vista, cercata e considerata all'interno della relazione.

Potrebbe essere utile approfondire insieme queste emozioni e comprendere meglio cosa sta accadendo nel rapporto, così da trovare modalità più efficaci per comunicare con il partner e gestire le insicurezze che questa situazione sta alimentando.

Resto a disposizione qualora desiderasse un confronto professionale.

Un cordiale saluto,

Dottoressa Psicologa Alessia Mariosa
Ricevo anche online

Alessia Mariosa Psicologo a Milano

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1 GIU 2026

Buongiorno
Sarebbe utile chiederlo a lui
Come mai guarda sempre il cellulare
Vi consiglio dei colloqui insieme da uno psicoterapeuta.Per analizzare meglio.la vostra coppia.
Dottssa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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1 GIU 2026

Buongiorno,
Leggendo le tue parole, mi chiedo se il disagio che provi dipenda solo dal comportamento del tuo compagno o se tocchi anche qualche ferita più antica. A volte, quando abbiamo vissuto tradimenti, rifiuti o delusioni, diventiamo particolarmente sensibili ai segnali che interpretiamo come disinteresse. Così il telefono, o le storie delle altre ragazze, possono assumere un significato altro. Potrebbe essere utile provare a condividere con lui non tanto i tuoi sospetti, quanto le emozioni che vivi in quei momenti: il sentirti trascurata, poco desiderata o poco importante. Spesso esprimere la propria vulnerabilità in modo autentico e assertivo aiuta più che cercare conferme o prove.

Cordiali saluti.

Federica Catelli Psicologo a Torino

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31 MAG 2026

Cara Farfalla,

Da ciò che narra in questo messaggio è evidente una condizione in cui non si sente vista, considerata... distante.

Premettendo che non c'è una frequenza giusta ed una sbagliata quando si tratta di sesso, nella relazione è importante sia il sesso che la connessione, l'attenzione e la rassicurazione.
Quando una persona che amiamo sembra più coinvolta dal telefono che dalla relazione, è naturale iniziare a chiederci se siamo ancora desiderate o importanti per lei. Lei vorrebbe sentirsi scelta, cercata e presente nei suoi pensieri quando siete insieme e quando questo non accade, quel dolore simile ad un rifiuto rischia di trasformarsi in sospetto e controllo, come è successo quando ha sentito il bisogno di guardare il suo telefono.

E' fondamentale per lei riconoscere che molto spesso tendiamo a colmare i vuoti di comunicazione e i dubbi con le nostre paure interiori e quelle stesse paure protratte nel tempo e mai discusse possono diventare delle certezze.

Detto questo, le relazioni si nutrono di dialoghi sinceri e profondi, raramente di interpretazioni.
Spostando il focus su di lei vorrei invitarla a chiedersi se effettivamente riesce ad esprimersi con lui, a dirgli come si sente con fermezza senza accuse o difendersi dalle sue paure.

Provi a spiegargli cosa le manca e non cosa sbaglia, questo può aprire ad un confronto molto diverso da un attacco.

Il suo vissuto merita ascolto ed il suo comportamento/insicurezze nascondono la sua verità e merita attenzione.
Inoltre, anche la vostra relazione ha una storia che si potrebbe ripercorrere in una terapia di coppia per valutare cosa vi ha portati a questo momento della relazione.

Resto a disposizione
Dott.ssa Mariagrazia Schettini

Dott.ssa Mariagrazia Schettini Psicologo a Bari

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31 MAG 2026

Gentile farfalla, il disagio e l'insicurezza che descrive sono specchio di una solitudine profonda, paradossalmente vissuta proprio all'interno di una convivenza. Almeno a me la solitudine è la prima cosa che arriva. Quando l'intimità si riduce e lo smartphone diventa un terzo incomodo sempre presente, persino a letto, è inevitabile sentirsi trascurate e invisibili. Tuttavia, la tendenza del suo compagno a rifugiarsi nello schermo, a guardare le storie di altre ragazze o a liquidare il problema dicendo «lo fai anche tu» racconta qualcosa che va oltre il semplice "piacere o non piacere". Mi domando però se oltre al disinteresse che lei legge non possa nascondere altro, un rifugio perchè magari c'è qualcosa da affrontare insieme.

Il nucleo della questione qui è sulla natura del vostro legame. Quando lei si chiede perché lui continui a stare insieme a lei se non la cerca, apre la porta a una riflessione cruciale. Molte coppie rimangono unite non per l'intensità della passione, ma per abitudine, per il comfort della quotidianità o per paura della solitudine, tollerando una "distanza di sicurezza" che protegge entrambi da un coinvolgimento più profondo. Il fatto che lui neghi l'evidenza, ribaltando la colpa su di lei, dimostra una difficoltà a specchiarsi nel suo disagio e a prendersene cura.

La dinamica in cui vi trovate rischia di trasformarsi in un circuito logorante: da un lato c'è un evitamento emotivo e sessuale, dall'altro il tentativo di controllare l'altro (come sbirciare il telefono) per trovare risposte che di fatto alimentano solo l'insicurezza. Più che focalizzarsi sul perché lui resti, la domanda più trasformativa che può farsi, con amore verso se stessa, è: cosa trattiene lei in una relazione in cui si sente costantemente rifiutata e messa in secondo piano rispetto a uno schermo?

Le auguro di ritrovare, con amore, la centralità che merita.

Roberto Casella Psicologo a Caserta

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31 MAG 2026

Buongiorno,
da quello che racconta sembra che il punto più doloroso non sia solo il cellulare o la frequenza dei rapporti, ma il sentirsi poco vista e desiderata. Quando lui è spesso al telefono, anche a letto, e lei vede che guarda altre ragazze, è comprensibile che dentro di lei si attivi il pensiero di non piacergli più.
Il problema è che, quando ci si sente poco cercati, ogni gesto dell’altro può diventare una conferma di questa paura. Tutto finisce per costruire la sensazione di non avere più un posto desiderabile nella relazione.
Questo però non si risolve controllando l'altro, perché il controllo di solito calma per poco e poi aumenta il bisogno di cercare altre prove. Il punto più importante è capire se tra voi c’è ancora uno spazio in cui poter parlare davvero di desiderio, distanza e bisogno di sentirsi scelti.
Forse può provare a dirgli non solo che le dà fastidio il telefono, ma cosa le succede quando lo vede così distante: che si sente messa da parte, poco cercata, insicura del suo desiderio verso di lei. È diverso dal rimproverarlo, perché sposta il discorso dal comportamento al vissuto.
È importante provare a capire se lui è disposto a esserci davvero nella relazione, non solo fisicamente, ma anche emotivamente.
Se ogni volta che lei prova a parlare del suo disagio lui minimizza o ribalta tutto su di lei, allora quel malessere va ascoltato con serietà.

Resto a disposizione,
Dott. Marco Zuccon
Psicologo
Online - Firenze

Dott. Marco Zuccon Psicologo a Firenze

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31 MAG 2026

Capisco perché questa situazione ti faccia stare male. Quando ami una persona e senti che non ti cerca quanto vorresti, è facile iniziare a chiedersi se non si è più desiderate o se qualcosa sia cambiato. Vedere poi che passa molto tempo sul telefono e guarda le storie di altre ragazze può amplificare queste paure e farti sentire messa in secondo piano. Detto questo, il fatto che lui abbia meno iniziativa sessuale o che guardi contenuti sui social non significa automaticamente che non gli piaci più o che non tenga a te. Molte persone, soprattutto nelle relazioni lunghe, esprimono l'affetto e il legame in modi diversi dal desiderio sessuale frequente. Quello che però conta è che tu stai vivendo un disagio reale: non ti senti abbastanza vista, desiderata e rassicurata. Quando gli hai detto che il telefono ti dà fastidio, probabilmente avresti avuto bisogno che lui ascoltasse il tuo stato d'animo, più che discutere su chi usa di più il cellulare. La domanda forse non è tanto se lui ti ama o no, ma se riesce a comprendere come ti senti e a venirti incontro. Prova a spiegargli non solo ciò che fa, ma l'effetto che ha su di te: "Quando siamo insieme e sei spesso sul telefono, mi sento meno importante e meno desiderata. Avrei bisogno di più vicinanza tra noi." Dietro la tua sofferenza non sento gelosia, sento soprattutto il bisogno di sentirti scelta, cercata e importante per la persona che ami. E questo è un bisogno umano e comprensibile. Saluti

Dott.ssa Ada Palma Psicologo a Giugliano in Campania

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31 MAG 2026

Gentile Farfalla, grazie per aver raccontato la sua esperienza, permettendo una riflessione sul tema.
Comprendo il suo disagio, vivere con il pensiero che la persona accanto non ci stia raccontando una cosa così importante come il coinvolgimento nella relazione è doloroso e posso solo immaginare quanti dubbi crei.
Di per sé la sessualità è complessa ed estremamente soggettiva, anche nella frequenza, e la comunicazione è fondamentale nella coppia per trovare una dinamica soddisfacente per entrambi.
Le suggerirei di valutare, insieme al suo compagno, un percorso di coppia (meglio se con un/una professionista specializzato/a in sessuologia) per esplorarvi come coppia e trovare strategie per il benessere.
In alternativa o in parallelo può anche pensare a un consulto individuale per esplorare cosa le scatta in quei momenti e quali sono i suoi bisogni anche emotivi.

Nella speranza che questo confronto possa esserle utile, resto a disposizione in presenza e online.
Con affetto,
Dott.ssa Elena Sinistrero

Dott.ssa Elena Sinistrero Psicologo a Torino

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30 MAG 2026

Buongiorno,
la situazione che descrive risulta alquanto foriera di disagio ed imbarazzo che lei prova comprensibilmente, in quanto la relazione di coppia prevede, in questo caso, anche nei momenti di intimità la presenza del cellulare (una terza presenza).
L'uso di questo mezzo sempre presente indica una forma di dipendenza che quest'uomo ha , anche se non é ancora trattata dal DSM o dall'ICD, e viene segnalata come dipendenza comportamentale.
Questa sottintende un timore, una paura di sentirsi sconnessi, un uso compulsivo del mezzo, una paura di non avere sempre disponibile la connessione o il cellulare sotto mano, un bisogno di usarlo per tempi sempre più lunghi e ciò comporta rischi riguardo all'insorgenza dell'ansia, calo del rendimento, insonnia e una forma di ritiro sociale.
Oggettivamente lei viene a patire di questa dipendenza che lui ha e si sente messa in secondo piano, non desiderata come merita, non ascoltata nella sua domanda di più attenzione nei suoi confronti, ma ricevendo una risposta invalidante, cioè che anche lei si comporta nello stesso modo.
Questo é un modo di rispondere quando ci si sente attaccati e scatta il meccanismo di difesa che lui usa per negare (o non voler vedere) la realtà che lei gli descrive e la fa stare comprensibilmente male.
Il fatto che stia con lei indica che per lui va bene così, che non sembra desiderare altre donne, che non si vede questa sua modalità comportamentale come un reale rischio a cui sta andando incontro la coppia
La cosa grave é che lui non tiene presente lo stato d'animo che crea in lei, anche se glielo ha comunicato e questo porta a potersi chiedere : " ma a me sta ancora bene continuare una simile relazione? Una relazione nella quale non mi sento più ascoltata, desiderata , scelta".
Le sue azioni (es. guardare i suoi messaggi) indicano che sta venendo meno la fiducia in lui, un pericolo circa la propria autostima, un bisogno di ritrovare quella fiducia che ora é minata da questi comportamenti che richiederebbero uno spazio dedicato, dove poter affrontare, senza darsi colpe o responsabilità in modo aggressivo, ma con la necessaria calma e attenzione ai reciproci bisogni, necessità, urgenze, aspettative reciproche tradite. In buona sostanza ascoltarsi sinceramente, cercando di portare in luce le motivazione che hanno portato lui a questa "dipendenza" e lei a non accorgersi di quanto stava aumentando il tempo dedicato al telefono e il calo di desiderio e attenzione nei suoi confronti
Sarebbe bene che queto spazio d'ascolto fosse fornito e gestito da una figura professionale (psicolog* o psicoterapeuta di coppia) poiché risulterebbe neutrale e preparat* su queste situazioni, utile nel trovare punti di unione o di allontanamento, per fare in modo di riportarvi alle radici della decisione di formarvi come coppia e mettere in luce i sottostanti motivi che hanno portato a questa situazione critica.
Nel caso questa proposta, espressa in modo calmo, senza toni accusatori, manifestando totale rispetto, ma in modo chiaro e deciso non venisse accolta e condivisa, allora le suggerisco di intraprendere lei un percorso personale, per fare in modo di capire cosa non le risulti più accettabile, cosa desidera per lei, cosa ha trascurato di sé stessa, per evitare di svalutarsi ulteriormente e ad uscire autonomamente da questo disagio che prova e la fa stare male. Un malessere che la porta a pensare che lei non abbia più soddisfacenti risorse attrattive verso questo "ragazzo" di 49 anni. Una figura professionale che la sostenga e la aiuti a prendere le decisioni necessarie se le cose continuassero a procedere in tal modo.
Un sincero e cordiale saluto
dott. Giancarlo Mellano

Dott. Giancarlo Mellano Psicologo a Padova

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30 MAG 2026

Buongiorno Gentile Utente,

mi dispiace per ciò che sta attraversando emotivamente.
Ha fatto bene a scrivere su questo portale ed essersi confidata con noi professionisti.
È normale in una relazione, specialmente se sentimentale, avere dubbi se non ci sente al centro dell' attenzione in alcuni momenti soprattutto.
Il fatto che veda altre ragazze, su internet, non significa però che non sia preso da lei.
Spieghi cosa vorrebbe e come si sente emotivamente nella relazione con lui.
È importante che si validi come si sente emotivamente nella relazione e lo faccia comprendere al partner.
Resto disponibile se vorrà crearsi uno spazio di ascolto emotivo su come si sente.
Resto disponibile.

Cordiali saluti.

Dottoressa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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