Instabilità relazionale, sto rovinando la mia vita

Inviata da Lucia · 12 ott 2020

Buonasera, è la prima volta che scrivo, e chiedo scusa in anticipo se ciò che scriverò risulterà confuso ma cercherò di spiegarmi al meglio. Sento di aver perso il controllo della mia vita e di me stessa in cui non mi riconosco più. Mi sento come divisa tra due opposte personalità. Il più delle volte sono estremamente fredda, razionale, per nulla empatica, rifiuto qualsiasi relazione amicale (ho sempre stroncato sul nascere qualsiasi possibile relazione amorosa) al di fuori delle persone che ritengo "utili" al raggiungimento di un obiettivo (per es alle superiori avevo "amiche" in classe e solo quelle) e penso a tutte le mie azioni come utili o inutili (le evito) verso me stessa. A volte quasi "regredisco", divento bisognosa di affetto e attenzioni e estremamente sensibile al giudizio degli altri tanto che mi sforzo enormemente e annullo per assicurarmi che tutte le mie "amicizie" mi vogliano bene, siano soddisfatte e, se ciò non accade anche solo per un minimo, mi sento assalire da paura di abbandono, e tristezza immensa che mi blocca in tutto. Il problema sorge quando passo tra queste due fasi, quando sono in fase egocentrica provo enorme rabbia verso la me stessa che ha sacrificato tanto in nome di persone estranee e finisco per allontanarle, solo per poi cadere in depressione quando, in fase "infantile" mi accorgo di aver di nuovo allontanato e fatto del male a persone innocenti. Tutte le mie relazioni sono caratterizzate da un intenso periodo in cui mi attacco in modo univoco alla persona come se fosse per me la più importante al mondo a fasi in cui sono insofferente per il fatto di essermi lasciata assorbire dalla sudetta persona e allora taglio ogni rapporto, seguito da periodo depressivo. Questo pattern relazionale l ho sempre messo in atto fin dalla amica delle elementari ma da un paio di anni a questa parte, gli anni dell università, sono sempre di più le persone che entrano e sempre più rapidamente escono e questo fa male a me e loro. In tutto ciò non riesco a concentrarmi come dovrei sullo studio (e tremo al solo pensare di cosa ne potrà mai essere di me in un possibile contesto lavorativo) e questo mi fa ancora di più sentire male. Ho un unica carissima amica che mi è rimasta vicina nonostante il mio carattere orribile ma ora per colpa di questi miei eccessi e sbalzi degli ultimi anni abbiamo avuto non poche litigate e sento di star perdendo anche lei. Sono autentica solo con lei e non voglio assolutamnte perderla, perderei con lei gran me stessa, con gli altri sento tutti rapporti finti che io stessa porto avanti fingendo a volte perché ho paura ma questo prepara il terreno per la rottura. Sta per riverificarsi con quella che fino a qualche tempo fa ritenevo una persona molto importante. In tutto ciò devo portare avanti gli studi e sento di non avere più forze. A volte vorrei mollare tutto, allontanare tutti, chiudere le porte, mettere al collo un cartello con scritto "pericolo non avvicinarsi emotivamente". Ma ancora di più vorrei far fare pace alle parti di me o almeno smetterla di oscillare tra le due e sceglierne una. Spesso non mi riconosco nei comportamenti di una delle due fasi quando sono nell altra e mi sembra di mandare avanti la mia vita per inerzia cercando di rimanere a galla giorno per giorno. Ma in questo modo sento che non sto piu vivendo ma mi sto lasciando vivere e la sensazione di non averne il controllo è insopportabile. Nonostante la consapevolezza continuo a ripetere questi comportamenti autodistruttivi.
Attualmente sono in cura da uno psicologo ma il tipo di terapia è più di tipo comportamentale, niente farmaci, forse avrei bisogno di un approccio più profondo? So che queste poche righe lasciano un po il tempo che trovano ma avrei tanto bisogno di un parere, quanto è grave il mio disturbo? Cosa posso fare per migliorare? E quanto posso migliorare? Ringrazio in anticipo per le risposte.

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Miglior risposta 12 OTT 2020

Cara Lucia, é positivo che sia consapevole delle sue diverse parti, e di come queste parti di sé causino malessere in Lei e nelle relazioni che vive. La consapevolezza é il primo grande passo per il miglioramento di sé e non é scontato.
Ogni terapia ha una Sua efficacia, nonostante gli strumenti e i metodi utilizzati. Tutto dipende da Lei, lo stesso cambiamento in sé, e da come si sente nella relazione psicologica. Se pensa che qualcosa di piú profondo possa essere piú adatto a Lei, allora cerchi qualcosa di maggiormente analitico, per dar modo, in primis a sé stessa, di dare significato a sé stessa e a tutte le Sue componenti, equilibrandole.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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