Insicurezza, stanchezza continua, sonno durante il giorno e insonnia la notte

Inviata da Rebecca · 21 feb 2018 Ansia

Ho 23 anni, mi sono laureata con il massimo dei voti esattamente un anno fa'.
Da allora ho avuto un periodo felice durato qualche mese ma a partire dalla fine dell'estate ho iniziato a soffrire di stanchezza continua e perdita di interesse per qualsiasi cosa. Negli ultimi mesi ho molti problemi ad accettare me stessa e non solo a livello estetico ma anche come persona. Questo porta ad un grande senso di inferiorità che condiziona anche i miei rapporti sociali, e mi porta ad isolarmi.
Ancora non ho trovato un impiego attinente al mio percorso di studi, continuo a lavorare nello stesso posto in cui lavoravo durante gli studi, ma adesso anche se potrei ambire a qualcosa di più a livello professionale nel momento in cui inizio la ricerca di un nuovo lavoro degno del mio titolo di stidio questo senso di inadeguatezza che mi perseguita mi blocca. Passo il tempo libero perennemente in casa, presa dalla stanchezza che mi accompagna per tutta la giornata, ma nonostante senta bisogno di dormire per tutta la giornata nel momento in cui vado a dormire non riesco a chiudere occhio e vengo pervasa da ansie e pensieri che mi tengono sveglia tutta la notte. Questo mio malessere condiziona anche la relazione con il mio compagno, con i miei amici e con la mia famiglia, dato che preferisco stare sola piuttosto che con loro.
Come detto prima ho perso ogni tipo di interesse, e ora mi sembra di aver sprecato tanto tempo della mia vita, ma nonostante questo non riesco a reagire. Il pensiero che mi tormenta è quello di essere un incapace, di non essere all'altezza di nulla, di non essere all'altezza di un cambiamento. Non so se questo mio stato può essere definito un tipo di depressione, se può essere una condizione passeggera o perenne.

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Miglior risposta 22 FEB 2018

Ciao Rebecca buongiorno,
fossi in te aspetterei a parlare di depressione. Credo che questo periodo di stanchezza cronica che ti ha assalita da qualche mese a questa parte non sia altro che un blocco dovuto alla paura che stai vivendo nei confronti della tua vita, o meglio del tuo futuro. Il passaggio dalla vita universitaria al mondo del lavoro non è mai privo di traumi. Tu, per il momento, hai preferito evitare questo passaggio. Optando per la soluzione lavorativa che ti consentiva una continuità spazio-temporale indolore. Reputo che la sensazione di stanchezza con tutta la sintomatologia riferita, non sia altro che l’effetto, il risultato, di questo timore. Timore di “non essere all'altezza di un cambiamento” come sintetizzi magistralmente tu. Questa condizione passeggera di disagio, verrà da te percepita come perenne fin quando non deciderai di fare quel salto di qualità che ti consentirà di percepirti come una donna e non più una ragazza, come una persona autonoma e indipendente che svolge la professione per la quale ha svolto i suoi studi e non più legata alla famiglia di origine che continua per giunta a svolgere la vecchia occupazione, utile solamente a mantenerti in vista della laurea. È giunto il momento di spiccare il volo e forse, ti sarà meno difficoltoso se sarai accompagnata da una figura professionale esperta. Buona fortuna. Dott. Roberto Bernini

Dott. Bernini Roberto Psicologo a Firenze

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26 FEB 2018

Rebecca, c'è qualcosa che ti blocca e che ti porta a non sbocciare. Probabilmente l'aspetto lavorativo ha una sua connotazione fondamentale. Il punto però, soprattutto in questa condizione storica diciamo particolare italiana, sono le tue caratteristiche che ti fanno non stare bene. Alcune tuoi modi di essere emozioni vanno magari un po' riposizionare trasformati in modo da darti la forza e la visione si accedere ad altri aspetti di te stessa e dell'ambiente necessari per farti stare bene. Sono a disposizione. Buona giornata

Dott. Davide Milanese Psicologo a Tortona

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22 FEB 2018

Buongiorno Rebecca, dopo il percorso di studi non è semplice spesso orientare la bussola...che fare? Che strada percorrere?
Ecco che ci si trova faccia a faccia con le aspettative sul futuro, alcune appartengono a noi stessi, altre a chi ci ama e protegge, altre ancora sono dettate dal tessuto sociale... ed allora come fare? Mille domande e poi il caos. Questa condizione spaventa, blocca, deprime: se questo è anche il suo caso cara Rebecca, non indugi e cerchi uno psicoterapeuta che la aiuti a orientarsi in questa nuova fase della vita che seppure di cambiamento può essere in qualche modo percepita come il proseguo del suo cammino di crescita. È il momento di comprendere come usare le risorse che ha usato fino ad oggi e , perché no, scoprirne di nuove.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Chicchi Elisa Francesca.

Dott.ssa Elisa F. Chicchi Psicologo a Figline Valdarno

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22 FEB 2018

Gentile Rebecca, l’aver conseguito un traguardo, la laurea, è senz’altro un cambiamento importante che immagino l’abbia portata a proiettarsi in un lavoro diverso, stimolante sia dal punto di una sua crescita professionale sia personale. Gli ostacoli e le difficoltà incontrati conformi agli standard di una cultura dominante, come ad esempio la carriera, la bellezza, ect, sembra l’abbiano in qualche modo demoralizzata, mettendo in dubbio le sue capacità e generando in lei un sentimento di inadeguatezza che ha avuto ripercussioni non solo a livello relazionale ma anche personale. Questo spesso porta, come da lei descritto, a chiudersi in se stessi e isolarsi per paura di non essere adeguati, ma questo può generare ansia, stanchezza e rimugini, pensieri negativi, sentirsi privi di valore, non avere motivazioni, avere paura di un possibile fallimento. L’esperienza di sentirsi inadeguata la porta a vedersi in maniera negativa questo ha ripercussione sulla sua autostima e la blocca nel suo agire. l consigli che sento di darle sono quello di rimettersi in gioco e lavorare molto su di sé vista la sua giovane età. Rispetto alla stanchezza che manifesta, si accerti con il suo medico di base che non sia attribuibile a problematiche di natura organica. Nel caso ne senta la necessità può richiedere un supporto psicologico in modo da essere aiutata a scoprire l’origine del suo sentirsi inadeguata( le cause possono essere diverse) ed acquisire sicurezza in se stessa.
Dottoressa Carmen Di Grazia

Anonimo-130823 Psicologo a Cesena

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22 FEB 2018

Carissima Rebecca,
succede a molte persone di sentirsi come lei si descrive dopo aver raggiunto obiettivi importanti. E' come se tutta l'energia impiegata per quel raggiungimento all'improvviso non sapesse più come impiegarsi, è come se non avendo più quel traguardo si deve ripartire da capo per il prossimo. Sogni, immagini, esca, si diverta, dia a se stessa il tempo del riposo e della ripartenza. Sia amorevole con se stessa, lei non è inadeguata, è solo un po' stanca e bisognosa di amore. Inizi lei ad amarsi, è la cosa migliore, e se crede, si faccia aiutare... la Vita è piena di innumerevoli possibilità!
Un abbraccio

dr.ssa Anna Agresti
Psicologa psicoterapeuta, Antropologa Esistenziale

Dr.ssa Anna Agresti Psicologo a Prato

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22 FEB 2018

Rebecca, Buonasera!
Essere un pò "giù" ti fa sentire scomoda ovunque, anche nel tuo ritiro, che diventa così ancora più doloroso e, non solo apparentemente, insopportabile.
Prima cosa, parlane con qualcuno "di cui ti fidi", almeno condividendo ti puoi alleggerire, trovare sostegno o individuare un'altra "chiave di lettura".
Comunque prova ad impegnarti a fare una piccola lista delle cinque cose più importanti che stai trascurando in questa situazione. Poi, cerca di rifletterci ed AGIRE positivamente, partendo dalla Prima (quella che ritieni più importante).
Tantissimi auguri, tira fuori dal cassetto le tue risorse!
Dr Riccardo Setti
Modena
.

Dr SETTI RICCARDO c/o Poliambulatorio Me.Ga. Psicologo a Modena

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22 FEB 2018

Gentile Rebecca,
credo che il percorso universitario le abbia garantito un periodo di sicurezza, di soddisfazione nello studio, di certezza del risultato, tanto da consentirle un'ottima conclusione. Dopo però si è ritrovata a camminare da sola al di fuori di un percorso già strutturato e questo l'ha fatta sentire inadeguata e confusa...è una sensazione molto comune che spesso paralizza la persona perché non riesce a capire in che direzione andare o ha paura di sbagliare strada. Onde evitare che la situazione si cronicizzi e si ripercuota negativamente anche su altri aspetti della sua vita, contatti un/una psicoterapeuta della sua zona che la aiuterà sicuramente a ripartire con più grinta e coraggio. Vedrà che anche la stanchezza non si farà più sentire!
Un caro saluto
Dott.ssa Maria Grazia Galletta

Dott.ssa Maria Grazia Galletta Psicologo a Montespertoli

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22 FEB 2018

Cara Rebecca è doloroso anche per me dirti che sei in una fase depressiva ... aver raggiunto la laurea è stata una bella spinta a cui tuttavia è seguita la delusione: l'aspettativa che la vita ti riservare tanto di più e che come per magia risolvesse tanti problemi è svanita nel giro di qualche mese. Per ritrovare il senso delle cose e la voglia di vivere più pienamente ... ti consiglio di cercare un aiuto psicoterapeutico ..
Che ti servirà comunque anche per impostare il tuo futuro.
Maria Rita Borrello

Punto Salute Borrello - dott.ssa Rita Borrello Psicologo a Roma

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22 FEB 2018

Buongiorno Rebecca,
non è inusuale che terminato il periodo di studi che sanciva in qualche nodo un'appartenenza e un'identità il neolaureato attraversi un periodo di instabilità psicofisica. Questo in genere è dovuto alla preoccupazione o al timore, anche se non percepito, di entrare nella vita adulta, con compiti e responsabilità in prima persona. La fine degli studi può slatentizzare paure ed insicurezze che precedentemente erano contenute da un percorso stabilito e segnato a priori. Nel suo caso ritengo che potersi confrontare con uno psicoterapeuta potrebbe esserle di grande aiuto per sbloccare la situazione di stallo e di apatia nella quale si trova.
A disposizione per qualsiasi ulteriore richiesta.
Cordiali saluti
Anna ambiveri - Torino

Dott.ssa Anna Ambiveri Psicologo a Torino

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22 FEB 2018

Un crollo narcisistico. La tua immagine famigliare, il tuo Ideale di Sé, costruito e sostenuto in famiglia e nel quale finora ti sei rispecchiata, deve lasciare il posto a una nuova persona. La nuova fonte di gratificazioni per carburare la tua autostima dovrà arrivare dal mondo esterno,dagli Altri. Un "normale" periodo di transizione, quindi. Il risultato è una depressione "vuota": insoddisfazione e inadeguatezza. Prova a vedere se un impegno lavorativo "positivo" possa innescare un circolo virtuoso di soddisfazioni e di crescita di autostima. Poi si vedrà. Ciao

Dott. Luciano Malerba Psicologo a Torino

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22 FEB 2018

Buongiorno Rebecca, sicuramente il tuo stato emotivo, che si manifesta con i sintomi descritti, è indice di una rottura. E' segno di una crisi evolutiva.
Cara Rebecca, per quanto difficile ed impegnativo il mondo degli studi, dalla scuola all'università, può essere, e per alcuni lo è, paradossalmente, un mondo "sicuro". Attraverso gli studi "immaginiamo" di costruirci ed investiamo tutte le nostre energie per realizzarci. Nel particolare tu, in riferimento a quanto scritto, sei riuscita a canalizzare tutte le tue risorse per l'obiettivo prefissato: terminare gli studi con un buon riconoscimento per te stessa. Nel fare tutto questo, probabilmente, hai anche vissuto emozioni e stati affettivi di insicurezza e timore che hai "governato" con molto sforzo. Ed ecco che la tua realtà "sicura" ha trovato una verifica esterna e nuova rispetto al mondo in cui fino ad allora ti eri costruita e qui la crisi. Posso consigliarti di ripercorrere emotivamente e "visivamente" il tuo cammino di studi e individuare lo stile di comportamento che hai avuto, emozioni, idee su di te, comportamenti adottati e abilità di scelte. Questo ti permetterà di rivederti e di trovare dei punti di partenza interiori per ripartire in un "NUOVO Mondo", il lavoro. Questa realtà richiama altri comportamenti più complessi e più maturi. Non ti spaventare sei nella fase di "uscita" adolescenziale verso quella adulta. Qualora tu sentissi il bisogno di confrontarti con un esperto psicologo non esitare a farlo. Nel frattempo ti consiglio delle letture sulla PNL, potrebbe esserti di aiuto.
Se ritenessi di voler contattarmi per ulteriori approfondimenti sono a disposizione. Buona crescita.

Cordialmente,
Dr.ssa Arcangela Annarita Savino

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Psicologo a Sammichele di Bari

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22 FEB 2018

Buongiorno Rebecca
mentre leggevo con attenzione la sua lettera ho avvertito una intensa sensazione di blocco e di ostacolo alla vita. Eppure di energie ne ha, ne deve avere tante per essere stata capace di conseguire un così brillante risultato (la sua laurea). Sembra tuttavia che le manchi il carburante, la spinta per ripartire o partire per la vita "adulta" ora che la fase della sua formazione è esaurita. Potrebbe prendere in considerazione la possibilità di aiutarsi a riconquistare l'energia e la motivazione con l'aiuto di una psicoterapia ? Credo che potrebbe esserle utile. Un cordiale saluto. Drssa Loredana Muraca - Milano

Dr.ssa Loredana Muraca Psicologo a Milano

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22 FEB 2018

Cara Rebecca, probabilmente hai un disturbo depressivo, conseguenza della tua bassa autostima che, per qualche motivo, e' esordita dopo la Laurea. Ti consiglio una psicoterapia

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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